Mer. Dic 11th, 2019

Manager Asl Flacco, la replica di Paolucci

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Manager Asl Flacco, la replica di Paolucci

L’accusa di Febbo è infondata in quanto tutti gli atti compiuti sono corretti

PESCARA  Il consigliere regionale del Pd Silvio Paolucci replica alle dichiarazioni di Mauro Febbo (Forza Italia) in merito alla proroga del contratto al direttore generale della Asl Lanciano – Vasto – Chieti, Pasquale Flacco. “Voglio ricordare al collega Febbo – dichiara Paolucci – che il prossimo 15 marzo decadranno i direttori generali delle Asl di Chieti e L’Aquila e quindi spetterà al nuovo governo regionale di centrodestra nominare i nuovi. Peraltro sono state anche avviate le procedure e pertanto, di fatto, il nuovo governo regionale avrà la possibilità, appena insiediatosi, di nominare due nuovi manager. Abbiamo lasciato loro una possibilità che noi, nel 2014, non abbiamo certo avuto. L’accusa di Febbo è infondata in quanto tutti gli atti compiuti sono corretti. La legittimità del provvedimento al quale si riferisce è demandata alla struttura tecnica che ha firmato la proposta di delibera – ricorda Paolucci –mentre da parte mia non c’è stata nessuna forzatura o “arbitrio” né tantomeno stranezze dal punto di vista normativo perché, lo sottolineo ancora, la legittimità degli atti non è di competenza dell’organo politico. E’ evidente che il Consigliere Febbo desidera ricoprire il ruolo di assessore regionale alla Sanità e voglia occuparsi della gestione sanitaria ma per il primo obiettivo dovrà rivolgersi alla Lega di Salvini mentre per il secondo deve capire che si tratta di un’attività di competenza delle Asl e non certo della giunta regionale. A lui ricordo, ancora una volta, che il confronto politico dovrebbe essere svolto con più correttezza senza questo continuo ricorso alle denunce, peraltro a vuoto, che hanno contraddistinto il suo modo di fare in questi anni”. “E lo invito – conclude Paolucci – ad adoperare termini più appropriatati e rispettosi nei confronti del sottoscritto che non ha mai operato con arbitrio o forzature nei confronti della struttura, men che meno verso i colleghi di giunta o del presidente della Regione”. 

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