(Adnkronos) – Il Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Oli Vegetali Esausti (Conoe) è presente alla 26esima edizione di Ecomondo dal 7 al 10 novembre presso la Fiera di Rimini, l’evento di riferimento per la transizione ecologica e i nuovi modelli di economia circolare e rigenerativa, dove il Conoe presenterà le sue iniziative e il suo impegno nella raccolta e nel trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti. Nel 2022, il Conoe ha raccolto 80.000 tonnellate di oli vegetali esausti, principalmente provenienti da attività professionali. Di queste, il 90% è stato destinato al recupero nella produzione di biodiesel. Da notare che i rifiuti generati in Italia sono costituiti per il 38% dal settore professionale (industria, ristorazione e artigianato) e per il 62% da attività domestiche. Tra i diversi incontri organizzati nei quattro giorni fieristici presso il Pad B4 Stand 107/206, un evento sarà dedicato al recente studio prodotto dal Conoe in cui vengono messi a confronto gli e-fuel e i biocarburanti. Secondo le stime, si potrebbero risparmiare circa 170 milioni di euro, qualora si riuscisse a indirizzare 280.000 tonnellate di olio esausto prodotto in Italia da imprese e famiglie per la produzione di biodiesel. Inoltre, lo smaltimento non corretto dell’olio vegetale esausto può avere un impatto disastroso in termini ambientali con forti ripercussioni economiche. Sempre sulla base dell’analisi condotta dal Conoe, un chilogrammo di olio vegetale esausto è sufficiente per inquinare una superficie d'acqua di 1.000 metri quadrati, con un successivo costo di depurazione delle acque di 1,10 euro. In tale contesto, il Consorzio ha stimato che il danno derivante dallo smaltimento inadeguato dell'olio supera i 5 milioni di euro all'anno, a un costo di 50 centesimi per chilogrammo di olio mal smaltito. Nell'epoca della digitalizzazione, il Conoe intende, poi, porsi all'avanguardia nello sviluppo di strumenti informatici innovativi che semplificheranno il modo in cui verrà gestita la filiera degli oli esausti e raccolti i dati su quantità di prodotto immesse al consumo e quantità di rifiuti gestiti. “Il nostro impegno è in linea con l'articolo 178-ter del Decreto Legislativo 152/2006", dichiara il presidente Tommaso Campanile sottolineando "l'importanza della raccolta di dati e informazioni nel quadro dei sistemi Epr (Extended Producer Responsibility)”. Prosegue il direttore Francesco Mancini: "Il Conoe sta sviluppando una piattaforma digitale avanzata che supporterà le imprese coinvolte nel settore degli oli esausti, migliorando la tracciabilità e fornendo dati più accurati sull'immesso al mercato e sul ciclo degli oli post consumo in Italia. Questo progetto rappresenta un importante passo avanti verso una gestione più efficiente e sostenibile degli oli esausti”. L'impegno del Conoe non si ferma alla gestione degli oli esausti. “Abbiamo stretto accordi territoriali con diverse città italiane per promuovere l'economia circolare e migliorare le pratiche di recupero degli oli esausti. Inoltre, collaboriamo con gli operatori portuali per proteggere il mare attraverso campagne di sensibilizzazione, afferma Campanile. Infine, il Conoe riconosce il ruolo cruciale delle scuole nell'educare le future generazioni: nel corso della fiera, ampio spazio sarà dedicato all’incontro con i ragazzi, i quali saranno coinvolti attivamente in un confronto costruttivo e innovativo con una serie di quiz sulla raccolta degli oli esausti forniti da Robidone, il famoso robot ecologico in grado di comunicare in maniere efficace e semplice i principi dell’economia circolare. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Anno: 2023
-

Energia dal riciclo dell’umido, il biowaste motore della transizione
(Adnkronos) – Energia verde dal riciclo dei rifiuti organici. Dalla frazione umida, oltre al compost, si ricava infatti biometano, gas rinnovabile destinato alla produzione elettrica e termica e al settore dei trasporti. Massimo Centemero, dg del Cic – Consorzio Italiano Compostatori, spiega all’Adnkronos, a margine di Ecomondo, salone della transizione ecologica, nel quartiere fieristico di Rimini fino al 10 novembre, il ruolo del riciclo organico nella produzione di energia rinnovabile. “Trasformiamo i rifiuti organici o rifiuti a matrice organica, cioè l'umido, il verde dei nostri giardini, alcuni fanghi di depurazione, alcuni residui dell'agroindustria, in compost e da una decina d'anni anche in biometano: una duplice produzione, resa possibile dal fatto di aver inserito all'interno degli impianti di compostaggio la digestione aerobica per produrre biogas che poi diventa biometano. C'è il suffisso bio, perché deriva dai rifiuti biologici, ma è la stessa molecola che noi utilizziamo nelle cucine di casa nostra o come autotrazione”, spiega. “Adesso abbiamo superato i 200 milioni di metri cubi, la potenzialità per quanto riguarda il nostro settore è intorno al miliardo di metri cubi di biometano producibile al 2030. Questo è il contributo in energia rinnovabile”; mentre il compost, l’altro prodotto di questo ciclo virtuoso, tornando al terreno contribuisce alla decarbonizzazione diminuendo “l'input di consumi chimici, quello energetico e stocca carbonio”. Una filiera che funziona ma che ha margini di miglioramento, in particolare sul fronte della qualità della raccolta differenziata della frazione umida. “In Italia fanno la raccolta differenziata dell'umido più di 50 milioni di abitanti. Siamo in 58 milioni, manca l''ultimo miglio', cioè implementare questo 10%, aumentando le raccolte, soprattutto in determinati territori, magari del sud, nelle grandi città”. Anche l’impiantistica risponde bene: “E’ autosufficiente sul piano nazionale anche se distribuita in modo disomogeneo nei singoli territori, ci sono più impianti al nord, poi al centro e infine al sud. Ma il nostro rifiuto non va all'estero”. Diverso il discorso sul fronte della qualità perché “quanto più l’organico è sporco, quindi ricco di impurità, tanto più è difficile produrre compost e biometano, perché gli impianti diminuiscono le rese, aumentano gli scarti e i costi. E’ uno dei problemi su cui stiamo lavorando. Abbiamo lanciato anche oggi una specie di alert, perché stiamo notando negli ultimi 3-4 anni che la raccolta sta peggiorando dal punto di vista della qualità anche se non siamo ancora al ‘semaforo rosso’”. Come agire su questo fronte? “Penso che si dovrebbe intervenire soprattutto con campagne di comunicazione ai cittadini. E siccome noi nell'organico non abbiamo un sistema Epr, cioè un sistema di responsabilità estesa del produttore, non abbiamo budget a sufficienza per creare campagne di sensibilizzazione; penso che dovrebbe essere l'organo centrale a stanziarlo. Anche perché c'è un vantaggio di 1 a 3, cioè tu spendi 1 e risparmi 3, perché l'umido è più pulito, hai meno scarti e quindi meno costi”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
-

Rinnovabili, Mazzoncini (A2A): “Italia accelera, ma bisogna fare di più”
(Adnkronos) – Acqua, Sole e vento, l’Italia accelera nello sviluppo delle energie rinnovabili. Ma occorre fare ancora di più per raggiungere i target di decarbonizzazione. Renato Mazzoncini, ad di A2A, racconta all’Adnkronos a margine di Ecomondo, salone della green economy fino al 10 novembre nel quartiere fieristico di Rimini, lo stato di avanzamento del Paese sul fronte delle rinnovabili. “Negli ultimi 18 mesi l'Italia ha molto accelerato sulle energie rinnovabili – dice – Nel gennaio del 2022 abbiamo installato 100 MW in un mese, nel giugno del 2023 siamo arrivati a 500, quindi abbiamo fatto x5 in 18 mesi. È una velocità sufficiente? Non ancora, dobbiamo riuscire ad arrivare a 800, quindi dovevamo fare x8. Però l'accelerazione è evidente ed è molto importante quello che si sta facendo”. Guardando al futuro, “dobbiamo arrivare a un 2050 decarbonizzato, il primo giro di boa è al 2030. A2A oggi fornisce circa il 10% di energia al Paese e quindi per la sua parte contribuisce, sviluppando nuovi parchi solari e nuove energie eoliche. Oltre a essere un grande produttore di idroelettrico che oggi fa ancora il 42% dell'energia rinnovabile del paese; dopo la Norvegia e la Francia siamo i terzi produttori di energia idroelettrica d'Europa”. Velocizzare, dunque, ma come? “Dobbiamo semplificare ancora un po' il processo autorizzativo e dobbiamo fare una selezione qualitativa dei progetti che vengono presentati. Oggi troppi soggetti improvvisati stanno di fatto congestionando le domande di autorizzazione per impianti utility scale. Quindi se vogliamo andare un po' più veloci dobbiamo fare un po' di selezione dei progetti dal punto di vista tecnico e finanziario”. Qual è il mix ideale per il Paese? “L'Italia ha un ottimo bilanciamento tra acqua, Sole e vento perché nel nord d'Italia abbiamo tanta acqua con le Alpi e tanto Sole, nel centro Italia abbiamo tanto Sole e abbastanza vento, nel Sud tanto Sole e tanto vento. Quindi dobbiamo usare tutte le tecnologie”. “L'idroelettrico – conclude – è già molto sviluppato ma abbiamo stimato 15 miliardi di investimenti per poter fare revamping degli impianti costruiti nella prima metà del ‘900, mentre su solare ed eolico gli sviluppi devono ancora continuare con un ritmo più sostenuto di quello tenuto fino ad oggi”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
-

Ricerca, 13 scienziati Neuromed nel 2% dei migliori al mondo
(Adnkronos) –
Sono 13 i ricercatori dell'Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) che compaiono nella lista dei migliori scienziati al mondo (World's Top 2% Scientists), compilata dall'Università di Stanford, in California. Il risultato – spiega una nota – colloca l'Irccs molisano tra le più affermate istituzioni scientifiche internazionali perché la lista, aggiornata ogni anno, viene stilata utilizzando i dati bibliometrici provenienti da 'Scopus' – database delle pubblicazioni scientifiche mondiali – impiegando diversi indicatori della qualità del lavoro dei vari ricercatori per creare un indice complesso (c-index). Organizzata in 22 settori e 174 sotto-categorie, la classifica comprende oltre 200mila scienziati a livello mondiale. "Questo riconoscimento – commenta Giovanni de Gaetano, presidente dell'Irccs Neuromed – non solo pone il nostro Istituto tra le eccellenze globali nel campo della ricerca, ma sottolinea anche la dedizione con cui i nostri ricercatori affrontano le sfide della medicina moderna. Il fatto che siamo riconosciuti a livello internazionale, in ambiti così cruciali della medicina, evidenzia l'efficacia delle nostre linee di ricerca e la pertinenza dei nostri contributi al corpo collettivo della conoscenza scientifica. A tutti i nostri ricercatori, compresi coloro che sono presenti in altri database internazionali, il mio più sincero ringraziamento per aver portato alto il nome dell'Irccs Neuromed sulla scena internazionale". Nel dettaglio, per la Neurologia e Neurochirurgia sono presenti, in ordine alfabetico: Alfredo Berardelli; Diego Centonze; Francesco Fornai; Ferdinando Nicoletti; Antonio Suppa. Nell'area Sistema cardiovascolare ed Ematologia ci sono Giovanni de Gaetano; Maria Benedetta Donati; Giacomo Frati; Licia Iacoviello; Sebastiano Sciarretta. Per l'immunologia c'è Silvano Sozzani. Per la Nutrizione e Dietetica Marialaura Bonaccio e infine, per l'Oncologia e Carcinogenesi, Giuseppe Minniti.
"I ranking sulle istituzioni di ricerca – commenta Luigi Frati, direttore scientifico dell'Irccs Neuromed – sono utilizzati negli ultimi tempi per mettere in evidenza la qualità scientifica delle pubblicazioni in base alle citazioni da parte di altri. Fa davvero piacere che nella lista top 2% compaiono 13 ricercatori attivi presso Neuromed, alcuni dei quali ricercatori universitari alla Sapienza, Tor Vergata e Insubria: istituzioni alle quali va il ringraziamento per aver creduto in progetti congiunti". "Neuromed – aggiunge Frati – è davvero onorata per un riconoscimento che riguarda tutti i suoi settori attivi (neuroscienze, cardiovascolare, immunologia, nutrizione, oncologia). Ed è altrettanto importante che il riconoscimento sia andato a tutte le università con le quali Neuromed collabora, non solo quelle romane (che hanno nel miglior 2% decine di loro ricercatori), ma anche l'Università del Molise, con numerosi ricercatori tra i quali il rettore, il professor Brunese. Il Molise fa vedere che si sa fare squadra, anche grazie all'impulso che la Regione dà alla ricerca, come evidenziato dal fatto che il presidente Roberti mi ha recentemente designato in sua rappresentanza per la ricerca scientifica presso la Conferenza Stato-Regioni". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

Roma, inchiesta ‘talpa’ a piazzale Clodio: nuova udienza per Marianera a gennaio
(Adnkronos) – E’ stata fissata per l’8 gennaio la prossima udienza del processo in corso a Roma che vede imputata Camilla Marianera, la praticante avvocato in carcere dal febbraio scorso e accusata insieme al suo compagno Jacopo De Vivo di corruzione in atti giudiziari. De Vivo ha optato, invece, per l’abbreviato condizionato e per il quale domani si terrà l’udienza davanti al gup. Per Marianera, che aveva anche lavorato per un breve periodo in un assessorato del Campidoglio (estraneo alle indagini, ndr) il processo si è aperto lo scorso 7 giugno davanti ai giudici dell’ottava sezione penale e alla prima udienza si sono costituiti parti civili la Presidenza del Consiglio dei ministri e il ministero della Giustizia. Marianera e De Vivo sono accusati dai pm capitolini Giulia Guccione e Francesco Cascini, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, di avere ‘venduto’ in cambio di ‘mazzette’, notizie coperte dal segreto istruttorio. Secondo l’atto d’accusa dei pm, dal 2021 al dicembre scorso, i due ''erogavano utilità economiche a un pubblico ufficiale allo stato ignoto, appartenente agli uffici giudiziari di Roma e addetto all’ufficio intercettazioni, perché ponesse in essere atti contrari ai doveri del suo ufficio, consistenti nel rilevare l’esistenza di procedimenti penali coperti dal segreto, l’esistenza di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, atti remunerati mediamente nella misura di 300 euro a richiesta’’. L’inchiesta prosegue infatti per individuare la ‘talpa’ che dall’ufficio intercettazioni di piazzale Clodio avrebbe passato informazioni coperte da segreto d’ufficio alla praticante avvocato e al suo compagno. Lo scorso 11 settembre è stata rigettata, intanto, la nuova istanza presentata dalla difesa di Marianera e il tribunale del Riesame ha confermato la precedente ordinanza non accogliendo la richiesta di arresti domiciliari. Per i giudici, la praticante avvocato era in possesso di elementi "estremamente precisi e 'riservati'". Secondo il Tribunale del Riesame, ci sono molteplici elementi di riscontro alle intercettazioni di Marianera e De Vivo, in particolare, in relazione al funzionamento del programma utilizzato nella sala intercettazioni. La praticante avvocato riferiva, secondo quanto contenuto negli atti all’inchiesta, che quando l’intercettazione, i servizi ocp, di osservazione telematica erano terminati nel sistema veniva inserito il termine “cessato” che, dal programma, viene evidenziato con il colore rosso. Un elemento conosciuto però, secondo quanto emerso dalle indagini, solo dalle persone interne all’ufficio intercettazioni e in uso esclusivo in procura a Roma, essendo stato, a suo tempo, ideato proprio da un appartenente all’ufficio. All’udienza fissata per gennaio verranno sentiti due degli operanti che hanno lavorato all’inchiesta e altri testimoni che erano stati sentiti a sommarie informazioni dagli inquirenti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
-

Migranti, Forza Italia ‘ingoia rospo’ intesa con Albania
(Adnkronos) – "Ad Antonio hanno fatto una porcata…". Un big di Forza Italia, a taccuini chiusi, riassume all'Adnkronos ciò che molti nel partito azzurro pensano ma nessuno dice in chiaro. L'accordo siglato dal governo italiano guidato da Giorgia Meloni con l'Albania di Edi Rama sulla gestione dei flussi migratori avrebbe spiazzato i partner della coalizione. A partire da Forza Italia, dove c'è chi lamenta uno scarso coinvolgimento del proprio segretario nazionale, nonché ministro degli Esteri, nella definizione dell'intesa con Tirana. Il malumore tra gli azzurri è palpabile, in Transatlantico, a Montecitorio, a mezza bocca vari parlamentari storcono il naso per il trattamento riservato al numero uno azzurro. "Il nostro segretario non sapeva nulla, gli hanno tirato davvero un brutto scherzo", si sfoga un esponente di primo piano forzista. Ma il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè si rifiuta di pensare che Tajani sia rimasto all'oscuro di tutto. "Non posso credere all'ipotesi malevola, che si sta facendo circolare, del mancato coinvolgimento di Tajani" perché "equivarrebbe a un oltraggio di natura istituzionale per l'incarico che ricopre", dice Mulè all'Adnkronos. "C'è un ministro degli Esteri, che si chiama Tajani, che è anche il segretario del mio partito. E un accordo del genere – rimarca il parlamentare azzurro – non si sarebbe fatto se non ci fosse stato l'accordo e il coinvolgimento del titolare della Farnesina. E' un fattore di ortografia istituzionale…". "A me non risulta che Tajani sia rimasto fuori dalla partita, era informato di questo", assicura invece il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli, secondo il quale l'intesa siglata con Edi Rama "è l'avvio di una collaborazione" per risolvere un problema "che non può essere solo italiano". Come Forza Italia "condividiamo l'iniziativa" del governo con l'Albania in materia di immigrazione, sostiene il responsabile nazionale dei Dipartimenti del partito, Alessandro Cattaneo. "L'accordo con Tirana da parte nostra è positivo e va nella direzione giusta. L'Italia – spiega Cattaneo – ha tutto il diritto di organizzarsi ed espletare ogni possibilità per governare e gestire il fenomeno dell'immigrazione irregolare. A tal proposito ci teniamo a sottolineare che questo accordo rientra pienamente nel quadro della Ue". Da Tokyo dove partecipa al vertice dei ministri degli Esteri del G7, Tajani non si sbilancia e si limita a ribadire che "l'accordo con l'Albania sui migranti rispetta tutte le norme comunitarie, punta ad avere la massima sicurezza e fa in modo che chi non ha diritto a entrare in Italia, non avendo rispettato le regole, sia accompagnato nel Paese d'origine. E' un accordo scritto nel pieno rispetto delle norme comunitarie". Nella Lega di Matteo Salvini, dove nelle scorse ore si erano registrati maldipancia sul metodo che ha portato all'intesa con il Paese delle aquile, si prova a correggere il tiro. Se all'indomani della firma del protocollo d'intesa con Tirana il vicesegretario del Carroccio Andrea Crippa aveva dichiarato che "non basta" e che servono "soluzioni strutturali", oggi lo stesso Crippa in Transatlantico alla Camera puntualizza che l'accordo siglato dalla presidente del Consiglio "non è fake" ma "una bella mossa. Mi sembra un buon accordo e lo ribadisco. Non ho mai messo in discussione la serietà della premier Meloni", precisa ancora. In casa Fdi le voci sui malumori degli alleati vengono liquidate così dal capogruppo alla Camera Tommaso Foti: ''Io mi limito a guardare gli atti e i voti parlamentari. Mi preoccuperà solo quando vedrò le 'palline' che non funzionano…". Sulla stessa linea il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida che scrolla le spalle quando gli viene chiesto dell'insofferenza di Fi e Lega: "Non me ne sono occupato". Entrando nel merito dell'accordo poi osserva: "E' simbolo di un governo che cerca, nell'ottica dell'integrazione Ue e con i paesi che hanno dimostrato una crescita e uno sviluppo importante, una collaborazione per affrontare e risolvere insieme i problemi di tutti". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
-
Inca Cgil: “In emergenza Covid rilevante attività per infortunio non denunciato”
(Adnkronos) – Durante l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia, rilevante è stata l’attività dell'Inca Cgil per il 'Riconoscimento dell’infortunio non denunciato' che negli anni immediatamente precedenti, non era particolarmente rilevante e che invece a partire dal 2020 ha subito un’impennata (+402,9%), legata alle numerose segnalazioni di infortunio da Covid-19. E' quanto emerge dal Bilancio sociale 2022 del Patronato presentato oggi al Cnel.
"Con il Decreto Cura Italia n. 70 del 17 marzo 2020 l’infezione da Covid, contratta in occasione di lavoro, è stata indicata come infortunio sul lavoro, e l’Inca si è da subito attivato per portare a conoscenza i lavoratori sul tipo di tutela che potevano rivendicare qualora si fossero contagiati; quindi, non più la segnalazione all’Inps come malattia comune, ma all’Inail come infortunio lavorativo. L’Inca, insieme alla Cgil, ha messo in campo un lavoro straordinario di informazione per le lavoratrici e i lavoratori, a partire da coloro che non si sono mai fermati in quanto il loro lavoro era stato definito fra le attività essenziali", spiegano dal Patronato. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

Israele, “Gaza rimarrà area di guerra e profughi per almeno dieci anni”
(Adnkronos) –
Israele non riuscirà ad eliminare tutti gli uomini armati di Hamas, in futuro vi sarà una sorta di guerra permanente fra Israele e il nord di Gaza, mentre nel sud della Striscia vi saranno centina di migliaia di profughi. "Non sono pessimista, sono solo realista". A tracciare questo quadro è l'analista israeliano Yigal Carmon, rispondendo alle domande dell'Adnkronos su quale potrà essere il futuro di Gaza. Fondatore del Middle East Media Research Institute (Memri), che monitora i media del mondo arabo e in Iran, Carmon ha fatto parte dell'intelligence militare israeliana ed è stato consigliere per l'antiterrorismo dei premier Yitzhak Shamir e Yitzhak Rabin. Ma soprattutto, a fine agosto, era stato l'unico a mettere in guardia contro il pericolo di un attacco contro Israele fra settembre e ottobre. "Hamas ha costituito un esercito di 30-40mila uomini con i soldi ricevuti dal Qatar, un miliardo e mezzo di dollari inviati negli ultimi dieci anni con il permesso di Israele. L'esercito israeliano potrà ucciderli tutti? Certo che no,non è possibile. Puoi impedire ad Hamas di governare la popolazione, questa è un'altra cosa, ma non puoi ucciderli tutti. Allora quale potrà essere la fine della guerra? Sarà quando saranno uccisi i leader. Immagino che Israele allora dirà di aver fatto il suo lavoro", ragiona Carmon. Quanto a chi governerà in futuro Gaza, l'analista non offre soluzioni immediate. "E' assolutamente illusorio pensare – sottolinea – che il leader dell'Autorità Nazionale palestinese Mahmoud Abbas possa andare a Gaza, non andrà mai e se lo farà sarà ucciso. Carmon non pensa neanche che l'Onu possa assumersi l'onere di guidare la Striscia, né che lo vorrà fare, neanche temporaneamente l'Egitto, "non sono certo matti". "Non ci sarà una Gaza senza Hamas – afferma- resteranno 20-30 mila combattenti di Hamas, rimarranno e faranno una nuova guerra, sarà la stessa gente con una nuova leadership. Non sono pessimista ma realista. A Gaza city ci sarà un'area di guerra costante nei prossimi dieci anni, dieci anni è un dato ottimistico.
Nel sud della Striscia, succederà come in Turchia, Siria, Iraq, vi saranno decine di migliaia di profughi per decenni. Israele dovrà aiutarli". E anche i profughi israeliani che vivevano al confine con Gaza "non torneranno alle loro case, non sarà sicuro".
Carmon ricorda che Hamas non aveva mai nascosto le sue intenzioni, nel mondo musulmano tutti lo sapevano. Ma l'analista ci tiene anche a sottolineare che gli arabi israeliani hanno dimostrato la loro "fibra morale": nessuno di loro ha celebrato il massacro del 7 ottobre, "hanno dimostrato di essere diversi". E anche fra loro vi sono persone rapite o uccise da Hamas. Quanto agli ostaggi rapiti da Hamas, l'unico modo per liberarli è esercitare una "massiccia pressione sul Qatar, proprio massiccia", afferma Carmon, sottolineando che "Hamas è il Qatar".
Il Qatar, spiega, "sostiene Hamas ma non è suicida", se Doha "pensa che ne va dell'esistenza dell'emirato, allora costringerà Hamas a liberare gli ostaggi. E Hamas lo farà, perché il Qatar è la sua ancora di salvezza. Se quelli di Hamas non fanno quel che dice il Qatar rimarranno da soli, al mondo nessuno li ama". Per salvare gli ostaggi bisognava però agire fin da subito, "offrire tutti i terroristi nelle carceri israeliane in cambio del loro rilascio. Il nostro stupido governo, autorizzo a scrivere stupido, non l'ha fatto. Dovevano farlo il primo giorno, ci sono dei bambini, dei bebè, devono essere rilasciati. Lo dobbiamo alle famiglie", insiste Carmon
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu "doveva dimettersi ieri, può farlo oggi". Interrogato sul destino politico di "Bibi", Carmon non ha esitazioni, affermando che il primo ministro dovrebbe dimettersi subito anche se c'è una guerra in corso. E dovrebbe farlo perché non ha fatto nessuna marcia indietro sulla "catastrofica politica" verso il Qatar, al quale ha permesso di finanziare Hamas. "Ogni killer, tunnel, pallottola di Hamas, è denaro del Qatar", ha precisato. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

Scontri tra tifosi, tornano in Italia gli ultras violenti
(Adnkronos) – Scontri tra ultras del Milan e del Paris Saint Germain a Milano lunedì scorso e incidenti ieri sera a Napoli, dove i tifosi dell'Union Berlino hanno aggredito le forze dell'ordine in centro: sembra che gli ultras europei prediligano l'Italia per scatenarsi. Ieri nella Capitale, dove in serata era prevista la partita di Champions League Lazio-Feyenoord, l'allerta è stata alta ed erano stati predisposti servizi ad ampio raggio dal centro alla zona dello stadio Olimpico per prevenire eventuali atti di vandalismo e scene come quelle di cui si resero protagonisti i tifosi olandesi nel 2015 quando devastarono la fontana della Barcaccia di piazza di Spagna. I tifosi di Rotterdam avevano annunciato la loro presenza sui social e anche se non si sono verificati incidenti la vigilanza da parte delle forze dell'ordine resta alta: c'è chi dice che potrebbero farsi vivi nella Capitale domenica quando si disputerà il derby Lazio-Roma. Olandesi o no la città sarà blindata come avviene ogni anno in occasione della stracittadina per prevenire eventuali il rischio di incidenti tra ultras. E dai sindacati di polizia si levano le prime voci per richiedere che si argini subito il fenomeno. ''Il tifo violento, un tempo confinato agli stadi, si è spostato sempre più all'interno delle città, mettendo in pericolo la sicurezza pubblica e minando la reputazione del mondo del calcio", dice il segretario nazionale Enzo Letizia dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia chiedendo ''un provvedimento normativo che consenta ai Questori di espellere immediatamente dalla città o dal territorio nazionale i facinorosi della squadra ospite, ma anche una seria riflessione strategica tra tutti gli attori del mondo del calcio''. Riferendosi agli scontri di ieri sera a Napoli, il segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, Domenico Pianese sottolinea che ''questa recrudescenza di fenomeni violenti che si registra in vari stati europei dovrebbe portare le Uefa a prevedere sanzioni esemplari nei confronti di queste presunte 'tifoserie'''. ''E ci auguriamo che vengano adottati provvedimenti giudiziari altrettanto importanti da parte delle autorità italiane", aggiunge. (di Giorgia Sodaro) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
-

Inca Cgil: “Oltre 3 mln di pratiche aperte, circa 5 mln persone si rivolgono ogni anno a noi”
(Adnkronos) – Con oltre tre milioni di pratiche aperte e circa cinque milioni di persone che si rivolgono ogni anno al Patronato della Cgil per vedersi assicurare la tutela individuale previdenziale e socioassistenziale, l’Inca si conferma primo patronato in Italia per volume di attività, in Italia e all’estero. Il Bilancio sociale 2022, presentato oggi al Cnel e riferito agli ultimi cinque anni, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia e poi successivamente agli ultimi avvenimenti bellici, che oltre a minacciare gli equilibri geo politici la pace nel mondo, hanno riacceso i riflettori sulle ondate migratorie, traccia un quadro di forte crescita della domanda di tutela individuale da parte dei cittadini e cittadine italiani e stranieri. L’Inca, con 800 sedi in Italia, che coprono la maggioranza dei Comuni e 98 presenze all’estero, in Africa, Europa, Nord America, Sud America e Oceania, ha costituito una rete capillare che assicura assistenza previdenziale e socioassistenziale. “La tutela individuale, di cui quotidianamente ci rendiamo protagonisti – scrive Michele Pagliaro, presidente Inca Cgil, nella premessa al Bilancio sociale 2022- analizza, affronta e interpreta i problemi delle persone che si rivolgono alle nostre strutture, offrendo soluzioni su misura attraverso un’indiscussa capacità di decifrare il complesso mondo di norme e regole, via via sempre più stratificate, in una cornice resa ancora più complessa e difficile da un 'mercato del lavoro', ormai parcellizzato e frammentato, destinato a condizionare la vita lavorativa e post- lavorativa di una crescente moltitudine di persone”. In questo contesto, le cosiddette 'consulenze complesse' individuali, di fatto, caratterizzano l’attività del Patronato della Cgil, soprattutto di natura previdenziale; materia che, come si evince anche dalle ultime modifiche proposte per la prossima legge finanziaria dal Governo di destra, fortemente contestate dai sindacati confederali, è sottoposta a continui cambiamenti legislativi, sia sotto il profilo dell’accesso al pensionamento, sia sotto il profilo dell’ammontare degli assegni pensionistici, gettando nell’incertezza le aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori. Dal 2018 al 2022, ogni anno, l’Inca ha fornito mediamente oltre 500 mila consulenze personalizzate.
Per quanto riguarda la tutela individuale contro gli infortuni e le malattie professionali, l’Inca promuove da anni la 'cultura dell’emersione' per il riconoscimento dei danni da lavoro: dalla formazione nazionale, continua e costante ai propri operatori, ai seminari di aggiornamento ai propri medici e legali convenzionati, alla formazione dei delegati sindacali (Rsu/Rls/Rlst), al rapporto continuo e costante con l’Inail per ottenere l’integrale tutela prevista dall’ordinamento per i lavoratori e intervenire tutte le volte che l’interpretazione dell’Istituto va a restringere il diritto di tutela dei lavoratori; non per ultimo, una comunicazione capillare sia istituzionale che attraverso i canali social per cercare di portare a tutti le lavoratrici e i lavoratori un’informazione adeguata sui propri diritti di tutela della salute. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)