Mer. Gen 20th, 2021

Scuole chiuse a Teramo: i sindaci chiedono le dimissioni di D’Alberto

Scuole chiuse a Teramo: i sindaci chiedono le dimissioni di D'Alberto

Scuole chiuse a Teramo, azione isolata e non condivisa. I sindaci chiedono le dimissioni di Gianguido D’Alberto da presidente Anci

TERAMO Il Sindaco di Teramo, nonché Presidente Anci, Gianguido D’Alberto ha stabilito – in maniera assolutamente isolata e non condivisa con gli altri primi cittadini del territorio – di non far rientrare in aula gli studenti delle classi seconde e terze della Scuola Secondaria di Primo Grado del Capoluogo, lasciando dunque oltre mille alunni a casa con la didattica a distanza. Una decisione non seguita da nessun altro Comune del teramano, in cui tutti gli studenti (dalla Primaria alla Secondaria di Primo Grado) stanno seguendo le lezioni in presenza, in ottemperanza all’Ordinanza del Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Quanto accaduto è molto grave, D’Alberto avrebbe dovuto condividere con tutti i Sindaci le motivazioni che lo hanno portato a non riaprire, considerando che si è confrontato con gli uffici sovracomunali, cosa che ha potuto fare come rappresentante dell’ANCI e quindi grazie a tutti noi, salvo poi non condividerne i contenuti e gli esiti, poiché forse immaginava il disaccordo degli altri amministratori, come dimostrano i fatti: D’Alberto è stato l’unico Sindaco della Regione ad aver chiuso le scuole. Peraltro con atteggiamento ipocrita se si pensa che nello stesso giorno, oltre all’Ordinanza di chiusura, ha divulgato in tutti i modi iniziative di ogni genere nella città di Teramo come ad esempio le luminarie che, alla loro accensione, hanno creato non pochi assembramenti, denunciati sui social. Nel farlo ha detto che ciò rappresentava una speranza, è bene che il Sindaco rifletta sul fatto che riaprire le scuole vuol dire riaprire le porte della formazione che deve essere permanente e continua, perché deve durare per tutto l’arco della vita. Questa è una certezza, non una “speranza”. Per queste ragioni ne chiediamo le dimissioni da Presidente ANCI.
Quanto accaduto è ancor più grave se si pensa che in Prefettura, alla presenza di tutti i Sindaci, lo scorso mese di Marzo, D’Alberto invitò con forza il Sindaco di Atri Piergiorgio Ferretti a riaprire le scuole dopo averne disposto la chiusura alla luce del primo caso positivo di CoVid-19 che si verificò a Roseto degli Abruzzi, considerando la presenza di oltre 150 ragazzi di Roseto frequentanti gli istituti atriani. Stesso invito, nell’ottica della condivisione, fu rivolto al Sindaco di Roseto il quale aveva assunto una decisione analoga. Richieste di condivisione ripetute nei mesi seguenti ed oggi autonomamente disertate proprio da chi ne aveva fatto un cavallo di battaglia. D’Alberto, evidentemente ora mosso da meri fini politici, sta sfruttando vergognosamente la scuola ed è gravissimo da parte di un Sindaco del capoluogo che dovrebbe rappresentare una guida, invece non è stato seguito da nessuno buttando il comune Capoluogo nel baratro dell’isolamento istituzionale. La sua azione è ancora più grave se si pensa che lui stesso nella chat collettiva dei Sindaci del Teramano ci aveva informato, la sera del 6 Dicembre, che l’Ordinanza di Marsilio, salvo revoche o impugnazioni che non ci sono state, andava seguita e che aveva saputo la cosa da fonti prefettizie. Si tratta di un atteggiamento scarsamente autorevole e poco dignitoso da parte di chi pretende di rappresentare i Comuni della Regione in nome dell’ANCI che denota scarso senso istituzionale. Potersi confrontare con gli uffici scolastici e regionali non è semplice per tutti mentre lo è per lui che ne ha i contatti grazie al suo ruolo con il quale ci rappresenta e non condividerne le informazioni con noi, sfruttando però la nostra rappresentanza, è cosa gravissima. Ecco perché noi Sindaci chiediamo le sue dimissioni da Presidente ANCI.
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