(Adnkronos) – La chiusura della XXVI edizione del festival dedicato alla cultura pop presso la Mostra d’Oltremare di Napoli ha consolidato un trend di partecipazione in linea con i risultati dell'anno precedente, registrando un totale di 183.000 visitatori. L'evento si è articolato attraverso 10 sezioni tematiche, tra cui Fumetto, Videogame, Cinema e Innovazione, ospitando oltre 480 relatori internazionali e 520 espositori per un programma complessivo di oltre 650 appuntamenti. Sotto il profilo economico, l'iniziativa ha generato un impatto sul territorio campano valutato in oltre 43 milioni di euro, confermandosi come un catalizzatore strategico per l'indotto locale.
Entusiasmo arriva dalla Regione Campania, il Presidente Roberto Fico ha dichiarato: “Da ventisei edizioni COMICON è un appuntamento fondamentale per la cultura pop non solo per la Campania e l’Italia. La manifestazione è cresciuta nel tempo, ampliando la sua visione, arricchendo e diversificando il suo programma. Rappresenta un importante momento di aggregazione, confronto, espressione di talenti creativi, di unione tra generazioni diverse. Si rinnova costantemente, di anno in anno, nel segno della vivacità culturale, dell’entusiasmo e dell’energia di tutti coloro che vi partecipano. Come Regione Campania siamo al fianco di questo progetto consapevoli dell’importanza che riveste, per lo sviluppo della nostra comunità, un sostegno deciso alla cultura”. "Il Comicon a Napoli si conferma un format vincente perché richiama le giovani generazioni creando quel senso di comunità di cui abbiamo tanto bisogno in questa fase storica. Come Amministrazione comunale lo abbiamo anche portato tra i luoghi della città rendendo ancora più speciale questi giorni di festa, passione, cultura dalle varie sfaccettature. Napoli sempre più capitale dei giovani, dell'innovazione e del talento", ha sottolineato il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Il palinsesto ha visto la partecipazione di figure di rilievo internazionale come l'attore americano John C. McGinley e lo storico editor di Dragon Ball, Kazuhiko Torishima, oltre al mangaka Makoto Yukimura e al voice actor Troy Baker. Particolare rilevanza scientifica e culturale ha assunto il dialogo tra l'astronauta Luca Parmitano, l'artista Caparezza e il Magister 2026 Leo Ortolani, focalizzato sulle intersezioni tra spazio e media popolari. Tra le anteprime e gli incontri tecnici si segnalano il panel sulla serie From, l'evento Netflix con Zerocalcare e l'intervento del compositore Tomoyuki Tanaka. In ambito editoriale, il festival si è concluso con l'assegnazione del Premio Miglior Fumetto a "Babbo dove sei?" di Francesca Ghermandi. Le attività proseguiranno nel corso dell'anno con la mostra dedicata a Robert Crumb presso il Maschio Angioino, dal 27 maggio al 31 agosto, e con l'edizione di Comicon Bergamo prevista dal 26 al 28 giugno. L'appuntamento per la XXVII edizione a Napoli è già stato fissato per il periodo compreso tra il 29 aprile e il 2 maggio 2027. “Il nostro festival è già al lavoro per avere, nel 2027, autori, ospiti e novità di assoluta qualità e respiro internazionale. Guardiamo alla prossima edizione con rinnovata fiducia nelle nostre potenzialità che, quasi a ridosso dei 30 anni di COMICON che festeggeremo nel 2028, dimostrano di essere ancora tutte da esplorare. Daremo spazio alla creatività, ai nuovi linguaggi contemporanei e svilupperemo sempre più collaborazioni internazionali: questi gli obiettivi per il 2027 per un festival che prova a invertire la narrazione comune sui giovani concentrati solo dai cellulari e isolati nelle bolle dei social. Il pubblico di COMICON non sembra seguire questo racconto: conta lo stare insieme dal vivo, condividere piuttosto che dividere, scoprire il mondo invece che isolarsi, concentrarsi su un fumetto o un manga. Penso che COMICON sia uno stimolo per innescare processi sociali positivi”, ha dichiarato Claudio Curcio, Presidente COMICON. “Chiudiamo l’edizione 2026 con la conferma di COMICON come evento leader, a livello internazionale, sulla cultura pop. Alla base di questo successo c’è un qualificato e variegato programma sui vari segmenti d’offerta, la capacità di innovazione e anticipazione delle tendenze di consumo culturale, e un modello di impresa cooperativa che, in maniera dinamica, coinvolge tanti giovani e crea valore interno e sull’intero territorio, operando con base a Napoli, ma in tutta Italia ed all’estero. Ci eravamo dati un obiettivo: fare di aprile, a ridosso di COMICON, il mese della creatività a Napoli ed in Campania: con il fuori festival di Napoli ed i suoi 35 eventi diffusi in città realizzati grazie al Sindaco Manfredi e al supporto del Comune di Napoli, e la ripresa del COMICON Extra, il programma di eventi portati in Campania con la Regione e grazie alla volontà dell’Assessore Cutaia, stiamo dimostrando che questo obiettivo non solo è perseguibile ma potrà rappresentare, in un prossimo futuro, un grande attrattore che valorizza, attraverso i giovani e la cultura pop, le eccellenze locali. Circa 1.000 pernottamenti assicurati direttamente dal COMICON per i propri ospiti, a cui sono state offerte gite e tour in alcuni luoghi di specifico interesse di Napoli e della Campania. 500 collaboratori che, a vario titolo, sono impegnati direttamente dalla cooperativa per gestire le funzioni vitali del festival e che si aggiungono alle 50 risorse che per l’intero anno lavorano al progetto. Ringraziamo tutti coloro che vedono in COMICON un modello positivo non solo per l’intrattenimento, ma per la socialità, la crescita, la formazione e finanche lo stimolo ad opportunità di lavoro e di impresa. In un momento di follia, odio e discriminazioni, COMICON parla di pace, di inclusione, di solidarietà ”, ha affermato Carlo Cigliano, Amministratore Delegato COMICON.
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COMICON Napoli 2026: numeri e impatto economico da record per il festival
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Card Show Roma 2026: evento collezionismo e trading cards
(Adnkronos) – Collect.it, uno dei principali appuntamenti dedicati al mondo delle trading cards arriva il 23 maggio presso l'Hotel Mercure Roma West, su una superficie espositiva di oltre 2.000 metri quadrati, confermando la crescita di un settore che unisce intrattenimento e asset di valore. Il programma prevede la partecipazione di oltre 150 espositori provenienti da tutta Italia ed Europa, con un’affluenza stimata di circa 5.000 visitatori attirati da un’offerta che spazia dalle card sportive ai classici come Pokémon, Magic: The Gathering e Lorcana. L'evento sarà preceduto da una Trade Night informale il 22 maggio presso Il Covo del Nerd, concepita per agevolare lo scambio e il networking tra appassionati e operatori del settore.
La manifestazione vede il supporto di partner strategici come CGC e Vault X per i servizi di gradazione e protezione, oltre al contributo di GTS Distribution e Sports Media House. Tra i momenti di rilievo tecnico e sportivo figura la presenza dell'ex difensore della Roma e Campione del Mondo Aldair, per il quale è stata prodotta una card esclusiva celebrativa. Parallelamente, il settore artistico sarà rappresentato da un'Artist Alley con illustratori di rilievo internazionale come Federico Maria Cugliari, Matteo Marzocco e Gianluca Barone, mentre l'aspetto strategico sarà affidato al torneo 4Season "Spring League", organizzato in collaborazione con Lore League.
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Francesca Fialdini dice addio alla sua Fiat Panda, icona pop della mobilità quotidiana.
(Adnkronos) – Non servono sempre SUV di lusso o berline premium per raccontare il rapporto tra una persona e la propria auto. A dimostrarlo è Francesca Fialdini, giornalista e conduttrice TV, che ha scelto di condividere un legame sorprendentemente autentico con una delle vetture più iconiche e popolari del panorama italiano: la Fiat Panda. La Fialdini ha raccontato con tono nostalgico l’addio che ha dato alla sua “Pandina”, una vera compagna di viaggio che l’ha accompagnata per anni nella quotidianità romana, tra spostamenti lavorativi e vita privata. Non è un’operazione nostalgica costruita a tavolino, ma si tratta del racconto autentico di un utilizzo reale, la Panda della Fialdini era una prima serie, essenziale e lontana dagli standard di comfort contemporanei ed ü stata utilizzata a lungo tra gli spostamenti urbani di Roma. Un’auto che, tra piccoli guasti, manutenzioni e inevitabili limiti tecnici, ha continuato a svolgere il proprio ruolo con quella funzionalità pragmatica che ne ha decretato il successo per oltre quattro decenni. La FIAT Panda come altri modelli iconici rappresentano, meno male, ancora dei valori che vanno oltre al prodotto standardizzato ma rappresentano il vero e reale elemento distintivo della propria mobilità.
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Omicidio Diabolik, Bussone a ‘Belve Crime’: “Io e Raul Esteban siamo stati complici in tutto”
(Adnkronos) – "Io e Raul siamo stati complici in tutto, facevamo tutto insieme". Parla per la prima volta a 'Belve Crime' Rina Bussone, testimone al processo per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto 'Diabolik'. Nell'intervista che andrà in onda in prima serata stasera su Rai 2 Francesca Fagnani domanda a Bussone se il suo ex compagno Raul Esteban Calderon, l'uomo riconosciuto in primo grado come esecutore materiale dell’omicidio di Diabolik "avesse messo in conto che lei avrebbe parlato". La testimone decisiva per le indagini conferma che la coppia aveva sempre agito insieme. "Ci siamo tatuati i nostri occhi, io sulla mia spalla e lui sulla sua, proprio perché simboleggiava che noi ci guardavamo sempre le spalle", aggiunge Bussone, che per la prima volta rilascia un'intervista raccontando i dettagli dell'omicidio Diabolik. "Parto per Roma e raggiungo Raul, lui mi porta in camera da letto, abbassa la serranda e mi dice a bassa voce: ho ammazzato Diabolik", ricorda la testimone, che alla domanda di Fagnani su come abbia proseguito la giornata dopo che il compagno le aveva rivelato l'omicidio, risponde: "Ormai il danno era fatto". Nella puntata di 'Belve Crime' nonostante la Fagnani ricordi che la sua testimonanza sia stata ritenuta credibile solo in parte, Bussone si difende sottolineando di aver "sempre avuto l'appoggio dei magistrati". Non solo l'omicidio Piscitelli, Bussone racconta nella puntata la sua vita segnata da un legame precoce con il mondo della criminalità. "La passione per il crimine mi ha portato ad amare le armi. Sin da piccola ho avuto una passione per le armi. Io infatti le ho sempre chiamate le mie bambine, le tenevo bene, sempre curate e pulite", racconta. Con l'ultima domanda Fagnani chiede all'ospite inedito se ad oggi abbia paura di qualcosa o di qualcuno. "Con questi personaggi tu puoi prendere tutte le precauzioni che vuoi, ma se decidono che quel giorno devi morire, muori. Quindi non vivo nella paura perché so che può succedere, ma comunque me l’aspetto. Non abbasso mai la guardia", conclude la donna.
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Turismo, Icon Collection: Antico Podere San Francesco rinasce come San Francesco Country Resort
(Adnkronos) – Un nuovo capitolo si apre per l’ospitalità toscana di alta gamma, dove il paesaggio rurale incontra una visione contemporanea del lusso. Il gruppo Icon Collection firma la rinascita dell’Antico Podere San Francesco, destinato a diventare il nuovo San Francesco Country Resort: un progetto di ristrutturazione e riposizionamento che intreccia identità territoriale, architettura, benessere e strategia economica in una chiave sempre più internazionale, come racconta Federico Ficcanterri, Ceo del gruppo. Nato da un’idea progettuale avviata nel 2005 e sviluppata nel tempo attraverso fasi successive di crescita, il resort entra oggi nella sua fase più matura, con un’evoluzione che segna il passaggio da residence a destinazione esperienziale di alto profilo. Le prime camere saranno operative tra fine maggio e metà giugno. Federico Ficcanterri, Ceo con il cugino Riccardo di Icon Collection, racconta la visione strategica, il riposizionamento del prodotto e le linee guida del piano di sviluppo triennale 2026–2028, destinato a rafforzare l’identità del resort nel segmento luxury internazionale. Il passaggio da residence a country resort rappresenta un’evoluzione identitaria e di business. “L’idea di crescita di questa struttura nasce già nel 2005, ma l’iter burocratico ha ritardato la realizzazione del progetto. Il primo ampliamento è stato completato nel 2019 e, da quel momento, abbiamo compreso che la qualità della progettazione e la visione imprenditoriale erano ancora più forti rispetto al pensiero iniziale”, spiega Federico Ficcanterri. Alla base del riposizionamento, leve strategiche chiare: “Le leve strategiche principali – sottolinea – sono state il riposizionamento del prodotto e un conseguente adeguamento del pricing, reso possibile dall’ampliamento e dall’evoluzione dei servizi offerti”. L’intervento, che include 7 suite appartamento e 5 nuove camere (tutte con giardino privato e alcune con jacuzzi), rafforza il posizionamento del gruppo nel segmento alto di gamma. “Questo percorso – prosegue – è sostenuto dall’esperienza che il gruppo sta maturando nel segmento luxury e da un costante investimento nella formazione, anche attraverso il confronto con strutture iconiche. L’obiettivo del gruppo è quello di innalzare progressivamente gli standard di accoglienza in tutte le sue realtà”. Il rebranding segna anche un cambio di target, con una crescente apertura ai mercati internazionali. “Vogliamo mantenere e rafforzare i valori che ci hanno sempre contraddistinto: un’accoglienza familiare, autentica e una disponibilità proattiva verso le esigenze dell’ospite. A questo affianchiamo un’attenzione continua all’evoluzione dei bisogni, anche in relazione ai cambiamenti generazionali”, dice. Elemento distintivo del progetto è l’equilibrio tra autenticità toscana e standard luxury. “Negli anni il territorio è cresciuto molto a livello turistico, permettendoci di offrire un’esperienza autentica di Toscana rurale, ma sempre contemporanea. Un contributo fondamentale è arrivato dall’architetto Prof. David Fantini, che ha saputo reinterpretare la nostra identità toscana in chiave moderna ed elegante”, racconta. L’esperienza personalizzata diventa centrale anche nell’offerta: “Oggi la vera differenza – osserva – si costruisce attraverso autenticità e coerenza. Crediamo che, oltre alle competenze, siano fondamentali la passione e l’amore per il territorio, per gli ospiti e per il nostro lavoro. L’esclusività rappresenta un elemento chiave di un lusso sobrio e raffinato”. Tra i plus, elementi come jacuzzi private e cantine vini in camera: “Essendo in un territorio fortemente legato al vino, come Bolgheri, abbiamo voluto portare questa esperienza direttamente all’interno delle camere, rendendola parte integrante del soggiorno”, fa notare. Sul fronte servizi, il resort introduce un’offerta ampliata e destagionalizzata: “Abbiamo ampliato in modo significativo l’offerta: piscina riscaldata a 28°C anche in bassa stagione, una hall dal forte carattere toscano e un honesty bar basato sulla fiducia verso l’ospite. Servizi come il breakfast a bordo piscina e i Vip program stanno ricevendo ottimi riscontri”, continua. Il piano di sviluppo, articolato nel triennio 2026-2028, guarda a un ulteriore rafforzamento dell’asset. “Continueremo a investire – assicura – nell’ampliamento dell’offerta con nuove suite appartamento, ma anche nello sviluppo di servizi. Tra i progetti futuri, una nuova piscina riscaldata in stile Spa, con aree dedicate al relax di coppie e famiglie”. A completamento, ristorante e suite Spa contribuiranno a trasformare la struttura in una destinazione autonoma: “Il progetto – chiarisce – prevede la realizzazione di due suite Spa dedicate alle coppie, un’area per trattamenti e una palestra. Il ristorante sarà fortemente legato al territorio, con un focus sulla tradizione contadina. La mia esperienza personale, anche come macellaio da giovane, sarà parte di questo racconto”. In un mercato sempre più competitivo, il posizionamento si fonda su una sintesi tra esperienza e valori. “Il nuovo San Francesco – afferma – rappresenterà la sintesi di esperienze maturate nel mondo dell’hôtellerie a diversi livelli. L’obiettivo è portare l’eccellenza senza perdere il legame con le radici e i valori familiari, che oggi si riflettono in un gruppo di oltre 300 persone”. Un’evoluzione che punta oltre il soggiorno tradizionale: “Significa offrire – aggiunge – un’esperienza completa: privacy, ampi spazi verdi, possibilità di vivere momenti intimi come pranzi all’aperto, ma anche servizi di alto livello come colazione hotel o delivery in camera. Vogliamo che l’ospite porti con sé non solo il ricordo del luogo, ma soprattutto la nostra umanità, i sorrisi e il senso di accoglienza autentica che caratterizza il nostro modo di essere”. Il progetto del San Francesco Country Resort si configura così come un investimento strategico capace di generare valore nel medio-lungo periodo, rafforzando il posizionamento competitivo di Icon Collection nel segmento dell’ospitalità di fascia alta. Un’iniziativa che coniuga crescita dimensionale, qualità dell’offerta e radicamento territoriale, contribuendo allo sviluppo turistico dell’area e intercettando una domanda internazionale sempre più orientata verso esperienze autentiche, personalizzate e ad alto contenuto emozionale.
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Nuova bottiglia in vetro top label e Premio culturale, parte il rilancio di ‘Acqua Nocera Umbra’
(Adnkronos) – Acqua Nocera Umbra presenta la nuova bottiglia in vetro dedicata all’alta ristorazione, segnando il proprio ingresso nel canale horeca e presso i grossisti. Una nuova referenza, sviluppata in un formato inedito, che rappresenterà la top label dell’azienda del Gruppo Sem. Il progetto, annunciato lo scorso anno in occasione delle celebrazioni per i 130 anni dell’acqua al Castello di Solfagnano (Perugia), nasce con l’obiettivo di presidiare un segmento di mercato fino ad oggi non coperto dal brand. La strategia prevede una prima diffusione nelle aree del Centro-Sud Italia, per poi estendersi progressivamente a livello nazionale. La produzione avverrà presso lo stabilimento di Nocera Umbra, in provincia di Perugia, che comprende le Fonti Angelica e Flaminia. Il sito impiega circa 50 collaboratori e vanta una capacità produttiva annua di 150 milioni di bottiglie, di cui il 90% in Pet. “La nuova bottiglia in vetro rappresenta per noi molto più di un nuovo prodotto: è un passo strategico che segna il ritorno di Acqua Nocera Umbra nel mondo della ristorazione di qualità”, dichiara il presidente del Gruppo Sem, Claudio Turchi. “Abbiamo voluto creare una proposta capace di coniugare eleganza, identità territoriale e sostenibilità, rispondendo alle esigenze di un mercato sempre più attento all’esperienza complessiva del consumatore. Questo progetto testimonia la nostra volontà di crescere innovando, senza mai perdere il legame con le nostre radici”, aggiunge. Il lancio della nuova bottiglia si inserisce nel percorso di crescita del Gruppo Sem, oggi una delle realtà più dinamiche nel panorama italiano dell’estrazione e imbottigliamento di acque minerali naturali. Con sede principale a Vignola, nel distretto modenese, il Gruppo ha sviluppato nel tempo una presenza nazionale e internazionale, mantenendo un forte legame con i territori di origine delle proprie fonti. La storia moderna dell’azienda prende avvio nel 1984 a Fanano, sull’Appennino modenese, con la valorizzazione dell’Acqua Minerale Naturale Monte Cimone. Da allora il Gruppo ha intrapreso un percorso di crescita progressiva, acquisendo marchi storici e siti produttivi di eccellenza: dalle Sorgenti Clavdia nel Lazio, con le fonti Clavdia e Giulia, al polo Nocera Umbra Fonti Storiche in Umbria, alimentato da sorgente Angelica, già nota fin dal Cinquecento, e dalla più recente Fonte Flaminia, fino a Nuova Samicer, in provincia di Reggio Emilia, con le fonti Ventasso e Lieta. L’identità del Gruppo Sem si fonda su un equilibrio tra tradizione e innovazione, anche attraverso il legame con il nome Bisleri. La famiglia Bisleri, guidata da Felice Bisleri, ha segnato la storia industriale italiana già alla fine dell’Ottocento, contribuendo alla diffusione di prodotti legati al benessere e alla salute. Ancora oggi, in mercati internazionali come l’India, il nome Bisleri è sinonimo di acqua minerale. Oggi il Gruppo Sem raccoglie questa eredità coniugando qualità, sostenibilità e innovazione tecnologica, sviluppando nuove sinergie nel settore beverage e valorizzando risorse naturali e comunità locali. In questo contesto si inserisce anche il lancio della prima edizione del Premio Acqua Nocera Umbra – Fonte Angelica, che si terrà il 22 maggio presso il Castello di Solfagnano. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare, in chiave culturale, l’esclusività e la tradizione di un prodotto storico del Made in Italy, premiando personalità del mondo dell’informazione, dello sport e della cultura che, con il loro operato, contribuiscono a promuovere e rappresentare l’eccellenza e l’identità italiana. “Tanto la nuova etichetta quanto l’istituzione del premio manifestano la nostra volontà di portare l’acqua al centro dell’attenzione”, sottolinea Matteo Marchi, direttore generale del Gruppo Sem. “Stiamo parlando di un settore che sviluppa numeri importanti, basti pensare che solo in Italia vengono consumati oltre 15 miliardi di litri di acqua in bottiglia l’anno, in pratica 257 litri pro capite. E’ un fatto culturale, una tradizione che attraversa le generazioni e che fa dell’acqua imbottigliata un simbolo, non sempre adeguatamente riconosciuto, del Made in Italy”, conclude.
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Al Bano, la figlia Jasmine: “Non l’ho mai visto così, ho percepito tutto il suo dolore”
(Adnkronos) –
"Ho percepito tutto il suo dolore". Così Jasmine Carrisi ospite oggi, martedì 5 maggio, a La volta buona ha commentato le dichiarazioni rilasciate da papà
Al Bano a Domenica In
. La figlia, nata dall'amore tra il cantautore e Loredana Lecciso, ha ripercorso le parole di Al Bano che, la scorsa domenica da Mara Venier, ha detto: "Non ammazzarmi Romina, non lo merito. Io sono stato un grande sostegno e un pilastro nella nostra famiglia. Non me ne sono mai fregato". Parole che fanno riferimento a quelle di Romina Power che, ospite a Belve, ha accusato l'ex marito di aver abbandonato presto le ricerche della loro figlia Ylenia Carrisi, scomparsa a New Orleans nel 1994, quando aveva 23 anni: "Quando pensi di avere un pilastro vicino e di colpo arriva il momento in cui vuoi appoggiarti e non c’è niente, non c’è un sostegno, allora le cose cambiano", ha detto la cantante americana a Francesca Fagnani. Nel corso dell'intervista a Domenica In, Al Bano non ha nascosto le sue fragilità e ha cercato solo di difendersi dalle accuse. La figlia Jasmine oggi a Caterina Balivo ha detto: "Questa è stata la prima volta che ho visto mio padre così vulnerabile, ha fatto bene a difenderci. C'è sempre stata una narrazione poco chiara". La giovane ha raccontato di aver sentito papà Al Bano subito dopo l'intervista: "Papà sta bene, l'ho sentito subito sereno dopo l'intervista. È stato liberatorio per lui. È una persona di cuore, difficile non trovare un pilastro in lui. Se lei non l'ha trovato è perchè anche lui stava attraversando lo stesso dolore", ha detto. Jasmine inoltre ha amesso di non aver mai visto il padre così prima d'ora: "Non l'ho mai visto così nemmeno al di fuori degli schermi, è un uomo molto orgoglioso. Mi sono davvero emozionata, ho percepito tutto il dolore".
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Lecco, Fondazione Cariplo lancia progetto innovativo con al centro attività fisica
(Adnkronos) – ActivE³ – Everyone, Everywhere, Everyday è un nuovo progetto innovativo nato nel territorio lecchese che mette l’attività fisica al centro della salute e del benessere delle persone, dall’infanzia alla terza età. L’iniziativa è sostenuta da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, che hanno destinato complessivamente 3,5 milioni di euro al suo sviluppo. Il progetto è coordinato da UniverLecco e realizzato insieme a una rete articolata di partner scientifici e sanitari di primo piano: dal Politecnico di Milano – Polo di Lecco al Cnr, dall’Irccs Eugenio Medea all’Asst di Lecco, fino ai centri di riabilitazione e alle istituzioni sociosanitarie del territorio. Questa collaborazione consente di raccogliere una mole di dati estremamente preziosa per la ricerca, grazie al monitoraggio continuo delle attività di bambini, adulti e anziani. Il progetto si articola lungo tre principali direttrici di intervento, pensate per rispondere ai bisogni specifici delle diverse fasce di età. La prima direttrice riguarda la scuola primaria. Qui il progetto introduce strumenti digitali e tecnologie innovative per promuovere la partecipazione motoria di tutti i bambini, anche in presenza di fragilità fisiche o cognitive. Attraverso esperienze ludiche, ambienti immersivi e percorsi formativi dedicati agli insegnanti, l’attività motoria diventa parte integrante del processo educativo, contribuendo a migliorare attenzione, relazioni e coinvolgimento. Meccaniche tipiche del videogioco e soluzioni tecnologiche vengono utilizzate per stimolare i bambini a camminare, saltare, muoversi e giocare insieme, trasformando il movimento in un’esperienza divertente e accessibile. La seconda direttrice è dedicata al coaching individuale per adulti e anziani. Attraverso la App Active, in combinazione con l’utilizzo di smartwatch, è stato avviato uno studio clinico randomizzato che ha coinvolto oltre 200 volontari tra i 60 e gli 80 anni. L’obiettivo è duplice: da un lato monitorare l’attività fisica quotidiana, dall’altro incentivare stili di vita più sani, raccogliendo al tempo stesso dati fondamentali per la prevenzione e la ricerca in ambito sanitario. La terza area di intervento riguarda la sport-terapia, rivolta alle persone più fragili: anziani, persone con disabilità e soggetti post-ictus. In questo contesto, l’attività fisica entra a pieno titolo nei percorsi di cura e riabilitazione. Il progetto impiega anche tecnologie avanzate, come la Social Bike con realtà virtuale e il Trike ibrido, una bicicletta a tre ruote con pedalata assistita progettata per consentire il movimento anche a chi presenta importanti limitazioni motorie. Uno degli elementi più originali di ActivE³ è l’attenzione al ruolo dei luoghi. Non solo app e dispositivi digitali, ma anche spazi fisici ripensati per favorire attività motoria, socialità e inclusione. Un esempio emblematico è l’Active Park di Bosisio Parini, inaugurato nel settembre 2024. Si tratta di un parco giochi inclusivo, dotato di installazioni sensorizzate e di un totem interattivo, progettato per accogliere bambini, adulti e persone con fragilità. Uno spazio aperto e accessibile, dove il movimento diventa occasione di incontro, prevenzione e partecipazione attiva. Scuole, parchi e contesti sociosanitari vengono così trasformati in veri e propri presìdi di salute, luoghi vivi che promuovono autonomia, relazioni e qualità della vita. I primi risultati evidenziano come un’attività motoria progettata in modo personalizzato e inclusivo generi effetti positivi che superano il semplice miglioramento delle capacità fisiche. Crescono la motivazione e l’autostima, si rafforzano le relazioni sociali e diminuisce il senso di isolamento, in particolare tra le persone anziane. ActivE³ mostra come la salute non sia solo cura della malattia, ma un processo quotidiano fatto di piccoli gesti, ambienti accoglienti e tecnologie pensate per supportare le persone, senza sostituirle.
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Giornata asma, Patella (Siaaic) ‘in forma grave approccio multidisciplinare’
(Adnkronos) – Nella cura dell’asma grave, “serve un approccio multidisciplinare e personalizzato, capace di riconoscere e prevenire le riacutizzazioni e, soprattutto, di ridurre il carico di malattia, che spesso compromette significativamente la qualità di vita”. Così Vincenzo Patella, presidente Siaaic-Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica, in occasione della Giornata mondiale dell’asma che si celebra oggi, 5 maggio, fa il punto sulle principali sfide nella gestione della patologia che interessa circa “l’8-10% della popolazione italiana, ma che, fortunatamente, nel 95% dei casi, si presenta con forme lievi o moderate. Le forme gravi, meno frequenti – spiega – sono però quelle che, dal punto di vista dei costi di assistenza sanitaria, rappresentano oltre il 90% della spesa totale per il trattamento dell’asma. Quindi abbiamo un importante compito anche in termini di sostenibilità delle cure”. Una delle principali problematiche di oggi riguarda il come affrontare i diversi modi con cui si manifesta l’asma grave che “non è un’unica malattia e si presenta con diversi fenotipi – chiarisce Patella – Un altro aspetto molto importante da gestire riguarda il ritardo diagnostico: un paziente che presenta i primi sintomi gravi”, spesso arriva alla diagnosi “anche dopo un accesso in pronto soccorso o un ricovero, quindi molto tardi”. A questi problemi si aggiunge poi quello “dell’uso eccessivo dei corticosteroidi e quello delle comorbidità, cioè delle patologie correlate all’asma, come la rinosinusite e la poliposi. Spesso il paziente è anche allergico, con patologie associate come allergie alimentari o anafilassi da alimenti”. In questo contesto, i farmaci anti-interleuchina-5 (anti-Il5) hanno “trasformato la gestione dell’asma, soprattutto di quello eosinofilico, in cui si riconosce come elemento clinico e di laboratorio la presenza di eosinofili – illustra il presidente Siaaic – Gli anti-Il5 agiscono riducendo le riacutizzazioni e il consumo di steroidi sistemici e, di conseguenza, anche gli accessi ospedalieri. Questo determina una stabilizzazione dei sintomi, un miglioramento della funzione respiratoria e, per molti pazienti, un cambiamento epocale nella qualità della vita”. In questi pazienti, ridurre il carico terapeutico, quindi il numero e la complessità dei farmaci da assumere, “significa migliorare l’aderenza alle cure e la qualità della vita – sottolinea Patella – Ridurre i corticosteroidi significa ridurre anche gli effetti collaterali, come diabete, osteoporosi e altre complicanze”. Inoltre, “si va verso una maggiore sicurezza: l’obiettivo è la stabilità clinica del paziente con il minimo trattamento possibile, evitando effetti collaterali e garantendo una piena autonomia e una vita quotidiana più normale”. In particolare, ad esempio, ridurre la frequenza di somministrazione delle terapia, grazie a farmaci ad azione prolungata, “significa avere meno interruzioni delle cure, maggiore continuità terapeutica – precisa l’esperto – Per molti pazienti questo rappresenta anche un miglioramento della percezione della malattia e una loro maggiore accettazione, senza il peso della gestione continua di una patologia cronica”. Oggi ci sono terapie che hanno somministrazioni “da mensili a due volte l’anno, con un grande vantaggio per il paziente”. Come società scientifiche, quindi Siaaic e Sip- Società italiana di pneumologia, “ci stiamo impegnando per dare sempre maggiore attenzione ai pazienti con asma grave – conclude Patella – attraverso l’istituzione di un registro nazionale Sani (Severe Asthma Network in Italy) a cui partecipano i centri di tutta Italia fornendo dati clinici e funzionali, come la spirometria, sui pazienti con asma grave. Questo ci permette di seguire i pazienti nel tempo e di ottenere informazioni sempre più dettagliate per migliorare la terapia e l’assistenza”.
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Giornata asma, Rogliani (Sip) ‘far funzionare rete integrata ospedale-territorio’
(Adnkronos) – “La sfida reale in questo momento per tutte le condizioni di cronicità, e tra queste anche l’asma, è far funzionare davvero in modo coordinato una rete integrata ospedale-territorio con il medico di famiglia, lo specialista territoriale e gli specialisti di secondo livello, delle strutture ospedaliere”. Questo tipo di organizzazione permette al “paziente di avere l’accesso al percorso diagnostico terapeutico il prima possibile ed evitare ritardi dovuti a una diagnosi tardiva. Questo è l’aspetto importante sul quale lavorare. Spesso i pazienti con asma vengono ancora intercettati in pronto soccorso”. Così Paola Rogliani, presidente Sip-Società italiana di pneumologia, nella Giornata mondiale dell’asma che si celebra oggi, 5 maggio, richiama alcuni dei contenuti principali del Libro bianco della pneumologia realizzato da Sip e Aipo-Associazione italiana pneumologi ospedalieri, recentemente presentato al ministero della Salute. “Il Libro bianco, in generale, rappresenta una sorta di fotografia di quello che è il quadro epidemiologico delle condizioni respiratorie prevalenti, che include anche l’asma – spiega Rogliani – e propone anche delle ipotesi organizzative su come migliorare la presa in carico dei pazienti e ridurre le visite non programmate o le ospedalizzazioni. È uno strumento utile ai decisori per prendere poi le giuste iniziative in base alle necessità del paziente. Questo documento ha l’ambizione di voler essere non una fotografia statica, ma dinamica, nel senso che possa autoalimentarsi e quindi autoaggiornarsi”. Nel corso della presentazione al ministro Orazio Schillaci “è emersa una iniziativa che abbiamo accolto veramente con grande entusiasmo e anche con un carico di responsabilità – precisa l’esperta – Il ministro ha infatti espresso la volontà di istituire un tavolo permanente sulla salute respiratoria, che è un momento unico nella storia della pneumologia perché può offrire la possibilità, grazie anche al Libro bianco, di rispondere alle necessità dei pazienti e migliorare sia la presa in carico che i percorsi diagnostici e terapeutici”. L’asma “è una malattia infiammatoria cronica che colpisce le vie aeree – chiarisce Rogliani – Ne soffre tra il 4 e il 6% della popolazione generale in Italia, quindi parliamo di milioni di persone. La forma lieve-moderata è la più frequente, ma l’asma grave, che interessa intorno al 10% della popolazione asmatica, è una condizione diversa e rappresenta una vera emergenza. Oggi abbiamo però un approccio farmacologico che ha cambiato in maniera sostanziale gli esiti dei trattamenti con l’utilizzo degli anticorpi monoclonali, i cosiddetti farmaci biologici, che sono riservati per questa parte della popolazione di pazienti”. Per fornire risposte adeguate, serve “un modello di gestione centrato sul paziente, che lo accompagni lungo tutto il percorso di cura e che deve essere prevalentemente a domicilio e nel territorio e, solo in ultima analisi, all’ospedale – rimarca la presidente Sip – Il ministero della Salute ha già messo in atto il potenziamento dell’assistenza territoriale”. L’auspicio è che “le case della comunità possano essere sempre più operative, ma soprattutto con gli strumenti di primo livello, che possano quindi andare a creare una vera prima fase utile al paziente, ma utile soprattutto a evitare che ci possa essere un upgrade delle sue necessità rispetto al setting assistenziale. In questo, anche la telemedicina ci può aiutare in tutta una serie di iniziative – telemonitoraggio, telefollow-up – e ridurre quelle che sono le necessità di doversi recare verso strutture e quindi poi andare a ingolfare un sistema che è già sotto stress”.
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