Dazi, Panetta: “Minaccia per economia globale, a rischio un punto di Pil mondiale”
(Adnkronos) – Le politiche protezionistiche "stanno spingendo l’economia mondiale su una traiettoria pericolosa". "L’inasprimento delle barriere doganali potrebbe sottrarre quasi un punto percentuale alla crescita mondiale nell’arco di un biennio". Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, nel corso delle sue considerazioni finali. Negli Stati Uniti, ha quindi aggiunto, "l’effetto stimato è circa il doppio. I dazi potrebbero comportare una minore domanda di lavoro e un aumento delle pressioni inflazionistiche, in una fase già caratterizzata da aspettative di inflazione in rialzo. Stanno inoltre incidendo negativamente sulla fiducia di famiglie e imprese, con possibili ripercussioni su consumi e investimenti", ha spiegato ancora Panetta. "I dazi oggi in vigore potrebbero ridurre il commercio internazionale di circa il 5%, dando avvio a una riconfigurazione delle filiere produttive globali. Ne deriverebbe – ha indicato – un sistema di scambi meno integrato e meno efficiente. Gli effetti rischiano di travalicare la sfera commerciale, alterando la struttura del sistema monetario internazionale, oggi incentrato sul dollaro, e limitando i movimenti dei capitali. Potrebbero spingersi oltre, frenando la circolazione di persone, idee e conoscenze". "L’indebolimento della cooperazione globale, anche in campo scientifico e tecnologico, finirebbe per ridurre gli incentivi all’innovazione e ostacolare il progresso. A lungo andare – ha proseguito – verrebbero compromessi i presupposti stessi della prosperità condivisa. Ma il rischio più profondo è un altro: che il commercio, da motore di integrazione e dialogo, si trasformi in una fonte di divisione, alimentando l’instabilità politica e mettendo a repentaglio la pace", ha detto ancora il governatore Panetta L'annuncio di dazi da parte dell'amministrazione Trump "sembra essere utilizzato come leva negoziale" con l'obiettivo di "ridefinire i rapporti economici e politici internazionali. Si tratta di una strategia che può comportare effetti difficili da prevedere e gestire". "Rispetto a quindici anni fa, quando le valutazioni delle agenzie di rating sul debito pubblico italiano iniziarono a peggiorare, i fondamentali della nostra economia sono nettamente migliorati" ma "il percorso di risanamento dei conti pubblici è però solo all’inizio. Il debito resta elevato e, nei prossimi anni, la spesa sarà sottoposta a pressioni legate all’invecchiamento della popolazione, alle transizioni verde e digitale, al rafforzamento della capacità di difesa". "Le nuove regole europee – ha spiegato – hanno restituito alla politica di bilancio un orizzonte di medio periodo, contribuendo ad ancorare le aspettative degli investitori. Il Piano strutturale di bilancio di medio termine, pubblicato lo scorso autunno, delinea un percorso del debito coerente con questo nuovo impianto. Il Documento di finanza pubblica 2025, approvato in aprile, ha confermato che si procede lungo quella traiettoria. È fondamentale assicurare la continuità di questo cammino anche in caso di indebolimento del quadro macroeconomico. I progressi compiuti negli ultimi anni – ha continuato Panetta – devono spingerci a mantenere una politica di bilancio prudente e a intensificare l’azione di riforma necessaria a sostenere la crescita. Sviluppo economico e sostenibilità dei conti pubblici sono interdipendenti. La fiducia nella solidità della finanza pubblica favorisce gli investimenti; una crescita più elevata, a sua volta, rende meno gravoso il consolidamento di bilancio". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
