Sab. Dic 14th, 2019

Sistema Termale di Caramanico, “Regione? Non pervenuta”

Caramanico Terme, Paolucci "il tradimento della giunta lenta"

Un no inspiegabile e chiaro, quello del centro destra, che annulla in un sol colpo tutte le promesse degli assessori abruzzesi in campagna elettorale

 

CARAMANICO TERME Nella seduta di ieri del Consiglio Regionale, fra i vari argomenti, era in programma la discussione della interrogazione di Silvio Paolucci circa l’avvenuta o meno “Sottoscrizione sul contratto all’erogazione delle prestazioni per le Terme di Caramanico”.

«È andata in scena l’ennesima figuraccia di questa Regione sulle nostre Terme!». Interviene così il Capogruppo Consiliare di “Uniti per Caramanico” Mario Mazzocca, che aggiunge sottolineando come «pur avendo deliberato il 3 giugno scorso, in 65 giorni questa Regione non ha ancora avuto il tempo di sottoscrivere il contratto per l’erogazione delle prestazioni termali tradizionali (non riabilitative, figuriamoci!). Un fatto molto grave, che stride ormai sempre più con le promesse da marinaio della campagna elettorale. Nei fatti, strutture termali e lavoratori del settore operano ancora grazie alla disposizione a firma congiunta Paolucci-Lolli del 12 dicembre 2018».

«E non è tutto – prosegue Mazzocca -. Con la Delibera n.318 del 3 giugno 2019 la Giunta Regionale, come si apprende dalla risposta orale dell’assessore Verì all’interrogazione, ha ridotto la durata ad un solo anno (e non tre anni, come è da tempo immemore), dunque per meno di altri 5 mesi !!!».

«Avevano annunciato nell’ultima seduta del Consiglio regionale di aver predisposto i provvedimenti necessari per la sottoscrizione del contratto, invece siamo arrivati al 6 agosto e sono riusciti a produrre nulla. Come non esiste alcun contratto firmato. È gravissimo!» è quanto afferma il capogruppo regionale PD Silvio Paolucci che ha interrogato ieri mattina il governo regionale sulla situazione delle Terme di Caramanico. «Stanno ancora lavorando con la precedente nota a firma Lolli/Paolucci sui “Tetti di spesa provvisori per l’acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati per l’anno 2019” dimostrando come non abbiamo alcune interesse verso le Terme ma hanno fatto solo visite e proclami. La giunta lenta dimostra ancora una volta che strumentalizza ogni problema ma non ne risolve nessuno. Del contratto triennale, figuriamoci, non c’è traccia! È questo l’interesse per Caramanico e il termalismo in Abruzzo? È questo l’interesse per i lavoratori e le aziende del territorio? Come al solito la Giunta lenta fa tante promesse elettorali ma a Caramanico zero fatti ! Non hanno fatto nulla e ad agosto del 2019 neanche la firma del contratto per stanziamenti fatti da noi lo scorso anno» – conclude Paolucci.

La risposta giunge dopo il no, formulato il 1° agosto scorso dalla V Commissione del Consiglio Regionale d’Abruzzo con voto contrario del centro destra e l’astensione dei 5 stelle, agli interventi istituzionali necessari per superare la crisi delle Terme di Caramanico ed avviare una fase nuova con la valorizzazione del termalismo abruzzese. 

Nell’occasione, si ricorda, la Regione ha detto no ad attuare la sperimentazione di un nuovo modello di assistenza in materia di riabilitazione in ambito termale (a costo zero per il Servizio Sanitario Regionale), una proposta che il Tavolo di Crisi ministeriale attende dallo scorso 3 aprile e che renderebbe possibile un’autorizzazione straordinaria ad erogare prestazioni riabilitative. Disse no, soprattutto, allo sviluppo di una visione in grado, da un lato, di evitare interruzioni dei servizi termali fino alla naturale scadenza della concessione, dall’altro, di avviare un deciso percorso programmatico, quale quello che la Regione dovrà sviluppare in vista della scadenza della concessione (2026) e della elaborazione di procedure chiare che garantiscano il migliore utilizzo delle acque e la valorizzazione dello stabilimento termale e delle strutture alberghiere annesse.

«Basta portare a fine iter – conclude Mazzocca- una serie di interventi avviati dai governi D’Alfonso e Lolli a supporto del Sistema termale Caramanico e che necessitano oggi di una continuità amministrativa necessaria e vitale per tutelare una delle eccellenze nei servizi sanitari e turistici della Regione Abruzzo. Basterebbe rompere questo assordante silenzio della Regione s tali aspetti, come sul fondo di 900mila Euro con cui la Regione di Lolli rifinanziò (dopo 11 anni) la Legge Regionale sul Termalismo, o sul destino dell’ulteriore finanziamento di 1 milione di Euro per completare le piscine termali comunali. 

Invece, registriamo un no inspiegabile e chiaro, quello del centro destra, che annulla in un sol colpo tutte le promesse degli assessori abruzzesi in campagna elettorale. “Se vinciamo ci pensiamo noi alle terme”, dissero urlando davanti alle famiglie preoccupate per la mancata riapertura; invece, per adesso, alle terme ci pensano le terme e i lavoratori caramanichesi, con grandi difficoltà e poche prospettive per il futuro. Riteniamo che la misura sia colma: la nostra Comunità non merita di essere ripetutamente presa per i fondelli!».

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