Assobalneari, su concessioni balneari caos normativo e resa all’Ue e giurisprudenza a intermittenza, governo cambi rotta
(Adnkronos) – “Il nuovo intervento sulla vicenda delle concessioni balneari, con il blocco degli emendamenti migliorativi, ha di fatto impedito qualsiasi possibilità di correggere un quadro normativo già profondamente critico”. Lo dichiara il presidente di Assobalneari Italia-Federturismo Confindustria, Fabrizio Licordari. “Nel frattempo – prosegue – sul territorio nazionale si sta consumando un vero e proprio caos amministrativo: diversi Comuni stanno approvando bandi, o si apprestano a farlo, adottando criteri tra loro difformi e introducendo regole eterogenee. In molti casi si tratta di interpretazioni discrezionali dei singoli funzionari o, ancor più gravemente, di impostazioni elaborate da consulenti esterni. Il risultato è una evidente disparità di trattamento e una situazione di totale incertezza per le imprese”. “A questo quadro già compromesso – aggiunge – si affianca l’accanimento di alcuni tribunali amministrativi che continuano a richiamarsi a una delle due cosiddette ‘sentenze gemelle’ del Consiglio di Stato, nonostante l’altra sia stata superata dall’intervento della Cassazione. E' legittimo chiedersi come sia possibile che, a fronte di decisioni così strettamente connesse, se ne continui a considerare valida solo una, alimentando un sistema interpretativo incoerente e contraddittorio”. “Si ha la sensazione – sottolinea Licordari – che il diritto venga piegato come un elastico, tirato a seconda delle esigenze, con un’applicazione degli articoli 11 e 12 della direttiva che appare forzata e distorta. Un’impostazione che si pone in evidente contrasto anche con quanto dichiarato dallo stesso Frits Bolkestein, il quale ha chiarito come la direttiva non fosse stata concepita per il comparto balneare, posizione espressa pubblicamente anche nella sede del Parlamento italiano”. “Alla base di questa deriva – spiega – vi è una precisa responsabilità politica. Il Governo avrebbe dovuto sostenere con determinazione, nelle sedi europee, una corretta applicazione della direttiva, nel rispetto degli articoli 11 e 12, difendendo le peculiarità del comparto balneare italiano. Invece abbiamo assistito a un atteggiamento di sostanziale arrendevolezza nei confronti della Commissione per il mercato interno”. “Si è arrivati persino – sottolinea – ad abrogare una norma strategica come quella sulla mappatura delle concessioni che rappresentava un passaggio fondamentale per dimostrare la non scarsità della risorsa. A questo si è affiancata l’approvazione di un Decreto Legge fortemente condizionato dall’impostazione dei tecnici europei, rinunciando di fatto a difendere il sistema turistico nazionale nelle sedi competenti, a partire dalla Corte di Giustizia. Oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti: caos normativo, disomogeneità territoriale e un settore lasciato senza certezze, esposto a decisioni frammentate e prive di una visione unitaria”. “Gli equilibri mondiali – commenta Licordari – sono in continuo mutamento e ciò dimostra che, quando esiste una reale volontà politica, tutto può essere rimesso in discussione. Il Governo italiano, a 14 mesi dalle elezioni, è chiamato a dimostrare coerenza e credibilità, dando seguito agli impegni assunti in campagna elettorale. E' necessario ottenere da Bruxelles un deciso cambio di rotta sulla questione balneare, superando un’impostazione che sta penalizzando ingiustamente il nostro Paese. Difendere le piccole e medie imprese balneari non è una scelta corporativa, ma una priorità strategica: significa tutelare un modello di turismo costiero che ha garantito qualità, occupazione e sviluppo economico diffuso e che oggi rischia concretamente di sgretolarsi sotto il peso di decisioni sbagliate e prive di visione”.
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