Dom. Dic 5th, 2021

Lanciano, Taglieri: “disagi senza fine nel reparto di endoscopia interventistica e gastrologia

Asl 02, interpellanza di Taglieri: “assunto nuovo dirigente non previsto da organigramma"

Asl e giunta regionale si attivino in fretta a sostegno del personale sanitario e degli utenti”

 

LANCIANO “Le gravi carenze infrastrutturali e di strumentazione stanno condizionando le attività nell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di endoscopia interventistica e gastroenterologia di Lanciano. Un copione del tutto sovrapponibile con ciò che succede in vari altri reparti delle strutture ospedaliere abruzzesi, in particolare in quelle che fanno riferimento alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti. Emerge, anche in questo caso, un grave stato di incuria generale, tamponato esclusivamente dal personale sanitario che, con enormi sforzi, cerca di mantenere la qualità dei servizi offerti al livello più alto possibile. I numeri degli ultimi anni certificano l’importanza strategica di questa Unità da circa 9mila prestazioni all’anno, tra cui 3mila ecografie, 4mila endoscopie e un ambulatorio che è centro di riferimento per la celiachia. Sono dati che rendono bene l’idea di quanto l’area frentana e l’intero Abruzzo abbia bisogno di una UOSD che lavori al massimo delle proprie possibilità, eppure questa situazione di disagio prosegue, mentre la Giunta di centrodestra continua a propagandare un’efficienza dell’organizzazione del sistema sanitario regionale che, nei fatti, nessuno riesce a vedere”.

Lo denuncia il Vice Presidente della Commissione Sanità, in quota M5S, Francesco Taglieri, che entra poi nei dettagli: “Parliamo di una struttura fatiscente che versa in condizioni pessime, tra lesioni ai muri e infissi vecchi e mal funzionanti. L’assenza di un sistema di climatizzazione fa sì che si passi dal caldo insopportabile dell’estate al gelo dell’inverno, che rendono difficoltosi anche gli interventi più semplici. L’inadeguatezza delle strumentazioni messe a disposizione dei professionisti fa poi emergere tutta la disorganizzazione dei vertici aziendali. Ci sono macchinari non rientrati in reparto dopo essere stati inviati in riparazione perché, si è scoperto in seguito, era scaduto il rispettivo contratto di affitto senza che fosse rinnovato. Non va poi dimenticato che nelle stanze della vecchia endoscopia di Atessa giacciono ancora inutilizzati tre strumenti, una colonna, un elettrobisturi e due lavatrici che rischiano di finire nel dimenticatoio visti di nuovi acquisti per il rinnovo del medesimo reparto. Il rischio di sprecare ulteriori risorse e abbandonare macchinari utilizzabili è dietro l’angolo: evidentemente quanto accaduto in passato non ha insegnato niente all’attuale Giunta regionale”.

“Da un punto di vista di impiantistica – incalza ancora Taglieri – la situazione è quantomai lontana da quelli che dovrebbero essere gli standard di un ambulatorio di endoscopia, con un impianto elettrico vecchio e rattoppato con cavi passanti in canaline esterne ai muri. Le colonne endoscopiche poi sono poste su carrelli con cavi ammassati a terra. Addirittura il personale non ha a disposizione nemmeno un bancone di lavoro adeguato nelle sale. E non dimentichiamo che, per quanto la pianta organica sembri adesso essere tornata a un livello adeguato dopo gli enormi disagi vissuti nel periodo pre-Covid, molto presto si dovrà mettere nuovamente mano al personale, dal momento che un dottore è prossimo al pensionamento mentre un altro tornerà a svolgere attività al presidio di Atessa”.

“Questa è la realtà dei fatti e ciò che sono costretti a vivere quotidianamente sia i professionisti che gli utenti della struttura. Sono problemi macroscopici che l’Azienda Sanitaria e la Giunta Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, in particolar modo l’Assessore alla Sanità Verì, dovrebbero conoscere. Mi domando allora cosa si aspetti a intervenire, garantendo un adeguato livello di assistenza sanitaria. Interventi che riescano a sanare queste criticità devono essere in cima all’agenda del governo regionale, che dovrebbe abbandonare una volta per tutte il mondo della propaganda. Questi interventi non possono essere più rimandati”, conclude.

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