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Cinghiali, danni all’agricoltura per oltre 3 milioni

Agosto 4, 2017

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Federici di Coldiretti Abruzzo: “Le persone, le aree rurali, i raccolti sono a rischio”

PESCARA Coldiretti Abruzzo chiede un svolta sulla questione dei cinghiali e dei danni da fauna selvatica, la situazione rischia di diventare pericolosa sia per la persona che per le aziende. Nell’incontro che si è tenuto nella sede dell’Assessorato dell’Agricoltura a via Catullo, Coldiretti Abruzzo ha chiesto di “andare oltre la gestione ordinaria di una problematica diventata straordinaria”, i danni stimati ammontano a circa 3 milioni di euro. Oltre ai danni nel settore agricolo, vanno aggiunti i danni alle persone, ad esempio per le incursioni di animali selvatici sui bordi delle strade provocando troppo spesso incidenti stradali. Giulio Federici, direttore di Coldiretti Abruzzo ha detto: “Una situazione insostenibile che sta provocando peraltro l’abbandono delle aree interne da parte della popolazione, con problemi sociali, economici e ambientali. Se fino a qualche anno fa era difficile trovare perfino una foto di cinghiale, oggi, a dimostrazione della gravità del fenomeno, circolano da ogni parte foto e filmati di branchi composti da decine di esemplari anche di oltre 150 chili di peso. Le persone, le aree rurali, i raccolti sono a rischio. Non si può più pensare di risolvere questa emergenza con palliativi o provvedimenti tampone. Perfino la filiera della carne, che fino a qualche tempi fa poteva considerarsi pregiata, ora sarebbe equiparabile ad una produzione in batteria”. “Non è una questione di risarcimenti ma un fatto di sicurezza delle persone e della vita nelle campagne in quanto si stima che negli ultimi dieci anni il numero dei cinghiali in Abruzzo è quasi decuplicato”. Conclude “Chiediamo al costituzione di un tavolo di emergenza gestito dalle prefetture che potranno fare da cabina di regia coinvolgendo tutte le autorità preposta alla gestione e al controllo del territorio. È necessario il coinvolgimento di tutti, affinché nessuno si senta escluso dalla gestione di un problema di natura sociale, non solo agricola”.