Gio. Nov 21st, 2019

Caso Fioretti, Marcozzi “Da Lega nord a Lega delle poltrone”

“Le perdite di tempo per i loro problemi interni sono all’ordine del giorno e bloccano le urgenti riforme di cui la nostra terra ha bisogno”

 

PESCARA “Non ci sarà nessun tipo di cambio di velocità né di cambiamento alla Giunta regionale nel caso in cui, come riferito dagli organi di stampa, l’Assessore al lavoro Piero Fioretti dovesse rassegnare le proprie dimissioni per far spazio all’attuale Capogruppo della Lega Pietro Quaresimale. Sarebbe invece un sintomo di continuità nella linea politica dettata dal centro destra, fondata sulla continua creazione di nuove poltrone. Infatti, nel caso in cui questa sostituzione dovesse realmente concretizzarsi, sarebbe attivato lo strumento della surroga, con Quaresimale esentato dal ruolo di Consigliere regionale per lasciare spazio a un altro dei candidati delle elezioni del 10 febbraio che però, numeri alla mano, non è stato eletto dai cittadini”.

Ad affermarlo è il Capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi, che prosegue: “Il centro destra continua così a viaggiare di nomina in nomina, di poltrona in poltrona. Le perdite di tempo per i loro problemi interni sono all’ordine del giorno e bloccano le urgenti riforme di cui la nostra terra ha bisogno. Evidentemente, non è stato sufficiente bloccare la Regione su un quesito referendario sulla legge elettorale nazionale, prossimo alla bocciatura della Corte Costituzionale. Continuano a rimandare le sfide più importanti per l’Abruzzo su sanità, lavoro e sviluppo economico, preferendo trovare soluzioni su nuove poltrone, con la surroga pronta anche per il Sottosegretario D’Annuntiis, e aumento degli stipendi, come accaduto al direttore Arit e ai dirigenti Asl. Il tutto nel costante silenzio del Presidente Marsilio, incapace di dare spiegazioni in Consiglio regionale o nel corso delle Commissioni a cui, puntualmente, non partecipa”.

“La mancanza di attenzione – conclude – che rivolgono verso le priorità della nostra regione non è più accettabile. Gli abruzzesi non meritano di essere abbandonati a loro stessi da chi, invece, dovrebbe tutelarne gli interessi primari”.

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