Mar. Gen 19th, 2021

L’assessore all’Urbanistica Di Matteo presenta la nuova legge sul recupero abitativo

Di Matteo: “Una legge che crea opportunità per le famiglie in questo momento di difficoltà economica e che dà la possibilità di trasformare le strutture al piano terra e seminterrate in unità abitative”

PESCARA Recupero e ripristino del patrimonio edilizio esistente con la possibilità di modificare la destinazione d’uso in abitativo di locali destinati a ripostigli, dispense e usi accessori. È quanto dispone la nuova legge votata dal Consiglio regionale nell’ultima seduta. Ad illustrare le linee innovative della legge ci ha pensato un convegno organizzato dall’assessore all’Urbanistica, Donato Di Matteo, primo firmatario e propositore della legge votata in Consiglio regionale.

“È una legge che va incontro alle esigenze delle famiglie – ha detto l’Assessore durante l’incontro pubblico organizzato a Pescara – perché crea gli spazi necessari per sistemare figli o genitori anziani”. All’appuntamento di Pescara erano presenti dirigenti e funzionari della Regione Abruzzo, esponenti politici del Consiglio regionale, Alberto Balducci e Lorenzo Sospiri, tecnici e amministratori comunali. “Una legge che crea opportunità per le famiglie in questo momento di difficoltà economica – spiega Donato Di Matteo – e che dà la possibilità di trasformare le strutture al piano terra e seminterrate in unità abitative. La legge concede inoltre l’opportunità di adeguare gli alloggi per esempio per i figli che devono sposarsi senza investire ingenti risorse. La normativa che investe una parte del meccanismo di abitabilità, non determina sanatoria perché è competenza nazionale, ma permette di trasformare locali di servizio in abitabili ed evitare di consumare altro suolo. Le strutture potranno essere recuperate come aree per attività artigianali, commerciali o destinate al settore turistico oltre all’uso abitativo. I proventi ricavati per le modifiche abitative sono destinate alle opere di urbanizzazione dei paesi o delle città per renderle più vivibili”.

I Comuni, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, devono recepire con delibera di consiglio la legge e possono in ragione di esigenze del proprio territorio introdurre elementi di ulteriore salvaguardia tipici delle realtà particolari. 

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