Aprile 28, 2026

Tony Effe fuori da concerto Roma, da Lazza ad Emma Marrone: “No a censura”

Tony Effe fuori da concerto Roma, da Lazza ad Emma Marrone: “No a censura”

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(Adnkronos) – Dopo la decisione del comune di Roma di chiedere un passo indietro a Tony Effe sulla sua partecipazione al concerto di Capodanno di Roma, tanti gli artisti che esprimono solidarietà al collega. Non solo Mahmood, che si sfila dall'evento in segno di protesta, ma anche Emma Marrone e Lazza. Tra le voci che protestano contro la 'censura', c'è anche chi non si scalda: "Ma chi se ne frega…", il commento di Morgan. "Ho aspettato fino all'ultimo poiché speravo di leggere una notizia diversa rispetto all'esclusione di Tony Effe dal Capodanno di Roma. Ritengo sia una forma di censura – ha scritto Mahmood – per cui decido anche io di non partecipare al Capodanno della Capitale. Sono fermamente convinto che qualsiasi forma d'arte possa essere discussa e criticata, ma non deve esistere censura". "Trovo che sia davvero un brutto gesto escludere Tony Effe dal concerto di Capodanno a Roma – scrive Emma Marrone sui suoi canali social – privando un ragazzo di esibirsi nella sua città. Non è una cattiva persona e non ha fatto male a nessuno ma è altrettanto brutto nei confronti della musica tutta e dell'arte in generale. Una forma di censura 'violenta' che alle soglie del 2025 non si può tollerare e giustificare. Ti abbraccio Tony". Lazza ha espresso la sua opinione nelle Stories sul suo profilo Instagram. "Ogni volta che qualcuno del rap viene infilato in una situazione mainstream – ha scritto – si cerca sempre di additarlo per qualcosa o farlo passare per coglione. Geolier non va bene, è napoletano, canta solo in dialetto. E Geolier ve l'ha messa nel culo e godo. Tony Effe è misogino, è violento e non va bene. E anche Tony Effe ve la metterà nel culo. Smettetela di censurare il lavoro degli altri perché non lo ritenete tale e allora cercate delle scuse per darvi ragione, siete voi che non capite. A Woodstock c'era gente nuda tutta fatta, però nascondiamoci pure dietro il 'eh erano altri tempi'". "Chiunque accetterà di prendere il posto di un collega censurato è pregato di starmi alla larga", ha dichiarato il rapper Kid Yugi. Mentre Giuseppe Povia ha dichiarato all'Adnkronos: "Se mi invitassero? Andrei ovunque, dal palco posso cantare ciò che voglio, fuori dal palco no. Sono un cantautore sociale che canta temi importanti e subisco annullamenti di concerti e allontanamenti dalla Tv da 15 anni per motivi ideologici ad opera di chi parla di uguaglianza e pietà ma poi ti tappa la bocca quindi so bene di cosa si tratta. Per questo avevo presentato la canzone 'Arbitro' a Sanremo, esclusa. Non so i motivi degli ultimi episodi ma la censura è sempre brutta". Morgan, invece, va controcorrente. "Ma chi se ne fotte di Tony Effe? Sia che ci sia, sia che non ci sia, non cambia nulla, non mi sembra un problema grave. Bisogna vedere cosa perdi a cacciare qualcuno. Nel mio caso sono stato cacciato 1000 volte e hanno sempre perso molto", afferma Morgan all'Adnkronos. A supporto di Tony Effe si è schierata anche Noemi, con una storia postata sul proprio profilo Instagram: "Penso che censurare gli artisti non sia la soluzione. L'arte deve restare un luogo di espressione, anche quando fa discutere", ha scritto la cantante. "Questo è il regalo di Natale del Comune di Roma a Tony Effe". Francesco Baccini, intervistato dall'Adnkronos, sintetizza così la sua opinione sul 'caso' Tony Effe. "Un artista è un essere libero per eccellenza, se no non sei un artista, se no sei un cortigiano – argomenta -. Quindi io rivendico la mia libertà di poter scrivere quello che voglio e chiaramente me ne assumo le responsabilità. In questo, probabilmente, il comune ha fatto l'errore di scritturarlo prima di capire se era un artista adatto a quell'evento. Se io faccio un cast di un evento mi informo prima. Probabilmente, hanno chiamato Tony Effe perché in un momento di popolarità e quindi porterà più gente, però non sanno neanche cosa fa. Poi si rendono conto e dicono: abbiamo sbagliato". Ma entrando nel merito del concetto di censura, Baccini fa dei distinguo: "Io sento questi Tony Effe che sparano a zero ma poi contro chi? Contro cosa? Diciamo che di sostanza ce n'è poca. A volte sembra proprio che siano solo modi per far parlare di sé. Ma ormai in Italia vale tutto e il contrario di tutto. Io sono stato censurato ma perché avevo fatto un video con Renato Curcio e una canzone su Andreotti, insomma senza nulla togliere a Tony Effe, il contenuto è differente", sottolinea Baccini. Si dice, inoltre, contrario a ogni tipo di censura: "Io sono per la libertà di espressione di un artista. Anche perché quando cominci a introdurre una censura, poi non lo sai mai qual è il limite". Secondo Baccini anche la cultura woke ha le sue responsabilità: "Se 'Le donne di Modena' dovesse uscire oggi mi romperebbero i coglio.., anche se è una canzone in cui il senso è assolutamente il contrario di un brano sessista, anzi è una canzone che prendeva in giro proprio il maschilismo italiano. Allora, è chiaro che se non leggi l'ironia, corri il rischio di incappare in questa sorta di censura. Ho citato il mio brano ma la storia della musica è piena di testi che potenzialmente potrebbero avere problemi oggi. La libertà del'artista è anche quella di calarsi nella fiction, nella fantasia. Se io mi invento una canzone su un serial killer, o su un mostro, questo non può automaticamente voler dire che io sia un violento. Noi non siamo il telegiornale. È come se vietassero la proiezione dei film di Kubrick perché lui ha scritto Arancia Meccanica", conclude. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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