Mer. Gen 20th, 2021

Nuovi indagati nell’inchiesta della ricostruzione all’Aquila

Imprese L'Aquila, in arrivo 8 milioni per l' accesso al credito

Svelato il “piano” sul mercato degli appalti della ricostruzione

PESCARA Cinque tecnici, originari di Bussi, Popoli e Sulmona, un architetto di Chieti e due imprenditori laziali sono i nuovi indagati nell’inchiesta “Earthquake” della procura di Pescara, che ha portato alla luce presunte tangenti per gli appalti legati alla ricostruzione post-sisma a Bussi (Pescara) e Bugnara (L’Aquila). Sono accusati, a vario titolo, di corruzione, falso, tentata turbata libertà’ degli incanti, sostituzione di persona. Disposto dal gip Gianluca Sarandrea il sequestro di due appartamenti (uno a Pescara e uno a Silvi) e di un garage a Pescara, ritenuti profitto della corruzione. L’inchiesta del 13 ottobre scorso aveva portato all’arresto di sette persone, accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, concussione, turbativa d’asta e falso in atto pubblico. Le indagini dei carabinieri forestali di Pescara, coordinati dai pm Mirvana Di Serio e Anna Rita Mantini, hanno svelato quello che per gli inquirenti e’ un piano – così definito dagli stessi indagati nelle loro conversazioni – per gestire in modo unitario e sistematizzato l’attività edilizia sugli edifici danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009. Il metodo era l’aggiotaggio e la preventiva assunzione dei numerosissimi incarichi di progettazione per assumere una posizione di sostanziale monopolio degli appalti, anche corrompendo pubblici ufficiali, e per imporre “condizioni contrattuali capestro” per costringere le ditte a versare grandi importi di denaro per entrare a far parte del mercato degli appalti della ricostruzione. 

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