Ven. Mag 7th, 2021

Il caso di Palazzo Sirena a Francavilla al Mare

Anche l’arch. Portoghesi aderisce all’appello di Italia Nostra contro l’abbattimento del palazzo

FRANCAVILLA AL MARE (CHIETI) Anche l’architetto Paolo Portoghesi, dopo l’interesse mostrato dalla Direzione generale Arte e Architettura Contemporanee del MIBACT, ha aderito all’appello di Italia Nostra Chieti-Pescara per la salvaguardia di Palazzo Sirena a Francavilla al Mare. L’architetto Portoghesi, professore emerito alla Sapienza di Roma e curatore della Biennale di Venezia, ben conosce Francavilla, dove nel anni ’90 si è occupato dalle riqualificazione urbana della città chiamo dell’amministrazione dell’epoca. 

Ricordiamo che Palazzo Sirena è l’emblema della vocazione turistico-balneare di Francavilla al Mare. Fu inaugurato nel 1888 con una grande festa da ballo; ne scrisse la cronaca per “La Tribuna” di Roma Gabriele D’Annunzio. Il primo edificio della Sirena, progettato da Antonino Liberi, in stile floreale liberty, fu raso al suolo dalle mine dei tedeschi nel 1943. Ricostruito nel dopoguerra su disegno di Vittorio Ricci, è stato ampliato alla fine del Novecento su progetto di Mosè Ricci. L’ampliamento, nella parte che guarda il mare, ha portato alla costruzione di un grande Auditorium a conchiglia per circa seicento posti a sedere, destinato a spettacoli, concerti, manifestazioni culturali. Altre sale minori sono pure disponibili per varie attività sociali e ricreative, oltre che per mostre d’arte collettive e personali. Il Palazzo così risponde alla vocazione artistica che da sempre ha connotato il turismo di Francavilla. Di particolare interesse la facciata del Palazzo che fronteggia il mare: nella muratura semicircolare di mattoni a vista si apre la Porta del Mare, sormontata dall’originale scultura in ferro battuto di Mitoraj, che rappresenta la mitica sorgente dei venti. Nel retro del Palazzo Sirena un ampio pontile ideale per le passeggiate si protende verso il largo.

Il caso di Palazzo Sirena, tra la demolizione ed il recupero, non è ancora ben chiaro e definito, ma personalità note, da Massimiliano Fuksas a Vittorio Sgarbi, si sono aggiunte all’elenco delle persone che vorrebbero il recupero dello stabile.  

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