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“Chi rallenta la ricostruzione?”: striscione di protesta dell’Ance Aquila

Agosto 3, 2017

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Barattelli: 2000 operai in meno nel 2017 

L’AQUILA Nella mattinata di ieri è apparso sul Torrione del palazzo lo striscione dell’Ance dell’Aquila

“Chi rallenta la ricostruzione?”. La protesta parte da Ance L’Aquila, guidata dal presidente Ettore Barattolo che denuncia gravi rallentamenti nella ricostruzione della città. Nel 2016 sono stati registrati oltre 1000 operai in meno e nel 2017 il bilancio prevede che la riduzione del numero degli operai impiegati possa diminuire ulteriormente fino  2000 unità. 

Il presidente ha dichiarato: “Non c’è più tempo di aspettare una presa di coscienza degli uffici sul grave intralcio che con le loro lentezze stanno procurando alla rinascita di questo territorio e della sua economia, abbiamo intrapreso la strada dei ricorsi e quindi della rottura definitiva di ogni dialogo a seguito dell’ennesimo smacco: dopo anni di attesa per veder riconosciuto un diritto come quello della copertura dei costi per i lavori di puntellamento, è stato emesso un DecretoUSRA che nell’attestar il riconoscimento di teli importi, lo9 remunera con un ribasso del 70% rispetto al prezzario, limitando fortemente anche le casistiche degli aventi diritto.” Aggiunge poi “Uno schiaffo istituzionale che si aggiunge al mancato riconoscimento dell’adeguamento ISTAT del buono contributo che ormai è parametrizzato ai valori di 8 anni fa”. “L’ultimo colpo attestato alle imprese è stata la pubblicazione dell’Elenco degli operatori autorizzati alla ricostruzione, coloro cioè che hanno superato lo screening anti mafia. Chi è fuori dall’elenco non può stipulare contratti nel cratere. Molte le imprese che hanno fatto richiesta di iscrizione ,a che non sono ancora state inserite nell’elenco a cause non dipendenti da mancanza di requisiti ,a della lentezza degli uffici nell’esaminare le richieste. Queste imprese stanno subendo danni enormi dal provvedimento. per questo problema le imprese e gli operai perdono importante occasioni di lavoro nella ricostruzione provata, con gravi conseguenze occupazionali”.