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Cna Abruzzo, aumentano i depositi in banca delle famiglie abruzzesi

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Aprile 27, 2017

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Nonostante il taglio del credito alle imprese, la tendenza al risparmio continua a crescere in tutto l’Abruzzo

PESCARA Secondo uno studio del ricercatore Aldo Ronci per la Cna Abruzzo emerso che aumentano i depositi in banca delle famiglie abruzzesi, mentre diminuiscono le erogazioni al sistema produttivo. Lo studio riguarda il quarto trimestre del 2016. Tra ottobre e dicembre, secondo dati Bankitalia, il credito erogato ha subito una flessione di 223 milioni rispetto al trimestre precedente: 23 miliardi e 131 milioni, contro 23 miliardi e 354 milioni, con un valore percentuale (0,95%) superiore allo 0,38% nazionale. Penalizzate le imprese, con una sforbiciata di 228 milioni, suddivisi tra i 220 in meno a società non finanziarie e otto a micro imprese; il contrario di quanto accaduto alle “famiglie consumatrici”, in attivo di 5 milioni. Sul piano territoriale i tagli non sono stati omogenei: a fronte del picco registrato a Teramo (-88 milioni, 3,87% in meno), le altre aree hanno subito cadute più lievi, come Chieti (-57), L’Aquila (-51) e Pescara (-32).  A livello settoriale, il comparto che ha subito i tagli più robusti è quello delle costruzioni (-163), seguito dall’industria manifatturiera (-93), con l’area dell’abbigliamento particolarmente penalizzata (-47). In controtendenza la produzione di mezzi di trasporto (+27) e, soprattutto, l’area immobiliare (+79). Analizzando i dati emerge che, nonostante il taglio del credito alle imprese, la tendenza al risparmio continua a crescere in tutto l’Abruzzo, di trimestre in trimestre: i depositi e il risparmio postale, sempre nel quarto trimestre 2016, hanno segnato un incremento di 381 milioni (+1,5%), con il Chietino in testa (+184). Marcato il rapporto tra credito erogato e “sofferenze”, ovvero i crediti non più esigibili dalle banche, che crescono a vista d’occhio e in progressione geometrica: 50 milioni, con un aumento dell’1,26% (in Italia 2,1%). Un “andamento abnorme (17,24% nel rapporto con il credito erogato, 12,37% in Italia) che fa schizzare alle stelle i tassi di interesse praticati sulle cosiddette ‘operazioni a revoca’: in Abruzzo è salito all’8,08%, a fronte del 4,94% nazionale, e dunque con uno spread enorme, pari a 3,14 punti percentuali”. Tra le cause dei tagli al credito, secondo Ronci, anche il fatto che “le piccole banche abruzzesi non esistono più: sono tutte non abruzzesi e, quindi, meno sensibili alle peculiarità territoriali. Una situazione che ha comportato un decremento del credito erogato delle piccole banche di 95 milioni, in controtendenza con il sostegno assicurato nel passato”.