Mer. Mag 12th, 2021

D’Alfonso ricorda figura di Silvio Spaventa

“Silvio Spaventa è stato un abruzzese che ha costruito l’Italia. Un uomo venuto da un piccolo paese della provincia di Chieti che ha lavorato per realizzare l’Italia moderna con il suo pensiero e con la sua attività politica e amministrativa”.

CHIETI Lo ha detto il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, intervenendo al convegno “Silvio Spaventa: l’Abruzzo che pensa Italia”, che si è svolto oggi pomeriggio nel teatro Marrucino di Chieti. Al convegno ha partecipato il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan e il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini. Il presidente Luciano D’Alfonso ha ripercorso l’impegno di Silvio Spaventa nelle istituzioni e ricostruito il fondamento ideologico che ha animato l’ex ministro dei lavori pubblici nato nel 1822 a Bomba. “Per la prima volta nella storia repubblicana – ha rivelato il presidente D’Alfonso – abbiamo ospitato un ministro delle finanze e non è un caso che ciò avviene in un momento di riflessione sulla figura di Spaventa. La visione liberale di Spaventa – ha sottolineato il presidente della Giunta regionale – coincide con un nuovo modello di sviluppo che abbiamo inaugurato in Abruzzo: l’investimento sulla ferrovia Pescara-Roma (1 miliardo 500mila euro), le reti di trasporto Ten-t sulla dorsale adriatica e l’ammodernamento della strada Rieti-L’Aquila. Noi lavoreremo affinché L’Abruzzo sia bersaglio di grandi investimenti nazionali. E poi ci sono le Zes concepite dal decreto Mezzogiorno: saranno una occasione di rilancio del territorio”. Il presidente Luciano D’Alfonso ha ricordato anche la figura di Remo Gaspari: “Siamo una piccola regione ma abbiamo avuto grandi uomini che hanno lavorato nelle istituzioni: Remo Gaspari, insieme a Spaventa e Francesco Filomuso Guelfi, è stato un politico straordinario che, nel 1990, ha ‘ripensato’ il procedimento amministrativo”. L’ultima citazione, D’Alfonso la prende in prestito dal presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano: “Dopo Cavour – ha ricordato Napolitano – Silvio Spaventa ha fatto l’Italia”.

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