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Incendi: Soa “Servono più mezzi e uomini preparati. Rimboschimenti vietati per legge dal 2000”

Agosto 24, 2017

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 Soa: D’Alfonso faccia meno riunioni sulla strada d’oro e su un Masterplan imbarazzante e investa i denari dei contribuenti in organizzazione e prevenzione dei rischi. Alla nostra preoccupata lettera del 30 giugno rispose solo la Protezione Civile nazionale confermando le competenze degli enti territoriali.

L’AQUILA “Sugli incendi servono più mezzi e uomini preparati ora, non solo per spegnere ma anche per la deterrenza e l’immediato avvistamento e intervento sulle aree più a rischio della regione -dichiara la Soa-tenendo conto che per i prossimi giorni si prevede tempo soleggiato e caldo e che la fine di un’estate così siccitosa è un periodo di massima criticità. I rimboschimenti sulle aree percorse dal fuoco di cui abbiamo sentito parlare in queste ore sono generalmente vietati per 5 anni proprio dalla Legge Quadro sugli Incendi Boschivi 353/2000. Questo vincolo, assieme a quello dell’inedificabilità e di pascolo, è stato introdotto proprio per combattere la spirale perversa incendi-interventi di rimboschimento.Solo eccezionali deroghe possono essere concesse ma la “ratio” della legge è chiara e questo annunci dovrebbero essere a maggior ragione evitati in questo periodo”.

“Riportiamo integralmente il passaggio dell’Art.10 “Sono vietate per cinque anni, sui predetti soprassuoli, le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo specifica autorizzazione concessa dal Ministro dell’ambiente, per le aree naturali protette statali, o dalla regione competente, negli altri casi, per documentate situazioni di dissesto idrogeologico e nelle situazioni in cui sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici.

“Con un’adeguata e oculata gestione di queste aree gli enormi danni potranno essere progressivamente recuperati anche se ci vorranno decenni-continua la Soa- Invece di lanciare fumo, che ce n’è purtroppo già abbastanza di tossico in valle Peligna, il Presidente D’Alfonso pensi a rimediare alla totale inadeguatezza della Regione, competente dal 2012 per la Protezione civile in base all’Art.12 della Legge 225/2012. A Giugno ci fu il durissimo atto d’accusa dell’allora capo della Protezione Civile nazionale Curcio sull’impreparazione di diverse regioni, tra cui l’Abruzzo, proprio sul rischio incendi”.

“Il 30 giugno inviammo una durissima lettera, depositata per conoscenza anche a tutte le Procure abruzzesi in cui chiedevamo di rimediare con urgenza alla carenza di mezzi e uomini. A questa nota la Protezione Civile Nazionale ha risposto il 18 luglio in maniera inequivocabile su competenze e responsabilità degli enti territoriali (alleghiamo la nota). Solo ai primi di luglio, quando già era evidente l’eccezionalità della stagione, fu firmata dalla Regione Abruzzo una misera convenzione con i VvF, per un (uno) elicottero dei VvF stessi e per una squadra per provincia!”

“Se D’Alfonso  è un amministratore coscienzioso, pretenda che si applichino i costi-standard europei al km per un’opera di quel genere (circa 5 milioni/km), così avremo sia la strada che decine di milioni di euro risparmiati da investire sulla prevenzione dei rischi, da quello sismico a quello idrogeologico a quello incendio. Ricordiamo che dei 190 milioni di euro per la Fondovalle Sangro ben 78 sono coperti da fondi regionali. Altre centinaia di milioni possono essere recuperati dal Masterplan pieno di opere inutili, dannose e non prioritarie.

Davanti a questi disastri quel documento di cui il Governatore si fa vanto diviene a nostro avviso inquietante.

Ringraziamo gli uomini, volontari e non, che a sprezzo della loro vita sul campo stanno cercando di limitare i danni dei criminali che hanno appiccato il fuoco. Non vediamo l’ora che siano assicurati alle patrie galere”.