Aprile 29, 2026

Pier Silvio Berlusconi: “Governo Meloni il migliore d’Europa. Ius scholae non è priorità”

Pier Silvio Berlusconi: “Governo Meloni il migliore d’Europa. Ius scholae non è priorità”

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(Adnkronos) – “Penso che al di là di destra o sinistra oggi il nostro governo sia uno dei migliori in Europa, per non dire oltre. E’ una questione di concretezza e consapevolezza. Meloni si comporta come è più opportuno per l’Italia”. Così l’ad di Mfe, Pier Silvio Berlusconi, a margine della presentazione della nuova stagione Mediaset alla stampa. “Da un lato c’è propaganda – ha detto – dall’altra tenere caldo il consenso degli elettori. Lei sta facendo il massimo nell’interesse del Paese, e vale anche nel rapporto con Trump e con gli Stati Uniti”.  "Meloni sta facendo il primo ministro – ha poi risposto a chi gli chiedeva se la premier fosse diventata più moderata rispetto al passato – deve sempre trovare l’equilibrio tra il ruolo da primo ministro e parlare ai suoi elettori da leader del centrodestra. Secondo me sta facendo un lavoro unico: donna, giovane, venuta dal nulla. Ora guida il migliore governo d’Europa: tanto di cappello. La si può pensare uguale o diversamente ma c’è grande serietà, impegno, e patriottismo. Ben venga, il patriottismo”.  Sullo Ius scholae “condivido in linea di massima il principio ma onestamente ho dei dubbi sulla priorità: non mi sembra una necessità tra le prime per gli italiani quindi tempi e modi mi vedono un po’ scettico”, ha detto Pier Silvio Berlusconi in tema di cittadinanza.  “Mi spiace per Tajani – ha aggiunto – ma sono più contro che a favore, perché non è il momento. Però è falso che Tajani porta avanti lo Ius scholae seguendo indicazioni di me o Marina”. La proposta di legge “può essere migliorata ma non è mal formulata perché difende diritti delle persone che vanno sempre difesi”.  La reazione del leader della Lega e ministro Matteo Salvini non si è fatta attendere: ''Noi non condividiamo il principio di accorciare i tempi per concedere le cittadinanze, e sicuramente non è una priorità per gli italiani. Partita chiusa, tema archiviato, se ne occuperà semmai la sinistra fra trent’anni se vincerà".  A margine della presentazione della nuova stagione Mediaset alla stampa, Pier Silvio Berlusconi ha spiegato che “non c’è mai stata una voglia concreta” di scendere in politica. “Io sono felice di fare quello che faccio e oggi non ne ho nessuna intenzione e non penso alla politica. Guardando al futuro, non lo escludo: una sfida completamente nuova, perché no?”, ha detto l’ad di Mfe. Oggi questa ipotesi “non ha nessuna concretezza” ma, ha fatto notare, “mio padre aveva 58 anni quando è sceso in politica, io ora ne ho 56…”. Se fosse impegnato in politica, diverse sarebbero le priorità per Berlusconi: “Welfare, salari, sanità, scuola, maggiore sicurezza e una spinta di sviluppo. Tutto ciò che è incentivo per le aziende, occupazione ed economia”.  Forza Italia "deve essere una forza liberale e moderata, che guarda al centrodestra con una spinta progressista sui diritti di tutti”, ha affermato Pier Silvio Berlusconi. “Se non ci fosse Tajani bisognerebbe inventarlo – ha sottolineato – Questo non vuol dire che non si possa fare meglio. Stimolo Tajani a guardare avanti e a introdurre in partito presenze nuove. Tajani è bravissimo, Dalla Chiesa è bravissima, così come Gasparri e ce ne sono altri mille, anche tanti ministri di governo hanno una grande esperienza”. Nomi della serie ‘potrebbe essere lui il vero leader assoluto’ “non ne ho – ha aggiunto – ma altri nomi che mi piacciono ci sono”. Quello che manca in Italia è il centro. “Meno male che Forza Italia c’è e Tajani c’è – ha sottolineato ancora – ma nello spazio che vivo come la sinistra vera, che sono i 5 stelle, Pd da un lato e dall’altra parte Fratelli di Italia e Lega c’è in mezzo uno spazio gigante, che è quello di come pensa la maggior parte degli italiani”.  Quanto a Renzi, interessato da sempre al progetto di un centro, “io ho grandi simpatie ma non ha più peso e mordente – ha dichiarato – Renzi ha perso credibilità elettorale, è bravo ma nel suo percorso politico ha perso peso politico”.  “Mio padre manca tantissimo alla politica italiana. Amavo mio padre, avevo un rapporto profondo con lui anche di contrasto, di bisticcio come Sandra e Raimondo. Mi sono reso conto dopo la sua morte di quanto mi manchi e manchi alla politica”, ha detto Pier Silvio Berlusconi, a margine della presentazione della nuova stagione Mediaset alla stampa. “Oggi non avrebbe accettato questa situazione, si sarebbe scatenato – ha aggiunto – non si sarebbe mai arreso, avrebbe tentato di fermare queste due follie di guerre. Sarebbe stato male e avrebbe fatto di tutto”. Silvio Berlusconi “ci ha insegnato i valori e il primo su tutti è il rispetto e l’amore per la famiglia e l’essere consapevoli e contenti della propria fortuna – ha poi sottolineato parlando con i cronisti – Mio padre tutti i giorni ringraziava per quello che aveva. L’insegnamento più profondo è la sua capacità di amare e la sua benevolenza verso il prossimo”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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