Mar. Dic 10th, 2019

Sanità, Febbo “Confermo il deficit delle asl”

San Pio cardiologia e rianimazione ferme da due anni: Smargiassi “il bagliore della tac non puo’ nascondere le carenze degli altri reparti”

“Paolucci – dichiara Febbo – anziché far perdere tempo prezioso nella ricerca spasmodica di giustificare l’ingiustificabile si dedicasse con più attenzione a capire la “macelleria sociale” causata nei suoi anni di governo”.

PESCARA “L’ex assessore Paolucci dopo la “macelleria sociale” del suo quinquennio certificata dal risultato elettorale continua con le sue esternazioni che non trovano alcun fondamento”. Questa la risposta dell’assessore regionale alle Attività produttive Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: “I dati a cui fa riferimento il Ministero sono quelli relativi al quarto trimestre 2018 forniti dall’advisor KPMG e non quelli relativi ai bilanci ufficiali delle Asl al 31 dicembre 2018 che a tutt’oggi non sono ancora approvati ma che sono stati ampiamente anticipati dalle stesse Asl con un significativo dato negativo, purtroppo. Così come i dati forniti al Ministero relativi ai bilanci al 31 dicembre 2016 sono stati fortemente rideterminati in senso negativo, purtroppo, dalla Corte dei Conti che ha evidenziato una perdita di oltre 60 milioni di euro rispetto ai 32 milioni di euro certificati dalle Aziende. Anche per il 2017 siamo in attesa delle valutazioni della Corte dei conti fermo restando che i bilanci ufficiali delle quattro Asl chiusi al 31 dicembre 2017 registrano una perdita consistente. Il Tavolo di Monitoraggio del 15 novembre 2018, il cui verbale ci è stato negato per ben 94 giorni, e reso pubblico solo dopo la competizione elettorale del 10 febbraio scorso, ha contestato il ripiano delle perdite con i fondi di bilancio della GSA. I bilanci degli ultimi tre esercizi 2016/2017/2018 sono stati fortemente “ripianati” con la imputazione nei ricavi di “sopravvenienze attive” derivanti dal recupero di crediti vantati nei confronti della curatela fallimentare Villa Pini per decine e decine di milioni di euro, somme che non verranno mai recuperate e che nel giro di pochi anni si trasformeranno in sopravvenienze passive che questo governo regionale sarà costretto a ripianare.

Paolucci – conclude Febbo – anziché far perdere tempo prezioso nella ricerca spasmodica di giustificare l’ingiustificabile si dedicasse con più attenzione a capire la “macelleria sociale” causata nei suoi anni di governo”.

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