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  • “Sinner è un algoritmo, non si stanca nemmeno”, Roddick incorona Jannik

    “Sinner è un algoritmo, non si stanca nemmeno”, Roddick incorona Jannik

    (Adnkronos) –
    "Sinner è un algoritmo. Si aggiorna, si evolve, non ha mai un passaggio a vuoto. E' incredibile, è un giocatore decisamente migliore rispetto a settembre dello scorso anno. Ed era già straordinario". Parola di Andy Roddick. L'ex tennista americano, uno dei commentatori più apprezzati oggi, è 'scioccato' dalla crescita di Jannik Sinner. L'azzurro, numero 1 del mondo, sta vivendo un momento eccezionale con 4 trionfi di fila. "E' assurdo pensare ai miglioramenti di Sinner rispetto a 4 anni fa, ora è totalmente completo. Poteva limitarsi a picchiare da fondo e avrebbe vinto altri 5 Slam. Ora ha migliorato il servizio, ha aggiunto la palla corta 'presa' da Carlos, gioca il rovescio in back. Ha tutte queste opzioni e non deve nemmeno usarle tutte. Nei cambi di direzione sembra il miglior Djokovic, le percentuali di servizio sono cresciute. Può fare tutto e non ha bisogno di farlo", dice Roddick nel suo podcast 'Served with Andy Roddick'. "Ha giocato in semifinale contro Fils e in finale contro Zverev, ha stravinto in entrambi i casi giocando in modo diverso. Il divario rispetto quando non c'è Alcaraz, è immenso. Contro Fils, uno dei giocatori più in forma, Sinner è stato straordinario. Ha inchiodato l'avversario alla linea di fondo e ha martellato gli angoli. Fils ha messo a segno un paio di vincenti all'inizio del secondo set, ma è deprimente per un giocatore vedere che quasi tutti i colpi non bastano per fare punto", dice Roddick. "Zverev è il miglior giocatore del circuito alle spalle dei primi 2. Sinner non ha permesso all'avversario di trovare ritmo con il rovescio, Zverev è sempre apparso fuori equilibrio". Le brutte notizie per la concorrenza non finiscono qui: "Sinner demolisce gli avversari, non deve nemmeno passare troppo tempo in campo. Arriverà a Roma riposato…". 
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  • Hantavirus crociera, il percorso della nave e la caccia alla fonte del contagio

    Hantavirus crociera, il percorso della nave e la caccia alla fonte del contagio

    (Adnkronos) – Era partita da Ushuaia, in Argentina, l'1 aprile 2026 la nave da crociera oggi assediata da un sospetto focolaio di hantavirus. Nome: MV Hondius. Nel dettaglio, si tratta di una nave da spedizione, con passeggeri che sbarcavano su diverse isole dell'Oceano Atlantico per dedicarsi al birdwatching e ad altre attività e non si esclude che possa esserci una fonte di esposizione al virus proprio su queste isole. Ogni dettaglio del viaggio è finito sotto la lente degli esperti coordinati dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che definiscono basso il rischio a livello globale legato al focolaio ma vogliono ricostruirne la dinamica. Obiettivo: capire l'origine delle infezioni che hanno provocato finora 7 casi (2 confermati e 5 sospetti) con 3 morti.  Come spiegato a Ginevra,
    un'ipotesi è che le prime infezioni possano essersi verificate al di fuori della nave e che possa esserci stata una trasmissione da uomo a uomo, tra persone a stretto contatto.  Intanto in un focus dell'Oms è stato ricostruito l'itinerario seguito dall'imbarcazione con i suoi 88 passeggeri e 59 membri dell'equipaggio (totale 147 persone) attraverso l'Atlantico meridionale. Il viaggio ha previsto numerose soste in regioni remote ed ecologicamente diverse: Antartide continentale, Georgia del Sud, Isola Nightingale, Tristan da Cunha, Sant'Elena e Isola di Ascensione. "Non è stato possibile determinare l'entità del contatto dei passeggeri con la fauna locale durante il viaggio, o prima dell'imbarco a Ushuaia", spiega l'agenzia nel report. A bordo, passeggeri ed equipaggio rappresentano 23 nazionalità. Le autorità degli Stati parte coinvolti nella gestione dell'evento fino ad oggi – Capo Verde, Paesi Bassi, Spagna, Sudafrica e Regno Unito – hanno avviato misure di risposta coordinate, tra cui, in collaborazione continua tra l'Oms e i Focal Point nazionali del Regolamento sanitario internazionale (Ihr) di Capo Verde, Paesi Bassi, Sudafrica, Spagna e Regno Unito, per garantire la tempestiva condivisione delle informazioni e il coordinamento delle azioni. Ai passeggeri a bordo è stato consigliato di mantenere il massimo distanziamento fisico e di rimanere nelle proprie cabine, ove possibile, informa l'Oms, mentre proseguono le indagini epidemiologiche a tutto campo per determinare la fonte dell'esposizione. Il Focal Point dell'Argentina ha condiviso gli elenchi dei passeggeri e dell'equipaggio con gli altri Focal Point, in base alla nazionalità di ciascuna persona. I colloqui per la gestione clinica e l'evacuazione medica dei passeggeri sintomatici si sono svolti tra il Segretariato del Team medico di emergenza (Emt) dell'Oms e il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (Ercc) dell'Ue.  Oltre all'Istituto nazionale per le malattie infettive del Sudafrica che ha fatto i test di laboratorio e confermato l'infezione da hantavirus, ulteriori campioni di laboratorio prelevati da passeggeri sintomatici vengono inviati, con il supporto dell'Oms, all'Institut Pasteur di Dakar, in Senegal, per essere analizzati. L'Oms riporta di aver raccomandato agli Stati coinvolti in questo evento di "proseguire gli sforzi in materia di individuazione, indagine, segnalazione, gestione dei casi, controllo delle infezioni e gestione della salute pubblica a bordo, comprese le misure di sanificazione delle navi, in stretto coordinamento con l'operatore del trasporto, al fine di prevenire e controllare le infezioni causate dagli hantavirus". Nel contesto dell'attuale epidemia, continua l'agenzia Onu per la salute, "passeggeri e membri dell'equipaggio devono praticare una frequente igiene delle mani, rimanere vigili sui sintomi dell'hantavirus e monitorare attivamente i sintomi per 45 giorni. L'equipaggio deve garantire un'adeguata pulizia ambientale (evitando la pulizia a secco) e una corretta ventilazione della nave. I passeggeri e i membri dell'equipaggio che manifestano sintomi devono informare il personale medico di bordo e autoisolarsi. In presenza di sintomi respiratori, è necessario osservare le norme di igiene respiratoria e indossare una mascherina chirurgica. È essenziale mantenere alta la vigilanza". L'Oms, si legge infine nel focus, "sconsiglia l'applicazione di qualsiasi restrizione ai viaggi o al commercio sulla base delle informazioni attualmente disponibili su questo evento". Intanto è giallo sull'attracco della nave. Poco dopo che l'Oms aveva indicato che la Spagna avrebbe potuto accogliere la nave alle Isole Canarie, il ministero della Salute spagnolo ha dichiarato che Madrid non prenderà "alcuna decisione" sull'attracco fino a quando non saranno analizzati i "dati epidemiologici". "In base ai dati epidemiologici raccolti a bordo della nave durante il suo passaggio a Capo Verde, verrà presa una decisione in merito al porto di scalo più appropriato. Fino ad allora, il ministero della Salute non prenderà alcuna decisione, come abbiamo comunicato all'Organizzazione mondiale della sanità", ha scritto il ministero su X. In precedenza l'Oms aveva annunciato che la Spagna aveva acconsentito all'attracco della nave alle Isole Canarie. "Il piano attuale prevede che la nave prosegua il suo viaggio verso le Isole Canarie". Le autorità spagnole "hanno indicato che la accoglieranno al fine di condurre un'indagine completa" e "naturalmente, per valutare i rischi per i passeggeri a bordo", aveva dichiarato ai giornalisti a Ginevra Maria Van Kerkhove, direttrice ad interim del Dipartimento per la prevenzione e la preparazione alle epidemie e pandemie dell'Oms. 
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  • Diluvio di 48 ore su tre regioni e caldo fino a 34 gradi, ecco la perturbazione che spacca l’Italia

    Diluvio di 48 ore su tre regioni e caldo fino a 34 gradi, ecco la perturbazione che spacca l’Italia

    (Adnkronos) – Italia spaccata in due tra nubifragi e caldo estivo in un quadro meteo diviso a metà. Un'ondata di maltempo di origine atlantica sta investendo lo Stivale portando con sé un brusco cambiamento del tempo e una netta divisione climatica tra Nord e Sud. Come spiega Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, la perturbazione, in arrivo dal sud della Francia e dal Mediterraneo occidentale, è accompagnata da forti venti meridionali che trascinano con sé grandi quantità di aria calda e molto umida. Il risultato sarà un autentico “duello meteorologico”: un Paese spaccato in due, con pioggia torrenziale e rischio idrogeologico al Nord e temperature quasi estive al Sud. Al Centro-Nord, ombrelli e giacche impermeabili saranno indispensabili: l’aria umida in risalita si scontrerà con l’arco appenninico, innescando precipitazioni intense e persistenti per almeno 48 ore. Le aree più colpite saranno Liguria di Levante, Alta Toscana, Lombardia settentrionale e Friuli, dove potrebbero cadere oltre 150 mm di pioggia, una quantità superiore a quella media di tutto il mese di maggio concentrata in appena due giorni. Al contrario, al Sud e lungo l’Adriatico dominerà il sole, spinto dai venti caldi provenienti dall’Africa. Questa “fiammata africana” farà impennare le temperature, che entro il weekend raggiungeranno picchi notevoli: Palermo potrebbe toccare i 34°C proprio domenica 10 maggio, in coincidenza con la Festa della Mamma. Le prime proiezioni per il fine settimana indicano il possibile ritorno della pioggia sulle stesse zone già provate dal maltempo, tra Liguria, Nord-Est e Alta Toscana, ma saranno necessari ulteriori aggiornamenti per confermare la tendenza. Una cosa però è certa: nei prossimi giorni l’Italia vivrà un vero scontro tra diluvio e calura, simbolo perfetto di una primavera sempre più estrema. 
    NEL DETTAGLIO
     
    Mercoledì 6. Al Nord: tempo instabile con piogge e temporali alternati a schiarite. Al Centro: instabile con rovesci sparsi. Al Sud: nuvoloso, ma mite. 
    Giovedì 7. Al Nord: instabile tra rovesci e schiarite. Al Centro: nubi e schiarite, poche piogge. Al Sud: tra nubi e spazi di sole. Più caldo. 
    Tendenza: leggero miglioramento venerdì. Domenica spesso soleggiata. 
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  • Iran-Usa, alta tensione nello Stretto di Hormuz. Trump: “Solo scaramucce”

    Iran-Usa, alta tensione nello Stretto di Hormuz. Trump: “Solo scaramucce”

    (Adnkronos) –  
    "L'Iran non ha chance, dovrebbe sventolare la bandiera bianca". Donald Trump tira dritto, per il presidente degli Stati Uniti non c'è più un nemico da combattere. La guerra, però, può riprendere già questa settimana, nonostante annunci e dichiarazioni definiscano un quadro diverso. "L'operazione Epic Fury è conclusa", dice il segretario di Stato, Marco Rubio.
     "Il cessate il fuoco è in vigore", afferma il segretario alla Difesa, Pete Hegseth. Washington si concentra essenzialmente sull'operazione Project Freedom, che mira a sbloccare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz e garantire il passaggio delle navi commerciali. Due cacciatorpediniere americani hanno attraversato lo Stretto dopo aver "respinto" attacchi di Teheran tra missili e droni. "Una scaramuccia", glissa Trump ridimensionando la portata dell'episodio e evitando di chiarire quando scatterebbe una reale violazione della tregua.  L'Iran sostiene di aver sparato "colpi di avvertimento" contro navi militari statunitensi nello Stretto di Hormuz, dopo che queste avrebbero ignorato l'indicazione di non avvicinarsi all'area. Schermaglie o poco più, secondo la Casa Bianca: "L'Iran sa cosa deve e non deve fare", dice Trump. "Hanno sparato da piccole imbarcazioni con cerbottane, perché non hanno più navi. Farebbero bene a comportarsi da persone intelligenti, perché non vogliamo andare lì a uccidere gente. Io non lo voglio, è troppo duro".  Hegseth e il capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Dan Caine, sostengono che gli attacchi iraniani che restano "al di sotto della soglia" per una ripresa delle ostilità su larga scala. "Ci aspettavamo una certa instabilità all'avvio dell'operazione", dice Hegseth, aggiungendo che Washington sta comunicando con Teheran "sia pubblicamente sia attraverso canali riservati" per consentire lo svolgimento della missione, definita difensiva. Davanti a telecamere e microfoni, il presidente americano si mostra ancora fiducioso in una soluzione negoziale purché venga soddisfatta la richiesta fondamentale: "L'Iran non deve avere armi nucleari". La tregua resiste, insomma, nonostante le scintille nello Stretto di Hormuz. La prospettiva di una ripresa della guerra, però, non è affatto remota. Funzionari statunitensi e israeliani ritengono che Trump potrebbe dare ordine di riprendere gli attacchi questa settimana se dovesse continuare lo stallo diplomatico con Teheran, riferisce Axios. L'equilibrio raggiunto è estremamente precario, lascia intendere Rubio.  "Project Freedom nello Stretto di Hormuz è un'operazione difensiva. Se non vengono sparati colpi contro le nostre navi, noi non spareremo", assicura il numero 1 della diplomazia aggiungendo che "allo stesso tempo, se saremo colpiti, risponderemo e lo faremo con efficienza letale". Rubio evidenzia che altri paesi intendono partecipare all'operazione: "Diversi Paesi hanno detto 'dobbiamo fare qualcosa e risolvere il problema'", aggiunge.  Il segretario di Stato si appresta a volare in Italia e si sofferma sul ruolo dell'Italia nello scacchiere internazionale, in particolare in Libano: "Ciò che deve accadere in Libano, ciò che tutti vogliono vedere, è un governo libanese con la capacità di colpire Hezbollah e smantellarlo e penso che l'Italia potrebbe essere d'aiuto in questo senso. Gli italiani sono coinvolti da tempo nell'addestramento della polizia e nell'addestramento delle forze" libanesi, "quindi ci piacerebbe sentire il loro parere al riguardo". L'Italia, attraverso le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, ribadisce" con fermezza che nessuna unità della Marina Militare è partita né è in procinto di partire verso l'area dello Stretto di Hormuz". 
    Nel cruciale braccio di mare, il rischio di 'incidente' è elevato. L'Iran ha piazzato mine navali nello Stretto di Hormuz durante il cessate il fuoco iniziato il 7 aprile, come afferma a Washington il generale Caine, che mostra ai media una mappa con la presenza di ordigni. Teheran ha posizionato altre mine il 23 aprile, dopo averne già piazzate alcune nelle prime fasi del conflitto. Funzionari americani, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, ritengono che le mine non chiuderebbero del tutto lo Stretto: le navi commerciali potrebbero comunque attraversarlo, evitando gli ordigni. Tuttavia, la loro presenza rende il passaggio più complesso e rallenta il traffico in una delle rotte energetiche più importanti al mondo. La guerra 2.0, secondo la Cnn, è già al centro di discussioni tra Israele e Stati Uniti, anche con preparativi per un possibile nuovo round di attacchi contro l'Iran. A parlarne è una fonte israeliana citata dall'emittente, secondo cui eventuali nuovi raid si concentrerebbero su infrastrutture energetiche ed nuove operazioni potrebbero puntare su esponenti della Repubblica islamica. Molti di questi progetti, precisa la rete, erano stati già messi a punto ed erano pronti per essere attuati alla vigilia dell'entrata in vigore della tregua il mese scorso. "L'intenzione sarebbe portare avanti una breve campagna volta a fare pressioni sull'Iran per portarlo a ulteriori concessioni nei negoziati", le parole della fonte alla Cnn. L'ultimo verdetto sulla ripresa delle operazioni militari spetta comunque a Donald Trump.
     
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  • Furia Simeone con Arteta: rissa tra panchine in Arsenal-Atletico Madrid

    Furia Simeone con Arteta: rissa tra panchine in Arsenal-Atletico Madrid

    (Adnkronos) –
    Rissa tra Mikel Arteta e Diego Simeone al termine di Arsenal-Atletico Madrid. Oggi, martedì 5 maggio, i Gunners hanno staccato il biglietto per la finale di Champions League, battendo i Colchoneros 1-0 grazie al gol di Bukayo Saka nella semifinale di ritorno al termine di una partita tattica e molto nervosa. Tanti gli episodi, anche arbitrali, che hanno fatto alzare il livello agonistico della sfida, sfociata in un faccia a faccia piuttosto acceso tra le due panchine. Le proteste dell'Atletico arrivano durante il secondo tempo per un presunto calcio di rigore non fischiato per un intervento di Calafiori su Llorente, con l'arbitro che ha sanzionato la precedente gamba alta di Sorloth su Gabriel. Veementi le proteste dei giocatori in campo e di Simeone in panchina, una scena che non è piaciuta ad Arteta. L'allenatore dell'Arsenal ha vissuto gli ultimi momenti accompagnando letteralmente il pressing della sua squadra, uscendo dalla sua area tecnica e arrivando molto vicino a quella dell'Atletico. Al termine dei cinque minuti di recupero, Arteta ha agitato le braccia verso l'arbitro invocando il triplice fischio e scatenando l'ira di Simeone. Il Cholo si è rivolto a brutto muso al tecnico dei Gunners, con le due panchine che sono venute a contatto e con il nervosismo si è palesato anche oltrela fine della partita.  
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  • Caos al Gf Vip, tutti contro Marco Berry: tensioni e confronti. Cosa è successo

    Caos al Gf Vip, tutti contro Marco Berry: tensioni e confronti. Cosa è successo

    (Adnkronos) –
    Tutti contro Marco Berry. Nella Casa del Grande Fratello Vip nel corso della settimana si sono consumati scontri accesi tra gli inquilini, con l'illusionista come protagonista. In particolare, il concorrente ha avuto un litigio, durato giorni, con Francesca Manzini.  Tutto è cominciato quando Berry ha posto alcune domande all'imitatrice sulla sua vita privata, in particolare sul suo passato. Domande scomode che hanno messo Manzini in evidente difficoltà. Questa sarebbe stata la miccia che ha fatto esplodere il conflitto, culminato poi in attacchi da parte di Marco Berry che hanno colpito nel profondo la concorrente.  In diretta nella puntata di questa sera, martedì 5 maggio, Francesca Manzini ha ammesso di essersi sentita aggredita dal concorrente: "Sono stati giorni difficili, ci viviamo tutti i giorni e il tempo di elaborare è breve. Volevo dare giusto peso a quello che era successo. Marco ha involontariamente aperto questioni del mio passato che non volevo riaprire". Tra i due, poi la discussione si è conclusa con delle scuse pubbliche e un abbraccio.  Tuttavia, il comportamento di Marco Berry nella Casa continua a infastidire la maggior parte degli inquiilini, fatta eccezione per Antonella Elia, che lo difende a spada tratta.  Anche Selvaggia Lucarelli, dallo studio, ha sottolineato quanto i toni del concorrente siano provocatori ed esagerati: "In Marco c'è sempre una nota di cattiveria in quello che dice, lui sa esattamente dove ferire il nemico", ha detto facendo riferimento ad alcune frasi pronunciate dall'illusionista come "ti devi far curare". "Questo – ha aggiunto Lucarelli – ti dipinge come un persona perfida, da fuori è brutto vederti così".  Ancora più dure le parole di Alessandra Mussolini nei confronti di Marco Berry: "Dici delle cose e le dici in modo spietato e sei consapevole di dire solo cattiverie. A me non piaci proprio come persona, quando me ne vado da questa casa sono felice di non vederti più", gli ha detto.   Faccia a faccia anche per le due grandi protagoniste di questa edizione, Alessandra Mussolini e Antonella Elia. L'ex europarlamentare ha ammesso di non riuscire ad ottenere un rapporto di stabilità con Elia: "C’è stato l’ennesimo litigio, non ci parliamo ormai da giorni. Quello che più mi fa stare male è il tono alto della sua voce", ha ammesso senza peli sulla lingua.  "Sono consapevole di essere diventata insofferente, quando sento le loro voci io mi irrito. C’è una sorta di rigetto da parte mia. Li vedo che parlano e sparlano dietro. Ho un livello di sopportazione molto basso", ha aggiunto Mussolini, facendo riferimento alle continue discussioni maturate nei giorni scorsi con Antonella Elia e Marco Berry.  La concorrente ha ammesso, senza se e senza ma, di non voler ancora un chiarimento con i due: "Non voglio chiedere scusa e non voglio perdonare. Credo che ci siano chimicamente delle persone che non si prendono, noi siamo un esempio. Io sto benissimo con tutti in casa, tranne con Antonella e Marco".  Dal canto suo, Antonella Elia ha replicato: "Io non sopporto la sua ipocrisia. Ci prende in giro di continuo. Ha insultato, urlato, minacciato. È insopportabile".  Ancora più dure le parole di Alessandra Mussolini nei confronti di Marco Berry: "Dici delle cose e le dici in modo spietato e sei consapevole di dire solo cattiverie. A me non piaci proprio come persona, quando me ne vado da questa casa sono felice di non vederti più", gli ha detto. Un confronto poi commentato da Selvaggia Lucarelli in studio. L'opinionista ha apprezzato le parole di Alessandra Mussolini: "È la prima volta che la vedo senza maschere. Riesce a dire tutto quello che pensa senza limiti, vuol dire che questo la sta turbando molto". 
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  • E’ sempre Cartabianca, Bianca Berlinguer: “Ranucci-Nordio, tutto alla luce del sole”

    E’ sempre Cartabianca, Bianca Berlinguer: “Ranucci-Nordio, tutto alla luce del sole”

    (Adnkronos) –
    "Tutto alla luce del sole". Bianca Berlinguer, conduttrice di E' sempre Cartabianca, nella puntata di oggi 5 maggio torna sul caso Ranucci-Nordio che ha caratterizzato la trasmissione della scorsa settimana, con il botta e risposta tra il conduttore di Report e il ministro della Giustizia. "Sapete che abbiamo ospitato Sigfrido Ranucci, che a proposito della vicenda della grazia a Nicole Minetti. Ha detto che stava verificando la notizia relativa alla presenza di Carlo Nordio nel ranch di Giuseppe Cipriani, compagno di Minetti, in Uruguay. Per Ranucci era solo un'ipotesi da verificare", dice Berlinguer riassumendo la vicenda. "Il ministro della Giustizia ha potuto replicare immediatamente e direttamente, come era suo legittimo diritto. Il ministro ha telefonato in studio durante la trasmissione, questo è stato possibile perché andiamo sempre in onda in diretta. Gli ospiti si assumono la responsabilità delle loro dichiarazioni. Tutto si è svolto alla luce del sole, Ranucci ha fatto le sue dichiarazioni per cui poi si è scusato. Il ministro ha avuto il tempo per replicare e smentire. Questa trasmissione e il suo editore sono liberi e consentono a tutti di esprimere le proprie opinioni". 
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  • Piantedosi, il legale: “Querela contro Dagospia, campagna diffamatoria a danno del ministro”

    Piantedosi, il legale: “Querela contro Dagospia, campagna diffamatoria a danno del ministro”

    (Adnkronos) – A quanto si apprende, l’avvocato Roberto De Vita, su mandato del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha presentato atto di denuncia e querela nei confronti di Roberto D’Agostino, in qualità di direttore responsabile di Dagospia, per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa. Il legale spiega che l’iniziativa è stata presa “in relazione alla continuativa, massiva, seriale e persistente campagna diffamatoria, fatta di insistenza narrativa e amplificazione progressiva, attraverso oltre 50 unità comunicative nell’arco di poche settimane tra articoli, rilanci, flash, citazioni indirette, foto didascalie e post della testata Dagospia e dei social ad essa riferibili, che con incessanti ed infondate affermazioni, insinuazioni e allusioni ha attribuito al ministro Piantedosi di aver fatto ottenere illegittimamente incarichi pubblici anche retribuiti ed altre munificenze pubbliche alla dottoressa Claudia Conte con la gravissima conseguenza di aver ingenerato nella opinione pubblica la convinzione di aver asservito la propria funzione istituzionale a presunti interessi personali, così ledendo gravemente la reputazione e l’integrità personale, professionale ed istituzionale”. 
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  • Mauro Corona sbotta a E’ sempre Cartabianca: “Berlinguer si è stancata di me”

    Mauro Corona sbotta a E’ sempre Cartabianca: “Berlinguer si è stancata di me”

    (Adnkronos) – "Mi fa 4 domande e mi manda via, si è stancata di me". Mauro Corona sbotta con Bianca Berlinguer nel consueto segmento iniziale di E' sempre Cartabianca, in onda stasera su Rete4. Lo scrittore e scultore, come sempre, è protagonista di un intervento in apertura. Il dialogo con la conduttrice, dice Corona, è sempre più breve. "Prima mi teneva qui tre quarti d'ora, adesso mi fa 4 domande e mi manda via. Evidentemente non servo più", dice Corona, che non nasconde il malumore per il 'trattamento'. "Ma siamo qui da 25 minuti", la risposta della conduttrice che non produce il risultato sperato. "Dai, Bianchina… All'inizio del nostro rapporto mi teneva tre quarti d'ora e mi permetteva di parlare di tutto: accetto e chiudo. Mi sembra di essere in versione definitiva, lei è stanca di me… Mi fa 4 domande pur di mandarmi via, la saluto", dice Corona uscendo dall'inquadratura con un'espressione cupa. "Adesso si è offeso… La sua bellezza è che si altera e si entusiasma", dice Berlinguer. Nel dialogo, prima dello sfogo, Corona tocca argomenti di attualità, a cominciare dalla morte di Alex Zanardi. "Se c'è una tristezza è la morte di Alex Zanardi, l'avevo conosciuto in un programma, mi pare sulla Rai. Mi invitò lui, era il conduttore, era un uomo di bontà e dolcezza unica. Aveva un coraggio unico, come si fa a ripartire senza gambe? Lui ripartiva ogni volta e aveva ancora molto da dare. Mi diede il suo numero di telefono, mi mandò poi anche il suo numero nuovo pregandomi di non darlo a nessuno. E così feci", dice Corona. La notizia del giorno è il nuovo attacco di Donald Trump a Papa Leone XIV, che secondo il presidente americano metterebbe in pericolo milioni di cattolici con la sua presunta linea 'soft' nei confronti dell'Iran: "Tra pochi giorni, il Papa dovrà vedere il segretario di Stato americano, Marco Rubio. Trump teme Rubio, è una pedina pericolosa per il presidente e per questo Trump mette zizzania… Ma il Papa è una figura superiore, non vale la pena rispondere a uno così…". 
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  • Italia e ripescaggio ai Mondiali, Iran vola dalla Fifa: vertice chiave a Zurigo

    Italia e ripescaggio ai Mondiali, Iran vola dalla Fifa: vertice chiave a Zurigo

    (Adnkronos) – L'Italia verso il ripescaggio ai Mondiali 2026? Gianni Infantino nei giorni scorsi sembrava aver chiuso la porta alla possibilità di vedere gli azzurri nella rassegna iridata in programma a partire dal prossimo giugno in Stati Uniti, Messico e Canada al posto dell'Iran, ancora impegnata nella guerra proprio con l'esercito americano e quello di Israele, ma le cose potrebbero stare molto diversamente. Secondo quanto rivelato dall'Associated Press, il presidente della Fifa ha indetto un vertice a Zurigo con la Federazione iraniana per fare il punto della situazione. L'incontro, confermato anche dal presidente federale dell'Iran, Mehdi Taj, è fissato per il prossimo 20 maggio, giorno entro cui, verosimilmente, l'Iran scioglierà le riserve su una partecipazione o meno alla spedizione americana. Molto dipenderà dalle sorti della guerra, ma anche dalle garanzie di sicurezza che non solo la Fifa, ma, soprattutto, Donald Trump sapranno offrire.  "L'Iran giocherà i Mondiali e il motivo è semplice: dobbiamo unire la gente. Il calcio ci unisce, dobbiamo essere ottimisti e sorridere. Ci sono problemi nel mondo, ci sono già abbastanza persone che provano a dividere. Noi dobbiamo unire", ha affermato Infantino pochi giorni fa aprendo il Congresso della Fifa a Vancouver. "Non c'è nessuna federazione sospesa", ha chiarito Infantino disinnescando il caso relativo all'assenza dei dirigenti iraniani al Congresso: su 211 federazioni accreditate, erano presenti 210 delegazioni.  I dirigenti della federcalcio iraniana, incluso il presidente Mehdi Taj, non hanno però raggiunto Vancouver. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, la delegazione è stata respinta al controllo di frontiera. Il ministro degli Esteri canadese, Anita Anand, ha fatto riferimento genericamente alla "revoca" del permesso di ingresso nel Paese. Il provvedimento sarebbe scattato per i legami tra Taj e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ritenuto un'organizzazione terroristica in Canada.  A chiudere le porte all'Italia era stato anche Donald Trump. "L'Italia al posto dell'Iran ai Mondiali? Non ci penso troppo… E' una domanda interessante… Stanno pensando di rimpiazzare l'Iran? Non vogliamo penalizzare gli atleti", aveva detto nelle scorse settimane Trump, che aveva rivelato di non occuparsi dei prossimi Mondiali. E il ripescaggio dell'Italia non è quindi minimamente nei suoi pensieri. Il presidente americano è infatti caduto dalle nuvole quando, nello Studio Ovale, arriva una domanda a tema calcistico: l'Italia potrebbe sostituire l'Iran ai Mondiali? L'ipotesi è caldeggiata da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia. "Non ci penso troppo…", dice Trump girando la questione al segretario di Stato Marco Rubio. Il numero 1 della diplomazia è ancora più netto. "Non so da dove venga fuori tutto questo. Nessuna comunicazione proveniente dagli Usa ha detto" agli iraniani "che non possono venire", aveva aggiunto il segretario di Stato,". "Il problema non sarebbero gli atleti. Sarebbero alcune delle altre persone che l'Iran vorrebbe portare, alcune delle quali hanno legami con le Guardie Rivoluzionarie. Se gli atleti verranno o no, dipenderà dalla decisione dell'Iran. Quello che non possono fare è portare un gruppo di terroristi delle Guardie Rivoluzionarie nel nostro Paese e fingere che siano giornalisti e preparatori atletici", aveva aggiunto. "Non vorremmo penalizzare gli atleti", aveva concluso Trump.  A scatenare tutto, come detto, era stata proprio la proposta di Zampolli. "Ho suggerito a Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che l'Italia sostituisca l'Iran ai Mondiali", aveva rivelato al Financial Times, "sono italiano e sarebbe un sogno vedere gli azzurri in un torneo ospitato dagli Stati Uniti. Con quattro titoli, hanno il prestigio necessario per giustificare la loro inclusione" nel torneo al via l'11 giugno. La guerra tra Stati Uniti e Iran, congelata dalla tregua appena estesa da Trump, mette infatti in discussione la presenza della selezione della repubblica islamica alla manifestazione.  La Fifa ha in ogni caso già 'bocciato' l'idea di Zampolli. Il quotidiano spagnolo El Pais ha infatti rivelato come fonti interne al massimo organismo di governo del calcio l'abbiano giudicata "impraticabile". Soprattutto perché, in caso di forfait dell'Iran, un'eventualità che giudicano come improbabile, a subentrare sarebbe una Nazionale della stessa confederazione, ovvero quella asiatica. Nel caso toccherebbe quindi agli Emirati Arabi Uniti.  
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