Giugno 21, 2024

A Chieti la mostra personale dell’artista Licia Paglione

A Chieti la mostra personale dell’artista Licia Paglione.

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Un viaggio attraverso la pittura per riflettere sul valore dell’affettività per conoscere il mondo attraverso il cuore.

I colori, la luce e la scienza. E’ così composto l’affascinante mondo nella visione di Licia Paglione che, dal 3 novembre al 7 gennaio 2024, esporrà, soltanto nei fine settimana, nella Centrale Trivigliana di Chieti (via Ferdinando Galliani, 7), luogo che per tradizione e vocazione offre da sempre, assieme a cibo di alta qualità, supporto all’ambiente artistico abruzzese.

Into. Knowing from the heart questo il titolo dell’esposizione pittorica.

Licia Paglione, è pittrice, ricercatrice in sociologia nell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (Firenze) e docente all’Università “G. d’Annunzio” di Chieti. 

Il percorso sarà arricchito dai contributi di alcuni colleghi ricercatori -Filipe Campello, Silvia Cataldi, Sara Felli, Andrea Galluzzi,Valentina Gaudiano, Fabrizio Martire, Giuseppe Pellegrini, Noemi Sanches – che proporranno testi tratti dal pensiero di studiosi di vari campi disciplinari: dai sociologi Pitirim Sorokin e Georg Simmel alla scienziata biochimica Rosalind Franklin, al fisico Basarab Nicolescu, ai filosofi Romano Guardini, Max Scheler, Baruch Spinoza, Dietrich von Hildebrand, Friedrich Hölderlin, Simone Weil.

In linea con alcuni dibattiti scientifici, questa iniziativa artistica intende rendere visibili, tra pittura e parole, fili che legano, nel tempo e nello spazio, pensieri e vite differenti, ma convergenti nel credere che per “conoscere” il mondo non sia sufficiente la razionalità (scienza teorica) o la sensibilità fisica (scienza sperimentale), ma occorra anche lasciare agire la dimensione interiore, affettiva e spirituale: quella del cuore.

Da qui il titolo dell’esposizione Into. Knowing from the heart, un percorso che, mescolando linguaggio pittorico e linguaggio scientifico, vorrebbe accompagnare lo sguardo di chi osserverà i quadri esposti lungo una linea che collega in un tutto la nostra interiorità e il mondo a noi circostante, lasciando cogliere il valore conoscitivo di quel “canale” – così lo chiamava il sociologo Pitirim Sorokin – che ha la propria “radice” – come direbbe il filosofo Romano Guardini – nel cuore umano.

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