Anno: 2023

  • Vaticano apre ai trans: sì al battesimo. Ok a gay padrini e testimoni di nozze

    Vaticano apre ai trans: sì al battesimo. Ok a gay padrini e testimoni di nozze

    (Adnkronos) – Il Vaticano apre ai trans affermando che potranno essere battezzati così come fare, così come i gay, da padrini o testimoni di nozze. Lo ha stabilito il Dicastero per la Dottrina della Fede.  “Un transessuale, che si fosse anche sottoposto a trattamento ormonale e ad intervento chirurgico di riattribuzione di sesso, può ricevere il battesimo, alle medesime condizioni degli altri fedeli, se non vi sono situazioni in cui c’è il rischio di generare pubblico scandalo o disorientamento nei fedeli. Nel caso di bambini o adolescenti con problematiche di natura transessuale, se ben preparati e disposti, questi possono ricevere il Battesimo”. Questo quanto stabilito dal Dicastero per la Dottrina della Fede in risposta a dei quesiti – arrivati lo scorso 14 luglio – tramite una lettera di monsignor José Negri, Vescovo di Santo Amaro in Brasile, con alcune domande riguardo alla possibile partecipazione ai sacramenti del battesimo e del matrimonio da parte di persone transessuali e di persone omoaffettive. La lettera di risposta è controfirmata dal Papa.  Un altro quesito chiedeva se un transessuale può essere testimone di un matrimonio. “Non c’è nulla nella vigente legislazione canonica universale che proibisca ad una persona transessuale di essere testimone di un matrimonio”, la risposta dell’ex Sant’Uffizio.  E ancora, si chiedeva al dicastero per la Dottrina della fede se due persone omoaffettive possono figurare come genitori di un bambino, che deve essere battezzato, e che fu adottato o ottenuto con altri metodi come l’utero in affitto? ”Perché il bambino venga battezzato ci deve essere la fondata speranza che sarà educato nella religione cattolica”, la risposta. Una persona omoaffettiva e che convive può essere padrino di un battezzato? “A norma del can. 874 § 1, 1o e 3o CIC, può essere padrino o madrina chi ne possegga l’attitudine e "conduce una vita conforme alla fede e all’incarico che assume". Diverso è il caso in cui la convivenza di due persone omoaffettive consiste, non in una semplice coabitazione, bensì in una stabile e dichiarata relazione more uxorio, ben conosciuta dalla comunità”, scrive il dicastero della Dottrina della fede. "In ogni caso – fa presente il dicastero – la debita prudenza pastorale esige che ogni situazione sia saggiamente ponderata, per salvaguardare il sacramento del battesimo e soprattutto la sua ricezione, che è bene prezioso da tutelare, poiché necessaria per la salvezza. Nello stesso tempo, occorre considerare il valore reale che la comunità ecclesiale conferisce ai compiti di padrino e madrina, il ruolo che questi hanno nella comunità e la considerazione da loro mostrata nei confronti dell’insegnamento della Chiesa. Infine, è da tenere in conto anche la possibilità che vi sia un’altra persona della cerchia famigliare a farsi garante della corretta trasmissione al battezzando della fede cattolica, sapendo che si può comunque assistere il battezzando, durante il rito, non solo come padrino o madrina ma, altresì, come testimoni dell’atto battesimale”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Napoli-Union Berlino 1-1, Garcia frena in Champions League

    Napoli-Union Berlino 1-1, Garcia frena in Champions League

    (Adnkronos) –
    Pareggio per 1-1 tra Napoli e Union Berlino, in un match della quarta giornata del gruppo C di Champions League, disputato oggi 8 novembre allo stadio 'Maradona' della città partenopea. Al vantaggio azzurro con Politano al 39' risponde Fofana al 52'. Il Napoli sale a 7 punti nel girone guidato dal Real Madrid, primo punto per i tedeschi dopo 3 sconfitte.   Parte forte il Napoli e al 5' ci prova Rrahmani: angolo battuto da Zielinski, stacca di testa il difensore kosovaro e palla larga di poco. Al 17' Zielinski a un passo dall'1-0: il centrocampista polacco calcia a botta sicura dopo un rimpallo favorevole, provvidenziale la deviazione sull'esterno della rete di un difensore ospite. Al 24' Natan sfiora il vantaggio di testa su cross dalla trequarti: solo il palo lo ferma, Ronnow era battuto. Alla mezz'ora azione prolungata del Napoli da un versante all'altro: l'apertura è sul secondo palo per Di Lorenzo, che di testa sovrasta Roussillon. Sponda al centro per Anguissa che impatta da pochi passi il pallone dell'1-0. Protesta l'Union per il contatto con protagonista Di Lorenzo, che si appoggia sulle spalle di Roussillon: richiamato al monitor, Makkelie annulla la rete. Al 38' pericolosi i tedeschi con Haberer che arriva alla conclusione da posizione invitante ma il suo tiro è centrale e Meret para. Un minuto più tardi Politano sblocca la partita: azione che si sviluppa a sinistra con il cross di Mario Rui. Juranovic la devia, pallone girato di testa da Politano che spiazza Ronnow e firma l'1-0.
     In avvio di ripresa ci prova ancora Politano con un destro al volo sugli sviluppi di un corner ma la palla termina abbondantemente alta. Al 7' i tedeschi trovano il pari: lancio in profondità di Roussillon per Fofana, che apre all'indirizzo di Becker. Meret si oppone al suo destro, ma sulla ribattuta è proprio Fofana a insaccare il pareggio dell'Union. Il Napoli prova a reagire con un colpo di testa di Rrahmani ma Ronnow non si fa sorprendere. Al 24' ripartenza veloce dell'Union che va alla conclusione con Trimmel: Meret ci mette i pugni e salva i suoi. Al 37' terzo tentativo di testa di Rrahmani: palla alta di pochissimo. Passano due minuti e si accende Kvaratskhelia con un'azione personale seguita da un tiro rasoterra parato da Ronnow. Al primo minuto di recupero ospiti pericolosi con Tousart, il suo destro si spegne a lato di pochissimo. L'ultimo brivido lo regala Kvaratskhelia con una girata da dentro l'area ma Ronnow dice ancora di no. Sipario.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Lino Banfi lascia Ballando con Le Stelle: “Lo avevo deciso prima di iniziare”

    Lino Banfi lascia Ballando con Le Stelle: “Lo avevo deciso prima di iniziare”

    (Adnkronos) – Lino Banfi ha deciso irrevocabilmente: non continuerà la sua avventura a 'Ballando con lo Stelle'. L'attore lo rivela in un'intervista al settimanale 'Chi'. Nonostante l'affetto del pubblico e il gradimento ottenuto nel corso delle prime puntate, l'attore pugliese ha spiegato i motivi che si celano dietro la sua decisione. "Era una cosa che avevo deciso già prima di iniziare e non l'avevo rivelata a nessuno, neanche ai miei parenti", ha detto Banfi. "Io decido sempre da solo. Ho solo aspettato il momento giusto per dirlo". "So come funziona il programma: dalla quarta puntata si comincia a parlare seriamente di ballo e io non ho gli anni né la forza per andare fino in fondo", ha aggiunto il popolare attore. Che ammette: "Ho usato la strategia del marketing. Volevo essere io a decidere quando lasciare: non andarmene da perdente, ma dopo aver fatto una bella figura". La schiettezza di Banfi non si ferma qui: l'attore ha ammesso di aver accettato di partecipare al programma per la moglie, scomparsa tempo fa. "Quando stava finendo i suoi giorni e non riconosceva più nessuno, ho passato brutti momenti…Se ho accettato di fare Ballando dopo 18 anni che me lo chiedevano, è stato anche per fare un piacere a lei". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Lazio-Roma, è già derby: Mourinho contro Sarri, botta e risposta

    Lazio-Roma, è già derby: Mourinho contro Sarri, botta e risposta

    (Adnkronos) –
    Il derby Lazio-Roma si gioca domenica 12 novembre alle 18 ma la sfida tra gli allenatori Maurizio Sarri e José Mourinho è già cominciata davanti ai microfoni. I due tecnici si pungono in un prolungato botta e risposta sul calendario, tema che sta a cuore a entrambi. Sarri ha stigmatizzato la programmazione prima dell'inizio del campionato evidenziando la sequenza di trasferte ostiche riservata ai biancocelesti. Mourinho ha accelerato nelle ultime settimane, lamentandosi dopo Inter-Roma e attaccando la Lega di Serie A – che ha risposto con un comunicato – prima di Roma-Lecce di domenica scorsa. Ora si avvicina la stracittadina e il volume si alza. Mourinho, lo scorso weekend, ha puntato il dito contro la differenza di giorni di riposo a disposizione delle due squadre prima del derby: la Lazio ha giocato martedì 7 novembre in Champions League in casa, la Roma gioca giovedì 9 novembre in Europa League a Praga.  Ieri, dopo la vittoria contro il Feyenoord, è arrivata la stoccata di Sarri. "Speriamo non dover pagare il caro prezzo degli acciaccati. La Roma si può permettere un'amichevole giovedì e noi contro il Feyenoord abbiamo fatto una guerra, c'è una differenza fondamentale. Non mi sembra il massimo dell'intelligenza da parte della Lega programma il derby alla fine di una settimana con impegni europei, mi pare gente estranea al calcio: si poteva fare diversamente. La Roma in Europa League ha una classifica tale da permettersi di far riposare diversi giocatori", le parole di Sarri.  A stretto giro, la replica di Mourinho. "A Praga giochiamo un'amichevole?Se qualcuno si deve sentire offeso dalle sue dichiarazioni è la gente dello Slavia. Rispetto sempre i miei avversari, lo Slavia è un'ottima squadra e quello che fa la differenza è il modo di pensare le partite. Magari la differenza tra un allenatore che ha vinto 25 titoli contro uno che ne ha vinti pochi è esattamente questa mentalità: ogni partita si gioca e non ci sono amichevoli", la stoccata a Sarri. "Sulle sue dichiarazioni mi piacerebbe sentire la reazione della Lega, è stata una critica diretta e obiettiva, quindi aspetto".  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Premierato, Pizzarotti: “Limite due mandati come per i sindaci, serve coerenza regole”

    Premierato, Pizzarotti: “Limite due mandati come per i sindaci, serve coerenza regole”

    (Adnkronos) – Il limite dei due mandati "è necessario per i sindaci, per i governatori, a maggior ragione dovrebbe esserlo per il premier: d'altronde anche negli Usa c'è il limite di due mandati, qualcosa vorrà dire o no?". Così il presidente di +Europa Federico Pizzarotti, che, dialogando con l'Adnkronos, si sofferma sull'assenza, nel testo Casellati, del limite di 2 mandati per il premier scelto dagli elettori, lui che, da sindaco di Parma, ha lasciato la fascia tricolore dopo due giri di boa. Il premierato approvato lo scorso 3 novembre dal Cdm e che si appresta ad approdare in Senato, afferma Pizzarotti, "è una riforma che non è una riforma, visto che non rivede in modo organico la Costituzione e la composizione dello Stato. In una definizione di revisione e nuovo impianto andrebbe fatta una ristrutturazione vera e propria, di cui ci sarebbe bisogno, magari decentrando alcune cose e accentrandone altre".  "Io sono uno di quelli che crede nel limite di due mandati per i Comuni di grandi dimensioni, e non per una visione populista – puntualizza Pizzarotti, un passato da grillino della prima ora – dunque non perché tema si creino situazioni di malaffare, di gestione poco trasparente del potere: in Francia e Germania, ad esempio, per i sindaci non è previsto nessun tetto al mandato, se non un limite di età. Ma credo che prevedere un limite sia un elemento positivo dal punto di vista dell'entusiasmo, della necessità di un ricambio, di dare nuova linfa, del resto – osserva – cambiare è un esercizio di democrazia. Per me il tetto non è un limite discriminatorio, ma assume un'accezione positiva".  E' un elemento "necessario, l'impegno di governo si affronta sempre in modo diverso e un ricambio -anche al'interno dello stesso schieramento- credo sia utile". Anche perché, per Pizzarotti, serve "una coerenza, regole uguali a diversi livelli istituzionali", dunque se il tetto c'è per sindaci e presidenti di Regioni "è fondamentale che anche il premier lo abbia. Sui governatori – osserva – siamo davanti a una doppia ipocrisia e a un doppio problema: sul terzo mandato è scorretto decidano le regioni da sole, ciascuna libera di darsi regole diverse".  Ma che si tratti di un primo cittadino, di un governatore o di un premier "la chiave politica per me prevale sempre: deve trattarsi di un impegno a tempo, anche perché – osserva ancora l'ex sindaco parmense – avere un tempo significa avere una deadline, una linea rossa entro la quale raggiungere gli obiettivi che ci si è dati. E' uno sprone per se stessi ma anche per gli altri, mettendoli nelle condizioni di far meglio a parità di tempo".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • AAA Esorcisti cercansi, l’Sos dell’associazione nazionale: “Sempre meno (e anziani) i cacciatori del maligno”

    AAA Esorcisti cercansi, l’Sos dell’associazione nazionale: “Sempre meno (e anziani) i cacciatori del maligno”

    (Adnkronos) – Esorcisti preparati cercansi. L'Sos arriva dall'Associazione internazionale esorcisti (Aie), l'unico ente riconosciuto ufficialmente dalla Santa Sede. "Non pochi vescovi, più che mai desiderosi di poter contare su uno o più esorcisti, impegnati nella pastorale della liberazione dall'azione straordinaria del maligno, lamentano di non avere nel loro clero sacerdoti adatti a svolgere il ministero di esorcista – ha detto il nuovo presidente dell'Aie, mons. Karel Orlita, al Sir -. Non basta, dicono, avere una buona preparazione teologica ed essere bravi preti per fare l'esorcista: occorre qualcosa d'altro". "Il fatto è – premette all'Adnkronos don Gianni Sini, esorcista sardo – che non è entrata l'idea di inserire nelle facoltà teologiche dei corsi specifici per esorcisti per cui spesso siamo in presenza di sacerdoti che i vescovi si vedono costretti a cooptare. Ma non è che tutti siano predisposti per questo ministero". L'esorcista, che opera in Sardegna, non nasconde che Satana incontra scetticismo anche tra i preti: "E' facile trovare qualche sacerdote scettico anche tra coloro che vengono incaricati. Ciò che manca è la forte convinzione -che deve partire dal Vangelo – che la realtà di Satana oggi è presente. Non possiamo eluderla o ridurla solo ad un mito o a qualcosa che sia il simbolo astratto del male. Questo crea disorientamento anche tra i fedeli". Tra i sacerdoti, spiega don Sini, "quando si tratta dell'azione straordinaria del diavolo c’è la tendenza a ridurla ad una forma di malattia , a un fatto di natura psichiatrica. Beninteso: non dobbiamo entrare nella facile creduloneria che tutto sia opera del diavolo, ma neanche escludere a priori che certe manifestazioni non sono naturali ma sono opera del maligno. Il Papa ne parla sempre del diavolo. Eppure oggi c’è la tendenza a considerarlo un simbolo, un male in astratto". Oggi, osserva don Gianni Sini, davanti ai sacerdoti che lottano contro Satana c’è la grande sfida dell'occultismo: "Il nostro lavoro è fondamentale contro i nuovi artigiani del diavolo". La scarsità di esorcisti, spiega don Sini, è dovuta anche alla mole di lavoro che sta dietro ai sacerdoti che danno la caccia al maligno: "Pochi si rendono disponibili perché sanno che si tratta di un ministero che richiede grande impegno, disponibilità di tempo. Oggi si fa fatica ad ascoltare. Si tratta anche di accompagnare le persone nel cammino di sofferenza. Un cammino che si affronta anche con le famiglie". La conseguenza è che i pochi esorcisti sul territorio sono sempre più oberati e sotto stress: "In Sardegna – fa un esempio concreto don Sini – con oltre un milione e 600mila abitanti, e le distanze esistenti, che possono fare quegli 8 o 9 esorcisti operativi? Ci sono poi nazioni sguarnite. Come diocesi che non ne hanno". Ricambio generazionale neanche a parlarne; molti esorcisti sono agè. "L'avvento di internet poi – osserva ancora don Sini – ha creato problemi in più sulla manifestazione del maligno rispetto a cento anni fa. Il maligno si adatta anche al nostro tempo e là dove incontra fragilità si inserisce".  Gli esorcisti che aderiscono all'Aie in tutto il mondo sono 905. L’Europa è il continente più rappresentato (70%), con l’Italia al primo posto (483 soci, di cui 139 ausiliari). Seguono il Nordamerica (13%), con Stati Uniti (62) e Messico (48); il Sudamerica (11%), guidato dal Brasile (46), e l’Asia (6%, di cui 3 in Cina e 2 a Taiwan). In Africa, alle prese con la stregoneria, gli esorcisti sono Aie sono appena 13.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Sindaci e limite 2 mandati, Tosi: “Va tolto, scelta rispettosa dei cittadini”

    Sindaci e limite 2 mandati, Tosi: “Va tolto, scelta rispettosa dei cittadini”

    (Adnkronos) – ''All'interno di Forza Italia dobbiamo ancora discutere dell'argomento. Fermo restando questo, io sono favorevole all'estensione dei limiti del mandato dei sindaci, perché in tutti i grandi Paesi dell'Occidente – dalla Francia alla Spagna, dall'Inghilterra alla Germania – c'è l'elezione diretta del sindaco e non c'è nessun limite di mandato. E' certamente il metodo più democratico e preferibile: il cittadino, se vuole ti tiene, altrimenti ti manda a casa…''. Lo dice all'Adnkronos il deputato di Forza Italia ed ex primo cittadino di Verona, Flavio Tosi, parlando del limite dei due mandati per i sindaci.  Primo cittadino di Verona per dieci anni, dal 2007 al 2017, non aveva potuto ripresentarsi proprio per il 'tetto alle ricandidature', che il governo guidato da Matteo Renzi aveva cercato sino all'ultimo di far cancellare.  Tosi è convinto che togliere il limite dei 2 mandati non rischia di favorire il cosiddetto attaccamento alla 'cadrega': ''Non c'è pericolo d'incrostazioni per il fatto che il sindaco è lì da tanti anni. I sindaci vengono mandati via anche dopo il primo mandato, tanti casi del genere ci sono stati in questi anni. Lo ripeto-insiste l'azzurro Tosi- è il sistema migliore, tant'è che la legge sull'elezione dei sindaci non è mai cambiata, perché è efficiente. Se si toglie il limite del mandato, è una scelta che rispetta i cittadini e dà ancora più credibilità alla legge''.    —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Dl Caivano è legge, via libera definitivo della Camera: cosa prevede

    Dl Caivano è legge, via libera definitivo della Camera: cosa prevede

    (Adnkronos) – La Camera ha approvato in via definitiva il Dl Caivano con misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile. Con 156 sì, 66 no e 36 astenuti diventa quindi legge il provvedimento che prevede, tra le altre cose, il carcere per i genitori che non mandano i figli a scuola e il daspo urbano anche per i minori dai 14 anni. "Nella linea che riguarda la tutela del minore è stata rafforzata – aveva spiegato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, dopo l'approvazione del dl in Cdm – la sanzione per i genitori che non fanno andare i figli a scuola o li ritirano anzitempo. Questo reato di dispersione assoluta fino a ieri era punito con una sanzione, noi lo abbiamo elevato a rango di delitto con la pena della reclusione fino a 2 anni. Devono esistere i presupposti ma crediamo che indirettamente venga aiutato il minore nel suo percorso di educazione". Illustrando le novità introdotte dal decreto, il ministro della Giustizia ha inoltre chiarito che "il pm nel caso in cui l'associazione a delinquere coinvolge un minore, non necessariamente come autore di un reato o concorrente ma anche come vittima della situazione, deve segnalare al procuratore presso il Tribunale dei minori la situazione di disagio per l'adozione di provvedimenti. Questo può essere l'inizio di responsabilizzazione dei genitori ma anche di perdita della potestà genitoriale, se il procuratore ritenesse che ne sussistano i presupposti". Il ''daspo urbano o dacur'' potrà essere applicato ai minori già dai 14 anni, ''quindi il provvedimento abbassa la soglia dell'età di applicazione del provvedimento anche ai minorenni ultra 14enni", ha spiegato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. ''Il provvedimento interviene sul famoso daspo per i reati di stupefacenti – ha affermato Piantedosi – Vengono ampliati i luoghi presso i quali si può prevedere questo divieto precisando che possono essere scuole, plessi scolastici, sedi universitarie, proprio perché c'è il tema della commissione di questi reati in prossimità di aree scolastiche e universitarie''. ''Viene ampliata inoltre la platea dei reati presupposto per l'applicazione di questo provvedimento'', ha aggiunto, ''includendo anche il caso della semplice detenzione di droga'' e la possibilità di estendere questo divieto "a tutta la provincia se sussistono ragioni di particolare pericolosità del soggetto''. E poi ''c'è un inasprimento sanzionatorio per lo spaccio di lieve entità che ha l'effetto di potenziare la facoltà di arresto in flagranza per i minori e ampliare i casi di applicabilità della pena detentiva in carcere anche per i minori ultra 14enni''. Ancora, ''c'è l'introduzione dell'ammonimento per il reato di bullismo, la normativa vigente lo prevedeva per i reati di cyberbullismo quindi abbiamo omogeneizzato la normativa''. ''Il questore potrà convocare il minore insieme al genitore o a una persona esercente la potestà genitoriale'', ha chiarito. Inoltre ''c'è l'introduzione della nuova misura dell'ammonimento per minori infra-14enni. Questa è l'unica applicazione di un istituto al di sotto dei 14 anni che si trova nella normativa. Dai 12 anni quindi si introduce l'ammonimento del questore per i minori tra i 12 e i 14 anni che commettono delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a 5 anni, come il furto aggravato, la rapina aggravata, il danneggiamento aggravato e le lesioni gravi''. ''Contestualmente c'è la sanzione amministrativa per i genitori che sono assoggettati ad una sanzione amministrativa pecuniaria che può essere irrogata dal prefetto'', ha aggiunto. Piantedosi ha spiegato che nel decreto Caivano si ''consente al questore di proporre all'autorità giudiziaria la prescrizione sull'utilizzo e l'accesso a piattaforme informatiche nonché possesso e utilizzo di telefoni e dispositivi elettronici''. ''Una previsione'', ha aggiunto il ministro, ''che ho visto essere stata molto discussa in preparazione di questo decreto. Abbiamo scelto una formulazione che limita la misura ai casi in cui si renda necessaria rispetto alla tipologia del reato commesso''. Quanto ai siti pornografici, "abbiamo implementato il parental control", ha detto la ministra della Famiglia, Eugenia Roccella. ''Sappiamo che tutto questo produce danni alla salute, crea indipendenza. E non solo. Caivano lo ha fatto emergere. Gli esperti ci dicono che l'età di accesso ai siti porno è di 6-7 anni". Bisogna intervenire ''anche attraverso la scuola'', ma ''in primo luogo attraverso la famiglia che ha un compito insostituibile. Abbiamo implementato il parental control. C'è una mancanza di formazione e informazione della famiglia'' in proposito, ha affermato Roccella. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Sanità, Gabbrielli (Iss): “Da AI vantaggi e opportunità ma c’è rischio demonizzazione”

    Sanità, Gabbrielli (Iss): “Da AI vantaggi e opportunità ma c’è rischio demonizzazione”

    (Adnkronos) – “Le opportunità e i rischi sono sempre collegati all’utilizzo di nuove tecnologie. Nella vita di tutti i giorni l’intelligenza artificiale può essere già oggi una grande opportunità per ottimizzare le risorse umane e materiali del Ssn. Sulla pratica clinica, invece, dobbiamo trovare nuovi modi di sperimentare correttamente l’AI dal punto di vista medico. Sul piano della ricerca scientifica ci può dare già oggi grandi risultati nello sviluppo di nuovi sistemi di ricerca dei farmaci, che sono sempre più complessi, e nuove possibilità di studio della fisiologia e fisiopatologia attraverso anche l’uso di molti sensori da distribuire nell’ambiente o sui pazienti. Questo però comporta una enorme quantità di dati in più che devono essere elaborati dal sistema in grado di studiarli e intersecarli in modo costruttivo, per arrivare a risultati”. Così all’Adnkronos Salute Francesco Gabbrielli, direttore Centro nazionale per la Telemedicina e le nuove tecnologie assistenziali dell’Istituto superiore di sanità, in occasione dell’evento “Intelligenza Artificiale, Rischi e Opportunità’ organizzato oggi da Adnkronos al Palazzo dell’Informazione.  “Una persona ci metterebbe anni per fare questi calcoli – spiega Gabbrielli – mentre i computer e l'AI riescono a darci risultati precisi in pochi secondi. Questo è un grande vantaggio, e siamo soltanto all'inizio. Per quanto riguarda i rischi, c’è quello di demonizzare, ma anche di sottovalutare e idealizzare l’AI perché non si conosce questo strumento. L'AI è solo una nuova macchina e la macchina la usano gli uomini e solo loro sanno utilizzarla in maniera appropriata. La macchina impara, trova correlazioni matematiche con i dati forniti e quindi la macchina ha un valore tanto quanto i dati che le vengono forniti dagli esseri umani. Abbiamo di fronte una grande sfida ma anche una grande opportunità per la ricerca medica. Non lasciamocela sfuggire", conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Caso Grillo jr, Bongiorno: “la ragazza finita sul banco imputati”

    Caso Grillo jr, Bongiorno: “la ragazza finita sul banco imputati”

    (Adnkronos) – (dall'inviata Elvira Terranova) -Lei, quel video “sconvolgente” non lo vuole vedere. Le immagini di quello che è accaduto nella notte tra il 16 e il 17 luglio del 2019 in quel residence del Pevero in Costa Smeralda le fanno paura. Un video in cui sarebbe stata ripresa la presunta violenza sessuale di gruppo denunciata dalla principale accusatrice dei quattro imputati: Ciro Grillo, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria. La studentessa italo-norvegese, che oggi ha 23 anni, quelle immagini non le ha mai viste. “Ogni volta che ne parlavamo lei scappava…”, dice la sua legale, l’avvocata Giulia Bongiorno, che rappresenta la giovane con l’avvocato Dario Romano. “Un video sconvolgente e non so cosa succederà quando sarà proiettato…", dicono i due legali. Ma per ora è tutto rinviato alle prossima udienza, che si terrà il 13 dicembre, sempre davanti al Tribunale di Tempio Pausania, in Sardegna. Quando proseguirà il controesame della giovane. Gli imputati sono tutti accusati di stupro di gruppo. Grillo junior e i suoi amici ribadiscono dalla prima udienza che non si è trattato di violenza sessuale ma di rapporti “consenzienti” con la ragazza.  Intanto, oggi si è tenuta un’altra udienza fiume, durata più di sei ore, i cui la difesa ha posto decine di domande alla ragazza. Domande su domande, con la lettura dei stralci dei verbali resi dalla giovane Silvia (il nome è di fantasia) nel luglio del 2019, prima ai carabinieri e poi al Procuratore di Tempio Gregorio Capasso. Per i difensori dei quattro, gli avvocati Enrico Grillo, Mariano Mameli, Ernesto Monteverde, Alessandro Vaccaro, Enrico Grillo, Gennaro Velle e Antonella Cuccureddu, "sono numerose le contraddizioni emerse dal controesame della ragazze, anzi sono una prima serie di contraddizioni che sono legate ad antefatti che verranno approfonditi successivamente". "Sono state fatte domande generiche di contorno rispetto al fatto centrale, al quale non siamo arrivati perché il presidente ha ritenuto inopportuno cominciare a parlare dei momenti cruciali al termine dell'udienza e quindi essere poi costretti ad interrompere", aggiunge l'avvocata Cuccureddu. "Ogni volta che c'è una diversità nel raccontato questo impone che siano richiamate le integrali dichiarazioni rese in precedenza – dice l’avvocato Mameli prima di lasciare il tribunale di Tempio Pausania al termine dell'udienza- Questo determina decine di migliaia di pagine da rileggere. E' un lavoro lungo che continuerà nelle prossime udienze. Adesso siamo solo agli antefatti". "Se fosse un risultato calcistico – conclude – potremmo dire che si vede una squadra scendere in campo fisicamente tonica e ben disposta”. Le dichiarazioni che la studentessa ha fatto ieri rispondendo alle domande del procuratore Gregorio Capasso sono state messe a confronto con quelle che rilasciò ai carabinieri di Milano quando denunciò l'accaduto nel luglio del 2019 e con quanto raccontato dalle persone che erano con lei e che avevano raccolto le sue confidenze. Secondo l'avvocata Cuccureddu, sono "nettamente differenti rispetto a quelle che lei ha raccontato ieri in udienza". Una lunga serie di contestazioni alle quali la giovane avrebbe risposto in molti casi di non ricordare o di avere "delle sovrapposizioni di ricordi". Non solo: la ragazza, ha riferito ancora la legale di Corsiglia, ha raccontato anche di un precedente rapporto sessuale violento subìto in Norvegia. dando dettagli "chiari e lucidi" su quell'episodio.  Ma l'avvocata Giulia Bongiorno e l'avvocato Dario Romano non ci stanno e contrattaccano: "Quella di oggi è stata un'udienza nella quale gli avvocati degli imputati, facendo il loro lavoro, hanno fatto una serie di domande di caccia all'errore. Come spesso capita in questi processi, è come se la persona offesa che ha denunciato qualcosa di grave fosse improvvisamente sul banco degli imputati e, quindi, ci sono una serie di domande su come è vestita, sulle precedenti frequentazioni, sulla scuola cattolica, dirette a tratteggiare una personalità che la mia assistita ha sempre respinto".  Un altro episodio passato oggi sotto la lente di ingrandimento dei legali è stato il bacio che si sarebbero dati la sera del 16 luglio 2019, dopo l'incontro al Billionaire di Porto Cervo e prima di andare nel residence del Pevero, la ragazza italo-norvegese e Ciro Grillo. Ha baciato o no il figlio del fondatore del M5S? E’ ruotato proprio attorno a questo quesito l'ultima parte del controesame dei legali della difesa nel processo. La ragazza, che da ieri viene sentita in aula, sollecitata dagli avvocati degli imputati, ha ribadito più volte di non ricordare l'episodio del bacio. Mentre, come fa notare l'avvocato Gennaro Velle, legale di Francesco Corsiglia, l'amica della giovane che era con lei quella sera e un altro amico delle due ragazze, Alex Cerato, in aula, nelle scorse udienze, hanno ripetuto che il bacio ci sarebbe stato.  Ma secondo i legali non sarebbe l'unica contraddizione della giovane che ha denunciato lo stupro di gruppo. Oggi gli avvocati degli imputati hanno fatto ascoltare in aula, durante il controesame, una chat audio, datata 28 luglio 2019, cioè 11 giorni dopo il presunto stupro, in cui la ragazza italo-norvegese parla con un'amica e le dice di non essere voluta andare nei mesi precedenti in un noto bar di Milano per evitare di incontrare dei ragazzi con i quali aveva avuto frequentazioni. In un altro audio la ragazza, parlando sempre con un'amica, fa un netto distingue tra "flirt e rapporti sessuali". La ragazza ha detto ieri in aula, rispondendo alle domande del pm Gregorio Capasso, di avere avuto solo con un unico fidanzato di nome Nick, mentre i flirt "sono semplici amicizie". Mentre secondo gli avvocati degli imputati, la chat dimostrerebbe che la giovane avrebbe avuto anche altre frequentazioni. "Attenzione a non estrapolare singole parole dalle chat che esistono agli atti del processo, perché da una lettura completa e complessiva è evidente che la nostra assistita ha sempre sottolineato che per lei il sesso è una cosa sacra, a differenza del singolo flirt". A dirlo all'Adnkronos è l'avvocata Giulia Bongiorno, legale di parte civile della ragazza italo-norvegese. "Isolare ed estrapolare – dice l'altro legale, Dario Romano – significa distorcere il senso di una frase" Le schermaglie hanno anche riguardato una domanda posta dalla difesa alla ragazza, sull’abbigliamento indossato dalla ragazza la sera del presunto stupro. Alla fine dell'udienza, arriva la replica dell'avvocata Cuccureddu alla legale di parte civile Giulia Bongiorno. "Mi scusi, ma in una violenza sessuale in cui una sostiene di essere stata spogliata, un avvocato può esimersi dal chiedere come fosse vestita? Le è stato chiesto come fosse vestita solo per poterle fare vedere le foto e confermare che il vestito che indossava quella sera era quello. Ma era tranquillissima. E ha dati anche dettagli non richiesti sui dettagli dei vestiti", taglia corto la legale di Francesco Corsiglia. Poi aggiunge: "Nessuna domanda le è stata posta sulle sue passate esperienze, noi non ci siamo assolutamente soffermati". E spiega: "Se noi avvocati della difesa abbiamo dato il nostro consenso preventivo, formulato dieci giorni fa prima alle altre parti di acquisire i video e le trascrizioni di tutto ciò che la ragazza aveva detto prima, questo avrebbe evitato che noi fossimo costretti a rappresentare al tribunale segmento per segmento quello che ha detto la ragazza prima". "C'è un video e si sarebbe potuto vederlo tutti insieme senza la ragazza. E solo all'esito si potevano fare le domande che residuavano, questa era l'idea. Chi si è opposto, badate bene perché il pm aveva dato il consenso di acquisire, è stata la parte civile". E conclude: "E' stata poi la ragazza a dire che voleva rispondere a tutte le domande". Anche per l’avvocati Gennaro Velle "Sono troppe le contraddizioni nella deposizione della ragazza, troppe cose non convergono con quanto dichiarato da lei stessa durante gli interrogatori precedenti e anche con le dichiarazioni rese nel processo dalla sua amica". “E' importante valutare la credibilità della denunciante. Il processo si gioca sulla credibilità e l'attendibilità della ragazza. Certamente ci sono elementi di contraddizione rispetto alle dichiarazioni rese dall'altra ragazza rispetto agli elementi ulteriori a cominciare dai contenuti dei telefoni", ha aggiunto Velle. Ma c'è il pericolo di vittimizzazione secondaria per la ragazza che ha denunciato? "In Italia è abbastanza frequente che si facciano domande dirette a screditare i testi, capita sempre. Io non metto sul banco degli imputati gli avvocati. Io assisto in questo momento una ragazza che ieri ha dovuto rivivere questa vicenda e che la notte scorsa non ha chiuso occhio. Una ragazza che come se volesse essere il più preciso possibile, ma che cade in momenti di grande sconforto in cui vorrebbe che finisse tutto ma con grande rigore sta andando avanti", ribadisce Giulia Bongiorno. Il processo è stato rinviato al 13 e al 14 dicembre per proseguire con il controesame di Silvia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)