Autore: TGAbruzzo24.com

  • Il nuovo elogio di Trump a Meloni diventa un caso, Pd: “Governo smentisca aiuto su Iran”

    (Adnkronos) – Il nuovo elogio di Donald Trump a Giorgia Meloni diventa un caso in Italia. Nel mirino dell'opposizione finiscono infatti le dichiarazioni del presidente americano sulla premier in merito a un possibile ruolo italiano nella guerra in corso in Iran.  Nel corso di una breve conversazione telefonica con il Corriere della Sera, il leader americano ha ribadito l'apprezzamento per la premier, lodando inoltre la disponibilità dell’Italia a contribuire alla gestione della crisi in Medio Oriente. "Amo l’Italia, penso che Giorgia sia una grande leader", ha detto Trump. Interpellato poi sul possibile ruolo italiano nel conflitto e sulla decisione di inviare assetti navali per la difesa di Cipro, il presidente ha aggiunto: "Giorgia Meloni cerca sempre di aiutare, è un’ottima leader ed è una mia amica".  Le dichiarazioni di Trump hanno scatenato la protesta dei dem. "Oggi sul Corriere viene riportata questa affermazione di Donald Trump: 'Giorgia Meloni cerca sempre di aiutare'. Nel contesto di una guerra illegale, che ha infiammato il Medio Oriente e scatenato il caos nel Mediterraneo, è un’affermazione grave e inquietante. L’Italia deve lavorare per fermare una guerra contraria ai nostri principi e ai nostri interessi, non per 'cercare di aiutare'. Il governo è in grado di smentire nella maniera più chiara queste dichiarazioni di Donald Trump? Gli italiani hanno diritto di sapere la verità", le parole di Peppe Provenzano, responsabile Esteri nella segreteria Pd.   "Non solo alcuni esponenti del Pd non perdono l’occasione per tacere ma, evidentemente, sbagliano anche destinatario. In questa domenica di 8 marzo, in cui ricordiamo il dovere di contrastare la violenza contro le donne, violenza è anche una comunicazione aggressiva che sistematicamente racconta il falso come fa Provenzano. Il deputato presunto democratico, che forse non ha letto tutto l’articolo del Corriere della sera, prova ad attaccare il nostro presidente del Consiglio estrapolando una singola frase di Trump: 'Giorgia Meloni cerca sempre di aiutare'. Posto che da italiano Provenzano dovrebbe essere orgoglioso di una affermazione simile che arriva da un nostro alleato storico, il ventriloquo del Pd ha omesso di citare la domanda del cronista, che circoscriveva il sostegno dell’Italia con gli assetti navali in difesa di Cipro e non un coinvolgimento diretto nella guerra in Iran. La verità, che dovrebbero conoscere gli italiani, è quella sul premier spagnolo Sanchez, dipinto dalla sinistra come il salvatore, il presunto supereroe della pace che mentre negava l’intervento nel conflitto iraniano, scavalcando il Parlamento spagnolo, ha inviato una fregata che non fa solo deterrenza e ha schierato i patrioti in Turchia. Forse Provenzano intendeva inoltrare quella richiesta di chiarimenti al loro nuovo contraddittorio idolo che dice una cosa e ne fa un’altra?”", la replica della senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia, Nm, Udc, Maie.  Ieri intanto, in un video pubblicato sui social, la premier ha chiarito la posizione del governo sul tema. "La nostra linea è molto chiara: l'Italia – ha detto – non è parte del conflitto e non intende diventarne parte. Noi lavoriamo per quanto possibile all'obiettivo di ridurre le tensioni e verificare se vi sia ancora una possibilità di riprendere i negoziati. Intanto continuiamo a dialogare con tutti i Paesi della regione e ad assistere i nostri connazionali ancora presenti nell'area".  "Seguo costantemente con i ministri competenti gli sviluppi della situazione in Medio Oriente. Il governo è al lavoro senza sosta per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini, per tutelare gli interessi dell'Italia", le parole della premier, sottolineando che "è certamente una fase difficile, però il governo è impegnato a proteggere la sicurezza dell'Italia, impegnato a proteggere la sicurezza dei cittadini, impegnato a sostenere ogni iniziativa volta alla ricerca della pace". "In queste ore abbiamo promosso un confronto stretto tra Italia, Francia, Germania e Regno Unito, avviando un coordinamento tra grandi Stati europei per affrontare insieme questa crisi e per rafforzare l'azione diplomatica – spiegava Meloni – Con il presidente francese Macron, con il cancelliere tedesco Merz e il primo ministro britannico Starmer abbiamo condiviso la necessità di lavorare insieme per evitare il più possibile una ulteriore escalation e contribuire alla stabilità internazionale". Inoltre, "per garantire la sicurezza dei confini dell'Unione europea abbiamo anche disposto il dispiegamento di una fregata italiana a Cipro, un atto che è di solidarietà europea ma soprattutto di prevenzione".  
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  • Acidini e Jatta: “Su nuove attribuzioni Michelangelo serve verifica scientifica rigorosa”

    (Adnkronos) – Le recenti notizie su presunte nuove opere attribuite a Michelangelo Buonarroti “devono essere esaminate con attenzione e sottoposte a una verifica scientifica rigorosa”. È l’invito alla cautela lanciato dalla storica dell’arte Cristina Acidini, tra le maggiori studiose del Rinascimento, intervenuta questa sera a Firenze, al Museo degli Innocenti, alla presentazione della sua nuova monografia dedicata al grande maestro e pubblicata nella storica collana d’arte del Gruppo Menarini. Un identico invito alla cautela è arrivato da un’altra storica dell’arte, Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, alla quale è toccato il compito di illustrare il volume. “Concordo con la professoressa Acidini: è necessario che gli studiosi possano vedere le nuove opere che vengono attribuite, per avviare un percorso di verifica”, ha detto Jatta all’Adnkronos. Attualmente presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, di Casa Buonarroti e della Fondazione Roberto Longhi, Acidini ha commentato i recenti annunci su nuove attribuzioni all’artista: il busto “Cristo Salvatore”, da secoli presente nella Basilica di Sant'Agnese fuori le mura, in via Nomentana a Roma, e un dipinto della Pietà recentemente acquistato all’asta da un collezionista belga e trasferito a Bruxelles.  “Per arrivare a formarsi un’opinione bisogna aver seguito il percorso della ricerca e averne condiviso i risultati”, ha spiegato Acidini all’Adnkronos. “Questo, per ora, non è avvenuto: non esiste ancora alcuna pubblicazione scientifica, o almeno non è circolata. Quando sarà possibile esaminare i dati, probabilmente riusciremo a farci un’idea”. Secondo Acidini, nel campo delle attribuzioni la prudenza è fondamentale. “Non ci si forma mai un’opinione alla prima occhiata o leggendo un titolo di giornale”, ha sottolineato. La studiosa ha commentato anche la notizia diffusa nei giorni scorsi da una ricercatrice indipendente, Valentina Salerno, la stessa che ha attribuito il “Cristo Salvatore”, secondo la quale sarebbero state individuate fino a venti possibili opere inedite di Michelangelo nella fase finale della sua attività. “È possibilissimo”, ha osservato Acidini, “ma al momento non abbiamo capito quali siano queste opere”. (di Paolo Martini) 
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  • Genova, diciassettenne accoltellato alla schiena in centro storico

    (Adnkronos) – Un ragazzo nordafricano di quasi 17 anni è stato accoltellato alla schiena. È successo la scorsa notte, intorno all'1.45 nel centro storico di Genova, in piazzetta De Negri, a pochi passi dal teatro della Tosse, una delle zone della movida genovese. Sul posto i sanitari del 118 e un'ambulanza della Nuova Volontari del Soccorso di San Fruttuoso che hanno trasportato il giovane al policlinico San Martino in codice rosso, dove è arrivato cosciente. Non è in pericolo di vita, fortunatamente ha subito lesioni guaribili in pochi giorni. Ignoto l'aggressore, sulle sue tracce la polizia di Stato. Nella notte sono intervenuti gli agenti delle volanti che hanno sentito il giovane ferito e i numerosi ragazzi che affollano le vie del centro storico la notte nei fine settimana. Dalle dichiarazioni del ferito e degli altri giovani presenti, gli agenti non sono riusciti a ricostruire il movente dell'aggressione, né a individuare il possibile responsabile. Ulteriori accertamenti sono in corso anche con l'esame delle immagini di videosorveglianza della zona. 
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  • Acidini: “Michelangelo genio globale che continua a emozionare”

    (Adnkronos) – "Michelangelo è una figura così titanica, sfaccettata, poliedrica che quando morì dissero che non era morto un uomo solo, ma quattro, perché riuniva in sé lo straordinario genio per tre arti, la pittura, la scultura e l'architettura, tutte dominate e governate dal disegno che è il padre di tutte le arti nella visione cinquecentesca ed era anche poeta. E quindi è una figura così complessa che ha realizzato opere talmente importanti, iconiche che veramente non c'è storia dell'arte che possa prescindere da Michelangelo e non c'è quasi paesi al mondo dove non sia conosciuto. È uno dei pochi artisti che si può definire globali". Lo ha detto la storica dell'arte Cristina Acidini, tra le maggiori studiose del Rinascimento e già soprintendente del Polo Museale della città di Firenze e dell'Opificio delle Pietre dure, presentando a Firenze, al Museo degli Innocenti, la nuova monografia dedicata a Michelangelo Buonarroti, che arricchisce la storica collana d’arte del Gruppo Menarini, giunta nel 2026 al traguardo dei settant’anni. La professoressa Acidini, attualmente presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, di Casa Buonarroti e della Fondazione Roberto Longhi, propone nel volume una sintesi aggiornata delle ricerche su Michelangelo, con particolare attenzione al contesto storico e culturale in cui maturarono le sue opere. Il libro è pensato come un'opera di divulgazione narrativa.  "Io avevo, come tutti gli storici dell'arte, un grandissimo esempio, quello di Giorgio Vasari, il quale racconta la vita degli artisti come una narrazione – ha spiegato l'illustre storica dell'arte – E io ho cercato di seguire quel modello aggiornando il mio libro via via con tutto quello che è accaduto negli ultimi anni, tra restauri, acquisizioni, revisioni critiche, scoperte. C'è sempre qualcosa di nuovo con cui misurarsi e anche ultimamente sono uscite novità riguardanti e Michelangelo che daranno materia di studio e di riflessione"  Acidini si è anche soffermata sull'eventuale attualità del messaggio dell'opera di Michelangelo. "Oggi noi non corrispondiamo più a quel canone artistico, però ne percepiamo la straordinaria importanza, lo straordinario vigore nell'epoca in cui fu manifestata quest'arte e tutt'ora quella incredibile potenza che sprigiona quel gioco di emozioni – ha spiegao – Nel suo Giudizio Universale ci sono tutte le emozioni possibili della psiche umana, dal terrore alla gioia e quindi è ancora estremamente vicino alla nostra sensibilità". "Le ultime opere di Michelangelo non sono finite, sono tormentate, sono ancora più prossime a quell'estetica del frammento, del non finito che tanto risuona nella civiltà odierna e prima ancora in quella del secolo scorso". Infine Cristina Acidini si è soffermata sull'importanza del sostegno del Gruppo Menarini alla divulgazione culturale con la collana d'arte: "È una forma di mecenatismo estremamente preziosa, perché consente, a moltissime persone di fruire di volumi molto documentati, molto ben corredati di immagini su personalità generalmente molto importanti nella storia dell'arte e quindi è una forma di cura ulteriore che questa straordinaria casa farmaceutica offre ai suoi interlocutori attraverso la bellezza dell'arte". (di Paolo Martini) 
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  • Coppa del Mondo, Curtoni vince SuperG Val di Fassa. Zenere è terza

    (Adnkronos) – Gara perfetta di Elena Curtoni nel SuperG della Val di Fassa oggi, domenica 8 marzo. L'azzurra chiude la sua gara con un fenomenale 1'29"07 e torna al successo in Coppa del Mondo (in questa stagione, il suo miglior piazzamento nella specialità era stato un quarto posto in in Val d'Isere). Dietro di lei la norvegese Kajsa Vickhoff Lie, seconda con il tempo di 1'29"33 e l'altra azzurra Asja Zenere, terza a soli 27 centesimi. Per Curtoni si tratta del quarto successo in carriera, il secondo in superG, dopo quello di Cortina d’Ampezzo nel 2022, mentre l’ultima vittoria risale al 16 dicembre dello stesso anno nella discesa di St. Moritz. Ottava Laura Pirovano (reduce da due splendidi successi in discesa), nona Sofia Goggia. L'azzurra ha parlato così a fine gara: "Oggi sono riuscita a fare quello che volevo. Ci credevo, sapevo di averlo ancora dentro, ma quando i risultati non arrivano ci sono i dubbi. Sono contenta, è bello essere ancora lì davanti. Gli ultimi anni sono stati tosti".  
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  • Allarme in Iran: “Rischio piogge acide dopo raid su raffinerie, restate a casa”

    (Adnkronos) – Nubi nere e polvere su Teheran. E'allarme in Iran dopo gli attacchi di Usa e Israele alle raffinerie di petrolio, con i livelli di inquinamento dell’aria nella capitale sono diventati pericolosi, l'avvertimento della Mezzaluna Rossa iraniana e l’agenzia ambientale di vertice del Paese. Secondo i media di Stato, le autorità raccomandano ai cittadini di restare in casa e di evitare attività all’aperto non necessarie. Le autorità hanno inoltre sottolineato che le sostanze chimiche rilasciate dai serbatoi di carburante colpiti potrebbero provocare piogge acide, dannose per pelle e polmoni. L’organizzazione ha inoltre consigliato alle persone con problemi di salute di non uscire e, in generale, di indossare mascherine se costrette a muoversi all’aperto, per limitare l’esposizione ai contaminanti atmosferici.   I video pubblicati sui social mostrano intanto nuvole nere sulla città, in particolare nelle aree delle zone settentrionali e occidentali. Gli incendi, dopo gli attacchi agli impianti petroliferi, hanno provocato enormi colonne di fumo. Teheran si è svegliata sotto la pioggia: clip e foto diffuse sui social mostrano 'acqua nera' sul terreno, con la pioggia contaminata dal petrolio.   Come spiega l'Agenzia Nazionale per l'Efficienza Energetica (ENEA), la pioggia acida è un fenomeno atmosferico in cui le precipitazioni (non solo la pioggia ma anche la neve o la grandine) hanno un pH inferiore al valore neutro di 7, diventando quindi acide. È causata principalmente dalle emissioni di ossidi di azoto (NOx) e diossido di zolfo (SO2) provenienti dalle attività umane, come la combustione di carburanti fossili, l'industria e l'agricoltura. Quando gli ossidi di azoto e di zolfo vengono rilasciati nell'atmosfera, reagiscono con l'acqua – si legge ancora -, l'ossigeno e altre sostanze chimiche presenti nell'aria per formare acido nitrico (HNO3) e acido solforico (H2SO4). Questi acidi si combinano con le goccioline di acqua nelle nuvole, formando gocce di pioggia acide che precipitano sulla superficie terrestre.  La pioggia acida può avere effetti nocivi sull'ambiente e sulla salute umana, spiega ancora Enea. Quando cade sul suolo, può causare l'acidificazione dei laghi, dei fiumi e dei suoli, compromettendo l'habitat acquatico e la vegetazione. Inoltre, può danneggiare le foreste, i corpi idrici e gli ecosistemi sensibili. Sui materiali – come ad esempio edifici, monumenti e statue – può causare corrosione e deterioramento.  
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  • Carburanti, l’ondata di rincari continua: schizzano i prezzi per benzina e gasolio

    (Adnkronos) – Dopo i rialzi dovuti alla guerra in Iran, continua l'ondata di rincari per i carburanti sulla rete italiana, con la benzina che in diverse zone del Paese supera oggi al self la soglia di 1,8 euro al litro e il gasolio che al servito in autostrada viaggia spedito verso 2,6 euro al litro in alcuni impianti. A denunciarlo è il Codacons, che da giorni sta monitorando l'andamento dei listini ai distributori. Oggi in 5 regioni italiane il prezzo medio della benzina in modalità self ha superato la soglia di 1,8 euro al litro: Basilicata (1,812 euro), Calabria (1,820), Sicilia (1,805 euro), Valle d'Aosta (1,807 euro), provincia di Bolzano (1,819 euro), provincia di Trento (1,805 euro). Il prezzo medio del gasolio al self ha raggiunto la soglia psicologica dei 2 euro al litro a Bolzano, 1,992 euro a Trento, 1,989 euro in Calabria, 1,985 euro in Valle d'Aosta, 1,984 euro in Sicilia. Guardando alla rete autostradale, aumenta il numero di impianti che al servito vendono il gasolio sopra i 2,5 euro al litro, con i listini che in alcuni casi viaggiano verso i 2,6 euro al litro come sulla A4 o sulla A28 dove il diesel costa oggi 2,572 euro al litro.  "Il governo deve accogliere la nostra richiesta e tagliare subito le accise sui carburanti per almeno 15 centesimi di euro al litro – afferma il Codacons, prima associazione in Italia ad aver ricordato lo strumento dell' accisa mobile – Una simile misura, considerata anche l'Iva applica sulle accise, non solo riporterebbe i listini ai livelli precedenti la crisi con benefici diretti sui costi di rifornimento, ma terrebbe sotto controllo anche i prezzi dei prodotti trasportati, specie gli alimentari, che come noto risentono dei rincari del gasolio considerato che oltre l'80% della merce venduta in Italia viaggia su gomma".    Come governo, spiegava ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video pubblicato sui social, "siamo ancora al lavoro per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini, per la nostra nazione con task force attivate per monitorare l'andamento dei prezzi dell'energia, della benzina, dei generi alimentari e per combattere la speculazione. In particolare sulla benzina stiamo valutando anche di attivare il meccanismo delle cosiddette 'accise mobili' che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023 nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile. Il meccanismo, la cui attivazione viene chiesta da parte di alcuni partiti dell'opposizione, consente di utilizzare la partita di maggiore Iva che arriva dall'aumento dei prezzi per ridurre le accise, è lo strumento della sterilizzazione che avevamo scritto nel programma di centrodestra e la sua attivazione è allo studio da qualche giorno da parte del ministero dell'Economia", le parole della premier.  
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  • 8 marzo, Terna per la giornata internazionale dei diritti delle donne

    (Adnkronos) – In occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne, Terna rinnova il proprio impegno per la valorizzazione del talento femminile, promuovendo iniziative che favoriscono l’accesso, la crescita e lo sviluppo professionale delle donne all’interno del Gruppo. Attraverso una strategia fondata sui principi del merito, del rispetto e dell'inclusione, la società guidata da Giuseppina Di Foggia crea opportunità concrete per rafforzare la presenza e il ruolo delle donne, sostenendo una cultura che premia le competenze. (Video) "L’8 marzo è un’occasione per riflettere su quanto stiamo facendo in Terna per la parità di genere, dal momento dell’assunzione al successivo percorso professionale. Tutto parte da un principio semplice: competenze e merito guidano le decisioni", dichiara Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna. “Negli ultimi tre anni abbiamo lavorato per rendere i nostri processi più strutturati e trasparenti: pari condizioni di accesso, criteri rigorosi nella valutazione delle performance e nel percorso di carriera, attenzione all’equilibrio tra vita e lavoro. I dati ci dicono che stiamo andando nella giusta direzione e che la valorizzazione del talento femminile è un fattore strategico per la crescita del Gruppo. È il nostro modo di essere, una responsabilità che orienta le scelte di Terna".  Nel 2025, su oltre 800 nuove assunzioni, circa il 36% (esclusi gli operativi) ha riguardato donne. La presenza femminile nel Gruppo oggi è pari a circa il 26% e il 31% delle posizioni manageriali è ricoperto da donne: questi dati testimoniano la volontà di Terna di riconoscere e valorizzare il talento sulla base delle competenze, senza pregiudizi. La People Strategy di Terna, pilastro del Piano Industriale 2024-2028, pone al centro le persone, favorendo una trasformazione culturale che attraversa tutte le fasi del percorso professionale: dalla selezione alla valutazione delle performance, fino alla crescita manageriale. Questo approccio è stato sostenuto anche da un importante progetto della Academy del Gruppo che, negli ultimi due anni, ha erogato oltre 30.000 ore di formazione su “linguaggio inclusivo” e “rompere gli stereotipi: agire il rispetto”, coinvolgendo tutta la popolazione aziendale.   Coerentemente con il suo ruolo, Terna dedica particolare attenzione alle discipline Stem, fondamentali per accompagnare il percorso di transizione energetica e digitale. Delle oltre 7.100 persone del Gruppo, 2.300 possiedono un titolo di studio in ambito Stem, con una presenza femminile in crescita tra i nuovi ingressi. Anche verso l’esterno, l'azienda ha avviato e consolidato numerosi progetti dedicati alla promozione delle competenze scientifiche femminili. Tra le iniziative, il Programma Boost con Sistech, che offre borse di studio a donne rifugiate, la partnership con Elis – Role Model, la collaborazione con Valore D e “Girls@Polimi-Borse per future ingegnere”. L’attenzione alle competenze femminili si inserisce nel più ampio quadro delle politiche di Diversity & Inclusion del Gruppo che comprende la certificazione e il Piano Strategico per la Parità di Genere 2024–2026, basato su selezione e leadership inclusiva, equità remunerativa, formazione e sensibilizzazione per promuovere un ambiente di lavoro sempre più inclusivo e rispettoso. Oltre alle politiche di sviluppo e formazione, Terna ha continuato a rafforzare i progetti a supporto della famiglia e dell’equilibrio tra vita privata e professionale. Il Gruppo promuove modelli di lavoro flessibili, un accordo di smart working migliorativo, iniziative a sostegno della genitorialità, strumenti di welfare diffusi e servizi dedicati al benessere psicologico, fisico e organizzativo, estesi anche ai familiari. Tra le nuove iniziative, si segnala la recente apertura dello Spazio Nuvola presso la sede di Roma, pensato per supportare le mamme nel rientro al lavoro durante il periodo di allattamento. Questo ambiente è stato realizzato per favorire un migliore equilibrio delle mamme che, pur rientrando in ufficio, continuano l’allattamento. Lo spazio rappresenta un progetto pilota a Roma, estendibile presso altri uffici sul territorio. Tra le iniziative consolidate del Gruppo a sostegno della famiglia, l’asilo nido aziendale presso la sede del Gruppo, il MiniWatt, dedicato ai figli dei dipendenti; inoltre, per tutti i genitori di bambini da 0 a 3 anni sul territorio nazionale, è previsto un contributo economico fino al 60% della retta del nido. 
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  • Trump: “In Iran vittoria record, non c’è nulla che non sia stato eliminato”

    (Adnkronos) – "Stiamo vincendo a livelli mai visti prima, e rapidamente". A esultare nel corso di un'intervista alla Cbs è il presidente americano Donald Trump, che commenta così l'andamento dell'operazione militare in Iran.  "È stato incredibile il lavoro che abbiamo fatto. I missili sono stati ridotti in mille pezzi – ha detto il presidente -. Ne sono rimasti pochissimi. I droni sono stati distrutti. Le fabbriche vengono fatte saltare in aria proprio mentre parliamo. La marina non esiste più, è sul fondo del mare, 42 navi in sei giorni. La marina è sparita. L’aviazione è sparita". "Ogni singolo elemento delle loro forze armate è sparito. La loro leadership è sparita. Non c’è nulla che non sia stato eliminato", le parole del tycoon.  Trump ha poi liquidato le minacce arrivate dal capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano Ali Larijani: "Non ho idea di cosa stia dicendo, né di chi sia. Non potrebbe importarmi di meno. È già stato sconfitto".  Larijani ieri aveva spiegato che il leader americano avrebbe "pagato il prezzo" per gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Trump quindi, forse riferendosi al presidente Masoud Pezeshkian, ha affermato che Larijani "intendeva prendere il controllo del Medio Oriente" ma che "ha già ceduto e si è arreso a tutti quei Paesi proprio a causa mia". "Ha già capitolato davanti a tutti i Paesi del Medio Oriente, perché stava cercando di conquistare l’intera regione – ha aggiunto – tutti quei razzi erano da tempo puntati contro quei Paesi. Aveva pianificato tutto molto prima che questa vicenda iniziasse".   Quindi ecco arrivare la 'bacchettata' agli alleati che non hanno partecipato dall'inizio all'operazione contro Teheran. "Non mi potrebbe importare di meno", ha tuonato Trump, se gli alleati potessero fare di più per aiutare nella guerra contro l'Iran. "Possono fare quello che vogliono. Quelli leali sono già dentro". Quanto al Regno Unito che ha approntato portaerei per un possibile dispiegamento in Medio Oriente, Trump ha commentato: "È un po' tardi per inviare navi, vero? Un po' tardi". Su social Truth Social, Trump aveva chiarito che gli Stati Uniti non hanno bisogno delle due portaerei britanniche in Medio Oriente. "Il Regno Unito, un tempo nostro grande alleato, forse il più grande di tutti, sta finalmente prendendo seriamente in considerazione l'invio di due portaerei in Medio Oriente. Va bene, Primo Ministro Starmer, non ne abbiamo più bisogno. Ma ricorderemo. Non abbiamo bisogno di persone che si uniscono alle guerre dopo che le abbiamo già vinte!"   Dal presidente degli Stati Uniti anche un nuovo apprezzamento per la premier Giorgia Meloni e per la disponibilità dell’Italia a contribuire alla gestione della crisi in Medio Oriente. In una breve conversazione telefonica con il Corriere della Sera, il leader americano ha lodato la premier italiana. "Amo l’Italia, penso che Giorgia sia una grande leader", ha detto Trump. Interpellato sul possibile ruolo italiano nel conflitto e sulla decisione di inviare assetti navali per la difesa di Cipro, il presidente ha aggiunto: "Giorgia Meloni cerca sempre di aiutare, è un’ottima leader ed è una mia amica".  
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  • Carceri, Follini: “Le lettere tra Alemanno e Bettini, la politica oltre il pregiudizio e la lezione di Moro”

    (Adnkronos) – "Nei giorni scorsi il Foglio ha pubblicato uno scambio di lettere tra Gianni Alemanno e Goffredo Bettini. Tutto muoveva dalla reclusione del primo e approdava all’amichevole solidarietà del secondo. Ma in quelle parole che attraversano idealmente le sbarre di un carcere e anni di contesa politica c’era qualcosa di più. E cioè il richiamo a una politica che cerca di illuminare le coscienze, acuire le sensibilità e magari scavalcare le frontiere.  I due protagonisti sono stati e sono agli antipodi l’uno dall’altro. E io mi sento agli antipodi di tutti e due. Così, il primo istinto, quasi un riflesso condizionato, è quello di scavare nelle loro parole quasi a trovarvi, se non una radice comune, almeno una sorta di affinità nel valore che entrambi concedono alle ideologie novecentesche. Sia pure ideologie opposte. L’antico giovane democristiano che sopravvive in me tende infatti quasi istintivamente ogni volta a denunciare gli opposti estremismi. E a sospettare -insieme- sia delle loro contrapposizioni che dei loro incroci. Poiché appunto 'loro' una volta erano ideologici e forse sotto sotto continuano ad esserlo – sia pure in modi diversissimi da prima. Mentre 'noi' ideologici non eravamo, e dunque possiamo vantarci di essere stati all’epoca più 'laici' e disincantati rispetto alle fedi politiche troppo sistematiche e assertive di quegli anni – lontani ma non troppo.  E poi però in tutti questi ragionamenti troppo sicuri di sé si apre una breccia. Perché Alemanno riconosce a Bettini di 'non aver perso la curiosità per l’altro da sé, per l’avversario politico che rappresenta idee diverse e non un semplice antagonista di potere'. E Bettini a sua volta riconosce che 'le ideologie (novecentesche) hanno perso la singolarità e unicità delle persone'. E in quel loro accorciare le reciproche distanze si coglie qualcosa di meno occasionale, di più sentito e sofferto. Così, in virtù di circostanze particolarissime, e dolorose nel caso di Alemanno, affiora in quel dialogo curioso qualcosa che va al di là del rispetto delle forme. Non è la confessione di un’affinità tra loro. E’ il riconoscimento del fatto che il culto eccessivo delle ragioni di ognuno di noi ha finito per creare una distanza che a lungo andare non è più umana. Né, forse, più politica.  Il fatto è che quando la lotta politica travalica i suoi confini e incrocia l’umanità delle persone, il loro lato privato, a volte privatissimo, finisce col trovare ragioni che nella sua quotidianità stanca e rituale tritura impietosamente. Succede così che due figure pubbliche -non si offendano- un po’ estreme tutte e due, volutamente lontane dal main stream e anche piuttosto irridenti verso le categorie del moderatismo e delle vie di mezzo finiscano a un tratto per rivelarsi capaci di una comprensione profonda l’uno verso l’altro. Quasi una sorta di complicità che li lega nonostante si siano lungamente trovati appostati al check point Charlie del nostro lungo e tormentatissimo Novecento.  Il problema è che questi incroci sono sempre l’eccezione e mai la regola. E quando avvengono lasciano perfino qualche spazio al sospetto (ingiustificato). Siamo troppo abituati a pensare che la regola sia quella della più estrema distanza tra noi. Così, non appena quella distanza viene minimizzata sorge il dubbio che un’affinità inconfessata (e magari inconfessabile) abbia preso il posto di una limpida dialettica. In questo modo la giostra ricomincia e ognuno di noi torna infine nella casella di partenza del suo percorso. Laddove tutti i conflitti possono sembrare nobili e generosi.  E invece una generosità ancora maggiore sta semmai nell’attraversare le linee del pregiudizio e della faziosità. Così all’apprezzamento mi unisco perfino io, che sono lontano mille miglia dall’uno e dall’altro. Ma che ho imparato da piccolo, dalla nobiltà umana e politica di Aldo Moro, la cosa più semplice e più rivoluzionaria. E cioè che la democrazia non siamo mai noi stessi. E’ sempre l’altro. Magari quello più lontano". (di Marco Follini) 
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