Dom. Ott 17th, 2021

Un parco archeologico nel sito dell’ex campo Rampigna

Un parco archeologico nel sito dell’ex campo Rampigna

Presentata in Comune la prima proposta progettuale di fattibilità

 

PESCARA

La scommessa del Parco archeologico della città nel sito dell’ex campo Rampigna esce dalla stanza dei desideri e diventa un obiettivo da realizzare per cambiare “la storia” di Pescara. Questa mattina la Soprintendente Sabap (Archeologia, Belle Arti e Paesaggio) Rosaria  Mencarelli, accompagnata dallo staff di funzionari dell’ente, ha illustrato al sindaco di Pescara Carlo Masci la prima proposta di progetto di fattibilità dell’intervento che mette al centro l’area del vecchio campo della Strapaesana, compresa tra il fiume Pescara all’altezza del Circolo Canottieri (su quest’ultimo oltretutto la Soprintendenza interverrà nei prossimi mesi con un piano di recupero), l’area lungo il rilevato ferroviario a ovest (sotto il quale sono emersi i resti dell’antico bastione San Vitale della Fortezza cinquecentesca, dove già RFI sta operando), il sito occupato dalla Questura a est (in particolare la chiesa di Santa Maria del Carmine) e la rotonda di piazza Martiri Dalmati e Giuliani. Il progetto è stato illustrato dall’Architetto Carlo Gaspari che ha utilizzato un plastico, riproducente la configurazione del Parco archeologico, e un video che ha rilanciato la filosofia alla base del piano, così come concordato l’anno scorso tra sindaco e Soprintendenza. All’incontro di questa mattina era presente anche l’assessore alla Cultura Mariarita Paoni Saccone.

Il sindaco Carlo Masci, durante l’incontro in sala Giunta è stato molto chiaro: <Una cosa oggi emerge in modo netto: questo progetto deve essere realizzato, superando vent’anni di parole inutili e polemiche. Questo tipo di progettualità storico-archeologica è stato portato avanti in grandi città europee come Marsiglia e Barcellona e noi a quelle esperienze dobbiamo ispirarci. Per questo noi abbiamo messo in gioco il campo più antico di Pescara, perché pensiamo che lì ci sia altro da scoprire e che debba essere valorizzato attraverso un Parco archeologico che potrebbe cambiare il volto e l’attrattività di Pescara. E questo è il punto di partenza. Se così non fosse, non credo che oggi saremmo qui. Abbiamo però anche le testimonianze che sono emerse nei mesi scorsi durante gli scavi, e abbiamo il muro della fortezza cinquecentesca. E’ un capitolo di valore epocale per Pescara, iniziato con il rinvenimento di resti umani e quindi di vasi antichi e oggetti domestici (di 2400 anni fa), che nel corso dell’ultimo periodo abbiamo sviluppato con la Soprintendenza. Pescara insomma è una città dinamica e moderna, sempre pronta ai cambiamenti. Ma oggi il cambiamento parte anche dal passato. Pescara si è infatti sviluppata nei secoli intorno all’area dell’ex Rampigna e oggi abbiamo una sfida importante da non perdere a beneficio delle future generazioni>.

<Il campo Rampigna – ha detto la Soprintendente Rosaria Mencarelli – sarebbe destinato a divenire il fulcro del riassetto complessivo di un’area vasta, punto di incontro tra i due lati del fiume e nello stesso tempo luogo aperto alla popolazione che in quel sito avrebbe un riferimento culturale e identitario, un luogo da vivere e in cui accogliere i visitatori. Partendo dal fiume pensiamo a un percorso lungo la storia urbana dall’antichità, che a partire dall’età romana risalirebbe lungo tutte le fasi e le trasformazioni di Pescara. Si tratta di una prospettiva enorme e di grande rilevanza, un balzo in avanti per Pescara. In pochi metri dal Rampigna c’è infatti tutta la città e oggi insieme al sindaco Masci abbiamo una sfida importante da non perdere a beneficio delle future generazioni>.

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