Mar. Nov 12th, 2019

Casa di riposo, trasferiti gli anziani in una nuova struttura in via Tasso

Vicenda casa di riposo Sant'Omero, assenza della Regione

Gli anziani della casa di riposo di Sant’Omero sono stati trasferiti presso una nuova struttura, messa a disposizione del Comune, in via Tasso

SANT’OMERO Ieri pomeriggio è stato completato ordinatamente il trasferimento degli ospiti della Casa di Riposo presso una nuova struttura, messa a disposizione dal Comune di Sant’Omero, in via Tasso.

“E’ stata una vera “impresa” ma, come spesso accade in Italia, nell’emergenza tutti danno il loro meglio. Più che alle Istituzioni (ASP, Comuni di Sant’Omero e Civitella) che, una volta di più, hanno dimostrato la forza di un territorio, oggi voglio porgere la mia gratitudine ai lavoratori della cooperativa Consorzio Futura- dichiara Gabriele Marcellini- Da premurosi assistenti si sono trasformati in operai consumati, compiendo un autentico capolavoro logistico: spostare una intera struttura in poche ore senza sospendere, neanche per un attimo le cure e le attenzioni agli ospiti presenti. Francesco, Daniele, Eufrasia, Elisabetta, Giuseppina, Rita, Daniela, Martina, Kevin, Massimo, Carlo, Andrea, Saida, Anna (spero di non dimenticare qualcuno…), splendidamente coordinati da Assunta hanno fatto il miracolo. Un grazie va anche a Mauro e Mimmo della nostra Alessandrini e ai “vecchi compagni di strada” Daniele e Gianni della De Benedictis. Voglio sottolineare questo sforzo perchè ritengo giusto dare un riconoscimento ad una categoria di lavoratori, quelli delle Case di Riposo, che assurgono agli onori della stampa solo per gli episodi negativi (mai comunque nelle nostre strutture). Nei quasi 10 anni di mia attività in questo settore ho avuto di conoscere direttamente centinaia di operatori delle strutture di Teramo, Sant’Omero ed Atri: ho visto tanta preparazione, dedizione agli anziani e – soprattutto – tanta tanta umanità. A tutti loro va il mio pensiero oggi nell’omaggiare con il cuore i miei attuali collaboratori di Sant’Omero.
Da ultimo permettetemi di ringraziare il mio paesano, Claudio Di Antonio, che – fuori dal suo orario di lavoro – ha prestato un opera qualificata ed indispensabile.”

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