Autore: TGAbruzzo24.com

  • Milan-Inter 1-0, caos nel finale: pareggio ‘annullato’ ai nerazzurri, poi Dumfries chiede rigore. Cos’è successo

    (Adnkronos) –
    Milan-Inter
    di
    oggi, domenica 8 febbraio, finisce con il successo dei rossoneri per 1-0 e un po' di polemiche. Il motivo? Un gol nerazzurro in pieno recupero, non convalidato, e un rigore chiesto dall'Inter per un tocco di mano in area di Samuele Ricci. Al 93', il corner di Dimarco pesca Carlos Augusto in area e l'esterno brasiliano trova la deviazione del pari, ma è tutto fermo. Il gioco non era ripreso perché l'arbitro Doveri non aveva fischiato prima del calcio d'angolo.  Il direttore di gara ha spiegato così la situazione ai giocatori in campo e il gioco è successivamente ripreso. Poco dopo, Dumfries ha colpito di testa nell'area del Milan e il pallone è finito sulla mano di Ricci, che poi ha liberato. I giocatori dell'Inter hanno chiesto subito il penalty ma l'arbitro ha lasciato correre e il Var non è intervenuto.   Il triplice fischio ha quindi certificato la vittoria del Milan. Un successo che porta la squadra di Allegri a -7 dagli uomini di Chivu, riaprendo di fatto il campionato.  
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  • Indian Wells, Sinner batte Shapovalov in due set e vola agli ottavi – Rivivi il match

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    Jannik Sinner non sbaglia nel terzo turno del Masters 1000 di Indian Wells. Nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 marzo, il fuoriclasse azzurro batte il canadese Denis Shapovalov nel Masters 1000 americano e stacca senza fatica il pass per gli ottavi del torneo californiano: 6-3 6-2 il punteggio, in un'ora e 11 minuti di gioco.
      Per Jannik, partita ben gestita e controllata. Solo un piccolo passaggio a vuoto nel primo game del match, con turno di servizio perso a zero. Poi, l'immediato controbreak e il primo game chiuso sul 6-3. Altro break all'inizio del secondo parziale, per mettere la sfida in discesa e chiudere il discorso con il secondo break nel settimo game, prima di servire per il match.
     Agli ottavi di finale il numero 2 del ranking Atp se la vedrà contro uno tra Joao Fonseca e Tommy Paul. Il match tra Fonseca e Paul, previsto nella notte sul Centrale, decreterà così l'avversario dell'azzurro agli ottavi. 
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  • Il Milan ‘abbraccia’ Brignone e Paris prima del derby con l’Inter: il tributo ai medagliati di Milano Cortina

    (Adnkronos) – Un abbraccio alle leggende azzurre dello sci, prima del derby di Milano contro l'Inter. Il Milan ha omaggiato in maniera speciale due tifosi d'eccezione, Federica Brignone e Dominik Paris, prima della stracittadina di oggi, domenica 8 febbraio. Il Diavolo ha reso omaggio ai due campioni, grandi protagonisti alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Brignone con due ori da favola, in gigante e in SuperG, dopo un incredibile recupero dall'infortunio al ginocchio. E Paris, bronzo in discesa libera, riuscito ad agguantare la prima medaglia olimpica a 36 anni, dopo una carriera pazzesca.  I due hanno ricevuto in regalo una maglia rossonera speciale (la numero 6 dello storico capitano Franco Baresi per Brignone, la 13 di Alessandro Nesta per Paris) e sono stati accolti da un caloroso boato del pubblico presente allo stadio. 
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  • Iran, il figlio di Khamenei è la nuova Guida Suprema. Trump lo boccia: “Non dura”

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    Da un Khamenei all'altro. L'Iran sceglie la nuova Guida Suprema, il successore di Ali Khamenei è Mojtaba, secondo dei 6 figli dell'ayatollah ucciso da Stati Uniti e Israele nelle prime fasi della guerra. La nomina viene annunciata ufficialmente nella serata di domenica 8 marzo dopo la votazione effettuata in mattinata dall'Assemblea degli Esperti. Il 56enne Mojtaba non ha un ruolo formale nel regime ma vanta solidi legami con i Pasdaran, una qualità determinante. "Il nome di Khamenei continuerà", le parole di Hosseinali Eshkevari, membro dell'Assemblea degli Esperti, prima della comunicazione ufficiale. L'agenzia di stampa Tasnim parla di "una schiacciante maggioranza di voti" per il 56enne. In una nota, l'Assemblea degli esperti, composta da 88 membri, ha riferito che "l'Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei (che Allah lo protegga) è stato scelto come terzo leader del sacro sistema della Repubblica Islamica dell'Iran". Nella nota si sostiene che l'Assemblea degli esperti "non ha esitato un minuto" nella scelta del nuovo leader, nonostante "la brutale aggressione dell'America criminale e del malvagio regime sionista".  I Pasdaran dichiarano la propria "lealta" alla nuova Guida suprema e si dicono "pronti alla totale obbedienza". I Guardiani della rivoluzione sono pronti "a preservare i valori della Rivoluzione Islamica e salvaguardare la preziosa eredità degli Imam della Rivoluzione, l'Imam Khomeini e l'Imam Khamenei". Il dipartimento del Tesoro americano ha imposto sanzioni contro di lui nel 2019, durante il primo mandato di Donald Trump, sostenendo che rappresentasse il leader supremo "nonostante non fosse stato eletto o nominato a una posizione di governo a parte l'incarico nell'ufficio del padre". Ali Khamenei aveva infatti "delegato una parte delle sue responsabilità di leadership" al figlio, che "lavorava strettamente" con i Guardiani della rivoluzione "per far avanzare le ambizioni di destabilizzazione regionale del padre e i suoi obiettivi di repressione interna", aveva sottolineato il Tesoro motivando le sanzioni.  Le forze armate israeliane fanno sapere che prenderanno di mira il successore di Ali Khamenei e chiunque sia coinvolto nel processo di nomina del nuovo leader. "Dopo l'eliminazione del tiranno Khamenei, il regime terroristico iraniano sta cercando di riorganizzarsi e scegliere una nuova Guida Suprema – rendono noto le forze di difesa – Vogliamo sottolineare che il lungo braccio dello Stato di Israele continuerà a inseguire il successore e chiunque tenti di nominarlo". L'esercito inoltre lancia un avvertimento diretto a coloro che hanno partecipato alla riunione incaricata di selezionare il nuovo leader: "Non esiteremo a colpire anche voi. Consideratevi avvertiti".  A stretto giro arriva anche la 'sentenza' di Trump, che ribadisce la posizione rispondendo alle domande di Abcnews: l'erede di Khamenei "non durerà a lungo" se non otterrà l'approvazione della Casa Bianca, dice il presidente americano, disposto a lavorare con eventuali elementi 'superstiti' dell'attuale regime. "Dovrà ottenere la nostra approvazione. Se non la ottiene, non durerà a lungo", dice il presidente, che pochi giorni fa ha definito "inaccettabile" la nomina di Mojtaba Khamenei. "Vogliamo assicurarci di non dover tornare qui ogni dieci anni, quando magari non avrete un presidente come me che è disposto a farlo – aggiunge – Non voglio che tra cinque anni si debba tornare a fare la stessa cosa, o peggio ancora lasciare che abbiano un’arma nucleare. Ora l'Iran è una tigre di carta, una settimana fa non era così. Stavano per attaccare l'intero Medio Oriente per prenderselo tutto". Ma tra l'elite di Teheran ci sono figure che otterrebbero il sì americano? "Ci sono numerose persone che sarebbero idonee". Il tema fotografa la distanza abissale tra Washington e Teheran. "Sta al popolo iraniano eleggere il nuovo leader. Hanno già eletto l'Assemblea degli esperti e l'Assemblea degli esperti farà il suo lavoro", dice il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi respingendo ogni ipotesi di dialogo: "Non permetteremo a nessuno di interferire".  
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  • Milan-Inter, proteste nerazzurre per possibile rigore. Chivu a Saelemaekers: “Sicuro di non averla toccata?”

    (Adnkronos) – Si accende il derby di Milano. Nel secondo tempo di Milan-Inter
    oggi, domenica 8 marzo, un episodio ha 'movimentato' la partita . Intorno all'ora di gioco, sull'1-0 per la squadra di Allegri, i nerazzurri hanno protestato per un possibile rigore dopo un tocco dubbio di Saelemaekers in area di rigore rossonera. Il motivo? Il belga ha addomesticato un cross di Barella con il petto, ma alcuni giocatori dell'Inter hanno protestato all'indirizzo dell'arbitro vedendo un tocco di braccio nell'azione. Anche Chivu, tecnico dell'Inter, si è rivolto al centrocampista con un sorriso ironico: "Sicuro di non averla toccata con il braccio?". Per la cronaca, c'è stato un silent check e l'arbitro Doveri ha lasciato correre.  
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  • Iran, strage nella scuola: un video smentisce Trump e accusa gli Stati Uniti

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    "La scuola è stata colpita da Teheran". Donald Trump ha accusato l'Iran per la strage nella scuola femminile di Minab, in Iran: 160 bambine e 14 insegnanti hanno perso la vita nella prima giornata dell'attacco portato da Stati Uniti e Israele, lo scorso 28 febbraio. La scuola è stata colpita da un missile che, secondo il presidente degli Stati Uniti, è stato lanciato dai pasdaran iraniani. Un video, però, pare smentire la versione di Trump e accredita l'ipotesi di un'azione americana. Il filmato, diffuso dall'agenzia semiufficiale iraniana Mehr News, è il primo documento a mostrare missili che colpiscono l'area. Nella clip, secondo la Cnn realizzata da un vicino cantiere, si vede un missile che è compatibile con l'immagine di un Tomahawk, munizione in dotazione delle navi della US Navy: il missile può essere lanciato anche da sottomarini. I Tomahawk non sono utilizzati da Israele. Il video mostra una colonna di fumo che si alza dall'area dove si trova la scuola elementare Shajareh Tayyiba: decine di persone fuggono mentre è in corso l'attacco.  La Cnn fa riferimento al parere di esperti in materia: la sagoma del missile è compatibile con quella di un Tomahawk e l'utilizzo dell'arma, nella circostanza, rientra nella strategia delle forze armate americane. Il Tomahawk viene generalmente impiegato nelle fasi iniziali di un'operazione, quando è necessario indebolire le difese aeree nemiche per conquistare il controllo dei cieli. La strage nella scuola è avvenuta nel primo giorno dell'offensiva. Secondo l'analisi della Cnn, il missile avrebbe colpito un edificio immediatamente adiacente ad una struttura medica controllata dai pasdaran. 
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  • Genoa-Roma 2-1, Gasperini non ci sta: “Il Var non ha visto rigore su Koné? Cambiasse mestiere”

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    Gian Piero Gasperini è amareggiato dopo la sconfitta della Roma per 2-1 contro il Genoa a Marassi, oggi domenica 8 marzo. Nel post partita, il tecnico giallorosso ha commentato in particolare un episodio, un possibile fallo di mano di Malinovskyi su tiro di Koné, in area rossoblù: “Eravamo 1-1 – le parole dell'allenatore – e non so perché non è intervenuto il Var. Si capisce molto bene".
     

     Gasperini ha poi aggiunto, sempre sull'episodio: "Il Var non lo ha ritenuto da rigore, così come il fallo laterale. Non ci si attacca a quello ma è tutto molto chiaro. Magari era già fuori? Può darsi, non ci si attacca a questo. Diverso è l'episodio del rigore che chiaramente ognuno può interpretarlo come vuole ma le immagini sono chiarissime. Se il Varista non lo ha visto cambiasse mestiere". 
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  • Milan-Inter, non c’è pace per Bastoni: pioggia di fischi a San Siro per il difensore

    (Adnkronos) – Non c'è pace per Alessandro Bastoni. Il difensore nerazzurro è ormai bersaglio continuo di fischi da parte delle tifoserie avversarie ed è quanto sta accadendo anche oggi, domenica 8 marzo, durante il derby di Milano tra Inter e Milan. Ma qual è il motivo? All’origine della contestazione c’è un episodio avvenuto durante la sfida tra Inter e Juventus. In uno scontro di gioco con il difensore bianconero Pierre Kalulu, l’arbitro aveva estratto il secondo cartellino giallo per il difensore francese, costretto ad abbandonare il campo.  Secondo molti, Bastoni avrebbe in quell'occasione accentuato il contatto per far espellere l'avversario, ma non solo. A far discutere era stata anche la reazione scomposta del difensore nerazzurro, con esultanza subito dopo l’espulsione di Kalulu. Un gesto che molti tifosi avversari hanno considerato provocatorio e soprattutto antisportivo. Da quel momento, diversi stadi italiani hanno accolto Bastoni con una pioggia di fischi. 
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  • Germania, elezioni in Baden-Wuerttemberg: Verdi avanti alla Cdu, le proiezioni

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    Verdi avanti alla Cdunel Land del Baden-Wuerttemberg in Germania. Secondo le ultime proiezioni della tv Ard il vantaggio si sta però riducendo: il partito ambientalista si attesta al 30,4%, mentre la Cdu raggiunge il 29,7%. Ciò significa che i Verdi hanno solo un vantaggio di 0,7 punti percentuali. L'AfD si attesta al 18,6%, mentre la SPD è salita al 5,6%. FDP e Die Linke sono ancora più indietro, rispettivamente al 4,4% e al 4,3%. Per l'altra emittente pubblica, Zdf, il vantaggio tra Verdi e Cdu è dell'1 per cento. Secondo l'Ufficio Statistico dello Stato, i voti di 10.976 degli 11.570 distretti elettorali sono stati ora conteggiati. "Abbiamo suscitato molte aspettative nella popolazione del Baden-Württemberg, sul fatto che il bene dello Stato deve prevalere sugli interessi di partito. Non ho nulla da ritrattare al riguardo. È così che voglio guidare il Land". A dichiaralo è stato il leader dei Verdi Cem Oezdemir, che potrebbe diventare il nuovo primo ministro del Baden-Württemberg, il secondo ecologista nella storia tedesca, il primo di origini turche. 'Svevo dell'Anatolia' come si autodefinisce, figlio di un operaio tessile, uno dei 'Gastarbeiter' chiamati a sostenere il miracolo economico tedesco, il politico 60enne continua la sua irresistibile ascesa nella ricca regione industriale dove è nato il 21 dicembre 1965, a Bad Urach, una piccola città situata una cinquantina di chilometri a sud di Stoccarda. Nel 1994, era diventato uno dei primi due deputati del Bundestag figlio di genitori turchi. Nel 2021, sotto il governo del socialdemocratico Olaf Scholz, era stato anche il primo politico di origine immigrata a ricoprire la carica di ministro, responsabile dell'Agricoltura. Sono sotto choc i socialdemocratici tedeschi del Baden-Wuerttemberg dopo aver ottenuto il peggior risultato di sempre alle elezioni regionali tedesche. Le proiezioni vedono il partito scivolare al quarto posto nel Land sud-occidentale con solo il 5,4% dei voti, superando a malapena la soglia del 5% necessaria per entrare nel parlamento regionale di Stoccarda. Il vicecancelliere tedesco Lars Klingbeil, co-leader del partito a livello nazionale, ha parlato di "una serata amara”. Il candidato premier del partito nel Baden-Württemberg, Andreas Stoch, ha annunciato le sue dimissioni poco dopo la pubblicazione degli exit poll. Il voto è stato il primo di cinque elezioni regionali che si terranno quest'anno in Germania, e la Spd dovrà affrontare un'intensa battaglia per mantenere il potere nella vicina Renania-Palatinato il 22 marzo. Storicamente uno dei due principali partiti in Germania insieme ai cristiano-democratici ( Cdu) la Spd ha visto diminuire la sua popolarità negli ultimi anni. Il crollo del partito nel Baden-Württemberg potrebbe aver avvantaggiato i Verdi, che secondo le ultime proiezioni hanno compiuto una sorprendente rimonta superando la Cdu. Prima di oggi il peggior risultato della Spd in un'elezione statale era stato ottenuto nello stato orientale della Turingia nel 2024, dove il partito aveva ricevuto il 6,1% delle preferenze. Il co-leader del partito tedesco AfD Tino Chrupalla ha salutato il risultato ottenuto dal suo partito: "Abbiamo ottenuto un risultato elettorale meraviglioso", ha detto sottolineando che Alternativa per la Germania diventa il principale gruppo di opposizione nel parlamento di Stoccarda. Secondo le proiezioni delle emittenti pubbliche Ard e Zdf, l'Afd ha quasi raddoppiato il risultato del 2021 (9,7%) ottenendo il suo miglior esito in un'elezione per il rinnovo del parlamento di un Land nella parte occidentale della Germania. 
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  • Iran, Meloni: “Italia non è in guerra ma rischia conseguenze. Opposizione non faccia polemica spicciola”

    (Adnkronos) – "Confermo, l'Italia non è parte del conflitto" in Iran "e non intende esserne parte". Ma "l'Italia rischia comunque di essere coinvolta dalle conseguenze del conflitto, interne e economiche". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che all'opposizione dice: "L'Italia intende lavorare al ritorno della diplomazia ma, rispetto a quello che dice l'opposizione, mi chiedo se sia questo il momento di fare polemica spicciola come vedo fare in giorni difficili per tutti". La premier affronta anche il tema della sicurezza interna: "Non ci sono particolari allarmi in questo momento, ma a scopo di prevenzione siamo mobilitatissimi", ha detto a Fuori dal coro, su Retequattro. Nel suo intervento anche la questione rincari: "Sono determinata per evitare che la speculazione sfrutti la crisi sulla pelle delle famiglie e delle imprese". "Consiglio a tutti prudenza, non escludo, quando dovessi avere evidenza di atteggiamenti speculativi, di aumentare le tasse alle aziende responsabili e di rimettere i soldi sulle bollette", aferma ancora Meloni. "Sulla benzina stiamo valutando il meccanismo delle accise mobili, viene anche richiesto da parte dell'opposizione, stiamo studiando da qualche giorno il meccanismo", dice quindi la premier rivordando che sul fronte prezzi, "l'Autorità dell'energia ha attivato una task force, credo che già domani avremo i primi report per monitorare il prezzo dell'energia. Il ministro Urso ha messo al lavoro quello che noi chiamiamo 'mister Prezzi', cioè il sistema di monitoraggio che viene attivato per verificare che non ci siano aumenti ingiustificati, in particolare sulla benzina e sui generi alimentari".  Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha detto che quello Usa-Israele è un intervento fuori dal diritto internazionale, condivide o condanna quell'intervento? "Condivido quello che ha detto il ministro Crosetto, noi dobbiamo fare i conti con un quadro nel quale sono oggettivamente saltate le regole del diritto internazionale", ha replicato Meloni aggiungendo: "Ma alla domanda risponderei nessuno dei due. Non ho elementi necessari per prendere una posizione categorica, ma al netto del premier spagnolo nessuno in Europa ha condannato l'iniziativa e nessuno sta prendendo parte al conflitto". "La riforma interviene sulla degenerazione ideologica di parte della magistratura che combatte una battaglia politica perché organizzata in correnti ideologizzate potentissime. La riforma si occupa di questo perché va alla radice del problema", ha detto Meloni.Con la riforma "creiamo un sistema libero e meritocratico di persone che non devono dire grazie a nessuno e che possono fare il lavoro semplicemente seguendo quello che dice la loro coscienza: un meccanismo di libertà dalla politica e dai condizionamenti che io penso possa fare la differenza, ne sono certa", ha detto la premier. "Non devo ricordare le continue interpretazioni forzate delle norme per impedirci di governare il fenomeno dell'immigrazione. La novità è che ora giudici non hanno convalidato il trattenimento di un immigrato stupratore di minori, condannato per violenza sessuale su un minore. Un pedofilo che entra illegalmente in Italia e stupra un minore io non lo posso trattenere", ha affermato la premier. "Senza parole" di fronte alle ultime decisioni dei magistrati sulla famiglia nel bosco. Lo ha detto Giorgia Meloni a Fuori dal coro, su Retequattro. "Una decisione che non penso faccia stare meglio i bambini, gli infligge un pesantissimo trauma. Penso che siamo oltre, dobbiamo assistere inermi a queste decisioni figlie di una lettura ideologica, ma lo Stato non ti può togliere i figli perché non condivide il tuo stile di vita. Il ministro Nordio sta mandando una ispezione, ho parlato con il ministro", ha detto la premier. 
    —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)