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Ospedale San Pio di Vasto, Smargiassi: strumentazioni obsolete o assenti

Ospedale San Pio di Vasto, Smargiassi: strumentazioni obsolete o assenti
Maggio 3, 2022

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Smargiassi: “strumentazioni obsolete o assenti, personale sanitario abbandonato. Situazione al limite”

VASTO “L’Ospedale di Vasto rimane abbandonato e in condizioni inaccettabili. Il personale, oltre a essere totalmente insufficiente per la mole di prestazioni da fornire, si trova spesso a dover lavorare con strumentazioni obsolete, se non del tutto assenti. Dopo mesi di propaganda i problemi rimangono enormi e le promesse di Asl 02 e Giunta regionale diventano carta straccia. Tutto questo è assolutamente inammissibile”.

Torna sul tema dell’Ospedale San Pio di Vasto il Presidente della Commissione di Vigilanza e Consigliere regionale M5S Pietro Smargiassi, che dopo la visita ispettiva della settimana scorsa, passa in rassegna alcuni dei reparti col maggior numero di problematiche. “Sotto alla scrivania dell’area di controllo della terapia intensiva di Cardiologia – spiega Smargiassi – ci sono cavi sparsi ovunque: basta un movimento sbagliato o un liquido qualsiasi a terra che si rischia di far saltare collegamenti importanti per la salute di pazienti in condizione critica. Il reparto ha spazi limitati e, nonostante questo, ci sono materiali abbandonati lungo i corridoi da anni, come stampanti, tastiere, sedie a rotelle. Ogni area andrebbe recuperata immediatamente e messa a disposizione, senza essere lasciata alla stregua di un magazzino. Per il distanziamento Covid, sono stati ridotti i posti letto in reparto a tre. Questo è un problema nel momento in cui la terapia intensiva conta sei posti letto, ed è chiaro che un paziente, prima di poter essere dimesso, ha necessità di un periodo di tempo in reparto per verificarne la stabilità in un ambiente di cure meno aggressivo. Sono criticità che possono causare difficoltà logistiche con un’evidente differenza di spesa. Grazie alla straordinaria abnegazione di chi oggi lavora presso il reparto è stato possibile allestire un’area grigia per pazienti in attesa del risultato del tampone, e ciò ha permesso un’ottima protezione dai focolai in reparto, tanto che la Cardiologia di Vasto non ha mai chiuso durante tutto il periodo di stato d’emergenza. Per le strumentazioni, da oltre un anno manca il tappeto per le prove sotto sforzo, e nonostante le richieste continue ancora nessuno interviene, e si registrano difficoltà anche con gli holter, mentre un ecografo è lasciato in abbandono lungo un corridoio”.

“Ortopedia – prosegue Smargiassi – spesso si trova con a carico molti più pazienti dei 18 posti letto presenti in reparto. Parliamo di un reparto che copre non solo il territorio vastese, ma arriva anche all’area lancianese e fino al Molise, con una carenza di tra le 4 e le 5 unità mediche. C’è stata una drastica riduzione delle sedute di operazioni, per un reparto che nei fatti fa solo emergenze. Una situazione complicata, che blocca molti interventi programmati che, ormai, diventano difficili da smaltire. Per quanto riguarda le strumentazioni, il problema principale riguarda i letti a disposizione dei pazienti, che non sono né elettrificati né sembrano garantire le necessarie misure di sicurezza”.

“Neurologia – commenta – è un altro reparto che meriterebbe ben altra attenzione visti i numeri di mobilità attiva che è in grado di sviluppare in favore della Asl 02, superiori anche a quelli di altri presidi nell’Azienda Ospedaliera. Non si comprende il motivo per cui si trovi in un padiglione diverso da quello dei reparti salvavita. Questo comporta problemi logistici enormi per spostare i pazienti anche per fare le Tac. C’è poi il problema ascensori, un tema già messo in luce a settembre 2020. Ad oggi nel padiglione l’unico in funzione, che viene utilizzato per ogni esigenza, dal trasporto pazienti al vitto fino al trasporto merce ma, da quanto emerso, avrebbe urgente bisogno di manutenzione per gli incredibili disagi che vengono raccontati. Mancano strumentazioni indispensabili per diagnosticare la morte celebrarle, mancano monitor multiparamedici e un ecografo. Manca inoltre un sistema di aria condizionata che eviti ai pazienti di subire le conseguenze delle ore più calde della giornata. Il reparto è esposto a Ovest e prende il sole dalle prime ore del pomeriggio fino alla sera, con pazienti in condizioni spesso gravi costretti a subire temperature inaccettabili”.

“Ma altri gravi problemi si registrano in Pronto Soccorso, dove ci sono difficoltà di ogni genere che lasciano sgomenti. Carenza di personale, pazienti Covid, emergenza urgenza sono solo alcuni dei temi sollevati, con lavoratori costretti a turni massacranti per rispondere alle esigenze degli utenti. Viste le segnalazioni continue palesate anche dal Primario, nulla dovrebbe essere sconosciuto ai vertici della Asl, eppure nessuno interviene. Ci stiamo avvicinando anche alla stagione estiva, in cui gioco forza aumenterà il potenziale numero di utenti. È un altro reparto che ha bisogno di interventi chiari subito”.

“Su Medicina, dopo una breve visita ispettiva in reparto, le maggiori criticità che emergono riguardano, la carenza di personale e i pochi holter. Manca uno spirometro da luglio 2020 e, dopo aver segnalato questa necessità, la Asl ne ha acquistato uno di livello del tutto inaccettabile per un presidio. Ho segnalato anche la presenza di questa strumentazione ad Atessa, è stato trasferito a Vasto ma adesso non funziona e necessità di manutenzione. Un disservizio grave per personale e pazienti”.

“Quelli che sono qui elencati – conclude Smargiassi – sono solo alcuni dei problemi che si vivono quotidianamente in questi reparti e che ho visto con i miei occhi. Ma da quello che ho potuto raccogliere anche in altri si hanno difficoltà del tutto simili. L’Ospedale di Vasto è stato letteralmente abbandonato dalla politica regionale, dalla Giunta di centrodestra e dalla Asl 02. Perché le promesse e le inaugurazioni non sono azioni concrete. Dall’inizio della legislatura, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia non sono mai stati in grado di approvare nessun atto che risolvesse almeno alcuni dei problemi del presidio. La centralizzazione dei servizi su Chieti non ha portato benefici né a questa struttura né a tutte le altre, con l’estate alle porte la situazione rischia di diventare critica. Bisogna intervenire subito, non c’è un solo minuto da aspettare”.