Dom. Apr 11th, 2021

Pineto, calci e pugni alla moglie: arrestato marito violento

L'Aquila, maltrattamenti in famiglia: uomo agli arresti domiciliari

Arresti domiciliari a carico di R. R., 33 enne napoletano. La violenza dell’uomo non si era placata, anche attraverso minacce di morte.

PINETO Ieri gli Agenti del Commissariato di P.S. di Atri hanno dato esecuzione  all’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di R. R., 33 enne napoletano, emessa dal G.I.P. di Teramo dott. Canosa su proposta del Sost. Proc. Dott.ssa Medori, in aggravamento della misura del divieto di avvicinamento di cui era stato già destinatario l’uomo.

Da circa un anno, infatti, l’uomo aveva posto in essere una serie di comportamenti violenti e minacciosi nei confronti del coniuge, una 32enne di Atri, con la quale conviveva insieme ai figli minori di 12 e 10 anni  in Pineto, arrivando a colpire più volte la donna con calci e pugni anche alla presenza dei figli

L’attività di indagine degli uomini del Commissariato di Atri era iniziata nel mese di giugno 2018, allorquando la donna, sfinita dalle violenze e dai soprusi del marito, aveva deciso di rivolgersi alla Polizia, raccontando episodi aberranti che si protraevano già dall’agosto del 2017.

In particolare aveva raccontato di lesioni subite dal marito che non aveva avuto il coraggio di denunciare, come una volta, allorquando R.R. l’aveva afferrata al collo nel tentativo di soffocarla. Pochi mesi dopo,  le aveva sbattuto la faccia sul lavandino del bagno, causandole un trauma contusivo al naso guaribile in 15 giorni.

Nel tentativo di salvaguardare la famiglia, la donna non aveva mai richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, ma la convivenza con l’uomo era diventata via via più difficile, anche in ragione di violenze fatte dinanzi alla figlia minore.

La Polizia, che avviava  una veloce attività di indagine attraverso anche l’audizione di testimonianze di amici e parenti, e le risultanze investigative avevano condotto, in data 26 luglio 2018, all’emissione nei confronti dell’uomo del divieto di avvicinamento alla coniuge.

La violenza dell’uomo non si era placata, anche attraverso minacce di morte.

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