Nautica, Stella (Confindustria Nautica): “Imprese del comparto guardano avanti senza timore”
(Adnkronos) – “I numeri presentati oggi evidenziano come le nostre imprese riescano a guardare avanti nonostante una congiuntura caratterizzata da forti instabilità geopolitiche e commerciali. Questi elementi di incertezza incidono direttamente sulla domanda e sui mercati di riferimento; ciononostante, il comparto dei superyacht conferma la propria posizione di player globale di riferimento. Le nostre aziende continuano a guidare il settore a livello industriale e nelle esportazioni, fornendo un contributo fondamentale al surplus della bilancia commerciale del Paese”. A dirlo è Marina Stella, direttore generale di Confindustria Nautica, intervenendo a Milano alla presentazione della quarta edizione dello studio realizzato con Deloitte 'The state of the art of the global yachting market'. “Mettere a disposizione delle aziende e degli operatori dati costantemente aggiornati – afferma – rappresenta uno degli obiettivi statutari di Confindustria Nautica. La nostra filiera è articolata in nove settori merceologici – dalla produzione di superyacht alla gestione dei porti turistici – ed è fondamentale offrire strumenti di analisi concreti e misurabili. Disporre di chiavi di lettura precise è infatti essenziale per orientare le scelte strategiche delle imprese, permettendo loro di mantenere le quote di mercato e la competitività internazionale, facendo leva sull'eccellenza del Made in Italy, che resta il principale vantaggio competitivo della nostra industria”. Nello scenario geopolitico attuale “il fattore di maggiore preoccupazione è certamente l'incertezza, che genera reazioni differenziate all'interno del mercato – osserva Stella – Mentre il segmento dell'alto di gamma mostra una maggiore resilienza, il comparto della nautica "per tutti" – la piccola e media nautica – risente in misura più marcata della flessione nella fiducia dei consumatori e degli effetti inflazionistici derivanti dalla crisi energetica. Si tratta di segmenti inevitabilmente più sensibili all'instabilità economica attuale”, conclude.
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