(Adnkronos) – Interrogatorio oggi per Alessia Pifferi, la donna accusata di omicidio volontario pluriaggravato per aver lasciato morire di stenti nella sua culla la figlia Diana di soli 18 mesi. In uno dei passaggi, la 37enne ha spiegato che accudiva la bimba "come una mamma accudisce un figlio: le davo da mangiare, la cambiavo, se stava male contattavo l’ospedale, la crescevo, le davo da mangiare e bere per sopravvivere”. Nella sua testimonianza racconta la nascita della piccola, nel bagno dell’abitazione dell’allora compagno conosciuto su un sito di incontri. “Diana nasce all’improvviso il 29 gennaio 2021, non sapevo di essere incinta, è nata prematura. È stata in incubatrice per un mese e mezzo all’ospedale di Bergamo, non è stato facile essere ragazza madre, ma non ho avuto problemi ad accettarla” racconta con un tono monocorde. “Anche a mia madre ho raccontato di essere incinta e che non sapevo chi fosse il padre, ancora oggi non so chi sia” dice la 37enne che ricostruisce i primi mesi vissuti con la figlia e il su e giù dalla provincia di Bergamo – dove vive l’ex compagno per il quale “la bambina era un intralcio, diceva che le voleva bene ma non era vero” – all’abitazione di via Carlo Parea a Milano dove Diana muore il 20 luglio del 2022. Prorio sull'episodio che ha portato alla morte della bimba, Alessia spiega di aver pensato che "il latte nel biberon che le avevo lasciato bastasse”. Ma quello non era il primo abbandono. Altre si era verificato, sempre nei fine settimana, che lasciasse sola la figlia per trascorrere del tempo con il compagno. “L’ho lasciata sola pochissime volte, non ricordo quante. Ero preoccupata di lasciarla sola così le lasciavo due biberon di latte, due bottigliette d’acqua” racconta. “Avevo paura di molte cose, anche se riuscisse a bere l’acqua, ma la lasciavo da sola perché pensavo che il latte bastasse” afferma. “Quando sono rientrata quel 20 luglio del 2022 ho trovato mia figlia nel lettino, sono andata subito da mia figlia, non ricordo se la porta era aperta o chiusa. L’ho accarezzata, ma non si muoveva: ho capito che c’era qualcosa che non andava, non era in piedi come le altre volte”, aggiunge poi, ricordando che la bambina "non era fredda la bambina". "Ho tentato di rianimarla, l’ho presa in braccia e le ho faccio il massaggio cardiaco, in bagno ho provato a bagnarle le manine, i piedini e la testa per vedere se si riprendeva” aggiunge la donna, senza emozionarsi nel ricordare quei momenti, nell’aula del Palazzo di giustizia di Milano. La 37enne racconta la corsa verso una vicina di casa per chiedere aiuto e la bugia “le disse che avevo lasciato Diana a una babysitter perché ero sotto choc. Tremai, sudai, mi misi a piangere, chiama il 118”, poi la richiesta al compagno – con cui aveva trascorso i giorni in cui la piccola è rimasta sola – di raggiungerla ma “lui non venne. Piangevo, tremavo, ero sotto choc, capii che non c’era più nulla da fare quando vidi i medici” conclude. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Autore: TGAbruzzo24.com
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R&S Ponteggi, Napoli: “Noleggio piattaforme per lavori in quota, sicurezza e performance operative in cantiere”
(Adnkronos) – Lavori in quota, i mezzi che consentono di svolgere interventi strutturali in altezza in modo efficiente, rapido e sicuro
Napoli 19/09/2023. Sempre più aziende ricorrono alla formula del noleggio di piattaforme aeree per svolgere i lavori in quota; ne esistono svariati modelli, studiati appositamente a seconda delle diverse tipologie di cantiere e dell’altezza che occorre raggiungere. Sicurezza ed estrema versatilità degli impieghi fanno di questa categoria di macchine tra le più gettonate sul mercato. “I lavori in quota richiedono strumentazioni innanzitutto affidabili e dalle grandi prestazioni”, spiega Umberto Raiano, titolare della R&S Ponteggi di Napoli. “Proprio per questo la nostra azienda propone una vasta gamma di strumenti e macchine d’avanguardia quali: ponteggi mobili, coperture, scale, reti e parapetti anti-caduta temporanei, torri carico/scarico e ascensori, implementando l’offerta con il noleggio di piattaforme aeree. Nello specifico le piattaforme aeree sono macchine impiegate per lavori in quota che consentono agli operai di svolgere compiti temporanei in altezza in modo efficiente, rapido e sicuro. Utilizziamo tecnologie all’avanguardia ed innovative avvalendoci del supporto di uno staff con una lunga esperienza e grande competenza in modo da garantire i più elevati standard di qualità e sicurezza del settore dei ponteggi edili”. R&S Ponteggi, con sede operativa nel comune di Cercola (NA), vanta un’esperienza pluriennale nell’installazione e noleggio di ponteggi edili e navali. Negli anni è arrivata a rappresentare una garanzia di qualità per lavori a regola d’arte e attenzione alla sicurezza. L’azienda si sviluppa su circa mq 1700 suddivisi in area deposito, area officina, parcheggi, magazzini ed uffici, garantendo alla committenza professionalità negli interventi, operatori qualificati e progettisti professionisti, per un’offerta all inclusive. “Le piattaforme aeree sono mezzi che operano nei cantieri quali elementi autonomi, specificatamente progettate per ottimizzare la produttività, consentendo ai lavoratori di posizionare con precisione il telaio e la cesta esattamente dove occorre intervenire”, prosegue Raiano. “L’estrema flessibilità del posizionamento risulta particolarmente vantaggiosa in spazi pubblici o commerciali, in questo modo il cantiere è limitato esclusivamente all'area di ingombro della piattaforma mobile elevabile. L’azionamento ed il controllo avviene direttamente sulla piattaforma di lavoro oppure da terra, tramite gli appositi comandi. Le piattaforme aeree offrono una serie di vantaggi quali: migliorare la sicurezza sul cantiere, l'accessibilità al sito di lavoro e l’efficienza degli interventi strutturali”.
Contatti:
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Migranti, Piantedosi: “Blocco navale? Può realizzarsi se si completa missione Sophia”
(Adnkronos) – Il blocco navale ''potrebbe rientrare'' nel programma della premier Giorgia Meloni ''se si completasse quello che era previsto dalla missione Sophia''. Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi a Ping Pong su Radio1. ''Se finalmente questa missione, che si fermò nella sua realizzazione ed ebbe solo l'esito di fare da pull factor e che prevedeva in accordo con i paesi di destinazione, nella fattispecie potrebbe essere la Tunisia, la realizzazione di dispositivi congiunti di controllo in mare e restituzione delle persone che partono'', si completasse ci sarebbe ''la piena realizzazione del blocco navale''. I duecento barchini partiti dall'area di Sfax ''ci pongono l'interrogativo sulla capacità e talvolta anche sulla volontà piena della Tunisia di collaborare come peraltro stanno facendo – ha aggiunto – Dall'inizio dell'anno hanno fermato decine di migliaia di persone prima che queste partissero oppure le hanno recuperate in mare''. Le dichiarazioni di Salvini su una presunta regia dietro la raffica di sbarchi? ''Io non ho prove di questo, se l'ha detto il ministro Salvini avrà le sue ragioni, è una supposizione che lui fa che avrà qualche fondamento ma da ministro dell'Interno per dirlo devo avere delle prove'', ha chiarito. Molte delle norme dei decreti sicurezza ''sono ancora in vigore'' ma da allora il fenomeno della migrazione ''è cambiato, è evoluto. Gli interventi normativi di ripristino di certi meccanismi in parte sono già avvenuti ma non basta fare una legge, ci vuole qualcosa di più e l'azione dell'Europa a sostegno dell'Italia è fondamentale'', ha sottolineato. Quanto alla norma sui Cpr, ''è contenuta all'interno di una cornice europea – ha spiegato – che prevede la possibilità del trattenimento fino a 18 mesi delle persone che vengono destinate all'espulsione, quindi nulla di particolarmente complicato dal punto di vista del rispetto delle persone. Poi certo è evidente che la norma da sola non potrà bastare ma sarà accompagnata da un piano''. E sulla realizzazione di nuovi Cpr, Piantedosi ha aggiunto: ''Sono contento di poter condividere questo obiettivo che avevo lanciato già da qualche mese con il ministro Crosetto. Avere la disponibilità del genio militare per la rapida realizzazione delle strutture che stiamo immaginando sul territorio nazionale, per rafforzare la capacità dello Stato per finalmente avere risultati maggiori dal punto di vista delle espulsioni, come ci chiede anche l'Europa'', è importante. ''Siamo molto presenti a Lampedusa e consapevoli delle difficoltà che vivono i lampedusani perché l'isola è un primo approdo di questo grandissimo flusso che dura ormai da decenni – ha detto Piantedosi – La visita della premier Meloni e della von der Leyen voleva dire ai lampedusani che non sono soli e possono contare sull'impegno diretto del governo italiano e del governo europeo''. Poi, rispondendo sulle dichiarazioni che il ministro dell'Interno francese Gerald Darmanin ha fatto su Lampedusa prima dell'incontro al Viminale, Piantedosi ha osservato: ''Questa apparente contraddizione in realtà io la ascrivo al fatto che poi in ogni angolo d'Europa, in vista delle elezioni europee, si parla in parte all'elettorato e in parte poi si prende consapevolezza della concretezza del problema. Io ieri ho potuto constatare che con toni e atteggiamenti che non avevo mai registrato in passato il collega Darmanin mi è parso sinceramente e concretamente proiettato sulla consapevolezza che l'Italia va aiutata''. Il ministro ha fatto il punto sui salvataggi: ''Come salvataggi in mare fatti dalle nostre strutture, Guardia di Finanza e Guardia Costiera, su 129mila persone arrivate, 83mila sono state recuperate. Le ong hanno recuperato circa 5-6mila persone''. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Ricerca, in Italia 1 persona su 2 è vittima di discriminazione
(Adnkronos) –
La discriminazione è un fenomeno ancora troppo frequente in Italia tanto che 1 italiano su 2 ne è stato vittima. Il 77% ha assistito ad almeno un atto discriminatorio e il 50% non ha reagito. Oltre il 70% degli intervistati dichiara che il maggior numero di discriminazioni avvengono a scuola, a seguire troviamo i social media (oltre il 50%). La percentuale di discriminazioni all’interno di un gruppo di amici cresce nei ragazzi 13-16 anni, raggiungendo il 25% dei casi. Nella fascia di età tra i 16 e i 19 anni la discriminazione passa dalla forma verbale a quella fisica. È quanto emerge da una ricerca commissionata da Ace, marchio di Fater per detergenti per la casa e i tessuti. A fronte dei risultati dell’indagine il brand ha deciso di scendere in campo con due azioni concrete: 'Formula Anti-odio', un progetto su scala nazionale con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tante forme di odio che colpiscono le persone anche attraverso le scritte offensive; 'Scendiamo in piazza', una iniziativa che ha visto coinvolte le scuole di 4 città italiane con l’obiettivo di riqualificare i luoghi scelti dagli studenti per restituirli alla città ripuliti, rigenerati e predisposti all’aggregazione sociale. L’indagine sottolinea che a fronte di un episodio di discriminazione oltre la metà degli intervistati non sono stati in grado di reagire, circa il 30% degli stessi dichiara di non averlo fatto per un senso di impotenza. Rabbia (60%) disgusto (50%) e tristezza (33%) le emozioni provate dalla maggioranza degli intervistati. Il 14% ha dichiarato di aver provato indifferenza. “Siamo partiti dal nostro Purpose, dallo scopo che ci siamo dati come brand Ace che è quello di dare un contributo positivo nelle comunità in cui operiamo, partendo da quello che facciamo meglio che è pulire. Noi lo chiamiamo 'il pulito che unisce'. Perché come dimostra la nostra ricerca, c’è molto da fare per prenderci cura della nostra casa comune, il nostro Paese, facendo pulizia delle tante discriminazioni che ancora ci affliggono. Voglio ringraziare i nostri partner, Retake, Diversity Lab e Dlv Bbdo che ci hanno guidato nel costruire un’iniziativa che spero chiami ognuno di noi a fare qualcosa di concreto per rimuovere lo sporco più ostinato che è quell’odio e quella paura per il diverso che vogliamo far scomparire dai muri e dalle piazze delle nostre città”, ha commentato Antonio Fazzari, General Manager di Fater.
Nasce così 'Ace Formula Anti-Odio', la campagna di comunicazione sociale che racconta episodi reali di discriminazione vissuti da 4 ragazzi in tema di omofobia, body shaming e grassofobia, razzismo e antisemitismo, realizzata con la consulenza di Diversity Lab, organizzazione impegnata a promuovere la cultura dell’inclusione e il valore della diversità, nei media, nelle aziende e nella società civile. “Il trend nazionale in tema di discriminazioni in Italia è tristemente noto, come emerge dalle recenti cronache e come confermato anche da questa ricerca. Per invertire questo trend c’è bisogno di un cambiamento culturale profondo e sistemico, che parta dalle scuole, dalle famiglie, dalle istituzioni, ma anche dalle organizzazioni. Per questo siamo orgogliosǝ di aver dato il nostro apporto a questa campagna di sensibilizzazione, mettendo al servizio di questo progetto l’esperienza e l’impegno che da dieci anni mettiamo nel promuovere una società più rispettosa e valorizzante delle persone – dichiara Gabriella Crafa, vicepresidente di Diversity Lab e Fondazione Diversity – Abbiamo lavorato a stretto contatto con tutto il team di Ace-Fater Group sul linguaggio e sulla rappresentazione delle storie e delle persone in tutti i contenuti della campagna, coinvolgendo attivistƏ delle categorie sottorappresentate, in un intenso lavoro di confronto e dialogo sui temi della De&I, nell’obiettivo comune di portare al pubblico un racconto corretto, valoriale e autentico”. Per rendere concreto questo suo impegno a fianco dei cittadini, Ace ha avviato nel 2022 il progetto 'Scendiamo in piazza'. Un progetto itinerante di riqualificazione urbana promosso insieme all’associazione di volontariato Retake e realizzato in collaborazione con l’agenzia educativa La Fabbrica. L’edizione 2023 ha previsto il coinvolgimento degli studenti delle scuole italiane primarie e secondarie di 1° grado di Roma, Milano Pescara e Palermo in un progetto di sviluppo delle proprie competenze di cittadinanza attiva nella cura del proprio territorio. Gli studenti sono stati ingaggiati nella scelta di un luogo pubblico di aggregazione e nell’ideazione di una proposta concreta e fattibile per migliorarlo. Le 4 idee migliori, una per ogni città, saranno realizzate nel corso di eventi pubblici di partecipazione attiva, durante i quali saranno rimossi gli insulti inneggianti forme di odio e organizzati dei laboratori sul linguaggio inclusivo tenuti da Diversity Lab, restituendo a tutta la cittadinanza il nuovo spazio di socialità e condivisione. Il tour partirà il 23 settembre da Roma, passando il 7 ottobre da Milano, il 20 ottobre a Pescara e si chiuderà l’11 novembre 2023 con la tappa di Palermo. A supporto del progetto Ace ha sviluppato uno speciale prodotto rimuovi-graffiti e insulti, non in vendita, che verrà utilizzato dagli esperti di Retake durante gli eventi per la rimozione delle scritte che inneggiano all’odio. “Con 'Scendiamo in Piazza' abbiamo voluto dare spazio ai più giovani – afferma Francesca Elisa Leonelli, presidente di Retake – Costruire e trasformare con loro, spazi quotidiani in luoghi più fruibili, di gioco, più sicuri e costruttivi. Saranno proprio i ragazzi i protagonisti del cambiamento, che in prima persona potranno dare forma alle loro idee e fare esperienza di quanto possano realizzare con gesti semplici e in compagnia. Vedere la città dal loro punto di vista ha sempre molto da insegnare a tutti, dentro e fuori la scuola, e con il progetto non vediamo l'ora di vederlo in concreto”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

Internet, cosa cambia con regole più stringenti per over the top
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Over the top. Il clima mondiale sembra stia iniziando a cambiare per le Over The Top (le “sopra a tutto” le aziende – quasi tutte americane – che hanno in questi anni fissato gli standard e gestiscono le piattaforme su cui si articola la Rete). Dopo anni di Internet “libero e selvaggio” in cui hanno fatto il bello ed il cattivo tempo, sia in Europa che in America le Istituzioni tentano di attivare strumenti per meglio controllare (o quantomeno incidere su) lo sviluppo della Rete. Pochi giorni fa la Commissione UE ha annunciato che sei piattaforme – 5 americane: Alphabet (Google), Amazon, Apple, Meta (Facebook) e Microsoft e una cinese ByteDance (Tik Tok) – dovranno applicare regole più stringenti per garantire il libero mercato nell’ambito del Digital Market Act. Le aziende hanno ora sei mesi per adeguarsi alla nuova normativa che, tra l’altro, prevede il superamento della prassi per cui i produttori dei sistemi operativi governano totalmente le gestioni delle app sui dispositivi attraverso i loro store. Nel caso in cui le società indicate non dovessero rispettare le regole UE, la Commissione potrà imporre loro multe sino al 10% del loro “giro d’affari” annuo. Più o meno negli stessi giorni ha preso il via a Washington il procedimento del Governo USA contro Google accusato di aver violato le norme Antitrust. Il Dipartimento di Giustizia accusa essenzialmente Big G di aver pagato circa 45 miliardi di dollari l’anno ai produttori (Apple; Samsung; Lg; Motorola e altri) per far si che il suo motore di ricerca risultasse predefinito nei cellulari e nei browser web. Google non nega tali fatti ma ritiene che gli accordi stipulati fossero “concorrenza legittima e non esclusione illecita”. Il processo dovrebbe durare non meno di dieci settimane e il giudice federale monocratico designato (Amit Mehta) difficilmente si pronuncerà prima del prossimo anno. Se soccombente, il rischio che Google venga smembrato (come nei casi AT e T e Microsoft del recente passato) è piuttosto elevato. Oggi Big G controlla oltre il 90% del mercato dei nostri motori di ricerca solo negli USA e totalizza ricavi per circa 283 miliardi di dollari annui.
Pietre che rotolano. Uscirà in tutto il mondo il prossimo 20 ottobre il nuovo album dei Rolling Stones “Hackney Diamonds” il primo dopo la morte dello storico batterista Charlie Watts). E’ già in rete il primo brano dell’Album “Angry” con un video in cui gli Stones cantano con le loro facce di cinquanta anni fa facendo ballare sul cofano di un’auto in movimento una bionda mozzafiato (Sydney Sweeney giovane star di Hollywood). Che dire? Per quello che si è potuto sentire, il sound degli Stones è sempre lo stesso fascinoso e coinvolgente e la voce di Jagger sembra addirittura essere quella di “Satisfaction”; davvero non si sa se ammirarli questi 80enni così vivi e sfrontati o averne, sinceramente un po' pena.
Rothschild. Lo scorso 13 settembre, la famiglia di David de Rothshild (ramo francese della storica dinastia) ha superato la soglia del 95,65% del capitale della sua banca d’investimento a seguito dell’OPA aperta sull’istituto. La famiglia deterrà in proprio oltre il 50% del capitale, gli alleati (le famiglie storiche del capitalismo francese i Dassault, i Peugeot; i Wertheimer – proprietari di Chanel – e l’italiano Giammaria Giuliani dell’omonimo gruppo farmaceutico) il 35%; un restante 10% è in mano ai 120 soci amministratori della casa anch’essi schierati con la famiglia. Ora come prevede la legge (per un possesso unitario di oltre il 90%) ci sarà il delisting obbligatorio e l’uscita dalla Borsa dopo ben due secoli. Il nome Rothschild peraltro ricorre in questi giorni in Rete per ben altri temi e motivi. E’ infatti appena uscito negli USA e in GB un libro dal titolo peculiare “Jewish Space Lasers: The Rothschilds and 200 Years of Conspiracy Theories” del giornalista Mike Rothschild (solo un omonimo, niente a che fare con la famiglia). Vi si raccontano le vicende dell’antisemitismo militante e come da questo siano nate alcune delle più diffuse “teorie della cospirazione”. Tra queste alcune risalenti molto lontano nel tempo che individuavano la famiglia Rothschid come una sorta di burattinaio occulto dietro a tanti eventi storici e tutto al fine di arricchirsi sempre più. In proposito al di là della ridicolaggine di tante teorie complottiste, basterebbe citare un fatto – sotto gli occhi di tutti – gli attuali padroni di Internet: Elon Musk, Mark Zuckerbeg, Jeff Bezos, Bill Gates in, più o meno, dieci anni hanno accumulato ricchezze che raddoppiano o triplicano quelle raccolte da tutti i Rothschild in tre secoli. Chi sono i burattinai?? (Di Mauro Masi) —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

Xbox, fuga di notizie rivela la prossima generazione basata su cloud e IA
(Adnkronos) – Diversi documenti sensibili che dettagliano i futuri piani di Xbox sono stati diffusi durante la causa legale FTC contro Microsoft, e tra questi spiccano alcune slide che svelano i progetti per la prossima generazione di console Xbox, prevista per il 2028 e basata sulla tecnologia "cloud ibrida" e un maggior impiego di intelligenza artificiale e apprendimento automatico. La visione delineata nella documentazione mira a "sviluppare una piattaforma di gioco ibrida di prossima generazione in grado di sfruttare la potenza combinata del dispositivo e del cloud per offrire un'esperienza più immersiva e nuove tipologie di esperienze videoludiche". Una tabella contenente le decisioni strategiche chiave indica che Microsoft sta valutando l'adozione di una CPU ARM64, simile a quella utilizzata da Nintendo Switch. Inoltre, tra i punti elencati sotto "innovazione grafica" emergono obiettivi come l'implementazione del ray tracing DirectX per le console di prossima generazione di Microsoft, nonché il potenziamento grafico tramite l'apprendimento automatico. In generale, Microsoft sembra porre una notevole enfasi sull'impiego di intelligenza artificiale e apprendimento automatico per la sua prossima generazione di console, sottolineandone l'utilizzo per "l'ottimizzazione e l'accelerazione delle performance di gioco, delle operazioni e dello sviluppo, a vantaggio dei giocatori e degli sviluppatori." In un elenco di funzionalità che potrebbero essere "supportate da AI e ML," Microsoft enumera diverse aree d'impiego, dal matchmaking tra giocatori alla scoperta di nuovi giocatori, dalla valutazione dei giochi basata su AI all'ottimizzazione delle strategie di monetizzazione. Inoltre, tra le "innovazioni chiave" previste con la prossima generazione, vi è una "piattaforma di gioco e app immersiva" che consentirà a chiunque di sviluppare i propri giochi, probabilmente in modo simile alla piattaforma di sviluppo di Roblox. Questa direzione sembra in linea con quanto recentemente dichiarato da Sarah Bond, dirigente di Xbox, riguardo al potenziale dell'IA per consentire ai giocatori di diventare anche sviluppatori di giochi all'interno dell'ecosistema Xbox. Le informazioni trapelate includono anche dettagli sul prossimo aggiornamento di metà generazione di Microsoft, previsto per il prossimo anno, che includerà una versione senza lettore ottico della Xbox Series X, con capacità di archiviazione incrementata a 2TB, un nuovo design a cilindro, un nuovo controller con giroscopio, il tutto allo stesso prezzo attuale di 499 dollari/euro. —tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Mirabilandia scalda i motori, dal 7 ottobre zucche e horror zone
(Adnkronos) – Sabato 7 ottobre tornano i mostri, le streghe, le atmosfere horror ma anche la magia e le zucche stregate del famoso Halloween di Mirabilandia, con un’ampia offerta adatta a tutta la famiglia. Per i visitatori più temerari, la novità 2023 da non perdere è Suburbia, l’horror zone più grande d’Italia in un parco divertimenti, con circa 30.000 mq di puro terrore. Chi varca l’ingresso di Suburbia si troverà di fronte alla spaventosa e decadente periferia di una città che è sotto il giogo di crudeli vampiri. Vagando tra case in rovina e derelitti accampamenti, si dovrà sfuggire agli agguati delle agghiaccianti creature che popolano il cimitero e il manicomio. Ma queste sono solo alcune delle aree in cui i visitatori potranno fare gli incontri più terribili… Questa horror zone – consigliata ad un pubblico dai 12 anni in su – sarà attiva al calar delle tenebre nei giorni 7-14-21-28-29-31 ottobre e 1° novembre. Emozioni forti anche nel nuovo terrificante tunnel rivolto ai più coraggiosi, Apartment#162, in cui si potranno visitare a proprio rischio e pericolo quattro stanze in cui sono stati compiuti i delitti più cruenti, con scene del crimine e “attrezzi del mestiere”. Mostruose creature anche lungo il percorso di Acid Rain; il pianto sarà il protagonista del tunnel Llorona; scherzi sadici e imprevisti diabolici in Psycho Circus. Aperta anche la horror house The Walking Dead (ingresso con biglietto aggiuntivo) con ambientazioni tratte dall’omonima serie: l’ospedale, la chiesa, la miniera, il santuario, la discarica e la meta finale, Terminus. Magia e speciali animazioni anche per i più piccoli: il Ponte dei Ricordi con i colori dei fiori, arcobaleni e passaggi incantati; magiche creature nel LaBRIVInto Stregato, lungo un percorso in cui non sarà facile ritrovare la strada da seguire. Novità della nuova stagione di Halloween è La Camera delle Meraviglie, il tunnel per bambini dove, dal 14 ottobre, si potranno scoprire gli incredibili tesori e i misteriosi segreti occultati da oltre cento anni dai più intrepidi esploratori. Non mancheranno gli spettacoli: per cantare e ballare con i personaggi più amati di Nickelodeon, in programma lo show Let’s Party e il simpatico Meet & Greet con i Paw Patrol. Al Pepsi Theatre andrà in scena Delirium, il musical ambientato in un cimitero la notte di Halloween. Sul palco di Piazza della Fama torna la storia di Frankestein, una delle figure più paurose di sempre, mentre lo show Streghe con i riti e le danze per i demoni del fuoco allieterà il pubblico in piazza Ducati. Nella Far West Valley l’appuntamento è con il nuovissimo El Día De Los Muertos, tra celebrazioni messicane con costumi colorati, canzoni e allegri trucchi. Per diventare un vero mago lo spettacolo da seguire è l’Apprendista Stregone nell’area di Dinoland. Altri show-novità saranno Demons, hai il coraggio?, che racconta la storia di una sacerdotessa pronta a passare da vittima a carnefice per soddisfare la fame dei demoni e lo Spirito del Fuoco, nella Città Maya, dove verranno invocati i demoni in un rituale tra le fiamme. Consigliato ad un pubblico più adulto è lo spettacolo al Pepsi Theatre Jackie, don’t call me clown, con il ritorno del circo in città dopo la morte di Jack, il clown. In programmazione anche l’acclamato Stunt Show “Hot Wheels City, la nuova sfida” con il suo incredibile mix di gag e spettacolari acrobazie. “Da quattordici anni organizziamo a Mirabilandia l’Halloween più grande d’Italia, dichiara Sabrina Mangia, Direttrice Sales and Marketing di Mirabilandia – ed ogni volta presentiamo delle novità. Quest’anno abbiamo costruito una horror zone di circa 30.000 mq davvero terrificanti, oltre ad ambientazioni e animazioni mai viste. Un risultato da record: Suburbia è l’horror zone più grande d’Italia mai inserita in un parco divertimenti! Uno sforzo enorme che siamo sicuri entusiasmerà tutti i visitatori. Il nostro Halloween è da sempre uno dei momenti più attesi della stagione e spesso registriamo il sold out”. A disposizione dei visitatori non mancherà il divertimento e l’adrenalina delle tante attrazioni del Parco. La paura arriva a Mirabilandia dal 7 ottobre fino al 5 novembre, ultimo giorno di apertura stagionale del Parco. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Colangite biliare primitiva per 10-20mila italiani, focus al Senato
(Adnkronos) – In Italia colpisce 10-20mila persone (il 27,9% della popolazione), con un’incidenza annuale di 5,31 casi ogni 100mila abitanti. È la colangite biliare primitiva (Pbc), patologia cronica autoimmune del fegato che accompagna il paziente per tutta la vita, in particolare le donne tra i 40 e i 60 anni che devono fare i conti con diarrea, secchezza della bocca fino allo scompenso epatico (ittero) e accumulo di liquido nell’addome, nei casi più gravi. E sulla malattia rara del fegato, oggi su iniziativa del senatore Ignazio Zullo della X Commissione (Affari sociali) si è tenuta una conferenza stampa nella sala Nassirya del Senato per sensibilizzare verso una patologia che ha un forte impatto negativo sulla qualità di vita dei pazienti. Obiettivo: dimostrare il successo delle migliori pratiche nel trattamento e nella gestione dei pazienti affetti da Pbc oltre a far emergere il valore della collaborazione, della ricerca e dell’innovazione nel migliorare la qualità di vita dei pazienti. A tale proposito è stato presentato 'Colangite biliare primitiva (Pbc). Best practice italiane: la storia dei protagonisti', volume che racconta le singole esperienze territoriali realizzate – si legge in una nota – le modalità di creazione dei singoli modelli e l’impatto sulla vita delle persone che ne hanno beneficiato, al fine di garantire su tutto il territorio nazionale equità di accesso a cure precoci e adeguate e di presa in carico e migliorare la qualità dei servizi offerti alle persone con la patologia. “Questo volume – ha esordito Zullo – porta alla luce le best practices che devono fungere da stimolo e da impegno affinché, sull’intero territorio i pazienti possano beneficiare di un equo trattamento. A differenza di molte altre patologie rare, la Pbc può essere adeguatamente tenuta sotto controllo attraverso le terapie oggi disponibili. Pertanto, appare necessaria una diagnosi precoce, per consentire una presa in carico tempestiva. A tal fine, è indispensabile una stretta collaborazione tra i diversi specialisti – a partire dai medici di medicina generale – senza trascurare l’importante contributo che può essere offerto dalle associazioni dei pazienti di riferimento”. La Pbc, come tutte le malattie epatiche autoimmuni – è emerso dall’incontro – se non diagnosticate e non curate adeguatamente, progrediscono in termini di severità̀ clinica sino alle fasi di cirrosi scompensata del fegato. Nonostante esistano test di laboratorio e di diagnostica per immagini molto sensibili e specifici per la loro diagnosi, le malattie autoimmuni del fegato sono sicuramente sotto-diagnosticate in Italia. "Riuscire ad identificare precocemente la patologia attraverso la positività agli anticorpi anti-mitocondrio (Ama) – ha detto Joseph Polimeni, Direttore generale dell’Azienda regionale di coordinamento per la Salute della Regione Friuli-Venezia Giulia – e garantire al contempo un adeguato follow-up dei pazienti che abbiano valori ematici anticorpali positivi, consentirebbe potenzialmente di scongiurare diagnosi infauste e di individuare terapie mirate e senz’altro più efficaci”. "L’obiettivo dei prossimi mesi sarà perfezionare ulteriormente la Rete Pbc Regione Sicilia- assicura Vincenza Calvaruso, segretario nazionale dell’Associazione italiana per lo studio del fegato (Aisf) – in modo tale che preveda una modalità di raccolta dati in grado di seguire la storia clinica del paziente a lungo termine e le eventuali terapie di seconda linea, rispecchiando anche il cambiamento dell’approccio terapeutico ed aggiornando le variabili della piattaforma ogni qualvolta intervenga una novità". Il progetto – dettaglia la nota – prevede inoltre l’istituzione di un ambulatorio 'Cross' (Chronic Systemic Illness) per le attività integrate relative ai pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici o Ibd) spesso affetti anche da patologie dermatologiche e reumatologiche, che permetta quindi un approccio combinato fra le diverse branche specialistiche, che consenta una più efficace gestione del paziente affetto da patologie immunomediate per una presa in carico integrata e multidisciplinare. "Il progetto Cross – ha evidenziato Florenzo Iannone, responsabile dell’Uoc di Reumatologia Universitaria dell’Aou Policlinico di Bari – ha permesso il coordinamento tra specialisti e il coordinamento del percorso per il paziente, garantendo la richiesta ottimale degli esami e, contestualmente, l’uso efficiente delle risorse". "Negli ultimi dieci anni la quota di pazienti soggetta a trapianto di fegato per insufficienza epatica causata da malattie autoimmuni del fegato è rimasta stabile nel tempo – ha ricordato Pierluigi Toniutto, direttore di Unità di Epatologia e Trapianto di Fegato dell’Università degli Studi di Udine – ciò significa che nonostante siano disponibili terapie efficaci, la diagnosi non avviene in tempi utili. Infatti, è presente una grande quota di pazienti con diagnosi tardiva: la nostra sfida è evitare che ciò accada”. I dati raccolti “grazie al progetto multicentrico AMA+ (Anticorpi anti mitocondriali, ndr) – ha sottolineato Stefano Brillanti, responsabile Malattie fegato e vie biliari dell’Aou Senese – rispecchiano una situazione di sottostima ed inadeguata presa in carico di una patologia cronica importante: la sfida è quella dell’informazione, che deve essere non solo rivolta all’opinione pubblica, ma anche agli specialisti non epatologi (quali endocrinologi, dermatologi, reumatologi), che, molto spesso, incontrano patologie immunomediate”. “Obiettivo del Pnrr – ha ricordato Pietro Invernizzi, direttore Dipartimento di Medicina e Chirurgia Università di Milano-Bicocca – è assicurare un adeguato sostegno ed un potenziamento delle infrastrutture necessarie a sostenere la ricerca ed una migliore qualità della gestione clinica di pazienti, con specifico riferimento alle malattie epatiche autoimmuni, creando un registro che permettesse di raccogliere dati e materiali biologici. Fondamentale, per la riuscita della progettualità, è stata la stretta interazione e la profonda collaborazione con le altre professionalità coinvolte”. Infine, Ivan Gardini, presidente dell’Associazione EpaC onlus: “Fondamentale per il trattamento della Pbc assicurare una precoce presa in carico del paziente. Pertanto, appare evidente la necessità della creazione di una rete epatologica all’interno di ciascuna regione, al fine di garantire che il paziente con sospetto di Pbc sia immediatamente indirizzato presso il centro territoriale di riferimento”. Gli fa eco Davide Salvioni, presidente Associazione malattie autoimmuni del fegato – Amaf onlus “è fondamentale la collaborazione con la comunità medica e con le altre associazioni, fonte di supporto per trasformare una situazione di disagio in una risorsa. Appare, inoltre, indispensabile che i pazienti siano pienamente consapevoli ed informati, affinché vengano coinvolti attivamente nel percorso di cura”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Manageritalia-Aica, rinnovato Ccnl dirigenti industria alberghiera
(Adnkronos) – È stato sottoscritto, lo scorso 12 settembre, il rinnovo della parte economica del contratto nazionale di lavoro per i dirigenti dell’industria alberghiera aderenti ad Aica. A firmare l’accordo i presidenti di Manageritalia, Mario Mantovani e di Aica, Maria Carmela Colaiacovo. Si tratta di un accordo di natura sia economica che normativa. Nello specifico, l’accordo sottoscritto prevede: un aumento contrattuale a regime entro luglio 2025, pari a 550 euro lordi mensili. È inoltre prevista la destinazione di 1.000 euro annui alla Piattaforma welfare dirigenti del terziario, spendibili in beni e servizi di welfare. Un adeguamento contrattuale che consente, almeno in parte, ai dirigenti di recuperare l’impennata dell’inflazione avvenuta nell’ultimo periodo, senza gravare eccessivamente sulle imprese. Un risultato ottenuto grazie al profondo lavoro di analisi su tutte le opzioni normative disponibili. Ecco i punti salienti. L’accordo è la logica prosecuzione e completamento delle intese del 15 marzo 2017 e del 21 ottobre 2021 che, tra le altre cose, è intervenuto sui servizi di politiche attive e sulla normativa dei fondi ed enti contrattuali. La parte economica è stata rinnovata agendo in sinergia sui vari aspetti. E' previsto un aumento retributivo pari, a regime, a 550,00 euro, secondo le seguenti scadenze: 200 euro mensili dal 1° dicembre 2023 – 150 mensili dal 1° luglio 2024 – 200 mensili dal 1° settembre 2025. Tali aumenti possono essere assorbiti, fino a concorrenza, esclusivamente da somme concesse dalle aziende, successivamente al 31 dicembre 2019, in acconto o anticipazione su futuri aumenti economici contrattuali e delle quali sia stato espressamente stabilito l’assorbimento all’atto della concessione. E i datori di lavoro destineranno inoltre alla piattaforma welfare dirigenti 1.000 euro annui, spendibili in beni e servizi di welfare per l’anno 2024 e 2025 —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Ascolti tv, ‘Montalbano’ in replica batte il Grande Fratello
(Adnkronos) – 'Il Commissario Montalbano' continua a mietere successi nella gara degli scolti tv anche all'ennesima replica. Ieri la riproposizione su Rai1 dell'episodio “Il giro di boa” (datato 2005) è stata vista da 3.210.000 spettatori e il 19.6% di share. Al secondo posto, il 'Grande Fratello' su Canale 5, con 2.199.000 spettatori e il 18% di share. Terzo piazzamento per 'I mercenari 2' su Italia 1, con 1.237.000 spettatori e il 7.1% di share. A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: 'Presadiretta' su Rai3 (1.043.000 spettatori, share 5.8%), la prima puntata di 'Fake Show – Diffidate delle Imitazioni' su Rai2 (722.000 spettatori, share 5.1%), 'Quarta Repubblica' su Rete4 (679.000 spettatori, share 5.2%), 'Little Big Italy' sul Nove (513.000 spettatori, share 3%), 'Promised Land' su La7 (457.000 spettatori, share 2.7%), 'Attacco al potere – Olympus Has Fallen' su Tv8 (407.000 spettatori, share 2.5%). Nell'access prime time, su Rai1 'Cinque Minuti' ha ottenuto 3.911.000 spettatori con il 20.2% di share e a seguire 'Affari Tuoi' 3.900.000 spettatori con il 19.8% di share. Mentre su Canale5 'Paperissima Sprint Estate' ha registrato 2.895.000 spettatori e il 14.5% di share. Vittoria di Rai1 anche nel preserale dove 'Reazione a Catena – L’Intesa Vincente' ha registrato 2.753.000 spettatori con il 21.7% di share e 'Reazione a Catena' 3.912.000 spettatori con il 25.3%. Mentre su Canale5 'Caduta Libera – Inizia la Sfida' ha ottenuto 1.658.000 spettatori con il 16.1% di share e 'Caduta Libera' 2.685.000 spettatori con il 18.8%. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
