Sab. Dic 14th, 2019

Civeta, Febbo e Campitelli: “Paolucci continua a non dire la verità. Gli atti lo smentiscono”

Masterplan, giunta concede anticipazione alle province per le opere

I verbali di assemblea parlano chiaro. Gli atti della Regione parlano chiaro. Gli atti della Commissione di Vigilanza parlano altretanto chiaro. Così come gli atti dell’Agir

CHIETI “Il consigliere regionale Silvio Paolucci  forse non ha ancora compreso la ragione per cui hai perso le elezioni dopo aver governato: non solo non ha fatto mai nulla per cambiare le sorti del vastese, ma con le sue dichiarazioni dimostra palesemente di non affermare la verità”. Questa la replica congiunta degli assessori regionali Mauro Febbo e Nicola Campitelli che aggiungono quanto segue: “I Sindaci e i cittadini del vastese conoscono la verità e i fatti circa il Civeta. Ricordo a Paolucci che è stato lui l’autore del commissariamento del Civeta deciso in meno di due ore unitamente ai suoi amici di Partito.  E lo hanno fatto per le ragioni che saranno meglio chiarite dalle inchieste in corso. Inoltre voglio ricordare anche come proprio a partire dal commissariamento all’interno del Consorzio nel vastese sono iniziati ad arrivare in maniera incontrollata rifiuti sulla cui natura oggi il Procuratore della Repubblica ha aperto un’inchiesta. E se la discarica del Civeta è stata utilizzata anche come deposito di rifiuti provenienti da Puglia Calabria e Campania, e quindi sequestrata, bisogna sempre ringraziare Paolucci, i suoi compagni e la loro incapacità di governare. I verbali di assemblea parlano chiaro. Gli atti della Regione parlano chiaro. Gli atti della Commissione di Vigilanza parlano altretanto chiaro. Così come gli atti dell’Agir il cui Presidente del CdA mi risulta essere amico e indicato proprio dal Partito Democratico e sicuramente potrà meglio illustrare a Paolucci i fatti. È finito il tempo delle barzellette. Pertanto – concludono Febbo e Campitelli – se Paolucci ed il suo Partito non vogliono scomparire del tutto lì invitiamo ad impiegare il loro tempo a lavorare per gli abruzzesi piuttosto che chiacchierare come al bar dello sport”.

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