Dom. Gen 17th, 2021

Caso Petrilli: i consiglieri dell’Aquila scrivono al presidente Matteralla

I consiglieri comunali hanno firmato una petizione a favore di Petrilli, arrestato nel ’70 per “frequentazioni non idonee”

L’AQUILA Il caso di Giulio Petrilli, vittima di un errore giudiziario degli anni ’70, è stato sottoposto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, attraverso una lettera da parte di un gruppo di consiglieri comunali dell’Aquila. Nel ’70 Petroli venne arrestato per banda armata come presunto appartenente a “Prima Linea”. Si legge: “Assolto dopo sei anni di carcere speciale, non è mai stato risarcito, con motivazioni prive di qualsiasi buonsenso, infatti, gli venivano contestate “frequentazioni non idonee”. Ma la sua odissea giudiziaria non è finita qui. Una volta fuori Petrilli, ha seguitato con coerenza a battersi per i diritti sociali, civili e del lavoro. Da presidente di un ente regionale, ha ridotto fortemente l’identità del direttore, portandola da 110mila euro a 39mila euro annui, e stabilizzato gli unici quattro lavoratori dell’Aret”. Continuano i firmatari del della petizione a favore di Petroli: “Per questo è stato accusato di abuso d’ufficio e condannato a otto mesi di reclusione senza condizionale. Ora il 19 aprile prossimo ci sarà su questo l’udienza in Cassazione. Ci rivolgiamo a Lei, affinché possa prendere una posizione pubblica sulla vicenda, in difesa di una persona che ha sempre esclusivamente difeso i diritti delle persone più deboli, nella più completa trasparenza e onestà”.

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