Aprile 29, 2026

Discarica Atri, Astolfi “Nessun ampliamento, il Prg non lo prevede”

Discarica Atri, Astolfi "Nessun ampliamento, il Prg non lo prevede"

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Il sindaco Astolfi  interviene sulla questione legata al ricorso al Tar che il Commissario del Consorzio Rifiuti Piomba-Fino, Laura D’Alessandro, ha disposto per impugnare l’attuale Piano Regionale dei Rifiuti.

ATRI “Non permetteremo mai l’ampiamento della discarica di Atri e i fatti lo dimostrano. Nel nostro Piano Regolatore non è previsto un nuovo insediamento per la discarica e abbiamo tolto dal vecchio PRG, approvato dalle amministrazioni comunali di centro-sinistra che ci hanno preceduto, circa 30 ettari”. Con queste parole il sindaco di Atri, Gabriele Astolfi, parlando a nome di tutta la sua amministrazione, interviene nel merito della questione legata al ricorso al TAR che il Commissario del Consorzio Rifiuti Piomba-Fino, Laura D’Alessandro, ha disposto per impugnare l’attuale Piano Regionale dei Rifiuti. Un Piano che ha cancellato in extremis l’ampliamento della discarica Santa Lucia di Atri comportando, a detta del commissario, un ingente danno economico.

“Nel nostro PRG, approvato definitivamente nel 2015 – aggiunge l’assessore e vice sindaco Piergiorgio Ferretti, candidato per il centro destra alle prossime comunali – ad Atri non esistono più aree destinate a discariche. Abbiamo evitato un ingente danno al patrimonio naturale e turistico oltre che un rischio per la salute dei cittadini e ci opporremo sempre con forza verso tutte le azioni contrarie a questo nostro indirizzo. Chi voleva fare di Atri la discarica d’Abruzzo – come si evince dal PRG che noi abbiamo modificato – è il gruppo di centro sinistra e che ora pare si stia ricompattando per amministrare Atri assieme, stando a quanto si apprende dai giornali, a Umberto Italiani, fratello dell’ex commissario del Consorzio Rifiuti Piomba-Fino che alcuni mesi fa ha chiesto l’ampliamento della discarica di Atri. Il vero danno economico è rintracciabile nell’obsoleto modo di gestire il settore rifiuti e nella mancata tutela ambientale”.

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