Moto Gp India, Bezzecchi trionfa davanti a Martin. Cade Bagnaia
(Adnkronos) – Marco Bezzecchi trionfa nel Gp dell'India dominando la corsa dal primo all'ultimo giro. Il pilota del team Mooney VR46, in sella alla Ducati, si impone con ampio margine sullo spagnolo della Ducati Pramac Jorge Martin e sul francese della Yamaha Fabio Quartararo. Occasione sprecata per Francesco 'Pecco' Bagnaia (Ducati), caduto a otto giri dal termine quando era in seconda posizione e ora conduce nella classifica mondiale con solo 13 punti su Martin e 44 su Bezzecchi. Quarto posto per il sudafricano della Ktm Brad Binder che si lascia alle spallo lo spagnolo della Honda Joan Mir e il francese della Ducati Pramac Johann Zarco. A completare la top ten Franco Morbidelli con la Yamaha e gli spagnoli Maverick Vinales (Aprilia), Marc Marquez (Honda) e Raul Fernandez (Aprilia). Pedro Acosta vince la gara di Moto2 del Gp dell'India e allunga a +39 punti nel Mondiale su Tony Arbolino, terzo Joe Roberts. Maxi incidente alla partenza innescato da Jeremy Alcoba: coinvolti 6 piloti tra cui Celestino Vietti che ha avuto la peggio riportando la frattura del bacino e dell'anca destra. Come sarebbe andata se non avessero fermato la gara al primo via? Cosa sarebbe successo se Garcia non l’avesse rallentato al primo giro? Domande che Arbolino dovrà per forza porsi, o forse no per non guastarsi il ritorno sul podio dopo sei gare a bocca asciutta. Dovendo scegliere il cruccio maggiore, la prima partenza è la migliore occasione persa: un sorpasso magistrale all’esterno (partiva dalla terza fila), Acosta meno esplosivo e Tony che va in testa alla corsa in cinque curve. Ma l’incidente alle loro spalle, innescato da Alcoba, ha fatto scattare la bandiera rossa. Al secondo via Arbolino s’è buttato all’interno uscendo dal gruppo in terza posizione alla spalle di un Garcia arcigno. Tony l’ha passato, lo spagnolo ha risposto, Acosta scappava via. Quando Arbolino ha liquidato il pilota di Pons, Pedro s’era già messo in tasca un secondo abbondante di vantaggio. La gara s’è decisa lì. Arbolino ha cercato di recuperare ma il passo del pilota Ktm era migliore, Arbolino non ha più guadagnato nulla, alla fine s’è preso tre secondi e mezzo di distacco. Fine dei giochi. Acosta allunga anche in classifica, 39 punti sul milanese che almeno ha interrotto la serie negativa. Restano sette gare da correre, crederci fino all’ultimo è un obbligo per Tony. Sul podio è salito al terzo posto Joe Roberts, autore dell’unico vero momento agonistico della corsa: il duello prolungato agli ultimi giri con Garcia. La gara ha offerto poco altro, privata di alcuni protagonisti, Vietti tra questi, coinvolto nella carambola al via non è riuscito a schierarsi al secondo via (frattura al bacino e all’anca destra). Lopez ha steso Dixon al quinto giro (nessuna penalità per lui) è ripartito finendo penultimo. Alcoba s’è preso un long lap di penalità per l’incidente in partenza, l’ha sbagliato la prima volta, ha ripetuto l’errore la seconda volta, buttandosi nella sabbia, quasi da fermo. Chantra e Canet fuori pure loro, altri nomi di spicco tra quanti non hanno visto il traguardo. Dominio dello spagnolo nella classe Moto3 del Gp dell'India: Masià vince in India davanti ai giapponesi Toba e Sasaki e aggancia in vetta al Mondiale il connazionale iberico Holgado, quarto al traguardo. Tanti rimpianti per Bertelle, scattato dalla seconda casella e caduto dopo pochi giri. Quasi tutto nel finale di una gara che ha ribaltato il Mondiale. Ha vinto Masia in scioltezza, con una Honda che ad esclusione della sua, soffre ancora la superiorità della Ktm. Ha vinto lo spagnolo che in questi anni ha subito l’alternarsi dei suoi connazionali in vetta alla Moto3. Un successo che a fronte dell’ennesima prova chiusa giù dal podio da Holgado, lo proietta a pari merito col connazionale della Ktm, in cima al campionato. Ma negli occhi di tutti restano gli ultimi due giri e il duello tra Sasaki, deciso a difendere il secondo posto tenuto per tutta la corsa, il suo giovane compagno di squadra Veijer e Toba. Esaltante l’ultimo giro: Toba ha attaccato l’olandese e poi Sasaki che ha risposto immediatamente. Due posti sul podio e tre piloti in lotta, ma per Sasaki il miraggio di un possibile balzo in testa alla classifica. Ayumu ha difeso bene, staccate forti, traiettorie precise, fino al contatto col compagno di squadra che gli è finito addosso all’ultima curva, nel tentativo di passarlo. Un contatto contestato di cui ha pagato le conseguenza più pesanti il rookie dell’Husqvarna. “Non volevo colpire Collin – ha commentato il giapponese -, è stato un incidente di gara, mi spiace per lui”. Del contatto tra loro due ne ha approfittato Toba involatosi verso il secondo posto. Sasaki, salendo sul gradino rimasto libero, ha perso una posizione nel Mondiale, ma adesso è terzo staccato di un solo punto dalla coppia Masia-Holgado. Lo spagnolo della Ktm ha perso il primato ma può consolarsi con una gara in rimonta iniziata dalla diciottesima casella dello schieramento e finita ai piedi del podio (complice la caduta di Veijer), nonostante la caduta di Kelso al secondo giro che gli ha fatto perdere quattro posizioni, e dopo aver sistemato la questione Alonso che gli partiva a fianco. Il colombiano ha chiuso la gara alle sue spalle, confermando di non aver perso la spinta che lo ha portato a vincere tre delle ultime quattro corse. Rimpianti per Bertelle scattato dalla prima fila e caduto al quarto passaggio. Rimpianto anche per Suzuki, finito addosso a Ogden cadutogli davanti alle ruote, senza poterlo evitare (nessuna conseguenza per entrambi, fortunatamente). Per la cronaca: Oncu è scattato dall’ultima fila, penalizzato per aver ignorato una bandiera nera in qualifica, Fenati non ha preso il via per l’infortunio al piede rimediato in prova venerdì. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
