(Adnkronos) – L'incontro tra le associazioni di categoria maggiormente rappresentative delle strutture ambulatoriali private e dei laboratori di analisi cliniche accreditati e il ministero della Salute si è risolto con "un nulla di fatto, il ministero ha negato la proroga richiesta e necessaria a livello nazionale, con l’ovvia conseguenza che il danno economico che deriverà dall’applicazione del nuovo nomenclatore comporterà un serio danno per la sanità italiana, sia per le strutture pubbliche che per quelle private autorizzate". Così l'Uap, l'Unione ambulatori e poliambulatori, in una nota. L'incontro aveva come obiettivo la discussione dell’applicazione del nuovo Nomenclatore Tariffario di specialistica ambulatoriale e della richiesta proroga. Presenti all’incontro, tra gli altri, il rappresentante di Confapi Salute Università e Ricerca, Mariastella Giorlandino, il presidente di Anisap, Valter Rufini, Maurizio Simmaco e il presidente di Federlab Italia Gennaro Lamberti. L’Uap "si oppone con fermezza a provvedimenti tampone e chiede di conoscere le motivazioni del diniego ad una proroga necessaria, tanto più che le regioni italiane più virtuose, tra le quali l’Emilia Romagna, la Toscana e la Lombardia, hanno adottato misure per mitigare l’impatto negativo del nuovo nomenclatore sulle proprie strutture sanitarie pubbliche, mantenendo le tariffe esistenti per determinate prestazioni o modificando le tariffe per alcune analisi di laboratorio, in risposta a una dettagliata analisi dei costi". Mariastella Giorlandino ha chiesto "di considerare il danno per le regioni nelle quali non si possono istituire punti prelievo rispetto a quelle regioni dove ciò è consentito, in virtù del federalismo sanitario, e se sono state considerate le conseguenze che deriveranno dal disavanzo che si creerà sui bilanci degli ospedali pubblici". Secondo l'Uap "come si pensa di pareggiare i costi se negli ospedali pubblici il ticket per eseguire una mammografia costa 34 euro a fronte di un costo finito di oltre 400 euro, debito che verrà risanato dagli italiani, e come si pensa che le strutture private, che pagano di tasca propria, possano sopravvivere. Lo stato non può far fallire le imprese italiane". Pertanto, l'Unione ambulatori e poliambulatori "chiede l’acquisizione dei nomenclatori già adottati per non danneggiare le strutture ospedaliere pubbliche oltre quelle private convenzionate delle Regioni più virtuose. Nessun provvedimento tampone!". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Anno: 2024
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Cisterna di Latina: uccide madre e sorella della fidanzata, lei si salva
(Adnkronos) –
Duplice omicidio a Cisterna di Latina. Un uomo ha sparato uccidendo la sorella della fidanzata e la madre di lei. La fidanzata si è salvata nascondendosi in bagno. Il duplice omicidio è avvenuto nel pomeriggio in una villetta di Cisterna di Latina. L'uomo è trattenuto in Questura, in attesa di essere interrogato dal magistrato, che sentirà anche la fidanzata. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

San Valentino, Rebuzzi: “Balli di coppia fanno bene al cuore e stimolano ormoni piacere”
(Adnkronos) – La danza è un'attività fisica che fa bene al corpo e alla mente, se fatta in coppia i benefici raddoppiano. Parola di cardiologo. “Il ballo è un toccasana per cuore, arterie, pressione, circolazione, tono muscolare e metabolismo purché fatto in movimento. I lenti, infatti, come il ‘ballo della mattonella’ non servono a nulla, se non a stimolare la produzione di endorfine, gli ormoni del piacere”. Così all’Adnkronos Salute Antonio Rebuzzi, docente di Cardiologia all'università Cattolica di Roma. Il ballo, “in quanto attività aerobica da sforzo di basso grado – spiega Rebuzzi – consente un allenamento continuo del cuore, facilita il dispendio di energie e, di conseguenza, il mantenimento del peso. Inoltre, fa bene a livello delle coronarie, aiuta a mantenere bassa la pressione del sangue, a garantire la salute del cuore e del sistema cardiovascolare, prevenendo anche l'insorgenza dell'artrosi. Non è tutto: favorisce lo sviluppo di nuovi piccoli vasi che aiutano la circolazione del sangue. Senza dimenticare che grazie al ballo riduciamo il grasso addominale, il più pericoloso, incrementiamo il colesterolo buono, miglioriamo il tono muscolare e impariamo a respirare meglio". Se si danza in due, poi, "si stimola la produzione di endorfine, gli ormoni del piacere e del benessere". L'attività fisica come la danza aiuta a riattivare a ogni età il metabolismo, dando una mano anche a mantenere costante la densità ossea, prevenendo molti problemi di salute che insorgono con l'avanzare dell'età. Tuttavia, “le donne in menopausa e gli uomini 'over 60' prima di praticare un’attività sportiva come il ballo devono fare attenzione – avverte il cardiologo – e sottoporsi ai controlli cardiologico e pressorio". Ma in vista di San Valentino, meglio un bel valzer di coppia o una danza sudamericana? "Dal punto di vista cardiovascolare sono consigliabili tutti i balli in movimento, in qualunque periodo dell'anno – conclude l’esperto – Ovviamente se si è avanti con l'età e se si è affetti da alcune patologie è bene evitare balli scatenati" come il rock and roll acrobatico e il jive jazz. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Giustizia, primo sì al ddl Nordio: cosa prevede
(Adnkronos) – Primo sì al ddl Nordio. Il testo di riforma della giustizia ha ottenuto il via libera dellì'Aula del Senato con 104 voti favorevoli e 56 contrari. Il testo di iniziativa governativa che prevede tra le altre cose la cancellazione dell'abuso d'ufficio, modifiche al traffico di influenze illecite, stretta sulla pubblicazione delle intercettazioni a tutela dei terzi non coinvolti nelle indagini e sulla custodia cautelare, limiti alla possibilità per i pm di ricorrere in appello in caso di sentenza di assoluzione, passa ora all'esame della Camera. Uno degli interventi più attesi è l'abrogazione dell'abuso d'ufficio. Un'idea portata avanti dal ministro Nordio, convinto che il reato sia causa della cosiddetta 'paura della firma' che blocca l'attività dei sindaci. Il ddl interviene anche sul traffico di influenze illecite, che viene limitato a condotte particolarmente gravi, con aumento delle pene previste, che vanno da un anno e 6 mesi a 4 anni e 6 mesi, e con la previsione di non punibilità se l'autore collabora con la giustizia. C'è poi l'intervento che pone limiti alla pubblicazione delle intercettazioni, e la tutela dei terzi non coinvolti nelle indagini. La pubblicazione è infatti possibile solo quando il contenuto intercettato finisca agli atti del processo e il giudice è tenuto a stralciare, oltre ai dati personali sensibili, anche quelli relativi a soggetti diversi dalle parti, a meno che non siano rilevanti per le indagini. Per tutelare anche la libertà e la segretezza delle comunicazioni tra difensore e indagato è esteso il divieto di acquisizione da parte dell’autorità giudiziaria anche ad ogni altra forma di comunicazione diversa dalla corrispondenza. Un'altra stretta riguarda l'applicazione delle misure cautelari, per le quale sarà necessario l'interrogatorio di garanzia dell'indagato, a meno che non sussista pericolo di fuga o di inquinamento delle prove. Si vuole dare all’indagato e al giudice un momento di interlocuzione diretta, prima di una misura cautelare, e si introduce il principio del contraddittorio preventivo nei casi in cui, per il tipo di reato o per la concretezza dei fatti, durante le indagini preliminari non sia necessario “l’effetto sorpresa” del provvedimento. Nel caso della custodia cautelare in carcere, poi, la decisione sarà affidata non al gip ma a un collegio di tre giudici. Questa disposizione, dato l'impatto sull'organizzazone dei tribunali, sarà accompagnata da un aumento di organico di 250 magistrati e la sua entrata in vigore è differita di 2 anni. Nel ddl si prevede inoltre che nell’informazione di garanzia sia contenuta una descrizione sommaria del fatto su cui si indaga e che la notifica avvenga con modalità che tutelino l’indagato e in modo da garantire la riservatezza del destinatario. Il ddl prevede poi di ridisegnare il potere del pubblico ministero di proporre appello contro le sentenze di assoluzione di primo grado, rispettando però le indicazioni della Corte costituzionale. La limitazione alla possibilità per il pm di proporre appello non riguarda infatti i reati più gravi, compresi quelli contro la persona che determinano particolare allarme sociale. Si introduce infine una norma di interpretazione autentica per chiarire che il requisito di età massima fissato per i giudici popolari delle Corti d’Assise in 65 anni deve sussistere soltanto al momento della nomina. Si evita così il rischio che, in procedimenti per gravissimi reati, anche per mafia e terrorismo, siano ritenute nulle le sentenze pronunciate da Corti d’Assise nelle quali un giudice popolare abbia superato il limite di età durante il processo. "Il nostro garantismo va in due direzioni, la certezza della pena che non è e non deve essere sempre e soltanto in carcere" infatti "abbiamo ascoltato con molto interesse e stiamo studiando tutte le pene alternative ad esempio per i tossicodipendenti e anche per eventuali attenuazioni, di chi è in procinto di essere liberato per scadenza, per espiazione della pena. Il garantismo è certezza della pena ma anche enfatizzazione della presunzione di innocenza". Lo dice il ministro Carlo Nordio, al termine del voto in Senato sul ddl Giustizia. "Questo provvedimento di oggi va in questa seconda direzione, la presunzione di innocenza per noi è un sintomo di civiltà. E questo finché io sarò ministro è un principio non negoziabile". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Mara Venier e le polemiche per Domenica In: “Mai censurato nessuno”
(Adnkronos) –
"Mai in vita mia ho censurato qualcuno, né sono mai stata accusata di censura". Così Mara Venier in un'intervista al Corriere della Sera, torna sulle polemiche scatenate dalla puntata di 'Domenica in', per l'interruzione di Dargen D'Amico e della lettura del comunicato di Roberto Sergio, in risposta alle frasi di Ghali sul conflitto in Medio Oriente. "Sono una conduttrice Rai. Se l'Amministratore delegato della Rai mi chiede di leggere un comunicato, io lo faccio. Quanto al contenuto, forse qualcuno non è d'accordo con la condanna del massacro del 7 ottobre? Certo, è doveroso ricordare anche le vittime innocenti di Gaza", afferma Venier, che confessa di "aver pianto molto in questi giorni".
Durante la trasmissione, Dargen D'Amico ha affrontato il tema dei migranti, anche con considerazioni di natura economica, in un botta e risposta con alcuni dei giornalisti presenti al teatro Ariston. Alla domanda sul perché, allora, la conduttrice ha interrotto D'Amico mentre parlava, Venier risponde: "Perché eravamo in ritardo, molti artisti dovevano ancora cantare, e quattro di loro non sono riusciti a farlo, infatti torneranno da me domenica. Si figuri se ho paura ad affrontare il tema dei migranti. L'ho fatto molte volte. Ora ho invitato Dargen D'Amico in trasmissione domenica prossima, spero che venga". Nella trasmissione di Domenica In, in un fuorionda la conduttrice – dopo l'uscita di scena di Dargen D'Amico – si è rivolta ai giornalisti, dicendo "non mettetemi in imbarazzo…". "Non ho zittito nessuno – replica Venier -. L'imbarazzo non era per il tipo di domande, ma per i ritmi, il tempo che passava, gli artisti che stavano lì e dovevano cantare…". "Certo che gli artisti devono essere liberi di esprimersi", prosegue la conduttrice Rai. "Però anche quello che dicono può essere discusso. E tutte le opinioni dovrebbero essere rappresentate. Domenica da me Ghali ha potuto parlare in piena libertà, ha risposto alle critiche dell'ambasciatore di Israele, ha concluso il suo ragionamento senza che nessuno lo interrompesse", dice. Ghali, nella serata finale del Festival, ha lanciato il messaggio 'stop al genocidio'. Domenica, l'ambasciatore di Israele, Alon Bar, ha definito "vergognoso" l'uso del palco di Sanremo. Ghali, in un articolato intervento a Domenica In, ha ribadito la propria posizione affermando che "ormai la gente ha paura di dire 'viva la pace'". Venier è stata presa di mira sui social per aver letto il comunicato con cui l'ad Sergio ha espresso solidarietà a Israele. Il quotidiano Repubblica l'ha definita 'vestale del melonismo': mi "fa veramente sorridere". "Se sono da trent’anni in tv, è perché non ho mai sposato una parte politica. Io mi rivolgo a tutto il pubblico, a prescindere dalle idee politiche di ciascuno, e rispettandole tutte. Da donna, sono contenta che ci sia una donna presidente del Consiglio. Ma – assicura – continuerò ad ascoltare tutte le voci". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

Champagne, da vigneron e Maison fiducia per il 2024 e nuovi impegni di filiera
(Adnkronos) – Insieme, Vigneron e Maison della Champagne hanno saputo prendere decisioni strutturali e hanno avviato numerosi progetti per garantire l’equilibrio della filiera e il successo della denominazione in tutto il mondo. Impegni in tema di normativa e responsabilità sociale, adozione di un nuovo quadro di riferimento per i rapporti contrattuali tra Vigneron e Maison, innalzamento del plafond della riserva, ma anche la realizzazione di un nuovo centro di ricerca e sviluppo a Epernay sono tutte iniziative che dimostrano la determinazione della filiera e la sua fiducia nel futuro. E' un messaggio di ottimismo verso il futuro quello lanciato in occasione della conferenza stampa tenutasi oggi a Wine Paris & Vinexpo Paris, da David Chatillon e Maxime Toubart, co-presidenti del Comité Champagne. Per affrontare direttamente le sfide connesse con il reclutamento dei vendemmiatori, l’interprofessione ha chiesto espressamente alle autorità di condannare severamente le condotte devianti osservate durante l’ultima vendemmia. Il Comité ha inoltre aperto quattro tavoli di lavoro strategici: accoglienza; condizioni di lavoro, salute e sicurezza dei vendemmiatori; garanzie sull’offerta dei prestatori di servizi; agevolazione del reclutamento. I primi progressi saranno comunicati prima della vendemmia 2024. “Siamo impegnati a inquadrare più compiutamente questo momento cruciale e a lavorare sui problemi di fondo. L’obiettivo è assicurare lo svolgimento fluido della vendemmia, che, ogni anno, mobilita 100mila stagionali”, dichiara Maxime Toubart, presidente del Syndicat général des vignerons e co-presidente del Comité Champagne. Su altri fronti, l’accordo di riferimento sulla contrattualizzazione della compravendita delle uve in Champagne è stato rinnovato per 5 anni. Si tratta dello strumento che garantisce l’approvvigionamento dei mercati e consolida il meccanismo di compartecipazione al valore. Da tempo la Champagne agisce e innova per adattarsi a nuove sfide e contesti inediti. Nell’ambito del piano nazionale di tutela del vigneto, il Comité partecipa attivamente alla lotta contro le nuove patologie, in particolare la flavescenza dorata, e si dota di strumenti per assicurare la perennità della viticoltura e a preservare la tipicità e l’eccellenza dello Champagne. Tra questi, la realizzazione di una serra 'insect-proof'. Sarà costruita una serra di nuova generazione, nell’ambito del progetto Qanopée, che vede coinvolta la Champagne oltre alle regioni viticole del Beaujolais e della Borgogna; l’obiettivo è garantire la produzione di viti per il quadrante nord-orientale della Francia. L’inaugurazione è prevista per l’estate del 2024. Inoltre, l’ampliamento del centro di ricerca, sviluppo e innovazione con sede nella futura Maison de la Champagne a Epernay. I lavori, annunciati lo scorso anno, prenderanno presto il via. Il centro contribuirà alla realizzazione di azioni a favore della qualità e dello sviluppo sostenibile della filiera, grazie ad attrezzature all’avanguardia. Ancora, l’innalzamento del plafond della riserva interprofessionale. Strumento cruciale per la modulazione della produzione in Champagne, la riserva permette di conservare una parte dei vini prodotti nelle annate favorevoli per essere utilizzati in caso di vendemmie deficitarie. Allo scopo di garantire stabilità nella produzione commercializzabile annualmente e di favorire ulteriormente la resilienza della filiera, il plafond della riserva è stato portato da 8.000 kg/ha a 10.000 kg/ha. Da oltre 120 anni, i Vigneron e le Maison della Champagne lavorano fianco a fianco per tutelare la denominazione e assicurarne il successo ovunque nel mondo. In linea con la volontà di ampliare la rete mondiale di 'ambasciate', un nuovo Bureau du Champagne aprirà i battenti a Stoccolma in aprile. L’ufficio di rappresentanza della filiera presso i Paesi nordici (Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca) sarà l’interlocutore locale per i media, i professionisti del settore, gli importatori e le istituzioni. L’espansione è giustificata dall’importanza crescente di questi mercati, dove la domanda è in costante ascesa da un decennio (+67%). I professionisti del settore vinicolo di tutto il mondo dimostrano un forte entusiasmo per lo Champagne. Un recente studio qualitativo ha messo in luce una profonda relazione emotiva con il prodotto, sottolineandone l’unicità. Per rafforzare il loro legame con la denominazione, la formazione riveste un ruolo indispensabile. Per questo il Comité Champagne ha creato un programma completo di certificazione, 'Champagne Education', che punta a formare i professionisti del vino e a potenziarne il ruolo di prescrittori. Il programma è già in via di attuazione, in partnership con scuole di fama internazionale. Infine, prosegue la lotta per il riconoscimento e la tutela della denominazione Champagne. Nel 2023, dopo numerose e significative vittorie legali contro l’abuso della denominazione, in particolare in Canada e in Italia, lo Champagne ha ottenuto lo status di 'nome notorio' in Cina, primo fra le denominazioni estere nel paese. Si tratta di un progresso di portata eccezionale, che rafforza la tutela contro gli usi fraudolenti del termine Champagne per qualsiasi prodotto, anche laddove figuri in caratteri cinesi. “I nostri investimenti e i nostri impegni in termini di resilienza sono una priorità assoluta nell’assicurarci gli strumenti con cui garantire l’equilibrio di lungo termine sui mercati e per far sì che lo Champagne rimanga un vino d’eccezione”, commenta David Chatillon, presidente dell’Union des Maisons de Champagne e co-presidente del Comité Champagne. Lo Champagne resta incontestabilmente il riferimento principale per i consumatori. Secondo una ricerca di Ipsos del 2023, lo Champagne incarna sempre lusso e prestigio e gode di un’immagine senza eguali. I consumatori gli attribuiscono un potere emozionale unico, rendendolo la scelta ideale quale simbolo di eleganza e una presenza caratterizzante nei momenti importanti. L’ottimismo degli champenois è motivato anche dall’evoluzione dei consumi e dei mercati. Oltre ai brut sans année, i consumatori cercano oggi maggior varietà negli assemblaggi e nei dosaggi. La domanda di Champagne rosé all’estero si è quintuplicata nel giro di 20 anni. A fine 2022, questa tipologia rappresenta più del 10% dell’export con 20 milioni di bottiglie. Anche gli Champagne a basso dosaggio (extra brut e pas dosé) fanno segnare un avanzamento, con un incremento dei volumi di quasi 70 volte nell’arco di due decenni (6,4 milioni di bottiglie esportate nel 2022). L’export rappresenta ormai oltre il 60% del totale delle spedizioni (con 171,7 milioni di bottiglie), contro il 45% di dieci anni fa, sebbene restino da conquistare ancora molti mercati. Se l’80% dello Champagne è tuttora venduto in soli 8 paesi (compresa la Francia), i nuovi mercati, come Canada, Sudafrica e Corea del Sud, mostrano un interesse crescente verso lo Champagne e hanno registrato notevoli progressioni nel corso degli ultimi anni. —lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Cortei pro Palestina a Napoli e Torino, scontri con la polizia davanti sedi Rai: feriti
(Adnkronos) – Disordini e scontri tra manifestanti e polizia oggi davanti alle sedi Rai di Napoli e Torino durante i cortei pro Palestina: si registrano feriti. A Napoli, dopo le polemiche al festival di Sanremo 2024 in seguito all'intervento di Ghali che ha chiesto "stop al genocidio", con la replica della Rai affidata a una nota letta da Mara Venier durante la trasmissione 'Domenica In', stamattina un centinaio di manifestanti pro Palestina si sono radunati all'esterno della sede Rai di viale Marconi. Dopo un'iniziale protesta pacifica, gli animi si sarebbero accesi, fino agli scontri. Cinque agenti sono rimasti feriti, colpiti da una sassaiola e da aste di bandiere. Anche cinque attivisti pro Palestina sono stati costretti a farsi medicare dopo gli scontri. Nessuno dei feriti è in gravi condizioni. Durante la manifestazione il fotografo del quotidiano 'Il Mattino' è stato colpito da un manifestante. L'aggressione, a colpi di casco, è stata ripresa dalle tante telecamere presenti sul posto. Dai frame si vede chiaramente che il fotografo, impegnato sul posto per lavoro, viene colpito alla testa da un casco scagliatogli contro da un manifestante. Il fotoreporter si trovava nella zona cuscinetto tra il cordone della polizia e i manifestanti. La questura di Napoli ricostruendo quanto accaduto precisa che "la pressione esercitata dai manifestanti sui poliziotti ha schiacciato i reparti inquadrati verso la recinzione della sede Rai e ciò ha determinato una reazione di alleggerimento che ha chiaramente impedito l'interlocuzione con i manifestanti circa le loro reali intenzioni". A quanto conferma la questura, "sono ricorsi alle cure mediche, in totale, cinque appartenenti alla Polizia di Stato, tra cui il dirigente del servizio di O.P., due dipendenti del Commissariato San Paolo e altri due operatori del Reparto Mobile di Napoli, che hanno riportato prognosi di 10 giorni (quattro operatori) e 20 giorni (un operatore)". "Il bilancio per chi ha chiesto giustizia per il popolo palestinese, la fine dell'occupazione israeliana, il cessate il fuoco, lo stop al genocidio e ai crimini di guerra dei sionisti israeliani, è di molte manganellate, con teste aperte e molto sangue", afferma in una nota l'ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, presente agli scontri. "C'ero anche io per protestare contro l'uso politico della televisione pubblica da parte dell'amministratore delegato Roberto Sergio che schiera la radiotelevisione pubblica italiana a favore dello Stato d'Israele prendendo le distanze dal cantante Ghali che aveva osato parlare di genocidio", aggiunge l'ex sindaco. "Tutti si devono schierare: o con gli oppressi o con gli oppressori. Io starò sempre dalla stessa parte della storia: per la Palestina libera fino alla vittoria", conclude de Magistris. In Aula è intervenuta la deputata Gilda Sportiello (M5S) "per chiedere un'informativa urgente del ministro Piantedosi perché stamattina, a Napoli, degli attivisti che stavano pacificamente manifestando fuori dalla sede Rai sono stati manganellati, aggrediti e feriti per aver chiesto che la nostra informazione pubblica sia imparziale e racconti anche cosa sta accadendo in Palestina. Questo è il Paese che stiamo diventando, un Paese in cui chiedere il cessate il fuoco è proibito. Piantedosi venga a spiegarci cosa è successo". Richiesta di informativa urgente condivisa da Pd e Avs. "Abbiamo visto immagini indegne di un Paese civile", ha detto Piero De Luca (Pd) chiedendo chiarezza e che Piantedosi "venga immediatamente a riferire in Aula". "Mi unisco alla richiesta – ha aggiunto Francesco Mari (Avs) – i manifestanti hanno tentato di affiggere uno striscione davanti alla sede Rai e questo ha provocato l'intervento delle forze dell'ordine". Momenti di tensione questa sera anche davanti alla sede torinese della Rai dove dopo il corteo sono tornati a radunarsi i manifestanti del presidio pro Palestina. Al loro arrivo alcuni dei partecipanti, una cinquantina di appartenenti all’area anarco antagonista, hanno lanciato uova e bottiglie contro le forze dell’ordine che hanno risposto con qualche carica di alleggerimento. Alla fine i manifestanti sono ripartiti in corteo fermandosi davanti a una sede di McDonald’s dove hanno imbrattato le vetrine con alcune scritte. A seguito dei disordini tra le forze dell’ordine si contano 7 feriti e qualche danno ai blindati posti a protezione della sede televisiva. Anche i manifestanti lamentano alcuni feriti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Crosetto ricoverato per pericardite, cardiologi: “Nessun legame con vaccini Covid”
(Adnkronos) – Nessun legame tra la pericardite che ha colpito il ministro della Difesa Guido Crosetto, ricoverato d'urgenza dalla tarda serata di ieri per un perdurante dolore al petto, e i vaccini per il Covid-19. Un'associazione che non esiste, assicura all'Adnkronos Salute Francesco Saia, presidente della Società italiana di cardiologia interventistica (Gise). "Al momento non si hanno dati che indichino un aumento degli episodi di pericardite, così come di miocardite, nei pazienti vaccinati contro Covid-19", sottolinea Saia. "Gli accertamenti e il monitoraggio hanno evidenziato una lieve pericardite e l'assenza di danni cardiaci", ha reso noto il ministero della Difesa in un aggiornamento sulle condizioni di Crosetto. Ma alla notizia del suo ricovero per sospetta pericardite, molti sono stati i commenti no-vax che puntavano il dito contro il vaccino anti-Covid come causa di infiammazione alla sacca di rivestimento del cuore. "Studi di popolazione – precisa – indicano invece che ciò che aumenta il rischio di pericardite e di miocardite", l'infiammazione del tessuto muscolare cardiaco che a volte si associa alla pericardite, "sono le infezioni virali". Compresa quella da Sars-CoV-2: "E' Covid, non i vaccini anti-Covid, ad aumentare la possibilità di pericarditi. Pericarditi che peraltro – rimarca il presidente Gise – nella nostra attività quotidiana abbiamo visto da sempre, tutti gli anni, in giovani e meno giovani, in uomini e donne, associate a infezioni virali come l'influenza o altri tipi di infezione. Non sono frequenti, ma tutti gli anni ne abbiamo sempre viste. Senza osservare alcuna impennata di pericarditi dopo i vaccini Covid-19". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Mondiali nuoto 2024, Quadarella oro nei 1500 stile libero
(Adnkronos) – Simona Quadarella conquista la medaglia d'oro nei 1500 stile libero ai Mondiali di nuoto di Doha, in Qatar. All'Aspire Dome la 25enne romana domina sin dai primi metri e si impone con il tempo di 15'46"99 davanti alla cinese Bingjie Li (15'56"62) e alla tedesca Isabel Gose (15'57"55). Per Quadarella si tratta del secondo oro mondiale nei 1500, dopo quello del 2019 a Gwangju, in Corea del Sud. "Sono proprio contenta, sapevo che sarebbe stato alla mia portata vincere ma sono soddisfatta del mio tempo, non pensavo di nuotare 15'46"", dice l'azzurra. "Volevo prendermi questo oro -sottolinea la 25enne romana al microfono di Rai Sport-. All'inizio ho provato ad aspettare un po', poi ho visto che non facevo troppa fatica e ho provato a staccare le avversarie. In questa medaglia ho messo qualcosa in più che non pensavo di riuscire a mettere. La dedica? A me stessa, ultimamente facevo davvero molta fatica e più volte ho pensato se era la cosa giusta venire qui. Non ero certa di venire ai Mondiali ma alla fine ho deciso di mettermi alla prova". Luca De Tullio e Gregorio Paltrinieri si qualificano alla finale degli 800 stile libero. Alberto Razzetti e Federico Burdisso nei 200 farfalla passano il turno con margine e la sensazione di aver molto da dare in semifinale. Nicolò Martinenghi e Simone Cerasuolo centrano la finale dei 50 rana. Il 24enne lombardo realizza il secondo miglior tempo delle semifinali in 26"65, il ventenne romagnolo il quinto in 26"98. Il più veloce è l'australiano Sam Williamson in 26"41. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Alessandro Borghi: “Io grande fruitore di porno, Rocco Siffredi ottimo educatore sessuale”
(Adnkronos) – "Sono un grande fruitore di porno da sempre, sin da giovanissimo, e la cosa succedeva perché non c’era nessuno che mi diceva, 'guarda che quella roba lì funziona così'. Il problema è proprio che non c’è un’altra fonte, autorevole, dalla quale imparare la sessualità, quindi il mercato libero del porno diventa pericoloso perché non c’è nessuno che controbilancia l’informazione rispetto a quella materia". Alessandro Borghi racconta in esclusiva a 'Vanity Fair' tutti i retroscena – e le difficoltà, in un 'Paese iper bigotto come l'Italia' – di 'Supersex', la serie sulla 'formazione' del pornodivo Rocco Siffredi presentata in anteprima mondiale al Festival del Cinema di Berlino e su Netflix dal 6 marzo. E coglie l'occasione per 'mettersi a nudo' come non mai, raccontando la sua crescita 'sbagliata' dovuta alla mancanza di educazione sessuale e sentimentale, la scoperta della pornografia da ragazzino, i comportamenti tossici con le donne, l'ossessione per il sesso, l'incontro con una donna che gli ha aperto gli occhi, e gli occhi che non riesce a guardare senza piangere, quelli di suo figlio. "Bisogna appellarsi all’intelligenza della singola persona – prosegue- Se fai vedere a uno scemo una cosa che è una fantasia, non la realtà, lui la rifà, se la fai vedere a uno intelligente, quello sa già che certe cose non le può rifare". Rocco Siffredi da anni si propone di andare nelle scuole, ma glielo impediscono, mentre non ci sono regole per la pornografia gratuita che qualsiasi ragazzino può trovare sul cellulare. "Con Rocco ci andrei subito. Lui è un grandissimo educatore sessuale, discute di sesso con normalità. E io posso parlarne in maniera molto aperta perché sono il prodotto della mancanza di educazione sessuale", commenta ancora Alessandro Borghi. Nella serie ci sono scene di nudo frontale e integrale. "Ce lo siamo chiesti, se fosse necessario – ribadisce Alessandro Borghi – Perché va bene non abusare delle scene più spinte, ma fare una serie su Siffredi e non vedere mai 'quello'… Sarebbe sembrato che volessimo nascondere qualcosa". Non ha usato controfigure o protesi, non ha mai temuto paragoni fisici con Siffredi? "Mi sono sempre sentito a mio agio, il confronto ci sarà, a qualcuno farà ridere, a qualcuno interesserà – risponde – È una delle prime cose che avevo messo in conto. Sono serenissimo". Lei su che cosa si interroga? "Quando avevo 25 anni, ma pure 30, adesso sono un po’ cambiato, quando uscivo la sera, se passava una donna che trovavo molto bella, la guardavo insistentemente – ricorda ancora l'attore protagonista di 'Supersex'- E non si fa. Era una cosa normale dove sono cresciuto io, per strada, a Roma sud. Si faceva così. Tutto quello che sento te lo sbatto in faccia, e se ti va bene bene, sennò vaffanc…. È tutta una semplificazione delle emozioni, non c’è nessuna empatia con l’altro, non ti interessa nulla di come può reagire". Nell’estate del 2019 al Giffoni Festival Alessandro Borghi ha confessato: "Forse mi piacciono pure i maschi. Se bevo due vodka lemon di solito ci baciamo". I giornali hanno parlato di 'coming out'. " L'ho detto per lanciare una provocazione – confessa- Non mi sono mai innamorato di un uomo finora, ma provo un sentimento che è vicinissimo all’amore per molti uomini della mia vita. Se non ho mai avuto quell’attrazione sessuale, è solo perché non è successo, non perché mi sia imposto di non averla. Vivevo in un contesto dove il peggior insulto che potevi dire a uno era 'frocio', e nonostante fossi destinato a diventare sessista, geloso, omofobo sono l’opposto, la mia formazione sessuale me la sono fatta da solo, ogni volta ho imparato qualcosa, e continuo a farlo". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)