Categoria: News Nazionali

  • Napoleone ‘esiliato’ alla Camera, rimosso il quadro del ‘conquistatore d’Italia’

    Napoleone ‘esiliato’ alla Camera, rimosso il quadro del ‘conquistatore d’Italia’

    (Adnkronos) – Napoleone Bonaparte è sparito. Il contestato ritratto del 'flagello d'Europa' appeso fino a qualche giorno fa sulla parete dell'anticamera dello studio del vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, a Montecitorio, non c'è più. Il parlamentare di Fratelli d'Italia ha vinto la sua battaglia sovranista contro il 'conquistatore d'Italia' e 'depredatore delle nostre opere d'arte'. Il raffinato dipinto opera del pittore milanese Andrea Appiani, alfiere del neoclassicismo in Italia, che fine ha fatto? ''Napoleone è andato di nuovo in esilio?'', scherza un deputato. E' stato 'sfrattato' dal Parlamento italiano o ha solo cambiato stanza?, si chiedono altri. No, è solo 'traslocato'.  Rimosso di primo mattino, il quadro del generale còrso è stato spostato temporaneamente nella sala Aldo Moro, proprio di fronte al busto di bronzo che ritrae il volto dello statista Dc, che dà il nome al salone di rappresentanza, già denominato sala Gialla, per il colore di arredi e tappezzeria. E sempre lì, ma nella parte opposta, c'è il ritratto della (finta) Gioconda, che controlla a distanza quello di Appiani quasi a memoria retroattiva di una vexata quaestio sul furto dell'originale di Da Vinci, oggi esposto al Louvre. Il capolavoro di Leonardo, però, a onor del vero, secondo gli studi storici prevalenti, non fu mai rubato da Napoleone ma donato o forse venduto dal 'genio italiano' nel 1516 al sovrano francese Francesco I subito dopo il suo trasferimento a Parigi. Secondo ambienti vicini all'esponente di Fdi, interpellati dall'Adnkronos, i cultori della ritrattistica napoleonica devono ritenersi soddisfatti perché nella nuova location il quadro dell'imperatore francese avrà un pubblico maggiore e una maggiore visibilità visto che la sala Gialla è accessibile ai visitatori del palazzo. Mentre la dislocazione precedente, secondo le stesse fonti, era riservata soltanto al passaggio dei parlamentari e quindi non fruibile al pubblico, la sistemazione attuale è più ricca di riferimenti storici e simbolici sui quali attirare l'attenzione del pubblico.  Al posto di Napoleone, sempre nella sua anticamera, Rampelli ha voluto un dipinto a olio del XIX secolo ,'Bagni di Lucca', del vedutista Vincenzo Segarelli: di proprietà del Museo Capodimonte, il quadro è in deposito temporaneo a Montecitorio dal 1926. Tra le varie opere ancora disponibili nell'ambito della mobilità interna della Camera, è stata scelta questa in omaggio alla bellezza del paesaggio italiano, tutelato dall'articolo 9 della Costituzione, spiegano ambienti vicini al vicepresidente della Camera.  Anche il ritratto di Napoleone (cinto dalla corona d'alloro, il generale Napoleone veste un abito di velluto verde, ricamato con quadrifogli e foderato di setta, indossato in occasione della incoronazione a re d'Italia) è ''in deposito temporaneo'' alla Camera dal 1927 ma risulta di proprietà della Pinacoteca di Brera. Già criticata la prima volta nel 2021, Rampelli aveva contestato la preziosa e rara tela di Appiani giusto qualche settimana fa, annunciandone lo 'sfratto'. Oggi lo sfratto è stato eseguito.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Pari opportunità, a Venezia ‘Women on board 2023’ per favorire ingresso donne in cda

    Pari opportunità, a Venezia ‘Women on board 2023’ per favorire ingresso donne in cda

    (Adnkronos) – Ieri è stata una giornata interamente dedicata alla riduzione del divario di genere e volta a favorire l’inclusione e l’accesso delle donne alle posizioni di responsabilità all’interno delle imprese e nei consigli d’amministrazione di imprese pubbliche e private venete.
    Ha fatto tappa nella città della laguna 'Women on board 2023' il percorso ideato da Manageritalia e Federmanager insieme a Aidp, hub del territorio ER con la partecipazione delle consigliere di parità regionali e la partnership degli ordini degli avvocati, dei commercialisti e dei consulenti del lavoro

    . La tappa veneziana si è svolta, giovedì 26 ottobre, presso gli spazi del Museo di Palazzo Mocenigo – Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo a Venezia. Women on Board quest’anno tocca 10 regioni con 14 incontri.  Secondo i dati del 'Rapporto Manager 2023' su dati Inps 2021/2018 elaborato da Manageritalia, anche in Veneto si assiste ad una crescita complessiva dei manager e in particolar modo delle manager donne che o

    ggi sono 1.379 aumentate significativamente del 23,5 % dal 2020 al 2021 su un dato complessivo di 8.5050 dirigenti presenti su tutta la regione. Una crescita che però non si percepisce all’interno dei cda delle imprese in cui le donne sono tutt’ora poco presenti se non spesso assenti. A confrontarsi, con le oltre 1000 donne tra presenti in sala e collegate da remoto: Elena Donazzan, assessore all'Istruzione, Formazione, Lavoro e Pari opportunità di Regione Veneto; Ermelinda Damiano, presidente Consiglio Comunale di Venezia; Francesca Torelli, consigliera di parità Regione Veneto; Ilaria Agosta, presidente Aldp Veneto e Friuli Venezia Giulia; Chiara Squarcina, dirigente Area Attività Museali, Fondazione Musei Civici; Sara Cirone, coordinamento nazionale Federmanager Minerva; Lorenza Lain, consigliera Manageritalia Veneto – Barbara Dalle Rive, Manageritalia Veneto e Mariacristina Gribaudi, amministratrice unica di Keyline e Presidente della Fondazione musei civici di Venezia-Muve. “Questa iniziativa svolge un ruolo importante nella formazione della classe dirigente, in particolare dei giovani. Ecco perché come Regione del Veneto abbiamo siglato un protocollo con Manageritalia e abbiamo patrocinato questa tappa del progetto 'Women On Board', dedicata alla formazione delle donne tramite attività specifiche, volte anche ad aumentare la consapevolezza delle donne del ruolo strategico nella società anche in posizioni dirigenziali”, commenta Elena Donazzan, assessore all'Istruzione, Formazione, Lavoro e Pari opportunità di Regione Veneto “'Women on Board' -spiega Lorenza Lain, consigliera Manageritalia Veneto – è una delle nostre tante iniziative per rendere più inclusivo, partecipato e basato sul merito il mondo del lavoro. E proprio dai vertici che deve partire questo salto culturale. Anche perché più donne nei Cda e più donne manager garantiscono un cambio culturale indispensabile per crescere ed essere più produttivi. In Veneto a livello di donne dirigenti siamo con il 16,2% sotto la media nazionale (20,5%), ma Venezia in questo senso è un’isola felice con il 23,5%. Questo non basta, serve fare di più e anche per questo siamo qui questa sera”. “Siamo in fondo al percorso e affrontare un tema così importante come le fondazioni culturali in un luogo magico come Venezia ci ricorda le motivazioni che fin dall’origine ci hanno spinto a realizzare Women on board: contribuire allo sviluppo della civiltà. Ringrazio sentitamente tutti partner di progetto per il loro impegno in tal senso” così conclude Sara Cirone, coordinamento nazionale Federmanager Minerva. “L' attenzione di Fondazione Musei Civici di Venezia alla parità di genere, che tanto desideriamo raggiungere, parte da chi si occupa di persone: questioni come salary gender gap, che non sono solo problemi italiani, lo sono certamente per chiunque si occupi di risorse umane. Da questo punto di vista le donne portate all'interno delle organizzazioni possono fare la differenza. Per questo Fondazione ha creato un bilancio di sostenibilità e ottenuto la certificazione di genere; sono stati passaggi naturali in una organizzazione che conta al suo interno ben oltre la metà di donne”, conclude Mariacristina Gribaudi, presidente Fondazione Musei Civici di Venezia.  Il progetto, giunto alla sua seconda edizione, sta facendo segnare un grande successo con oltre 1500 iscritte da tutta Italia.  Tre le novità introdotte da 'Women on Board 2023': si amplia il numero degli incontri formativi passato da 6 a 14, con una durata di 3 ore ciascuno, in cui le partecipanti avranno l’occasione di confrontarsi con diversi professionisti del settore giuridico, economico e aziendale aumentando così le loro competenze, esperienze e capacità di analisi. Il programma formativo è organizzato come un vero e proprio Roadshow itinerante in tutta Italia. Forte la collaborazione con le regioni: Abruzzo e Molise, Marche, Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Toscana e Veneto che organizzano e ospita una delle tappe itineranti. La terza, grazie alla collaborazione con gli Ordini professionali degli avvocati, dei commercialisti e dei consulenti del lavoro, la frequentazione al corso darà diritto anche ai crediti formativi previsti dai rispettivi ordini. 'Women on Board 2023' è un percorso totalmente gratuito espressamente ideato per le donne ma aperto anche agli uomini con un programma di 14 incontri formativi che si sta svolgendo sia in presenza che on line da maggio ad ottobre. Al termine del corso e dopo il superamento di una prova d’esame da parte delle iscritte sarà conseguita l’attestazione e l’inserimento in un apposito elenco on line consultabile dalle imprese che potranno così scegliere la figura professionale più in sintonia con le caratteristiche dell’impresa e delle specifiche esigenze dei CdA di aziende, società pubbliche e organizzazioni in cerca di manager per i propri organi di governance. Il 17 dicembre la consegna degli attestati durante il Gran Galà della Solidarietà presso il Teatro Europauditorium di Bologna. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Alimenti, Succi: “Spinta inflazionistica ha modificato consumi senza stravolgerli”

    Alimenti, Succi: “Spinta inflazionistica ha modificato consumi senza stravolgerli”

    (Adnkronos) – “La nostra analisi parte da una panoramica del contesto attuale, che presenta un grande cambiamento rispetto al passato. Assistiamo a fenomeni nuovi e sono tante le nuove situazioni. Si tratta di un contesto in cui è tutto molto veloce e in divenire e questo impatta inevitabilmente anche sulla vita di tutti giorni e sugli acquisti del largo consumo. In particolare, la spinta inflazionistica di questi ultimi anni ha modificato i comportamenti di acquisto degli italiani senza però stravolgerli. In media i mercati del largo consumo crescono dal punto di vista del valore con una lieve flessione sui volumi, che si sta riducendo in linea con il calo dell’inflazione”. Così Andrea Succi, Sales and Marketing Advanced Analytics Leader di Nielsen IQ, a margine dell’evento “Stoccafisso e Baccalà norvegesi in Italia – Seminario 2023” del Norwegian Seafood Council, svoltosi a Mestre il 26 ottobre 2023.  “All’interno di questo contesto generale – aggiunge Succi – ci sono delle eccellenze e delle categorie di prodotti che riescono a cogliere meglio di altri i trend e quindi a crescere più della media nonostante il contesto complesso appena descritto. Una di queste categorie è quella del mondo ittico ed in particolare del baccalà e dello stoccafisso. Abbiamo infatti osservato che questi due prodotti sono riusciti in quest’ultimo anno a cogliere dei trend, soprattutto di servizio, che il consumatore ha apprezzato. Quest’ultimo è stato disposto a spendere anche di più proprio perché in quei prodotti ritrovava un valore oggettivo e riconoscibile. Lo spunto – conclude il Sales and Marketing Advanced Analytics Leader di Nielsen IQ – è di continuare in questa direzione, cercando qualcosa di positivo in un contesto difficile e sfruttando questi trend che si stanno rivelando determinanti nella scelta d’acquisto dei consumatori italiani”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Alimentare, Figura: “Mercato consumi fuori casa in ripresa”

    Alimentare, Figura: “Mercato consumi fuori casa in ripresa”

    (Adnkronos) – “Quello dei consumi fuori casa è un mercato in ripresa rispetto al periodo pre-pandemico. C'è ancora qualcosa da fare in termini di visite, ma dal punto di vista della spesa, con l'aumento dei prezzi, abbiamo ormai surclassato i livelli del 2019”. Queste le parole di Matteo Figura, Foodservice director di Circana, a margine dell’evento “Stoccafisso e Baccalà norvegesi in Italia – Seminario 2023” del Norwegian Seafood Council, svoltosi a Mestre il 26 ottobre 2023. “Inoltre, per quel che riguarda il mercato dei consumi fuoricasa, i consumatori chiedono innovazione soprattutto in termini di ricettazione e di offerta – aggiunge Figura – C'è quindi spazio per baccalà, stoccafisso e merluzzo di innovare e ampliare il mercato attraendo nuovi consumatori”.  “La ristorazione rappresenta un mercato enorme in Italia – sottolinea il Foodservice director di Circana – fattura intorno ai 66 miliardi di euro all’anno e si basa sull'esperienza. La ristorazione italiana è ancora strettamente legata ad un concetto troppo tradizionale e la tecnologia può aiutare ad innovare, sia dal punto di vista della componente 'visibile' del digitale, ovvero i pagamenti online, gli ordinativi e l'esperienza nel punto vendita, che di quella ‘invisibile’, che aiuta nella preparazione dei prodotti, nella composizione dei menù e nello stoccaggio”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Manovra 2024, Renzi scrive a Mattarella: la lettera

    Manovra 2024, Renzi scrive a Mattarella: la lettera

    (Adnkronos) – Matteo Renzi scrive al Presidente della Repubblica per segnalare che, a suo parere, il governo sta violando la Costituzione nell'iter per varare la Manovra 2024. "Signor Presidente della Repubblica, siamo costretti a rivolgerci a Lei per evidenziarLe la gravità di quanto sta accadendo in queste ore nel dibattito politico italiano". Inizia così una lettera che Matteo Renzi insieme ai deputati e senatori di 'Italia Viva – Il Centro – Renew Europe' ha inviato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per denunciare come il governo sulla manovra stia violando la Costituzione modificando ed eliminando norme che il Cdm aveva già approvato.  "Abbiamo il diritto di avere un testo che sia approvato dai Ministri in sede formale e non modificato dalla Presidente del Consiglio con un tweet". Inoltre Renzi stigmatizza il 'diktat' del governo alla maggioranza di non presentare emendamenti alla manovra in Parlamento, "un messaggio grave che intendiamo contestare in Aula in sede di dibattito".   Questo il testo della lettera inviata a Mattarella: "Mentre la geopolitica ci consegna un fosco scenario internazionale, con venti di guerra che soffiano dall’Europa alla Terra Santa fino al Sud Est Asiatico, il Governo del nostro Paese sta affrontando la stesura della legge di bilancio in modo che definire istituzionalmente indecente è riduttivo". "Signor Presidente, abbiamo appreso che il Consiglio dei Ministri si è riunito lo scorso 16 ottobre 2023 e ha approvato il disegno di legge di bilancio. Così almeno ha assicurato la Presidente del Consiglio dei Ministri che ha illustrato alla stampa le linee guida del documento, senza peraltro rispondere alle domande dei giornalisti perché impegnata in un appuntamento internazionale", si legge ancora nella lettera di Renzi i parlamentari Iv al presidente Mattarella.  "Noi immaginavamo che il testo fosse stato approvato ma da quello che apprendiamo dalla stampa ci sono ancora delle modifiche in corso, modifiche non formali. Ieri Fratelli d’Italia ha ufficialmente comunicato che la Presidente Meloni ha eliminato una norma (quella sul prelievo nei conti correnti da parte dell’Agenzia delle Entrate) che era presente nel testo approvato. Signor Presidente, non abbiamo bisogno di motivare alla Sua qualificata attenzione che siamo fuori da ogni forma di rispetto istituzionale e persino di legalità". "Il coordinamento formale che tradizionalmente avviene dopo il Consiglio dei Ministri non può spingersi al punto da cambiare, modificare, eliminare norme che il Consiglio dei Ministri ha già approvato. Qui siamo in presenza di tutt’altra fattispecie: la Presidente ha eliminato sua sponte delle norme che il Consiglio ha approvato. È diritto della Presidente del Consiglio proporre qualsivoglia modifica prima che il testo arrivi alla Sua attenzione, signor Presidente, ma questo deve passare da una nuova formale approvazione del Consiglio dei Ministri".  "Signor Presidente, non stiamo ponendo una questione formale. La Presidente Meloni e il Ministro Salvini -si legge ancora nelle lettera dei parlamentari Iv a Mattarella- hanno comunicato che non consentiranno alle proprie formazioni politiche di fare emendamenti e che la manovra deliberata da Palazzo Chigi dovrà pubblicarsi in Gazzetta Ufficiale esattamente come il Governo l’ha scritta. Si tratta di un messaggio grave che intendiamo contestare in Aula in sede di dibattito".  "A prescindere dall’ulteriore svilimento del Parlamento, che non riesce a fare un’articolata doppia lettura ormai da anni, (da quando cioè con il Governo Conte si è affermato un monocameralismo di fatto su cui Ella stessa ha fatto sentire la Sua voce) il punto istituzionale è che abbiamo il diritto di avere un testo che sia approvato dai Ministri in sede formale e non modificato dalla Presidente del Consiglio con un tweet. "Rispettiamo almeno le forme, Signor Presidente, perché altrimenti la crisi della democrazia italiana sarà irrecuperabile. La invitiamo a svolgere le verifiche che Ella riterrà opportune e esercitare il suo alto magistero nel senso di consentire l’invio al Parlamento di un testo formalmente ineccepibile. Ove non vi fosse un nuovo passaggio dal Consiglio dei Ministri a nostro avviso saremmo in presenza di una gravissima violazione costituzionale e parlamentare".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Cambio ora solare 2023, cosa succede al corpo? Ecco gli effetti

    Cambio ora solare 2023, cosa succede al corpo? Ecco gli effetti

    (Adnkronos) – Nella notte tra sabato 28 ottobre e domenica 29 sposteremo indietro le lancette dell'orologio di 60 minuti, riportandoci verso l'ora solare. "Guadagneremo un'ora di luce in più al mattino ma, salutando l'ora legale, il buio arriverà prima. Dunque, potrà essere forse un po' triste pensare alla fine della bella stagione quando realizzeremo che sono solo le 4 del pomeriggio. Tanto più dovendo fare i conti pure con il rischio del 'disturbo affettivo stagionale' o 'Sad' e anche con un 'mini jet-lag'". A fare il punto per l'Adnkronos Salute sull'arrivo dell'ora solare è l'immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud della Fondazione italiana di medicina personalizzata.  Il Sad "sarebbe pronto ad incombere nei mesi invernali con le sue scarse dotazioni di metionina e serotonina, ma – osserva l'esperto – il nostro organismo alla fine saprà trovare le giuste soluzioni per raggiungere nuovi livelli di adattamento. E, d’altro canto, non possiamo fare altro che riprovare per crederci". "Da anni – ricorda Minelli – si parla dell'abolizione dell'ora legale, specie da quando si guarda con motivata attenzione alle politiche di risparmio energetico. Ma se l'introduzione dell'ora legale perdurante per l'intero anno può avere benefici in termini di risparmio energetico, potrebbe non essere così conveniente in termini di salute", avverte lo specialista.  "Fin dagli anni '30 – spiega – si è fatto strada nel lessico medico ordinario il termine 'omeostasi' per indicare l'insieme di processi neuro-endocrini, immunologici o metabolici che l'organismo mette in atto al fine di compiere in maniera corretta le proprie funzioni e così mantenere un buono stato complessivo di salute. Possono intervenire, tuttavia, delle sollecitazioni ambientali in grado di alterare le ordinarie attività fisiologiche, posizionandole su nuovi livelli di adattamento proprio in risposta alle sfide dell'ambiente. Tale condizione che, in antitesi all'omeostasi, qualcuno ha chiamato 'allostasi', può essere gradualmente sostenuta dall'organismo attraverso specifici processi di accomodamento per poi essere funzionalmente adottata. Ma, nel caso in cui le variazioni dovessero eccedere i limiti omeostatici, il loro sovraccarico potrebbe condurre ad importanti conseguenze patofisiologiche: dall'ipertensione arteriosa alle variazioni della permeabilità intestinale, ad un'alterata disponibilità di cortisolo".  "Un classico esempio di stato allostatico – chiarisce l'immunologo – può essere il 'jet-lag', da intendersi come il risultato di una mancata corrispondenza tra i ritmi circadiani di una persona e l'ora del giorno nel nuovo fuso orario. Durante i primi giorni, dopo un volo verso un nuovo fuso orario, i ritmi circadiani sono ancora abituati all'ora del luogo di partenza. Ciò che può influenzare l'umore, la capacità di concentrazione, le prestazioni fisiche e mentali. I sintomi del jet-lag – spiega Minelli – non sono universalmente declinabili in modo omogeneo, potendo variare da persona a persona e potendo essere di volta in volta diversi anche nella stessa persona. Classicamente, coloro che subiscono il jet-lag sperimentano almeno uno dei seguenti disturbi: turbe gastrointestinali; ridotto interesse per il cibo e l'alimentazione; umore deflesso e ansia; stanchezza, mal di testa, incapacità di concentrazione, irritabilità; scarso rendimento nell'esecuzione dei compiti fisici e mentali durante la nuova giornata; e poi sonno scarso con grande difficoltà ad addormentarsi alla solita ora della notte, insonnia lacunare e risveglio precoce". Il fattore esposizione alla luce, prosegue l'esperto, "può incidere sui ritmi circadiani umani. Alcuni studi suggeriscono che, all'arrivo in un luogo con un nuovo fuso orario, il ritmo circadiano, evidentemente influenzato dall'orario vigente nel luogo di destinazione, possa adattarsi più favorevolmente alle nuove situazioni ambientali nel caso in cui si raggiunga la destinazione in momenti serali della giornata, quando vi è buio. Sembra – conclude Minelli – che l'ora solare, con un maggior numero di ore di buio nella serata, sia più affine al nostro orologio biologico, favorendo un riposo qualitativamente più adeguato grazie anche alla naturale produzione di melatonina che viene sintetizzata quando è buio e che, com'è noto, aiuta a dormire. Ed è ovvio che una migliore qualità del sonno assicuri una maggiore concentrazione, sia sul lavoro che nella vita quotidiana".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Scarlattina, epidemia in Gran Bretagna: +70% casi in un mese

    Scarlattina, epidemia in Gran Bretagna: +70% casi in un mese

    (Adnkronos) – Allarme epidemia di scarlattina in Inghilterra: +70% casi in un mese. Ma quali sono i sintomi? "Durante la settimana terminata il 15 ottobre sono stati segnalati circa 225 casi, rispetto ai 133 della settimana terminata il 10 settembre", riporta 'The Sun'. Va detto che durante la stessa settimana di ottobre del 2022 sono state segnalate 528 infezioni. Il Sud-est del paese è più colpito: 38 test positivi in Hampshire e West Sussex; segue Londra, dove sono stati segnalati 36 test positivi, soprattutto nelle città periferiche come Havering e Richmond. Secondo Theresa Lamagni, epidemiologa dell'Ukhsa, "i casi di scarlattina sono attualmente in linea con quanto vedremmo normalmente in questo periodo dell'anno e molto inferiori a quanto osservato lo scorso dicembre".  "La scarlattina è una malattia esantematica contagiosa, causata dallo Streptococco beta emolitico di gruppo A (Sbega), un batterio che produce una tossina detta tossina pirogenica. La tossina pirogenica, passa in circolo causando l'esantema e gli altri sintomi della malattia – riporta il sito dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù – La scarlattina si trasmette per via aerea con le goccioline di saliva (tosse o starnuti) da un bambino malato o portatore (presenza senza sintomi) del germe che è di regola a carico della faringe (faringite streptococcica), molto più raramente della cute". L'incubazione è breve (2-5 giorni). "La comparsa è improvvisa con febbre alta spesso accompagnata da brividi, nausea, vomito e mal di testa. Dopo poche ore, compare l'esantema. L'esantema si manifesta inizialmente nella zona dell'inguine e delle ascelle per diffondersi poi rapidamente al tronco, alle braccia e alle gambe", chiarisce l'ospedale pediatrico. "La cura della scarlattina, essenziale anche per prevenire le possibili complicanze gravi va seguita per 10 giorni e consiste nella somministrazione di amoxicillina per bocca oppure di una singola iniezione di benzatin-penicillina", concludono i pediatri del Bambino Gesù.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Sesso, la prima volta arriva più tardi: l’indagine sull’età

    Sesso, la prima volta arriva più tardi: l’indagine sull’età

    (Adnkronos) – Cresce l'età del primo rapporto sessuale: il 38,7% dei giovani dichiara di averlo avuto tra i 17 e i 18 anni – un aumento rispetto al 2022, quando la fascia preponderante era 15-16 anni – ma c'è anche chi riferisce di aver avuto la sua prima esperienza prima dei 13 anni (11,6%), in crescita del 4,1% rispetto all'anno scorso. Meno di un giovane su due (43,4%) utilizza sempre il preservativo, dato che appare ancora più preoccupante se confrontato con i risultati passati, evidenziando una costante decrescita dal 57% del 2019. La fascia 11-13 anni è quella che preoccupa di più, con un 55,6% che dichiara di non utilizzare nessun metodo contraccettivo.   E' la fotografia scattata dall'Osservatorio 'Giovani e sessualità' di Durex in collaborazione con Skuola.net, giunto nel 2023 alla sua sesta edizione, che rispecchia una realtà sempre più complessa – si legge in una nota –  che rende evidente un approccio dei giovani molto spesso inconsapevole ai temi della sessualità e affettività, basato su conoscenze a volte errate e su informazioni confuse che determinano comportamenti a rischio per se stessi e per gli altri. Cresce però la richiesta di programmi di educazione alla sessualità. Alla ricerca, realizzata con il supporto di EbiCo – una cooperativa sociale Onlus riconosciuta come spin-off accademico dell'Università di Firenze – hanno aderito nel 2023 più di 15mila giovani tra gli 11 e i 24 anni.  Parlando di contraccezione, il 62,5% degli intervistati dichiara di affidarsi al coito interrotto e oltre il 39,3% (+3,6% rispetto al 2022) lo definisce erroneamente come un metodo efficace contro gravidanze indesiderate o infezioni sessualmente trasmesse, con le percentuali più elevate tra i giovanissimi nella fascia 11-13 anni. La consapevolezza in merito all'inefficacia del coito interrotto sembra infatti crescere con l'età, sebbene questo non sia un deterrente al suo utilizzo. La situazione è poi ulteriormente aggravata – prosegue la nota – dallo scarso confronto e dialogo, a scuola e in famiglia. I giovani, infatti, non sembrano sentirsi a loro agio nell'affrontare questa tematica a casa: il 45,3% va su Internet per chiarire i dubbi in ambito affettivo e sessuale e tra questi la maggior parte lo fa per l'imbarazzo di chiedere a qualcuno (31,6%) e perché non sa a chi rivolgersi (12,8%), con il rischio di esporsi a fake news, informazioni sbagliate e fuorvianti.   Solo il 9,3% si rivolge ai genitori – con percentuali in calo negli ultimi 3 anni – il 5,9% al medico, il 12% chiede aiuto agli amici oppure, semplicemente, non chiede a nessuno di chiarire dubbi su questioni sessuali, con la percentuale di questi ultimi che sale notevolmente al 20,3% nella fascia dei più giovani tra gli 11 e i 13 anni. Le motivazioni di questo silenzio e chiusura risiedono nell'imbarazzo e nella vergogna che i giovani affermano di provare nel chiedere o nel parlare con qualcuno di questi temi, oltre che nella mancanza – culturalmente tipica del nostro Paese – in termini di educazione e comunicazione su queste tematiche. A tale proposito, il 93,7% degli intervistati ritiene che l'educazione alla sessualità e all'affettività dovrebbe essere offerta come materia nel curriculum scolastico.  Alla luce di questi dati e dei recenti fatti di cronaca, Durex, leader nel mercato del benessere sessuale – continua la nota – punta a raggiungere 23mila studenti lombardi, sostenendo il programma di educazione affettiva e sessuale 'A luci accese', organizzato dall'associazione Ala Milano Onlus e patrocinato dal Comune di Milano. L'iniziativa ha il duplice obiettivo di porre le basi per rapporti 'sani', fondati su rispetto, consenso e conoscenza di se stessi, e di fornire informazioni chiare e corrette rispetto alla sfera della sessualità, sviluppando nuova consapevolezza relativa alle infezioni sessualmente trasmissibili e alla prevenzione, in particolare nei benefici dell’utilizzo del preservativo.  Ciascuna delle scuole aderenti avrà accesso a laboratori di educazione affettiva e sessuale, conferenze e incontri con esperti, docenti, genitori e personale scolastico, con momenti dedicati al feedback e alla restituzione al termine delle attività e con la somministrazione di un questionario pre e post interventi, al fine di valutare le conoscenze acquisite e il gradimento rispetto alle tematiche trattate. In queste occasioni – conclude la nota – saranno inoltre proposte attività interattive (giochi, quiz, role playing, dibattiti, etc.) e momenti di riflessione e condivisione in piccoli e grandi gruppi, oltre a garantire uno spazio di ascolto non giudicante che faciliti l'emersione di domande e vissuti personali. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Israele, che succede se milizie filoiraniane attaccano forze Usa: il piano di Biden

    Israele, che succede se milizie filoiraniane attaccano forze Usa: il piano di Biden

    (Adnkronos) – Dai raid aerei Usa contro due depositi di milizie filoiraniane nei pressi di Abu Kamal, nell'est della Siria, potrebbe arrivare un primo segnale di un'offensiva contro i gruppi che, dall'inizio del conflitto tra Israele ed Hamas, hanno intensificato gli attacchi contro truppe americane in Siria ed Iraq. Ma, di fronte a crescenti pressioni per una risposta più ampia a questi attacchi, Joe Biden sta soppesando ogni decisione riguardo a rappresaglie nel timore, scrive oggi il Washington Post, che dal conflitto di Gaza si possa propagare una tempesta in tutta la regione.  E' stato il capo del Pentagono, Lloyd Austin, a spiegare che "su ordine del presidente Biden, le forze militari Usa hanno condotto due raid di autodifesa contro installazioni nell'est della Siria usate dalla Guardia rivoluzionaria iraniana e gruppi affiliati". "Questi raid di precisione – ha aggiunto il segretario alla Difesa Usa – sono la risposta ad una serie di continui, ed in gran parte senza successo, attacchi contro i militari americani in Iraq e Siria da parte di gruppi filoiraniani".  Nella sua dichiarazione, Austin ha voluto sottolineare che i raid di giovedì notte, definiti appunto un'azione di autodifesa, sono "separati e distinti dal conflitto in corso tra Israele ed Hamas" e non rappresentano un cambiamento di atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti del conflitto. "Dobbiamo essere chiari, è l'Iran responsabile – ha spiegato ancora una fonte del Pentagono, citata da Politico – quello che abbiamo fatto è un'azione di autodifesa perché le nostre forze in Medio Oriente, dove sono a sostegno di sicurezza e stabilità, sono minacciate dall'Iran e dalle milizie filoiraniane".   Secondo i dati forniti dal Pentagono, sono stati 19 gli attacchi con razzi e droni contro le forze Usa questo mese e in tutto sono 21 i militari che sono rimasti feriti, tutti in modo lieve. In dichiarazioni ufficiali, Biden continua a rinnovare moniti rivolti all'Iran, affermando che se Teheran continuerà "a muoversi contro" le forze Usa in Medio Oriente "risponderemo", com ha detto durante la conferenza stampa con il premier australiano Anthony Albanese, in visita alla Casa Bianca.  Ma fonti dell'amministrazione spiegano la cautela di Biden, sottolineando che se "niente è cambiato nella nostre prerogative" di difesa dei militari dispiegati all'estero, allo stesso tempo "non possiamo essere ciechi di fronte al fatto che ci sono al momento altre forze in gioco", con un chiaro riferimento al conflitto a Gaza ed al quanto mai reale rischio di un suo allargamento. Quindi, concludono le fonti citate dal Post, "dobbiamo tenere conto delle altre cose che avvengono nella regione".  Intanto, gli Stati Uniti continuano a rafforzare la loro postura militare nella regione, inviando sistemi di difesa anti missilistica aggiuntivi nelle loro basi in Medio Oriente. E nei giorni scorsi il Wall Street Journal ha rivelato che Israele avrebbe accettato di rinviare l'invasione di terra di Gaza anche in attesa del posizionamento di questi sistemi di difesa, cosa che dovrebbe avvenire la prossima settimana.  
    A premere su Biden per un'offensiva contro i gruppi filoiraniani sono diversi esponenti repubblicani del Congresso, a cui si è aggiunta anche la voce del generale a riposo Joseph Votel, ex capo del Centcom ampiamente rispettato sia da democratici che da repubblicani, che ha avvisato che senza una risposta uniforme gli attacchi dei gruppi filoiraniani rischiando di diventare "un po' una norma".  "Dobbiamo farlo, credo che siamo ad un punto in cui probabilmente possiamo e dobbiamo farlo ora", ha detto, facendo riferimento all'arrivo nelle regione delle capacità aggiuntive. "Possiamo e dobbiamo rispondere in modo più diretto alle minacce contro le nostre truppe", ha ribadito.  Anche Kenneth "Frank" McKenzie, generale dei marines a riposo che anche è stato alla guida del Centcom, sottolinea come il rafforzamento della presenza militare nella regione – compresi i gruppi d'attacco di due portaerei – deve mandare un chiaro messaggio all'Iran. "La nostra postura nella regione sta diventando ogni giorno più forte, e devono tenerne conto", ha detto."Gli iraniani tendono a spingere fino a quando qualcuno non reagisce, credo che ad un certo punto di vorrà reagire, ma questa non è una decisione militare", conclude, spiegando che il Centocom svilupperà delle diverse opzioni ma poi spetterà a Biden decidere come gli Stati Uniti dovranno rispondere.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Il principe William e la casa infestata: “Fantasmi? Come in tutte le antiche dimore”

    Il principe William e la casa infestata: “Fantasmi? Come in tutte le antiche dimore”

    (Adnkronos) – In qualsiasi favola di reami e castelli che si rispetti, c'è una cosa che non deve mai assolutamente mancare: un fantasma. Ne sanno qualcosa William e Kate, che, ben prima di ereditare il regno britannico, ricevettero da nonna Elisabetta II, in regalo per il loro matrimonio, la meno vasta dimora di campagna di Hanmer Hall. Ebbene, sembra proprio che la maestosa villa georgiana nel Norfolk sia infestata dallo spirito di un prete cattolico.  A sostenere la presenza ad Hanmer Hall del fantasma del prelato, che fece la brutta fine di essere impiccato e successivamente squartato per alto tradimento, è lo storico del paranormale Richard Felix, secondo cui, il poveretto, dopo essere stato giustiziato, sarebbe tornato nella casa dove aveva abitato quando era in vita.  Nell'ultimo episodio del podcast 'A Right Royal', intitolato 'Ghost Story Special', Felix non ha specificato di quale prete cattolico stesse parlando, ma è probabile che si riferisse a Henry Walpole, un gesuita che visse ad Anmer Hall nel XVI secolo. Nell'aprile del 1595 fu giustiziato dopo aver rifiutato di prestare giuramento attestante la totale autorità di Elisabetta I sulla religione. Nel 1970 fu canonizzato come santo e una chiesa vicina a Norfolk è intitolata in suo onore. Lo studioso di fenomeni paranormali ha invece raccontato l'esilarante reazione di William alla notizia che un fantasma si aggirerebbe fra le sale di casa sua. "Nessuna vecchia sala sarebbe completa senza un fantasma, vero?", avrebbe risposto con noncuranza l'erede al trono. Nessuna paura, dunque per il principe di Galles. Ma chissà che notte da brividi passeranno William e Kate se decideranno di trascorrere Halloween con i loro tre figli proprio nella tenuta di Hanmer Hall.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)