Sab. Ott 24th, 2020

La riapertura delle scuole rischia di penalizzare le donne?

La riapertura delle scuole rischia di penalizzare le donne?

Chi rimarrà con i figli a casa in caso di quarantena o isolamento?

TERAMO Con l’imminente riapertura delle scuole si presentano tante problematiche che, in questa fase di pandemia, vanno a sommarsi alle ataviche criticità che si registrano ogni anno al suono della prima campanella.

A rischiare di subire le conseguenze negative delle misure assunte dal governo potrebbero essere ancora una volte le donne, come sostiene la Consigliera di Parità della Provincia di Teramo Monica Brandiferri. 

La riapertura delle scuole – afferma la Brandiferri – sta creando una situazione di palese incertezza a causa della poca chiarezza delle indicazioni fornite dal Protocollo di sicurezza. Ad essere particolarmente disorientate, in questo marasma generale, sono soprattutto le donne, come dimostra la domanda ricorrente in questi giorni: chi rimarrà con i figli a casa in caso di quarantena o isolamento? Domanda assolutamente pertinente a maggior ragione tenendo conto del fatto che le donne si occupano nella stragrande maggioranza dei casi della gestione dei figli, controllano il loro andamento scolastico e hanno svolto un compito fondamentale durante il lockdown quando li hanno seguiti passo dopo passo con le lezioni da remoto. Basti considerare solo un dato: il 76% delle madri ha usufruito dei congedi parentali previsti dal governo per fronteggiare gli effetti negativi del Covid-19. 

E’ importante sottolineare, in risposta ai tanti dubbi sopra esposti, l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di un Decreto contenente misure anti-Covid in vista della ripresa dell’anno scolastico, che introduce lo smart working e i congedi straordinari per i genitori in caso di quarantena obbligatoria dei figli minori di 14 anni. Un passo avanti che in un certo senso va a tutelare anche il lavoro e le opportunità lavorative delle donne. Ma bisogna attendere l’apertura dell’anno scolastico, quindi l’applicazione della normativa, per verificare l’efficacia della misura e constatarne gli eventuali risultati positivi”. 

Non dobbiamo mai dimenticare, infatti, – conclude la Brandiferri – l’obiettivo principale alla base di uno Stato che rispetti i principi di parità di genere: evitare che le donne vengano messe nella condizione di scegliere tra il lavoro e la cura dei figli. Ciò è fondamentale anche per scongiurare lo scenario drammatico previsto da una ricerca dell’Università Bicocca, secondo cui il 30% delle mamme lavoratrici penserebbe di lasciare il lavoro in caso di ripresa della didattica a distanza per l’anno scolastico alle porte”.

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