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Proposta di legge su ospedali minori, Febbo: una pubblicità regresso per le elezioni

Proposta di legge su ospedali minori, Febbo: una pubblicità regresso per le elezioni

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La proposta di legge regionale è senza sostanza. Si agisca a Roma con il Ministro Grillo, loro esponente.

“La proposta di legge inerente la salvaguardia degli ospedali minori presentata dal Movimento Cinque Stelle, che stanno presentando sui territori,  è pura propaganda elettorale, scarna nei contenuti e, soprattutto, non ha i fondamentali legislativi per ricevere i pareri positivi da parte degli uffici regionali competenti”. Questa la presa di posizione del consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo che giudica la legge numero 473/2018 un documento esclusivamente elettorale, ​vuoto nei contenuti ed ​inventato ad hoc  per questo scorcio di attività amministrativa.

“Gli incontri – rimarca Mauro Febbo – che i “grillini” portano avanti nelle Comunità sede degli ospedali minori interessati dalla cosiddetta “riconversione” sono esclusivamente una mera strumentalizzazione di un argomento particolarmente sentito e delicato che finirà per aumentare solo l’illusione tra i cittadini ed operatori sanitari​. Basta leggere il contenuto  della proposta composta di soli quattro  articoli, ma in pratica di solo uno se si considerano quelli obbligatori come neutralità fiscale ed entrata in vigore, per rilevare la pochezza giuridica  e tecnica della proposta che evidenza una lacunosità nella conoscenza degli atti e norme fondamentali che hanno accompagnato prima il default, poi il commissariamento e successivamente la programmazione sanitaria con l’uscita dallo stesso e la fase attuale di “affiancamento”. Così come nulla viene detto, argomentato e disciplinato rispetto alla programmazione sanitaria, che nel tempo è stata realizzata e impegnata in termini di professionalità e di risorse finanziarie attraverso gli atti aziendali. Tra l’altro i consiglieri del Movimento Cinque Stelle ci dovrebbero spiegare come e su quali norme legislative riescono a collegare la loro proposta ​con​ quella relativa agli interventi urgenti in favore delle popolazione colpite dagli eventi sismici, così come scritto in uno degli articoli​, peraltro anche il periodo temporale.​

“D’altro canto, come se non bastasse, gli stessi nei loro incontri e nelle loro comunicazioni nascondono ai cittadini che, nonostante la Regione Abruzzo sia uscita dal Commissariamento, per i prossimi tre anni è “affiancata” dal Ministero della Salute, cioè impegnata a rispettare gli obiettivi e le scadenze stabilite dal Piano di Riqualificazione, contenente obiettivi, azioni conseguenti e tempistiche, pena il ritorno al regime commissariale​, quindi le norme e gli atti deliberativi sono soggette al preventivo parere del Tavolo di Monitoraggio​. Di conseguenza anche questa proposta di legge regionale dovrebbe essere vagliata, esaminata e approvata dal Ministero, dove oggi a ricoprire il ruolo di  Ministro alla Salute c’è proprio una esponente dei “grillini” e sarebbe curioso conoscere un suo parere in merito”.

​“Ma che questo sia solo l’ennesimo spot preelettorale – prosegue Mauro Febbo – lo dimostra il fatto che il progetto di legge, presentato il 23.04.2018 e assegnato all’esame della Commissione Sanità fin dal 04.05.2018, non viene portato all’esame della stessa per la discussione ed eventuale approvazione nonostante siano scaduti  i termini e quindi il Gruppo pentastellato ne potrebbe richiedere l’esame obbligatoriamente secondo regolamento e statuto. Infine è da rilevare come la proposta di Legge 473 è stata firmata stranamente solo dal consigliere Pettinari e non dalla collega avvocato Sara Marcozzi che peraltro non partecipa nei vari incontri elettorali (sic!!)”.

“Pertanto, oggi, anziché presentare una proposta di legge regionale, quindi di rango giuridico inferiore rispetto ad un decreto ministerile (DM 70/2015)​ e peraltro priva di sostanza – conclude Mauro Febbo – gli esponenti del Movimento 5 Stelle si facciano promotori presso il Ministro Grillo, loro esponente, nell’approvazione di provvedimenti nazionali, con valore superiore ad una semplice legge regionale, capace di ​correggere il Decreto Lorenzin aprendo davvero nuovi scenari per la programmazione sanitaria non soltanto abruzzese, ma nazionale”.