(Adnkronos) – Il divario di genere è un tema sempre più sotto i riflettori: le differenze culturali sono ancora oggi radicate e vanno a costituire disuguaglianze in molteplici aree sociali, compresa la sfera lavorativa, dove si evidenzia oltre al gender gap anche un gender pay gap. A fotografare lo scenario attuale ci ha pensato Lhh – provider unico e globale di soluzioni hr end-to-end che guida aziende e persone nell’intero ciclo professionale – che, assieme all’Osservatorio JobPricing e Idem | Mind the gap, ha elaborato un’analisi sul tema. Tra le molteplici evidenze, si evince che negli ultimi trent’anni le donne hanno fatto moltissimi progressi in tema di partecipazione al mercato del lavoro, ma la strada si mostra ancora lunga e la parità è lontana dall’essere raggiunta. Basti pensare che è come se le lavoratrici italiane iniziassero a percepire uno stipendio a partire da febbraio, pur lavorando regolarmente dal 1° gennaio. Nel 2022 l’occupazione femminile è tornata a crescere, superando il 51%, contro il 69% degli uomini. L’aumento del numero di donne entrate o rientrate a far parte nel mondo del lavoro è testimoniato anche dalla riduzione del tasso di disoccupazione, che si attesta al 9,5% per le donne e al 7% per gli uomini. L’aumento della partecipazione economica delle donne al lavoro non risolve un gender gap evidente, in quanto le donne occupate sono di meno, trovano meno lavoro e tendenzialmente sono meno spinte a far parte della forza lavoro, oppure, scoraggiate dalla difficoltà a trovare un impiego, rinunciano a cercarlo più̀ facilmente rispetto agli uomini. Questa considerazione non vale però per tutte: dal punto di vista del livello di istruzione, sono principalmente le non laureate a scontare una minor presenza nel settore rispetto ai colleghi. Al contrario, le donne laureate con un’occupazione sono più̀ degli uomini. Le discrepanze si fanno decisamente sentire anche quando si tratta di salario. L’Osservatorio JobPricing, che monitora le retribuzioni del settore privato (ad esclusione di sanità e istruzione private), per l’anno 2022 ha registrato un pay gap calcolato sulla ral annuale in full time equivalent (fte) pari all’8,7%, che arriva al 9,6% considerando la rga (retribuzione globale annua, comprensiva cioè della parte variabile). In termini monetari, questo si traduce in un gap di circa 2.700 euro lordi sulla ral e di circa 3.000 euro sulla rga. Analizzando l’andamento del pay gap dal 2014 a oggi, è possibile notare come ci sia stato un tendenziale miglioramento del differenziale retributivo, ma la situazione è ancora lontana dall’essere risolta. Se si guarda al divario retributivo di genere complessivo (gender overall earnings gap), ovvero alla differenza tra il salario annuale medio percepito da donne e uomini, questo si stima per l’Italia al 43%, posizionando lo Stivale al quarto posto tra i divari più alti in Europa, dopo Paesi Bassi, Austria e Svizzera. In base all’indagine svolta, emerge che le donne rappresentano la minoranza tra i ruoli dirigenziali e quadri. La disparità risulta più evidente nel settore privato (dirigenti: 83% uomini, 17% donne; quadri: 69% uomini, 31% donne), mentre, se si guarda il dato del mercato nel suo complesso, la situazione risulta migliore, segno che nel settore pubblico il gap, seppur presente, è meno accentuato (dirigenti: 67% uomini, 33% donne; quadri: 55% uomini, 45% donne). Nell’ambito del privato, le funzioni che contano più donne manager (dirigenti e quadro) sono auditing, compliance e risk management (donne dirigenti: 2,2% e quadri 27,3%), legale (donne dirigenti: 1,8% e 11,8% quadri), area tecnica & ricerca e sviluppo (donne dirigenti: 0,9% e quadri 10,6%), risorse umane e organizzazione (donne dirigenti: 1,4% e 9,8% quadri), marketing e comunicazione (donne dirigenti: 1,1% e quadri 9,6%). Inoltre, è bene notare come, tra le società quotate, le amministratrici delegate rappresentino solo il 2% del totale (3,3% nel 2013) e soltanto il 3,8% di chi ricopre il ruolo di presidente del Consiglio di Amministrazione (2,9% nel 2013). Quindi, si nota come tra gli incarichi esecutivi la situazione non sia di fatto cambiata nel corso dell’ultimo decennio. E' evidente anche ai vertici più alti delle imprese italiane la presenza di un 'soffitto di cristallo' (cioè la fattiva difficoltà nell’accesso a un pieno sviluppo di carriera fino all’apice), che non permette alle donne di riuscire ad arrivare nelle posizioni davvero importanti e apicali delle organizzazioni; o del 'pavimento appiccicoso' (ovvero la lunga permanenza nei ruoli più bassi delle organizzazioni), che le blocca direttamente nelle posizioni minori. Si tratta di un problema a discapito della competitività delle imprese stesse e della società nella sua interezza. Sono diversi gli studi che dimostrano che le organizzazioni più inclusive che hanno a capo delle dirigenti donne ottengono migliori risultati nella valorizzazione dei talenti, consolidando la reputazione e la responsabilità di impresa, che risultano più innovative e registrano miglioramenti delle performance finanziarie. Il prezzo che le organizzazioni pagano nel non combattere a sufficienza le disuguaglianze di genere si misura nella mancata crescita e in una riduzione del valore per gli azionisti, esattamente come un Paese perde in innovazione, crescita e competitività. Il segmento di mercato monitorato dall’Osservatorio JobPricing esclude i cosiddetti top earners, ossia coloro che guadagnano gli stipendi più alti: gli amministratori delegati e i dirigenti con responsabilità strategiche delle imprese quotate. In questa fetta di mercato, il differenziale salariale cresce esponenzialmente. I gap più alti si osservano tra chi ricopre il ruolo di presidente del cda senza ricoprire altre cariche (ad esempio senza essere ad) e tra i consiglieri esecutivi. A ciò si aggiunge che, se si guarda la classifica (stilata da Consob) dei top earners, considerando le prime 100 posizioni, per trovare una figura femminile bisogna scorrere lo sguardo fino a quota 66, e in totale sono soltanto 3 le donne che compaiono tra le 100 figure più remunerate delle società quotate. "Il gender gap – commenta Luca Semeraro, amministratore delegato di Lhh Italia e Spagna – deve essere considerato come un vero e proprio danno per la nostra società: la disuguaglianza è in primis un problema etico, ma non solo. Si tratta anche di un limite per la crescita economica. In questo senso, incentivare la partecipazione femminile al mercato del lavoro risulta una linea di intervento urgente e necessaria". "Da un lato – sottolinea – è fondamentale mettere in atto politiche che supportino in maniera concreta le famiglie e le imprese e, dall’altro, coltivare la cultura della parità di genere nel mercato del lavoro e all’interno delle organizzazioni, oltre che nella sfera educativa, sociale e privata. Infatti, non possiamo mai dimenticare che le aziende sono composte da persone con un bagaglio culturale, che in primis ha radici nella formazione individuale e nelle relazioni sociali". —facilitaliawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Autore: TGAbruzzo24.com
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Occupazione femminile, l’Ai è una minaccia per le donne?
(Adnkronos) – L’occupazione femminile è minacciata sotto più punti di vista. In Italia, così come all’estero, sul lavoro delle donne si dibatte per capire come promuovere una maggiore coesione e inclusività che possano garantire il raggiungimento della parità di genere in tutti i settori professionali. Con la diffusione dell’intelligenza artificiale (Ai), però, è entrato in gioco un nuovo problema: ci sono lavori che l’Ai sarà completamente in grado di sostituire? E che fine faranno quegli stessi lavoratori che si vedranno rimpiazzati da una macchina? Vediamo insieme cosa dicono i dati in merito. L’Università della Pennsylvania, in collaborazione con OpenAi e Open Research, ha studiato l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro. In questo studio emerge che alcune categorie professionali potrebbero vedere entro la fine del 2030 dei numerosi cambiamenti, maggiori rispetto ad altri settori. Se l’Ai sarà in grado di velocizzare l’80% delle mansioni che svolgono i lavoratori, grazie all’uso di nuovi software, la domanda e se ci sono alcuni lavoratori che, invece, potrebbero vedersi completamente sostituiti. I lavori che potrebbero cambiare quasi radicalmente sono quelli legati al mondo matematico e all’analisi finanziaria, al settore degli impiegati amministrativi e contabili, così come per i web designer, ingegneri della blockchain e l’editoria e la scrittura. I lavori che, invece, potrebbero cambiare di meno rispetto al presente sono legati per lo più ad attività manuali e tecniche come cuochi, meccanici, operatori agricoli o elettricisti, ad esempio. Quello che è emerso, però, da analisi e ricerche, come quella del McKansey Global Institute, è che le donne, nello specifico, rischiano di più. Nonostante si trovino a dover “combattere” una disparità diffusa in molti Paesi – Italia quarta in Europa per disparità, solo nel settore privato, ad esempio -, le donne potrebbero ritrovarsi anche a dover capire se l’Ai possa sottrargli il posto di lavoro. Il quadro designato è quello di un lavoro d’ufficio quasi o completamente automatizzati, altrettanto per lavori di segreteria, registri e raccolta dati, che, spesso, sono per lo più occupati dalle donne rispetto che dagli uomini. Così, man mano che l’automazione, anche parziale, diviene la normalità, alcuni ruoli di gestione e relativi ai rapporti con e tra le persone, potrebbero acquisire maggior rilevanza ed essere meno soggetti alla sostituzione da parte dell’Ai. Gli ultimi dati Istat in materia hanno registrato che, nel settore della pubblica amministrazione, le donne al vertice erano il 15,7%. Negli altri organi di governo – deliberativi ed esecutivi – la presenza delle donne in ruoli apicali è un po’ più elevata, ma sempre contenuta: intorno al 30%. Maggiormente diffusa la presenza femminile nei vertici amministrativi delle istituzioni con il 42,6%. Non cambia lo scenario se si guarda al settore privato nel quale l’Italia risulta quarta in Europa per divario di genere, con un’occupazione femminile apicale solo in casi di laureate. Il Censis lo ha definito “talento mortificato” parlando delle 9 milioni e oltre 700mila che rappresentano il 42% circa del totale degli occupati italiani. E anche in Europa la situazione non è differente con l’80% di uomini occupati a fronte del 63% delle donne. L’importanza della formazione universitaria è testimoniata dal fatto che, ad esempio, nei settori privati le donne riescono ad avere una carriera crescente principalmente se in possesso di titoli di studio più elevati. Entro il 2030, i lavori in Europa e negli Stati Uniti potrebbero richiedere fino al 55% di tempo in più per l’utilizzo di competenze tecniche e il 24% di ore in più per l’utilizzo di competenze sociali ed emotive. I settori scientifici (Stem) e dell’informazione e delle telecomunicazione (It) saranno quelli suoi quali puntare sin da oggi affinché, a parità di sostituzione da parte dell’automazione dell’Ai, non aumenti il divario di genere occupazionale e donne e uomini siano ugualmente in grado di gestire i processi che regolano tali ambiti promuovendo un maggior incontro tra domanda e offerta lavorativa e una relativa integrazione del capitale sociale e umano. —sostenibilita/csrwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Facile.it ottiene la Certificazione sulla parità di genere: “Un punto di partenza”
(Adnkronos) – Facile.it ha ottenuto la Certificazione sulla parità di genere da parte dell’organismo Dnv Business Assurance Italy srl. La società tecnologica italiana opera come sito di comparazione, promozione e intermediazione di assicurazioni, tariffe per energia elettrica, gas, fibra, noleggio a lungo termine e prodotti finanziari. Fondata nel 2008, oggi conta circa 1000 dipendenti e dallo scorso dicembre 2023 rientra nelle oltre mille aziende e società italiane ad aver ottenuto tale certificazione. Nel corso di quattro giorni di audit, Facile.it è stata valutata in relazione a sei aree che contraddistinguono un'organizzazione inclusiva e rispettosa della parità di genere: L'analisi ha permesso di acquisire consapevolezza alla società, focalizzando le prossime iniziative in un documento denominato "Piano strategico per la parità di genere" che la società afferma che tale documento sarà annualmente oggetto di valutazione da parte dell'ente certificatore post-certificazione. "Il percorso che porta alla parità di genere è lungo e complesso, ma oggi festeggiamo un traguardo che è in realtà un punto di partenza – scrive l'azienda -. Infatti, un obiettivo così importante prevede un significativo cambio culturale e di approccio a tutti i livelli. Nel corso del 2023, abbiamo iniziato a gettare le basi per questo cambiamento con tante iniziative in merito, che amplieremo nel 2024". La UNI/PdR 125:2022, in accordo al Decreto Bonetti del 29 aprile 2022, è il documento di riferimento per la certificazione nazionale voluta dal PNRR. La missione n.5, nello specifico, è quella che regola coesione e inclusione ed è collegata alle premialità in termini di sgravi sui contributi previdenziali complessivi dovuti dal datore di lavoro e punteggi premianti per gare pubbliche. Ottenere una Certificazione sulla parità di genere consiste nel dimostrare che la propria società è attenta alla tematica, problema riconosciuto a livello nazionale ed europeo come uno dei limiti allo sviluppo sociale ed economico di un Paese. —sostenibilita/csrwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Fruit carving: l’arte di emozionare con la frutta si impara nell’Accademia di Andrea Lopopolo
(Adnkronos) – L’intaglio è una tante delle materie di insegnamento dell’Academy del Maestro Chef della frutta abruzzese che propone corsi in tutta Italia per ristoratori, pasticceri, ma anche esercenti e operatori del settore Teramo, 20/02/2024. Valorizzare un frutto per creare bontà e bellezza: gli allestimenti scenografici con la frutta sono un servizio sempre più richiesto nel mondo del catering e che richiedono una nuova professionalità: quella dello Chef della frutta, una figura nuova nata dall’esperienza di Andrea Lopopolo, Maestro Chef della frutta che ha fondato la prima Accademia Chef della frutta in Italia. La sua Accademy è oggi un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono diventare esperti a 360 gradi sulla materia prima frutta. «Diventare autorevoli sul prodotto ortofrutticolo è fondamentale per creare un servizio vincente e altamente professionale – spiega Lopopolo -. Per lo Chef della frutta nulla deve essere lasciato al caso, ma ci sono tutta una serie di competenze che si devono acquisire: dalle proprietà nutritive e organolettiche della frutta, alle shelf-life, dalla gestione delle temperature ai tempi di preparazione fino al food cost. Ogni frutto, inoltre, ha una sua natura e caratteristica e bisogna conoscerle per poterli pulire, tagliare e servire per esaltarne i profumi e il gusto». Ma non solo: essere chef della frutta vuol dire essere competenti nel visual merchandising che permette di impostare una scenografia che crea stupore ed attrattiva rendendo il servizio alla clientela snello e pratico. «Io e il mio staff siamo ideatori di un servizio che in questi anni ha riscontrato un grande successo che è il catering della frutta – conferma Lopopolo -. Lavoriamo in ogni tipologia di evento realizzando buffet di frutta o servizi a base di sola frutta con la creazione di piatti wow, estratti, frullati, drink, allestimenti, composizioni e decorazioni seguendo la tecnica di intaglio vegetali e frutta. Acquisire l’abilità di intagliare attraverso la disciplina del fruit carving permette di creare opere d’arte di forte impatto visivo». Il fruit carving è solo una delle tante materie di insegnamento dell’accademia che propone corsi di gruppo in tutta Italia dedicati a chi vuole imparare le decorazioni con la frutta e i corsi «Frutta day», della durata di uno-due giorni, per stimolare la conoscenza merceologica della frutta. L’obiettivo dell’accademia è infatti quello di formare figure professionali al servizio del mondo della ristorazione e della pasticceria ma anche di fornire consulenza teorica e pratica a imprenditori ed esercenti per migliorare il retail e incentivare il consumo di frutta. «Forniamo consulenza aziendale e formazione one to one – conclude Lopopolo -. Ogni azienda ha le sue esigenze e la formazione del personale mirata e specialistica è fondamentale. Che sia uno chef, un pasticciere, un negoziante o un operatore del settore Ortofrutticolo poco importa: la frutta è una materia prima che non ci possiamo più permettere di sottovalutare se vogliamo essere competitivi nell’attuale mercato». Contatti: www.andrealopopolo.it
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Lupi:” investire anche in Abruzzo nell’alternanza scuola lavoro”
L’ On. Maurizio Lupi per la presentazione dei candidati della lista di Noi Moderati in provincia di Pescara
PESCARA Questa mattina, martedi 20 febbraio, alle ore 11:00, a Pescara, si è tenuta la conferenza stampa del Presidente nazionale di “Noi Moderati”, On. Maurizio Lupi, per la presentazione dei candidati della lista di Noi Moderati in provincia di Pescara, in vista delle elezioni regionali del prossimo 10 marzo. All’incontro con la stampa, erano presenti, oltre i candidati, il Sottosegretario di Stato al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Giorgio Silli, il Coordinatore regionale, On. Paolo Tancredi e il Coordinatore della provincia di Pescara, Vincenzo Serraiocco.
Nel corso del suo intervento a Pescara, il Presidente Lupi ha dichiarato: potrebbe esserci per la prima volta, anche in Abruzzo, una continuità politica e amministrativa con il buon governo di questi ultimi cinque anni del Presidente Marco Marsilio, che ci possono proiettare per i prossimi cinque anni verso il futuro, con le risorse che il Governo Meloni, ha messo a disposizione di questo territorio”. Il leader di Noi Moderati, inoltre, ha dichiarato: il contributo di Noi Moderati, in vista delle elezioni del 10 marzo, è fondamentale perché bisogna tornare ad una politica di concretezza, responsabilità e competenza, come dimostrano i nostri candidati nelle quattro province, che abbiamo riappassionato alla politica e che sono qui oggi, a testimoniarlo”.
In conclusione, Lupi ha tenuto a precisare: “sulla sanità Marsilio ha già fatto tanto, ma dobbiamo vincere la sfida, delle lunghe liste d’attesa e abbattere la mobilità passiva. Per noi Moderati, bisogna investire sull’alleanza scuola-lavoro, puntando all’educazione, alla formazione e alla scuola, perché la dignità e il lavoro sono importanti, qui in Abruzzo come in tutto il Paese”.
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Attività fisica regolare fa bene più a lei, stessi benefici con meno sforzo
(Adnkronos) – Sudare in palestra con costanza e regolarità ripaga degli sforzi più le donne che gli uomini. In termini di benefici per la salute, infatti, è lei a trarre il vantaggio maggiore dall'esercizio fisico. E' quanto emerge da uno studio osservazionale supportato dai National Institutes of Health (Nih) statunitensi, che svela un 'gender gap' nei frutti della fatica fisica, stavolta tutto a favore delle quote rosa. E non è un 'premio' da poco: a parità di movimento, con la stessa regolarità, il rischio di morte prematura o di eventi cardiovascolari fatali è significativamente più basso per le donne rispetto agli uomini, anche quando le donne fanno meno sforzo. I risultati – pubblicati sul 'Journal of the American College of Cardiology' – si basano su un'analisi prospettica dei dati di oltre 400mila adulti statunitensi di età compresa tra 27 e 61 anni, da cui è emerso nell'arco di 2 decenni che le donne 'sportive' avevano il 24% in meno di probabilità rispetto a chi non faceva esercizio fisico di sperimentare morte per qualsiasi causa, mentre gli uomini avevano il 15% di probabilità in meno. Le donne avevano anche un rischio ridotto del 36% di infarto, ictus o altri eventi cardiovascolari fatali, mentre gli uomini avevano un rischio ridotto del 14%. "Ci auguriamo che questo studio aiuti tutti, in particolare le donne, a capire che sono predisposte a ottenere enormi benefici dall'esercizio fisico – evidenzia Susan Cheng, cardiologa esperta di salute cardiovascolare femminile, Smidt Heart Institute al Cedars-Sinai, Los Angeles – E' un modo incredibilmente potente per vivere più sano e più a lungo. Le donne in media tendono a fare meno esercizio degli uomini e si spera che questi dati ispirino un numero maggiore di loro ad aggiungere ulteriore movimento alle loro vite". I ricercatori hanno trovato un collegamento tra le donne che sperimentano una maggiore riduzione del rischio di morte e tutti i tipi di esercizio: un'attività aerobica moderata, come la camminata veloce; un esercizio fisico vigoroso, come prendere lezioni di spinning o saltare la corda; l'allenamento per la forza. Nel dettaglio, si è scoperto che per un'attività fisica aerobica moderata il rischio ridotto di morte si stabilizzava sia per gli uomini che per le donne a 300 minuti, o 5 ore, a settimana. A questo livello di attività le donne e gli uomini hanno abbattuto il rischio di morte prematura rispettivamente del 24% e del 18%. Tendenze simili sono state osservate con 110 minuti di vigoroso esercizio aerobico settimanale, correlato a una riduzione del rischio di morte del 24% per le donne e del 19% per gli uomini. Un altro elemento che viene evidenziato dagli scienziati è che le donne hanno ottenuto gli stessi benefici degli uomini, ma in tempi più brevi. Per l'esercizio aerobico moderato, hanno raggiunto quota -18% nel livello di rischio nella metà del tempo necessario per gli uomini: 140 minuti o meno di 2,5 ore a settimana, rispetto ai 300 minuti per gli uomini. Con un vigoroso esercizio aerobico, le donne hanno raggiunto una riduzione del rischio del 19% con soli 57 minuti a settimana, rispetto ai 110 minuti necessari agli uomini. Questo vantaggio si applicava anche agli esercizi settimanali di allenamento della forza. Le donne e gli uomini che hanno partecipato a questo tipo di esercizi avevano un rischio di morte ridotto rispettivamente del 19% e dell'11% rispetto a chi non li faceva. Le donne che hanno svolto allenamenti di forza hanno riscontrato una riduzione ancora maggiore del rischio di decessi legati a cause cardiovascolari: un rischio ridotto del 30%, rispetto all'11% per gli uomini. Nonostante tutti i benefici per la salute derivanti dall'esercizio fisico per entrambi i gruppi, tuttavia, solo il 33% delle donne e il 43% degli uomini nello studio hanno soddisfatto lo standard per l'esercizio aerobico settimanale, e solo il 20% delle donne e il 28% degli uomini hanno completato una sessione settimanale di allenamento per la forza. "Anche una quantità limitata di esercizio fisico regolare può fornire grandi benefici, e questo è particolarmente vero per le donne", puntualizza Cheng. "Prendersi regolarmente del tempo per fare esercizio, anche se si tratta solo di 20-30 minuti di esercizio intenso un paio di volte alla settimana, può offrire molto più guadagno di quanto si possa immaginare". "Questo studio indica che non esiste un approccio unico per l'esercizio fisico – conclude Eric J. Shiroma, del National Heart, Lung, and Blood Institute (Nhkbi) – Le esigenze e gli obiettivi di attività fisica di una persona possono cambiare in base all'età, allo stato di salute e al programma, ma il valore di qualsiasi tipo di esercizio è inconfutabile". Gli autori precisano che molteplici fattori, comprese le variazioni di anatomia e fisiologia, possono spiegare le differenze nei risultati tra i sessi. Ad esempio, gli uomini hanno spesso una maggiore capacità polmonare, un cuore più grande, una maggiore massa magra e una percentuale maggiore di fibre muscolari a contrazione rapida rispetto alle donne. Di conseguenza, le donne possono utilizzare ulteriori richieste respiratorie, metaboliche e di forza per eseguire lo stesso movimento e, a loro volta, ottenere maggiori benefici per la salute. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Champions League – Napoli all’assalto dell’incubo Barcellona Prima vittoria azzurra contro i catalani a 2,80 su Sisal.it
(Adnkronos) –
Roma, 20 febbraio 2024 – L’avversario peggiore nel momento più delicato degli ultimi anni. Il Napoli del neo tecnico Calzona, terzo a sedersi sulla panchina azzurra dopo Garcia e Mazzarri, sfida un vero e proprio incubo rappresentato dal Barcellona, mai battuto nei quattro precedenti in Champions League. Gli esperti Sisal vedono i blaugrana favoriti a 2,40 contro il 2,80 dei padroni di casa mentre si sale a 3,40 per il pareggio nell’andata degli ottavi di finale della massima competizione europea. Quattordici reti complessive nei precedenti europei con entrambe le formazioni che hanno sempre trovato la via della rete: normale che la combo Goal + Over 2,5, a 1,93, è nelle corde del match. Non è da escludere un rigore, in quota a 3,10, pensando ai quattro fischiati nello storico della sfida. Le palle da fermo e i cross potrebbero diventare un fattore visto che un gol di testa si gioca a 2,75. Mister Calzona spera nel rientro di Victor Osimhen, l’uomo a cui si affida il Napoli per provare a piegare il Barcellona. Il centravanti nigeriano, mai a segno contro i catalani nel 2022, è pronto a caricarsi il peso dell’attacco sulle spalle e vederlo sbloccare la partita come primo marcatore è offerto a 6,25. Osimhen cercherà aiuto nei gemelli di reparto Khvicha Kvaratskhelia, gol a 3,75, e Matteo Politano, nel tabellino dei marcatori a 4,50, e già a segno al Maradona due anni fa. Xavi, neanche a dirlo, punta tutto su Robert Lewandowski, 17 reti in stagione, pronto a lasciare il segno anche contro il Napoli: la rete del bomber polacco si gioca a 2,75. La difesa azzurra dovrà prestare molta attenzione anche a Joao Felix: il fantasista portoghese protagonista con gol o assist è in quota a 2,55. Mercoledì sera, al Do Dragao, Porto e Arsenal si sfidano per l’ultimo ottavo di finale di Champions League. Gunners favoritissimi, per gli esperti Sisal, a 1,67, rispetto al 5,50 dei Dragoes mentre si scende a 3,75 per il pareggio. Il No Goal, a 1,77, si fa preferire al Goal, in quota a 1,93, a ricordare la storia delle sei sfide precedenti. Sia Sérgio Conceição che Mikel Arteta potrebbero far affidamento ai cambi per sbloccare la gara: un goal dalla panchina si gioca a 2,50. Il futuro interista Mehdi Taremi, a 4,50, e il capitano dell’Arsenal Martin Ødegaard, a 4,00, si candidano per entrare nel tabellino dei marcatori da protagonisti. Sisal ricorda sempre che il gioco è vietato ai minori e che bisogna giocare sempre con consapevolezza e moderazione.
Sisal è uno dei principali operatori internazionali nel settore del gioco regolamentato ed è attualmente attiva in Italia, Marocco e Turchia, con un’offerta che comprende lotterie, scommesse, giochi online e apparecchi da intrattenimento. La Società opera a livello internazionale nel canale retail attraverso una rete di oltre 49.000 punti vendita, e su quello online con 1 milioni di consumatori. La strategia di Sisal poggia su tre pilastri: la sostenibilità, con un impegno costante sullo sviluppo del programma di Gioco Responsabile e attraverso l’offerta di un modello di intrattenimento sicuro e trasparente – l’innovazione digitale, grazie alla piattaforma di gioco all’avanguardia orientata all’omnicanalità e alle competenze per lo sviluppo in-house di software e applicazioni per cogliere le opportunità della transizione digitale – l’internazionalizzazione, con l’obiettivo di aggiudicarsi gare per nuove concessioni all’estero sulla base della solida expertise maturata. Dal 4 agosto 2022 Sisal è parte di Flutter Entertainment plc, il più grande operatore online di giochi e scommesse al mondo, con un portafoglio di marchi riconosciuti a livello mondiale e quotato alla Borsa di Londra nell’indice FTSE. Sisal Italia S.p.A. Ufficio stampa —immediapresswebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

William rompe il protocollo e parla della guerra Israele-Hamas: “Troppi morti”
(Adnkronos) – "Troppe persone sono state uccise" nella guerra tra Israele e Hamas, è necessario che i combattimenti finiscano "il più presto possibile". Lo ha affermato il principe William parlando della crisi in Medio Oriente e aggiungendo di aggrapparsi "alla speranza che si possa trovare un futuro migliore, speranza a cui mi rifiuto di rinunciare". È raro che i membri della famiglia reale britannica facciano commenti pubblici su questioni controverse come la guerra in atto, ma la dichiarazione dell'erede al trono segue la notizia che il principe di Galles è pronto a una serie di impegni per porre sempre più al centro dell'attenzione la difficile situazione delle persone colpite dal conflitto in corso. Nei prossimi giorni incontrerà gli enti di beneficenza del Regno Unito che forniscono sostegno umanitario nella regione e verrà informato sulle condizioni affrontate da coloro che lavorano sul campo. Parteciperà anche a un colloquio in una sinagoga con molti giovani per fare luce sull'aumento dell'antisemitismo in tutto il mondo. "Rimango profondamente preoccupato per il terribile costo umano del conflitto in Medio Oriente dopo l'attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre", ha affermato William. "Io, come tanti altri – ha detto ancora – voglio vedere la fine dei combattimenti il più presto possibile. C'è un disperato bisogno di un maggiore sostegno umanitario a Gaza. È fondamentale che arrivino gli aiuti e che gli ostaggi vengano rilasciati. A volte è solo di fronte alla vastità della sofferenza umana che si capisce l'importanza di una pace permanente – ha detto ancora – Anche nell'ora più buia non dobbiamo soccombere alla disperazione". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Geolier, Fabri Fibra e Rose Villain: ‘Nuova Scena’ subito primo nella top 10 delle serie in Italia
(Adnkronos) –
'Nuova Scena', il talent show dedicato al rap che vede come giudici Geolier, Rose Villain e Fabri Fibra, svetta subito su Netflix. Il talent in otto puntate ha debuttato ieri con i primi 4 episodi sulla piattaforma ed è subito salito al primo posto nella Top 10 giornaliera della serie in Italia. Nelle prime quattro puntate Fabri Fibra, Geolier e Rose Villain partono dalle città più rappresentative del rap italiano – Roma, Napoli e Milano – alla ricerca del miglior talento della prossima generazione. In questa fase di ricerca, i tre giudici sono affiancati da grandi nomi del rap italiano che li aiutano a selezionare le nuove promesse: Ernia, Fred De Palma, Ketama126, Lazza, Lele Blade, Nayt, Nitro, Rocco Hunt, Squarta e Yung Snapp. Negli episodi 5, 6, 7, che debutteranno lunedì 26 febbraio, i giovani rapper selezionati si dovranno poi misurare con prove di freestyle, rap battle, videoclip e, soprattutto, nel featuring con Guè, Madame, Marracash e Noyz Narcos. La finale sarà invece disponibile da lunedì 4 marzo, e vedrà i tre artisti più meritevoli chiamati a presentare il proprio brano originale, per tentare di trasformare il sogno in realtà. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

Mistero Sinwar, il capo di Hamas braccato da Israele tra tunnel e propaganda
(Adnkronos) – Vivo, morto, scomparso o semplicemente in fuga. In questi giorni si rincorrono le voci sulle sorti del leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, ritenuto la mente degli attacchi del 7 ottobre scorso. Secondo l'ultima notizia che lo riguarda, riportata dal portale saudita Elaph e subito smentita da un funzionario israeliano a Channel 12, lo Stato ebraico riterrebbe che la leadership di Hamas, tra questi lo stesso Sinwar e il fratello Muhammed, sarebbe fuggita in Egitto attraverso i tunnel sotterranei della Striscia di Gaza: da Rafah avrebbe trovato rifugio nel Sinai. Secondo la stessa fonte, i terroristi in fuga potrebbero aver portato con loro alcuni ostaggi da usare come scudi. L'uomo più ricercato di Gaza è l'obiettivo 'simbolo' dell'operazione militare che Israele ha lanciato nell'enclave da oltre quattro mesi. Non è passato giorno dalla strage di Hamas che dal governo di Tel Aviv non siano arrivate minacce alla vita di Sinwar. Secondo i media israeliani, il capo di Hamas sarebbe sfuggito per poco e più di una volta alla caccia che l'esercito israeliano gli sta dando senza tregua. In diverse occasioni i militari sono arrivati in posti nei quali si ritiene che Sinwar si trovasse fino a poco prima. La tesi di cui i vertici della Difesa erano convinti fino a poco fa è che il 61enne – che non si ferma mai a lungo in nessun rifugio – avesse lasciato il nord della Striscia all'inizio della guerra e si trovasse a Khan Yunis, la roccaforte di Hamas nel sud della Striscia epicentro dell'offensiva israeliana. A dare credito a questa congettura c'è il video, girato il 10 ottobre e le cui immagini sono state diffuse la settimana scorsa dalle Idf, che mostra Sinwar, insieme a persone indicate essere la moglie e i figli, in uno dei tunnel scavati sotto Khan Yunis. Il video, che dura circa un minuto, è stato girato dalle telecamere di sorveglianza di Hamas ed è stato recuperato dalle truppe che operano nella città. Si vedono Sinwar e i suoi familiari guidati da un operativo di Hamas che li conduce da un tunnel a un altro di Khan Yunis. "La caccia a Sinwar non si fermerà fino a quando non lo avremo preso, vivo o morto", aveva ribadito in quell'occasione il portavoce delle Forze di difesa israeliane, Daniel Hagari. La caccia all'uomo è sempre più intensa. Recentemente sono stati ritrovati non solo documenti scritti da Sinwar, ma anche circa 20 milioni di shekel (5,4 milioni di dollari) in contanti, che erano per uso personale suo e del suo staff. Soldati e agenti del servizio di sicurezza Shin Bet hanno persino trovato gli effetti personali in uno dei nascondigli, compreso il suo spazzolino da denti. Ma è sui social che le voci, in molti casi la propaganda, si rincorrono senza freni. Su account israeliani è rimbalzata di recente la notizia secondo cui Sinwar è "scomparso" e ha perso i contatti con gli altri leader dell'organizzazione palestinese. E, sempre dando credito a queste indiscrezioni, non è chiaro se sia nascosto in un bunker sotterraneo segreto o se, addirittura, sia rimasto ucciso in uno dei tanti raid sulla Striscia. Nemmeno un paio di settimane fa la tv israeliana aveva indicato che Sinwar sarebbe di fatto irraggiungibile, "non avendo alcun contatto" né con i mediatori egiziani né con quelli qatarioti che negoziano su cessate il fuoco e ostaggi al Cairo. La ragione di questa mancanza di contatti non è chiara e potrebbe essere legata alla sua fuga, a uno stratagemma tattico o semplicemente ai continui problemi di comunicazione a Gaza. Nei giorni scorsi, intanto, il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha annunciato che la leadership di Hamas all'estero sta cercando "un sostituto" per il suo leader nella Striscia di Gaza dal momento che "i battaglioni del gruppo a Khan Yunis sono stati smantellati e si profila un'offensiva a Rafah". Israele diffonde "notizie false sulla leadership dell'organizzazione e Yahya Sinwar", ha reagito subito Hamas, secondo cui quelle di Gallant sono "parole vuote, guerra psicologica" pronunciate nel tentativo di "migliorare il morale di un esercito al collasso". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
