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Tari Roseto, il sindaco da accusatore si ritrova accusato

Tari Roseto, il sindaco da accusatore si ritrova accusato

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A fronte dei titoli di un giornale locale che  titola “Il sindaco sotto accusa per la Tari abbandona l’aula”, dobbiamo precisare quanto segue.

ROSETO Innanzitutto il sindaco non è stato messo sotto accusa da nessuno, anzi è stato esattamente il contrario in quanto il primo cittadino ha messo sotto accusa, sulla base di un verbale dei revisori dei conti dell’11 aprile 2017, l’amministrazione Pavone-Ciancaione per i deludenti risultati delle riscossioni  negli anni 2014 e 2015 (solo il 55 per cento dei crediti Tari del Comune sono stati riscossi, contro il 45 per cento di non riscosso).

Sabatino Di Girolamo ha abbandonato l’aula solo quando, a fronte di questa chiara e documentata contestazione nei confronti della giunta precedente e dell’allora responsabile di ragioneria, oggi consigliera di opposizione, Rosaria Ciancaione, quest’ultima ha chiesto insistentemente la parola per “fatto personale”.

Siccome non persistevano i presupposti per dare la parola alla consigliera per “fatto personale” (in quanto non era stato proferito alcun riferimento personale ma solo una critica alla gestione del servizio che svolgeva all’epoca dei fatti contestati), e siccome il presidente del Consiglio non riusciva a far tacere la consigliera, il sindaco ha abbandonato l’aula  in segno di protesta per la violazione del regolamento.

Chi ha messo sotto accusa (nel caso specifico la giunta e la responsabile di ragioneria) è stato il sindaco e non viceversa.