(Adnkronos) – Se dopo un primo trimestre positivo, gli indicatori economici per i mesi successivi sono stati più incerti e indicano un rallentamento, tuttavia un dato ha continuato a crescere, il 'mismatch' – ovvero la difficoltà delle imprese a trovare sul mercato personale in possesso di determinate competenze – che è salito al 48%, in un contesto generalizzato di 'people scarcity'. In questo scenario il mercato sta mostrando più apertura e ricettività verso figure senior con esperienza, know-how e capacità di gestire progetti complessi. Per cogliere le possibili opportunità è necessario, però, lavorare prima di tutto sul mindset, per valorizzare al meglio se stessi e la propria employability. Parola di Intoo, la società di Gi Group Holding leader in Italia nei servizi di employability, sviluppo e transizione di carriera. “Il mercato del lavoro – spiega Cetti Galante, Ceo di Intoo (Gi Group Holding) – è cambiato, lo diciamo da tempo, e questo è il momento di dimostrare di averne piena consapevolezza. Cambiare lavoro o farsi riassumere in un’altra azienda oggi è possibile anche per gli over 55, purché rivelino una mentalità nuova rispetto al passato. Non si tratta solo di cambiare eventualmente ruolo, ma di compiere uno switch su un diverso mindset a tutto tondo. Significa essere consapevoli delle macro trasformazioni in atto, nel proprio settore e nel proprio ruolo e approcciarsi con flessibilità, anche contrattuale, alle necessità delle imprese, guardando alle pmi come al bacino più interessante per persone di questa fascia di età. Se si proviene da una grande multinazionale, poi, occorre anche cambiare approccio e linguaggio”. “Un nuovo linguaggio e un diverso storytelling di sé – aggiunge Paola Marongiu, Delivery Manager di Intoo (Gi Group Holding) – sono i punti di svolta da raggiungere. Non significa banalizzare o dimenticare la propria storia professionale, ma compiere quello shift mentale che permetta una più immediata valorizzazione di sé agli occhi di un’altra realtà. Le imprese oggi devono affrontare una forte complessità che le porta ad apprezzare le abilità di figure senior, come il problem solving e l’intelligenza organizzativa e il fatto che spesso i lavoratori più senior sono subito pronti a inserirsi, senza bisogno di lunghi periodi di training. Tuttavia, tanti over 55 devono per primi saper tradurre la propria complessità in una sintesi efficace. Solo così potranno essere i prescelti e avere anche l’opportunità di sviluppare la propria employability, accrescendo la propria longevità professionale”. Per questo, Intoo, segnala i 10 consigli per affrontare al meglio i passaggi per ripresentarsi sul mercato dopo i 55 anni. 1. PARLA PER COMPETENZE, NON PER TITOLI. “Da quello che sono a quello che posso fare”: il primo passo è uscire dalla 'gabbia' del proprio titolo professionale e ragionare per aree di competenza maturate, massimo 3, che devono emergere subito in modo chiaro e incisivo in qualsiasi contesto e strumento di presentazione e contatto con il mercato. Per identificarle un esercizio utile da compiere è domandarsi “In cosa posso concretamente aiutare un’azienda?”. Occorre valorizzare con cura, in particolare, le competenze sui processi, ad esempio di razionalizzazione fornitori, che in realtà meno strutturate possono rappresentare un valore aggiunto. 2. SCEGLI UN CV FUNZIONALE SENZA SIGLE. Il primo strumento da adottare è pertanto un cv funzionale, ossia un cv che, a differenza di quelli anticronologici, che tendono a elencare le esperienze, si focalizza principalmente sulle proprie capacità, verticalizzando le skill. Come compilarlo? Classificando le esperienze top in termini di risultati e raggruppando le abilità per tematiche in base alle tre aree di competenza distintive identificate. Chi legge deve capire subito in quali ambiti si può essere la persona giusta. Bando poi a sigle e ad acronimi settoriali o aziendali, non comprensibili al di fuori di contesti specifici. Bisogna illustrare chiaramente le attività svolte e le responsabilità gestite. 3. PAROLE CHIAVE PER UN PROFILO LINKEDIN 'HR FRIENDLY'. Le ricerche dei recruiter su LinkedIn, ma non solo, vengono ormai effettuate per parole chiave, piuttosto che per ruoli. Per questo inserire nel sommario job title complessi può penalizzare in termini di visibilità. Cosa indicare, invece? Parole chiave aderenti al nostro profilo, quali: 'business development', 'ottimizzazione di processi' (spiegando quali), 'gestione fornitori', 'analisi di dati', i Paesi esteri di competenza nel caso di ruoli internazionali ecc.. Occorre cioè scorporare il proprio ruolo in attività pratiche di più immediata e facile comprensione. 4. VALORIZZA LE ESPERIENZE CON LE FIGURE JUNIOR. In un momento di compresenza di più generazioni in azienda, fino a 5 diverse, chi ha partecipato a progetti di training, mentorship, coaching, supporto ai neoassunti o a percorsi di crescita delle nuove risorse, ha una marcia in più. La collaborazione con le nuove generazioni è, infatti, segno di apertura mentale, flessibilità e capacità di trasferire know-how. È fondamentale, quindi, sapere raccontare esperienze di questo tipo e valorizzarle, sia nel cv che nel profilo Linkedin, che in sede di colloquio. 5. NON AVERE FRETTA DI RICOPRIRE SUBITO UN RUOLO DI PESO O LO STESSO RUOLO. Nel passaggio da una realtà a un’altra, dopo diversi anni di lavoro in un’azienda, non bisogna avere fretta di trovare subito una posizione analoga o con lo stesso raggio d’azione della precedente. Ciò che conta è iniziare, partendo magari da un ambito più ristretto di responsabilità o da un ruolo trasversale, prendere confidenza con il nuovo ambiente, le dinamiche e i processi per poter consolidare e allargare in seguito il proprio perimetro di competenza. 6. LO SMART WORKING È TUO ALLEATO. Oggi diverse modalità di lavoro permettono di collaborare anche con realtà distanti geograficamente, grazie ad esempio al lavoro da remoto, allo smart o all’hybrid working, alla settimana corta. Questo significa che, nella ricerca di un’opportunità, si possono valutare con più facilità imprese in aree diverse da quella di residenza o domicilio, coniugando e negoziando al tempo stesso necessità familiari e personali. 7. IL NETWORK CHE CONTA FUORI E DENTRO. Una volta compreso che tipo di impresa può avere bisogno delle nostre competenze distintive e con quale veste presentarsi, è fondamentale lavorare sul networking, perché specie dopo i 50/55 anni, circa l’80% di opportunità non compaiono in inserzioni, ma derivano da canali informali e passaparola. Attenzione; il 'network' di relazioni non è solo quello derivante dalle conoscenze del precedente lavoro, occorre anche allargare la propria rete a contatti nuovi. Come? Facendo personal branding e networking non solo online: post pandemia fiere ed eventi stanno ritornando in auge e non bisogna trascurarli, come preziosa fonte di nuovi contatti. Allo stesso tempo è importante essere consapevoli che in determinate funzioni e ruoli, come in ambito procurement o vendite, alcune relazioni maturate nel corso deli anni possono essere così forti, peculiari e difficilmente trasferibili da poter divenire oggetto di negoziazione per restare in azienda. 8. PRONTI A COLLOQUI OFFLINE E ONLINE. Nonostante un certo ritorno in presenza per molte attività, è sempre bene prestare attenzione ai colloqui online: è necessario curare tutta una serie di dettagli, dalla luce (sempre preferibile che sia frontale verso di noi), allo sfondo (meglio background bianchi o neutri, meglio sfondi virtuali rispetto a stanze poco ordinate), fino alla stabilità del collegamento internet. In questo ultimo caso può essere utile fare delle prove prima dell’appuntamento, per prendere confidenza con l’app che userete e assicurarsi di padroneggiare le funzionalità. E ricordarsi di avvertire in famiglia sull’importanza della conversazione per avere la giusta riservatezza e silenzio. 9. RIMANI AL PASSO CON LA TECNOLOGIA. È ormai un must have a qualunque età. Whatsapp, Google Drive, Teams, Slack, Skype, Zoom, Trello: oggi la maggior parte delle aziende (di ogni dimensione) utilizza app di messagistica istantanea e strumenti di lavoro condiviso. Non saperli utilizzare significa rimanere indietro nei processi operativi quotidiani e più comuni, precludendosi a priori un’opportunità. Anche questo deve essere un ambito di formazione continua per restare allineati con la digitalizzazione che avanza. 10. LASCIA ANDARE CIO’ CHE NON SERVE PIU’. Significa riuscire ad abbandonare mentalmente e praticamente ciò che non fa più parte del ruolo e del contesto che si è vissuto o che si è deciso di lasciare; significa sapere abbracciare la freschezza e la flessibilità che ogni realtà oggi necessita, dandosi la possibilità anche di scoprire nuove risorse che non si sapeva di avere e lasciarsi sorprendere da ciò che si potrebbe trovare. —lavoro/offerte-lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Autore: TGAbruzzo24.com
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Venezia: Beltotto (Tsv): “Con la Fondazione vogliamo essere partner della comunità imprenditoriale”
(Adnkronos) – "Abbiamo messo insieme le istituzioni, lo Stato nelle sue diverse articolazioni, e molte organizzazioni economiche di questa regione. Ci manca un passaggio: la comunità degli affari, quindi gli industriali, la comunità imprenditoriale del territorio. Avere la Fondazione significa arrivare a queste persone così intelligenti, tenaci e brave per dire loro: 'avete un teatro'. Perché si vendono più tondini di ferro con un teatro che senza". Ad affermarlo Giampiero Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto, commentando la nascita della Fondazione dell'Associazione Teatro Stabile del Veneto. L'ufficializzaazione è avvenuta sabato da parte dell'assemblea dei soci, che ha approvato con modifica statutaria la trasformazione dell'ente in Fondazione ed eletto il primo Consiglio di amministrazione della nuova Fondazione, confermando lo stesso Beltotto nel ruolo di presidente. Un passaggio importante proprio nel giorno in cui è stato riaperto al pubblico il Teatro Goldoni di Venezia, dopo 7 mesi di chiusura per un ampio piano di manutenzioni straordinarie, con la serata-evento 'Effetto Venezia', che, in una sequenza di quattro quadri, ha ripercorso i 400 anni di storia del Teatro Goldoni attraverso opere e personalità che hanno contribuito a renderlo celebre. "Quando c'era una civiltà, non si aveva il brevetto di città senza un teatro. Il teatro chiuso è il segno di una città triste. Riaprire il teatro è il segno di una Venezia vitale che si presenta all'Italia, all'Europa e al mondo", sottolinea Beltotto. Per Beltotto, "l'art bonus è stata una buona pratica, ma oggi devo dire che non serve a moltissimo, per i lacciuoli burocratici che impone, il fatto di non poter dare visibilità, di non avere il cento per cento di detrazione fiscale". Da qui l'appello alla comunità imprenditoriale, "dicendo 'lavoriamo insieme, siamo partner' – afferma – e per essere partner dovevamo trasformarci in Fondazione". "Dobbiamo evitare – avverte – quello che la cultura fa normalmente, cioè pensarsi superiore a qualcosa. Noi siamo partner, stiamo insieme con loro e vorremmo che loro fossero insieme con noi. E' un 'win-win', se vinco solo io non vince nessuno". —lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Nobel, presidente virologi: ‘Premio atteso, mai scoperta più rivoluzionaria’
(Adnkronos) – Quello a Katalin Karikó e Drew Weissman, 'papà e mamma' dei vaccini anti-Covid, è "un Nobel per la Medicina atteso perché prima d'ora non c'è mai stata una scoperta così rivoluzionaria e importante, che ha permesso di salvare tantissime vite e di portare tutti noi a una condizione di riapertura totale alla vita grazie a un vaccino. Un vaccino la cui assenza avrebbe sicuramente causato tante, tante perdite umane in più, con una risoluzione della pandemia molto più lunga, pesante e dolorosa". Lo dichiara all'Adnkronos Salute Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all'università di Brescia, direttore del Laboratorio di Microbiologia dell'Asst Spedali Civili. I vaccini a mRna figli delle ricerche della biochimica ungherese e dell'immunologo americano "sono rivoluzionari", insiste Caruso. "Per la prima volta – spiega – una molecola instabile come l'Rna riesce a essere stabilizzata con piccole modifiche, a venire veicolata all'interno delle cellule attraverso piccole goccioline di grassi, e a generare proteine tali e quali alle proteine originali" di cui veicola le informazioni genetiche. "Quindi senza alterazioni e in grado di fare una cosa meravigliosa: scatenare una risposta immunitaria di tipo sia umorale sia cellulare, stimolando la produzione sia di anticorpi che neutralizzano il virus – precisa l'esperto – sia di cellule immunitarie che riconoscono e distruggono le cellule infettate. Un'azione combinata incredibile – la definisce Caruso – che ha fatto di questo vaccino un vaccino di successo". Un Nobel che, anche secondo il numero uno dei virologi italiani, risponde a tante fake news che hanno circolato e ancora circolano sui vaccini a mRna. "Questo è fuor di dubbio", afferma Caruso. "Abbiamo tutti constatato l'efficacia del vaccino, la sua forza neutralizzante. E' una rivoluzione che" al di là di Covid-19, prospetta il virologo, "probabilmente aprirà la strada a tante altre applicazioni degli Rna messaggeri". Tante e tali "che oggi neanche possiamo immaginare". La speranza è che questo premio possa convincere gli scettici a vaccinarsi o a rivaccinarsi contro Sars-CoV-2. "C'è un'enorme innocuità di questi vaccini, anche rispetto ai precedenti – tiene a precisare lo specialista – poiché questo Rna, pur essendo stabilizzato e veicolato nelle cellule, al contrario del Dna, dei vettori virali e di tante altre proteine resta estremamente fragile. Quindi, dopo un paio di giorni nella cellula dove ha svolto la sua attività, viene degradato ed è finito tutto". Scompare, "però intanto – chiosa Caruso – ha innescato risposte immunitarie efficaci e valide nel tempo". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Nobel, Cattaneo: ‘riconoscimento a metodo scientifico e inno a libertà di studio’
(Adnkronos) – "La notizia del Nobel per la medicina assegnato a Katalin Karikò e Drew Weissman è un riconoscimento all’enorme contributo che la ricerca scientifica ha garantito a tutti noi durante la pandemia. Ma è anche un inno alla libertà di studio e al metodo della scienza". Così in una nota la senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo. "Karikò – ricorda la studiosa milanese – è stata tra le prime a intuire le potenzialità di cura dell'mRNA. Ma prima che quella sua intuizione trovasse una strada sono trascorsi ben 15 anni, durante i quali la biochimica ungherese ha resistito sia ai fallimenti che alle difficoltà della vita. Negli anni '80, infatti, quando comprese che nel suo Paese sarebbe stato difficile proseguire i suoi studi emigrò con la famiglia dall'Ungheria agli Stati Uniti. È qui che, molti anni dopo, incontra l'immunologo Drew Weissman, e insieme, nel 2005, comprendono i meccanismi dell'mRna oggi alla base dei vaccini anti Covid-19 e allo studio per lo sviluppo di vaccini contro il cancro. È servito – continua – quasi un altro decennio prima che, nel 2013, Ugur Sahin e Ozlem Tureci, fondatori della start-up farmaceutica Biontech, decidessero di finanziare la loro idea, ma tutto questo tempo non è trascorso invano: nel 2020 gli studi sull'mRna erano già a un punto talmente avanzato da permettere di consegnare al mondo un vaccino anti-Covid in meno di un anno". "Passione e caparbietà, libertà di movimento ovunque nel mondo e accoglienza sono gli ingredienti di questa storia straordinaria coronata, oggi, dal Nobel. La ricerca – conclude la senatrice – ha bisogno che le idee siano sempre libere di viaggiare, di essere sperimentate, di essere messe in competizione e valutate. L'assenza di questa libertà non solo comprime la nostra possibilità di conoscenza, ma mette anche in pericolo la salute individuale e pubblica" —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Schillaci, ‘al via Ottobre rosa per prevenzione cancro al seno’
(Adnkronos) – "Oggi diamo il via all’Ottobre Rosa, il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno. Come sappiamo, il cancro della mammella è la neoplasia più frequente nelle donne: circa un tumore maligno ogni tre è un tumore mammario”. Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci, nel suo intervento oggi a Roma alla presentazione della campagna ‘Frecciarossa 2023: la prevenzione viaggia in treno’ promossa da Fondazione IncontraDonna e da Ferrovie dello Stato con il patrocinio del ministero della Salute. “‘Frecciarosa – la prevenzione viaggia in treno' è un progetto importante che si è consolidato negli anni, portato avanti con entusiasmo e una grande partecipazione, che anche quest’anno vede il contributo di importanti testimonial – ha ricordato il ministro – Ringrazio gli esperti, i medici specialisti e i volontari che per tutto il mese di ottobre faranno visite e consulti medici a bordo dei treni e forniranno informazioni utili sulle più frequenti malattie oncologiche”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Salute, al via ‘Derma Point’, campagna di prevenzione cheratosi attinica
(Adnkronos) – Si presenta con lesioni cutanee piane o in rilievo, ruvide o squamose, di colore rosso, marrone, bianco o rosa, che possono essere facilmente confuse anche con semplici inestetismi. Ma in realtà potrebbero essere campanelli d’allarme. Stiamo parlando della cheratosi attinica, patologia della pelle che interessa in particolare le persone con un’età avanzata e la pelle chiara, ma non solo, con una prevalenza del 27,4% negli over 30. Una patologia da non sottovalutare perché la cheratosi attinica può evolvere verso una forma invasiva di tumore cutaneo, il carcinoma squamocellulare. Diagnosi precoce è la parola d’ordine: la cheratosi attinica se individuata in tempo può essere trattata, così da ridurne la possibile progressione e la potenziale pericolosità. Insomma, più precoce è la diagnosi, più facile è la cura. Ecco, quindi, che per sensibilizzare la popolazione a rischio, aumentando il grado di consapevolezza sulla patologia, prende il via la campagna ‘Derma Point, facciamo il punto sulla cheratosi attinica’, con il contributo non condizionante di Almirall in collaborazione con SidemasT, Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. Da settembre a novembre 2023 – riferisce una nota del Gemelli – saranno coinvolte 12 strutture ospedaliere/universitarie distribuite sul territorio nazionale con una giornata di screening dermatologico. Il 7 ottobre al Policlinico Gemelli, dalle 9 alle 13, negli ambulatori di Dermatologia, Piano 9 ala D, (largo Agostino Gemelli 8) i dermatologi coordinati dalla professoressa Ketty Peris, past president Sidemast e ordinario di Dermatologia all’Università Cattolica di Roma, offriranno consulti gratuiti per favorire la diagnosi di una patologia ad oggi ancora troppo spesso sottovalutata. La prenotazione è obbligatoria al link: https://eventi.derma-point.it/roma2 "Le macchie della pelle non sono tutte uguali e alcune necessitano di attenzioni specifiche perché potenzialmente gravi – spiega Giuseppe Argenziano, presidente della Sidemast – tra queste ci sono le cheratosi attiniche. Compaiono infatti per l’80% su aree del corpo esposte al sole, quindi viso, collo, mani, avambracci e cuoio capelluto, soprattutto nelle persone meno giovani, di carnagione chiara. Negli stadi iniziali possono essere più facili da sentire alla palpazione che da vedere. Solitamente sono asintomatiche, talvolta dolorose, soprattutto possono evolvere in un tumore cutaneo, il carcinoma squamocellulare. Per questo diagnosticarle e trattarle precocemente è indispensabile”. “In occasione della giornata di screening – aggiunge Peris – i partecipanti verranno sottoposti a una visita completa di screening, verranno date informazioni relative alle migliori strategie di prevenzione e, se necessario, il soggetto verrà preso in carico dal nostro centro per le cure del caso. Riteniamo fondamentali questi controlli perché troppo spesso, soprattutto se si è adulti o anziani, si tendono a trascurare i segnali che la pelle ci invia. Di fronte ad evidenti variazioni della pigmentazione spesso si pensa che si tratti di “macchie dell’età”, dovute al sole e alla pelle che invecchia. Invece uno screening, per nulla invasivo, può mettere in guardia il paziente ed evitare situazioni più complicate, considerando che questa patologia può progredire in una forma di tumore, il carcinoma squamocellulare, che può essere anche molto invasivo. Per questo noi come Sidemast invitiamo tutti i soggetti a rischio a recarsi a questi appuntamenti sul territorio perché da sempre come società scientifica siamo accanto ai pazienti e se non sono loro a recarsi spontaneamente in ospedale per controllarsi ci pensiamo noi ad ‘allertarli’ perché non sottovalutino la loro salute”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Sindacato, Piras (Uiltec): “Nostro decennale a Rimini perché qui forza ricostruzione dopo alluvione”
(Adnkronos) – “Siamo qui perché era giusto stringersi a questa regione, alle donne e agli uomini di questi luoghi a popolazioni intere che hanno sofferto il dramma dell’alluvione del maggio scorso e che hanno dimostrato la forza della ricostruzione”. Lo ha detto Daniela Piras, segretaria generale della Uiltec, che oggi pomeriggio a Rimini ha aperto la celebrazione del decennale della Uiltec, l’organizzazione sindacale dei lavoratori dei settori tessile, dell’energia, della chimica e del manifatturiero, costituita a Fiuggi nel gennaio del 2013 dalla fusione di due storiche categorie sindacali come la Uilcem e la Uilta. “Onore ha concluso la dirigente sindacale- a tanta determinazione ed ammirazione per la fiducia nel futuro nonostante le perdite di vite umane, la devastazione, gli immensi disagi. Qui si respira la voglia di ricominciare e la gioia di tornare a vivere", ha concluso. —lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Ungdcec: Francesco Cataldi nuovo presidente
(Adnkronos) – Riforme, equo compenso, riduzione delle responsabilità professionali al fine di rendere più attrattiva la professione e agevolare il ricambio generazionale. Sono queste le sfide che attendono la rinnovata Giunta dell'Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, che sabato 30 settembre ha eletto Francesco Cataldi nuovo presidente, a margine del convegno nazionale 2023 che si è svolto a Genova. Quarantuno anni, commercialista iscritto all'Ordine di Bari dal 2010, già presidente dell’Ugdcec di Bari e consigliere nazionale, Cataldi guiderà la squadra dell'Unione verso le sfide del futuro. La lista Orizzonte Unione 2023-2026 ha portato nel nuovo Consiglio 18 professionisti da tutta Italia. Per la circoscrizione Nord eletti Michela Boidi, Leonardo Nesa, Stefania Serina, Federico Strada, Francesca Tomada e Sebastiano Zanette; per la circoscrizione Centro eletti Federico Giotti, Roberto Bonomo, Massimiliano Dell’Unto, Francesco Paolo Fabbri, Roberto Gennari e Alessio Saraullo; per la circoscrizione Sud Maria Teresa Ciuffreda, Carlo De Luca, Alfredo Iannitelli, Enrico Lombardo e Carolina Rumboldt. Come probiviri, infine, eletti Alessandro Bonandini (Nord), Serena Giannuzzi (Centro) e Jacopo Deidda Gagliardo (Sud). Una riforma del sistema fiscale che veda “i giovani dottori commercialisti protagonisti nel processo di riordino legislativo con l’obiettivo di ridurre gli adempimenti fiscali e razionalizzare il calendario fiscale” è uno degli obiettivi principali che il neopresidente dell'Ungdcec ha illustrato nel corso del suo intervento, aperto da un ringraziamento e apprezzamento per il lavoro svolto alla Giunta e al presidente uscente, Matteo De Lise. “Un altro punto cruciale è la necessita di rendere remunerative tutte le attività professionali svolte”, spiega Cataldi. “La prossima Giunta si impegnerà per il riconoscimento di compensi minimi adeguati, nonché per il miglioramento della legge sull’equo compenso, al fine di superarne le criticità dovute alla sua applicazione non omogena che rischia di penalizzare gli iscritti a un ordine professionale. Fondamentale, ha affermato Cataldi, sarà anche “affrontare il tema del ricambio generazionale all’interno della categoria e il problema dello stereotipo negativo del commercialista che attrae sempre meno giovani verso la professione. Dopo aver individuato i problemi, è infatti arrivato il momento di porre in essere azioni concrete”. La nuova Giunta intende valorizzare le competenze intellettuali e l’entusiasmo tipici dei giovani attraverso una serie di iniziative mirate, che hanno l’obiettivo di mostrare che la professione si sta evolvendo verso nuove specializzazioni particolarmente attrattive e adatte ai giovani (ad esempio sostenibilità, auditing di progetti Pnrr e tante altre). Tra questi progetti è presente anche l’istituzione di una Giornata Nazionale in cui l’Unione incontra gli studenti nelle università di tutta Italia al fine di favorire l’orientamento alla professione, illustrando i punti di forza della stessa, il modo in cui la stessa si sta evolvendo e l’importanza di appartenere ad un albo professionale per creare valore per cittadini, imprese e pa stesse. Inoltre, nei prossimi tre anni, si lavorerà “per migliorare lo svolgimento della professione, puntando sulla riduzione delle responsabilità professionali, sulla riduzione degli Albi e/o elenchi, cercando di favorire l'aggregazione professionale e agevolare l’avvio dell’attività professionale”, senza dimenticare le sfide del futuro legate alle nuove specializzazioni nonché all’impatto dell’I.A. e delle nuove tecnologie sulla professione”. —lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Pasta, Di Martino: “In 2023 grande crescita su mercati esteri e ritorno a marginalità positiva, produzione a 140mila tonnellate”
(Adnkronos) – "Il 2023, grazie a grandi crescite su mercati soprattuto stranieri come il Nord America e alcuni Paesi del Nord Europa, vede un aumento del fatturato importante e un ritorno a una marginalità positiva. Non abbiamo ancora raggiunto la marginalità attesa che è quella pre-Covid ma il 2023 è certamente un anno migliore rispetto al 2022 e al 2021. Nel 2023 abbiamo raggiunto la produzione di 140mila tonnellate di pasta, un risultato importante. Negli ultimi tre anni abbiamo incrementato di circa 30-40% all'anno la produzione". Così, in un'intervista con Adnkronos/Labitalia, Giuseppe Di Martino, presidente e ad del Gruppo Di Martino, che comprende alcuni dei marchi italiani più noti nel settore della produzione di pasta: Pastificio Di Martino, anima storica del Gruppo, Pastificio dei Campi, Antonio Amato e Grandi Pastai Italiani. Il Pastificio Di Martino è stato fondato nel 1912 a Gragnano da Giuseppe Di Martino. Oggi il Gruppo Di Martino, con l'esperienza di tre generazioni di pastai ha oltre 350 dipendenti e sei stabilimenti produttivi in tre regioni italiane e due uffici commerciali ad Amburgo e New York. La produzione della pasta secca avviene presso gli stabilimenti campani di Gragnano, Pastorano e Salerno. Negli stabilimenti emiliani – Correggio e San Martino – avviene la produzione dei formati ripieni. "L'azienda è molto dinamica all'estero -racconta Di Martino- visto che l'80% del fatturato arriva dall'estero, soprattutto Nord Europa, Nord America", spiega Di Martino che con oltre 120 formati di pasta prodotti, rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy in tutto il mondo. E Di Martino commenta anche gli effetti della guerra in Ucraina sul prezzo del grano e della pasta. "Noi usiamo solo grano italiano -chiarisce- e quindi la guerra del grano ucraino non ci colpisce. In più quello ucraino è un grano tenero, non serve per fare la pasta, ma il pane, la farina, i biscotti. Naturalmente ci può essere un effetto secondario, perchè sui mercati dei cereali un grano influenza l'altro". Ma se il grano ucraino non ha avuto effetti diretti, quello canadese sì, spiega Di Martino. "Il Canada -sottolinea Di Martino- ha avuto una siccità che ha ridotto di molto la produzione di grano duro per il mercato mondiale e l'Italia ha fatto un raccolto, che sebbene quantitativamente più o meno nelle aspettative, ha avuto una qualità mediamente più bassa rispetto a quella dell'anno precedente a causa di una primavera piovosa", spiega. E oggi quindi sul mercato, spiega Di Martino, "la riduzione della produzione del grano canadese, che sebbene non è usato nelle nostre produzioni, è un grano dal punto di vista organolettico e merceologico uguale a quello italiano, ha influenzato invece al rialzo i costi sulla borsa del grano, specie negli ultimi due mesi e mezzo, perchè essendo meno disponibile ha reso quello più italiano più scarso nelle quantità". Per quanto riguarda ivece il prezzo della posta sullo scaffale per i consumatori Di Martino spiega che "la dinamica di riduzione del prezzo della pasta allo scaffale avviata a gennaio-febbraio 2023, nella speranza di riduzione dell'inflazione, nelle prossime settimane si fermerà e in qualche caso ci sarà un'inversione, ci sarà una crescita. E' proprio la mancata riduzione dei prezzi, che avevamo immaginato e auspicato potesse arrivare nella seconda metà del 2023, che è stata gelata e frenata da questo effetto combinato di questo raccolto del grano italiano qualitativamente scarso con il raccolto quantitativamente scarso canadese". "Quindi nei prossimi mesi mi aspetto una stabilità del prezzo con una tendenza a crescere soprattutto dalle prossime settimane fino al mese di febbraio-marzo dove forse con le aspettative sul nuovo raccolto possiamo avere maggiori speranze che il prezzo possa ridursi", sottolinea. Secondo il numero uno del Gruppo Di Martino in questo momento per le aziende di trasformazione "il problema vero è il sali e scendi nei costi, specie energetici e di materie prime, e quando non c'è stabilità a rimetterci sono gli investimenti, si tende a navigare a vista". "Ci sono riverberi della grande instabilità dal lato dell'energia, attesi soprattutto nei prossimi tre mesi, e una condizione che ci fa camminare un po' a vista anche a causa del rialzo del costo del denaro per il boom dei tassi di interesse. E sappiamo che una riduzione di questi costi non sarà immediata per cui ci immaginiamo almeno per i prossimi 12-18 mesi una situazione con i tassi ancora così alti", aggiunge ancora. "Diciamo -ricorda Di Martino- che c'è stata una bella collezione di difficoltà negli ultimi due-tre anni. Pensavamo che il Covid fosse la cosa più complicata e invece diciamo che il post-Covid non è da meno. La crisi energetica, le difficoltà nei raccolti del grano", ricorda ancora. Difficoltà che non fermano il percorso di crescita di Di Martino che punta dritto a migliorarsi nel 2024. "Nonostante le difficoltà di questi ultimi 3 anni noi abbiamo continuato -sottolinea- a investire nell'innovazione dei nostri stabilimenti e nella sostenibilità. Abbiamo dinamiche diverse nei diversi Paesi in cui operiamo e dobbiamo quindi lavorare diversamente, stiamo crescendo, investendo di più, stabilizzando posizioni importanti, cercando di sostenere i nostri partner commerciali. E ancora aree dove stiamo facendo investimenti che tendono nel breve, medio e lungo periodo a ridurre i costi come infrastrutture logistiche, commerciali nei mercati di sbocco che ci renderanno più agili e più in grado di governare i nostri costi", continua. "La complicazione -spiega Di Martino- è la navigazione a vista. L'impossibilità al momento di avere grande prevedibilità dei costi nei prossimi sette-otto mesi dei costi di energia, tassi di interesse, materie prime e anche servizi come logistica, trasporti, imballaggi che sono tutti suscettibili di imprevedibilità per le stesse ragioni che abbiamo noi". "Negli ultimi due-tre anni -continua l'imprenditore- abbiamo avuto una compressione dei margini fino ad arrivare a un pareggio ma anche a una leggera perdita, che sembra assurda rispetto all'aumento del fatturato. Le aziende di trasformazione stanno in mezzo perchè il prezzo della materia prima viene imposta, il prezzo dell'energia non la puoi negoziare, perchè le materie prime essendo stagionali hanno delle dinamiche 'violente' e perchè il tasso di interesse non è negoziabile. Mentre a monte tutti questi costi sono innegoziabili, a valle l'aumento è purtroppo negoziabile e per cui non si può trasferire in maniera automatica e, dal punto di vista del tempo, simultanea, quello che colpisce l'azienda come costi", conclude. —lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Migranti, Anm: “Pericoloso rappresentare magistrati contro interesse del Paese, serve rispetto”
(Adnkronos) – "Esprimersi in questi termini crea confusione nella pubblica opinione, una confusione pericolosa, si rappresenta la giurisdizione come se non facesse il bene del Paese e remasse contro gli sforzi che il governo sta facendo per contrastare l'immigrazione illegale, è una rappresentazione fuorviante, falsa che fa male alle istituzioni prima ancora che ai magistrati". Lo ha detto all'Adnkronos il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia, interpellato sulle affermazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che si è detta "basita" per la decisione del tribunale di Catania, e ha parlato di "un pezzo di Italia che fa tutto il possibile per favorire l’immigrazione illegale". "Non entro nel merito, ma di là del merito, che non discuto, perché è possibile che il provvedimento veda una revisione nei successivi gradi di giudizio, ne faccio una questione di metodo: bisogna muoversi all'interno di un reciproco rispetto", ha sottolineato Santalucia. "La giurisdizione non è un pezzo del governo, per fortuna, siamo un organo di garanzia autonomo e indipendente, facciamo un altro mestiere, tuteliamo i diritti fondamentali delle persone, che in materia di immigrazione sono il nucleo centrale, e lo facciamo inserendo le normative nazionali in un quadro più complesso, della normativa sovranazionale ed europea, e guardando i principi e i valori costituzionali. E' un lavoro complicato, dove si può anche sbagliare, ma che va guardato con rispetto, è un lavoro complesso e non si può pensare che venga fatto guardando gli interessi del programma di azione del governo, che non deve essere ostacolato ma che non deve fare velo se un magistrato, nell'interpretazione libera delle norme, individua un problema e la necessità di dare la priorità alle fonti sovranazionali". "Bisogna rispettarsi reciprocamente – ha ammonito il presidente Anm – ci sono tutti gli strumenti per vedere se quel provvedimento vada confermato o meno, bisogna avere rispetto della funzione e delle persone. La collega sui giornali di oggi è stata fortemente aggredita, attraverso la ricerca di un pregiudizio in materia, alcuni pezzi della stampa fanno molto male. Un magistrato può avere le sue idee ma quando esercita la giurisdizione lo fa nel rispetto delle norme, se viene meno questa convinzione viene meno la tenuta del sistema, dobbiamo intenderci se abbiamo a cuore il bene delle istituzioni oppure no, io credo che si debba tornar a un maggiore equilibrio". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
